venerdì 30 aprile 2010
Calcio, mondiale 2010: Campagna contro il turismo sessuale
Una campagna contro il turismo sessuale è stata lanciata dalle autorità comunali di Mangaung, che ospiterà alcune partite del mondiale di calcio. In un comunicato ufficiale si sottolinea che in eventi importanti, come appunto il Mondiale, "si registra un aumento di attività illecite, di cui sono vittime soprattutto donne e bambini". Nella stessa nota si avverte che le prostitute "sono soggetti ad alto rischio di contagio di HIV/Aids in Sud Africa". Per tutta la durata della grande manifestazione sportiva le autorità comunali di Mangaung faranno allestire stand in cui sarà possibile avere materiale informativo, sottoporsi al test dell'HIV, rifornirsi di profilattici.
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lunedì 26 aprile 2010
Mare e relax in Basilicata: alla Masseria Macchia & Relais San Pio
Il mare è a due passi. E c'è anche una spiaggia privata per stendersi al primo sole. Intorno ci sono solo il verde e il silenzio della campagna lucana: meta di rilassanti passeggiate, ma anche divertenti gite in mountain bike.
Non c'è bisogno di portarsi fin qui le biciclette: sono gìà a disposizione alla Masseria Macchia & Relais San Pio. Una fattoria di fine Ottocento appartata sulla costa jonica della Basilicata, dove gli ospiti sono accolti in camere e appartamenti ideali per famiglie con bambini, nascosti tra giganteschi eucalipti, acacie, oleandri e bouganville. Le aree comuni sono in antiche strutture: dalla hall, in un granaio restaurato, si accede al centro benessere, con piscina coperta, idromassaggio, sauna, bagno turco, docce tropicali aromatizzate, trattamenti viso e corpo con prodotti rigorosamente naturali, come i massaggi al miele di agrumi o all'olio di oliva biologico. Dagli orti della Masseria, frutta e verdure bio arrivano anche in cucina: alla Locanda delle Giare, il ristorante nell'agrumaia con tavoli all'aperto in una bellissima veranda, si gustano piatti mediterranei e antiche ricette lucane.
Oasi di charme e relax, ma anche comodo punto di partenza per gite culturali alla scoperta di alcune delle più famose attrazioni della Basilicata. Matera, con i suoi Sassi e le chiese rupestri patrimonio dell'Unesco, è a mezzora di auto dalla Masseria. Mentre l'area archeologica di Metaponto, a 5 km, si raggiunge comodamente in mountain bike. Tra le rovine dell'antica città della Magna Grecia spiccano quelle del tempio dorico dedicato ad Hera, note come “Tavole Palatine”. Ma ci sono anche i resti di altri edifici sacri, dell’agorà dedicata a Zeus, di un teatro del IV secolo a.C. e della lunga galleria a portici del Castro Romano. Oltre al Parco, è da visitare anche il Museo Archeologico, con manufatti, corredi funerari, ornamenti, anfore e ceramiche, dall'età preistorica al periodo tardoantico.
I ponti di primavera sono un'ottima occasione per un long weekend in Basilicata a prezzi vantaggiosi: dal 30 aprile al 2 maggio e dal 30 maggio al 2 giugno, la Masseria Macchia & Relais San Pio propone soggiorni relax di 2 notti con pensione completa; frutta fresca e drink di benvenuto in camera; accesso gratuito al centro benessere (massaggi e trattamenti esclusi); possibilità di late check-out (entro le 17), da 185 € a persona.
Info: Masseria Macchia & Relais San Pio Borgo rurale e SPA, C/da Macchia - Marina di Pisticci (MT), tel. 0835.58.21.93, www.naturgest.it. Prezzi: da 55 € a persona in doppia con pensione completa.
Non c'è bisogno di portarsi fin qui le biciclette: sono gìà a disposizione alla Masseria Macchia & Relais San Pio. Una fattoria di fine Ottocento appartata sulla costa jonica della Basilicata, dove gli ospiti sono accolti in camere e appartamenti ideali per famiglie con bambini, nascosti tra giganteschi eucalipti, acacie, oleandri e bouganville. Le aree comuni sono in antiche strutture: dalla hall, in un granaio restaurato, si accede al centro benessere, con piscina coperta, idromassaggio, sauna, bagno turco, docce tropicali aromatizzate, trattamenti viso e corpo con prodotti rigorosamente naturali, come i massaggi al miele di agrumi o all'olio di oliva biologico. Dagli orti della Masseria, frutta e verdure bio arrivano anche in cucina: alla Locanda delle Giare, il ristorante nell'agrumaia con tavoli all'aperto in una bellissima veranda, si gustano piatti mediterranei e antiche ricette lucane.
Oasi di charme e relax, ma anche comodo punto di partenza per gite culturali alla scoperta di alcune delle più famose attrazioni della Basilicata. Matera, con i suoi Sassi e le chiese rupestri patrimonio dell'Unesco, è a mezzora di auto dalla Masseria. Mentre l'area archeologica di Metaponto, a 5 km, si raggiunge comodamente in mountain bike. Tra le rovine dell'antica città della Magna Grecia spiccano quelle del tempio dorico dedicato ad Hera, note come “Tavole Palatine”. Ma ci sono anche i resti di altri edifici sacri, dell’agorà dedicata a Zeus, di un teatro del IV secolo a.C. e della lunga galleria a portici del Castro Romano. Oltre al Parco, è da visitare anche il Museo Archeologico, con manufatti, corredi funerari, ornamenti, anfore e ceramiche, dall'età preistorica al periodo tardoantico.
I ponti di primavera sono un'ottima occasione per un long weekend in Basilicata a prezzi vantaggiosi: dal 30 aprile al 2 maggio e dal 30 maggio al 2 giugno, la Masseria Macchia & Relais San Pio propone soggiorni relax di 2 notti con pensione completa; frutta fresca e drink di benvenuto in camera; accesso gratuito al centro benessere (massaggi e trattamenti esclusi); possibilità di late check-out (entro le 17), da 185 € a persona.
Info: Masseria Macchia & Relais San Pio Borgo rurale e SPA, C/da Macchia - Marina di Pisticci (MT), tel. 0835.58.21.93, www.naturgest.it. Prezzi: da 55 € a persona in doppia con pensione completa.
A Berlino per il Gallery Weekend
Oltre 170 istituzioni, tra musei e gallerie d'arte. Collezioni fra le più importanti al mondo, come quella del polacco Christian Boros che a Berlino ha ristrutturato un bunker antiaereo per accogliere lavori, fra gli altri, di Damien Hirst e Olafur Eliasson.
E record di visitatori: 14 milioni nei soli 17 musei statali nel 2009, più del doppio rispetto al decennio precedente. È il fermento artistico il vero motore di Berlino, una Montmartre del terzo millennio, dove si respira voglia di nuovo e di sperimentazione come nella Parigi d'inizio Novecento. Grazie ai numerosi voli low cost dalle principali città d’Italia (con Easyjet da 21,99 € a tratta, con Ryanair da 14,99 a tratta), l’occasione per scoprire la città può essere il Gallery Weekend Berlin, appuntamento clou della stagione, dal 30 aprile al 2 maggio, quando si inaugurano ben 40 mostre in altrettante gallerie cittadine (www.gallery-weekend-berlin.de).
Si può partire da Checkpoint Charlie, luogo simbolo della Guerra fredda, che fino alla caduta del Muro separava il quartiere sovietico di Mitte dall’americano Kreuzberg. Oggi in quest’area si trovano una sessantina di gallerie: Barbara Weiss (www.galeriebarbaraweiss.de) rappresenta autori noti come i maestri canadesi dell’arte multimediale Janet Cardiff e George Bures Miller, e per la rassegna ospita la doppia personale di John Miller e Mary Heilmann, lui scultore in odore di concettuale, lei pittrice di imprecise e colorate geometrie astratte. All’angolo tra Kochstrasse e Friedrichstrasse si trova invece la galleria di Gregor Podnar (tel. 0049.30.25.93.46. 51). Qui c’è grande attenzione per i talenti emergenti dell’ex Cortina di ferro, come lo sloveno Tobias Putrih. Per la Gallery Weekend Berlin, Podnar espone il giovane Ariel Schlesinger, classe 1980, dedito all’assemblage e all’objet trouvé. Al numero 68-71 di Charlottenstrasse c’è poi la Galerie Ulrich Fiedler (www.ulrichfiedler.com), specializzata negli autori del Bauhaus, dove acquistare arredi degli anni Trenta, grafiche, fotografie, libri.
Se si vuol restare nell’ambito delle arti applicate, bisogna spingersi un poco a est e raggiungere la galleria di Isabella Bortolozzi (www.bortolozzi.com), che ospita una raffinata mostra di tappeti disegnati da artisti affermati sulla scena mondiale, come Albert Oehlen e David Hammons, ma anche da emergenti come Sergej Jensen e Danh Vo. A due passi da Isabella Bortolozzi si apre lo spazio di Klosterfelde (www.klosterfelde.de), dove espone il canadese Michael Snow, ex musicista, poi dedicatosi al film sperimentale. La galleria rappresenta autori molto apprezzati dal mercato, come Rivane Neuenschwander e Vibeke Tandberg, oltre agli italiani Armin Linke e Liliana Moro.
Tocca poi esplorare il Mitte. Un vasto spazio degli anni Sessanta è dal 2008 la sede congiunta di Gisela Capitain e Friedrich Petzel (Karl-Marx-Allee 45), che in scuderia vantano autori come Kelly Walker, Monika Sosnowska o Seth Price. In occasione della rassegna berlinese si visita la personale dello statunitense Troy Brauntuch, virtuoso del pastello conte (grafite e argilla). Più a est, al numero 13 di Philippstrasse, c’è l’ameno giardinetto sul quale si affaccia il primo dei due spazi della Galleria Neu (www.galerieneu.net): in Germania rappresenta Francesco Vezzoli, ma lancia anche giovani under 30 come il newyorkese Nick Mauss, autore di ambiziose installazioni e di più agili opere bidimensionali. Un breve tratto a piedi e si entra all’Hamburger Bahnhof (Invalidenstrasse 50-51), ex stazione dei treni convertita nel 1996 all’arte contemporanea. Con i suoi 13mila metri quadri di superficie, è uno dei musei più grandi al mondo. Per una pausa c’è il ristorante gestito da Sarah Wiener (tel. 0049.30.70.71.36.50; menu da 25 €), nota in città per le schnitzel e la sachertorte.
La capitale stupisce anche sul fronte della gastronomia, persino nei ristoranti tradizionali come Borchardt (Französische Strasse 47, tel. 0049.30. 20.38.71.10) e Gambrinus (Linienstrasse 133, tel. 0049.30.28.26.043). Cucina etnica e ambiente informale al frequentatissimo vietnamita Monsieur Vuong (Alte Schönhauser Strasse 46, tel. 0049.30.99.29.69.24), mentre chi ha il gusto della sperimentazione può cenare al Margaux di Michael Hoffmann (Unter den Linden 78, tel. 0049.30.22.65.26.11). Per dormire in un ambiente adatto al clima d’avanguardia si sceglie l’Hotel Q! (Knesebeckstrasse 67, tel. 0049.30.81.00.660; doppia da 150 €) o l’Hotel Ku’ Damm 101, con una bella terrazza (Kurfürstendamm 101, tel. 0049.30.52.00.550; doppia da 90 €). Recente e con tariffe low cost l’Adagio City Aparthotel Berlin Kurfürstendamm, un confortevole 3 stelle dal décor contemporaneo (Lietzenburger Strasse 89, tel. 0049.30.81.82.58.49; doppia da 85 €).
E record di visitatori: 14 milioni nei soli 17 musei statali nel 2009, più del doppio rispetto al decennio precedente. È il fermento artistico il vero motore di Berlino, una Montmartre del terzo millennio, dove si respira voglia di nuovo e di sperimentazione come nella Parigi d'inizio Novecento. Grazie ai numerosi voli low cost dalle principali città d’Italia (con Easyjet da 21,99 € a tratta, con Ryanair da 14,99 a tratta), l’occasione per scoprire la città può essere il Gallery Weekend Berlin, appuntamento clou della stagione, dal 30 aprile al 2 maggio, quando si inaugurano ben 40 mostre in altrettante gallerie cittadine (www.gallery-weekend-berlin.de).
Si può partire da Checkpoint Charlie, luogo simbolo della Guerra fredda, che fino alla caduta del Muro separava il quartiere sovietico di Mitte dall’americano Kreuzberg. Oggi in quest’area si trovano una sessantina di gallerie: Barbara Weiss (www.galeriebarbaraweiss.de) rappresenta autori noti come i maestri canadesi dell’arte multimediale Janet Cardiff e George Bures Miller, e per la rassegna ospita la doppia personale di John Miller e Mary Heilmann, lui scultore in odore di concettuale, lei pittrice di imprecise e colorate geometrie astratte. All’angolo tra Kochstrasse e Friedrichstrasse si trova invece la galleria di Gregor Podnar (tel. 0049.30.25.93.46. 51). Qui c’è grande attenzione per i talenti emergenti dell’ex Cortina di ferro, come lo sloveno Tobias Putrih. Per la Gallery Weekend Berlin, Podnar espone il giovane Ariel Schlesinger, classe 1980, dedito all’assemblage e all’objet trouvé. Al numero 68-71 di Charlottenstrasse c’è poi la Galerie Ulrich Fiedler (www.ulrichfiedler.com), specializzata negli autori del Bauhaus, dove acquistare arredi degli anni Trenta, grafiche, fotografie, libri.
Se si vuol restare nell’ambito delle arti applicate, bisogna spingersi un poco a est e raggiungere la galleria di Isabella Bortolozzi (www.bortolozzi.com), che ospita una raffinata mostra di tappeti disegnati da artisti affermati sulla scena mondiale, come Albert Oehlen e David Hammons, ma anche da emergenti come Sergej Jensen e Danh Vo. A due passi da Isabella Bortolozzi si apre lo spazio di Klosterfelde (www.klosterfelde.de), dove espone il canadese Michael Snow, ex musicista, poi dedicatosi al film sperimentale. La galleria rappresenta autori molto apprezzati dal mercato, come Rivane Neuenschwander e Vibeke Tandberg, oltre agli italiani Armin Linke e Liliana Moro.
Tocca poi esplorare il Mitte. Un vasto spazio degli anni Sessanta è dal 2008 la sede congiunta di Gisela Capitain e Friedrich Petzel (Karl-Marx-Allee 45), che in scuderia vantano autori come Kelly Walker, Monika Sosnowska o Seth Price. In occasione della rassegna berlinese si visita la personale dello statunitense Troy Brauntuch, virtuoso del pastello conte (grafite e argilla). Più a est, al numero 13 di Philippstrasse, c’è l’ameno giardinetto sul quale si affaccia il primo dei due spazi della Galleria Neu (www.galerieneu.net): in Germania rappresenta Francesco Vezzoli, ma lancia anche giovani under 30 come il newyorkese Nick Mauss, autore di ambiziose installazioni e di più agili opere bidimensionali. Un breve tratto a piedi e si entra all’Hamburger Bahnhof (Invalidenstrasse 50-51), ex stazione dei treni convertita nel 1996 all’arte contemporanea. Con i suoi 13mila metri quadri di superficie, è uno dei musei più grandi al mondo. Per una pausa c’è il ristorante gestito da Sarah Wiener (tel. 0049.30.70.71.36.50; menu da 25 €), nota in città per le schnitzel e la sachertorte.
La capitale stupisce anche sul fronte della gastronomia, persino nei ristoranti tradizionali come Borchardt (Französische Strasse 47, tel. 0049.30. 20.38.71.10) e Gambrinus (Linienstrasse 133, tel. 0049.30.28.26.043). Cucina etnica e ambiente informale al frequentatissimo vietnamita Monsieur Vuong (Alte Schönhauser Strasse 46, tel. 0049.30.99.29.69.24), mentre chi ha il gusto della sperimentazione può cenare al Margaux di Michael Hoffmann (Unter den Linden 78, tel. 0049.30.22.65.26.11). Per dormire in un ambiente adatto al clima d’avanguardia si sceglie l’Hotel Q! (Knesebeckstrasse 67, tel. 0049.30.81.00.660; doppia da 150 €) o l’Hotel Ku’ Damm 101, con una bella terrazza (Kurfürstendamm 101, tel. 0049.30.52.00.550; doppia da 90 €). Recente e con tariffe low cost l’Adagio City Aparthotel Berlin Kurfürstendamm, un confortevole 3 stelle dal décor contemporaneo (Lietzenburger Strasse 89, tel. 0049.30.81.82.58.49; doppia da 85 €).
domenica 25 aprile 2010
Il museo del Martinitt: tra memoria e multimedia.
di Letizia Cugnetto
“La memoria non è ciò che ricordiamo ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare”, così la definì Octavio Paz, il messicano premio Nobel per la letteratura nel 1990.
Poco più di un anno fa, esattamente il 19 Gennaio del 2009, ha aperto le porte al pubblico il Museo Martinitt e Stelline, un luogo ricco di memoria e di vita per la città di Milano.
Con il nome Martinitt e Stelline si indicavano gli orfani, rispettivamente, maschi e femmine, che dal 1528 avevano abitato quel luogo: infatti, per cinque secoli questo museo della memoria, è stato un orfanotrofio, al quale si poteva essere ammessi solo se si possedevano particolari requisiti e dopo essere stati sottoposti ad un esame scrupoloso da parte della direzione; un edificio, che rivestì un ruolo sociale fondamentale per l’epoca passata e per la città meneghina.
L’importanza di questo posto è duplice, poiché, oltre ad essere custode di un tempo che non c’è più, a raccontare la storia della gioventù di allora, del suo quotidiano, dallo studio alle attività professionali, è un esempio virtuoso di utilizzo delle nuove tecnologie nelle strutture museali.
I visitatori, infatti, sono coinvolti in prima persona, hanno l’occasione di interagire a pieno col museo, avendo la possibilità di sfogliare i documenti dell’epoca, leggere i brani che venivano proposti ai bambini, ascoltare le loro emozioni e le richieste contenute nelle lettere indirizzate ai parenti o al direttore, in una società altamente gerarchizzata, come quella ottocentesca.
Il tutto in un percorso accattivante, in cui è possibile immedesimarsi completamente, sedendosi tra i banchi di scuola, diventando di nuovo scolari e rispondendo alle domande di geografia, storia ed italiano ai tempi dell’Unità d’Italia.
Il fascino rivestito dal Martinitt sta proprio nell’aver ricercato un linguaggio semplice e particolare, per diffondere il patrimonio culturale e creare un rapporto stimolante tra visitatore e museo, attraverso le nuove tecnologia, grazie ai numerosi video e ai pannelli touch screen.
Ma per capire a fondo cosa sia questo luogo e come parli al cuore dell’individuo, è necessario visitarlo per scoprire i segreti racchiusi tra le sue mura.
Aperto da martedì a sabato
Dalle 10.30 alle18. 30
Corso Magenta, 57 Milano
info@museomartinittestelline.it
“La memoria non è ciò che ricordiamo ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare”, così la definì Octavio Paz, il messicano premio Nobel per la letteratura nel 1990.
Poco più di un anno fa, esattamente il 19 Gennaio del 2009, ha aperto le porte al pubblico il Museo Martinitt e Stelline, un luogo ricco di memoria e di vita per la città di Milano.
Con il nome Martinitt e Stelline si indicavano gli orfani, rispettivamente, maschi e femmine, che dal 1528 avevano abitato quel luogo: infatti, per cinque secoli questo museo della memoria, è stato un orfanotrofio, al quale si poteva essere ammessi solo se si possedevano particolari requisiti e dopo essere stati sottoposti ad un esame scrupoloso da parte della direzione; un edificio, che rivestì un ruolo sociale fondamentale per l’epoca passata e per la città meneghina.
L’importanza di questo posto è duplice, poiché, oltre ad essere custode di un tempo che non c’è più, a raccontare la storia della gioventù di allora, del suo quotidiano, dallo studio alle attività professionali, è un esempio virtuoso di utilizzo delle nuove tecnologie nelle strutture museali.
I visitatori, infatti, sono coinvolti in prima persona, hanno l’occasione di interagire a pieno col museo, avendo la possibilità di sfogliare i documenti dell’epoca, leggere i brani che venivano proposti ai bambini, ascoltare le loro emozioni e le richieste contenute nelle lettere indirizzate ai parenti o al direttore, in una società altamente gerarchizzata, come quella ottocentesca.
Il tutto in un percorso accattivante, in cui è possibile immedesimarsi completamente, sedendosi tra i banchi di scuola, diventando di nuovo scolari e rispondendo alle domande di geografia, storia ed italiano ai tempi dell’Unità d’Italia.
Il fascino rivestito dal Martinitt sta proprio nell’aver ricercato un linguaggio semplice e particolare, per diffondere il patrimonio culturale e creare un rapporto stimolante tra visitatore e museo, attraverso le nuove tecnologia, grazie ai numerosi video e ai pannelli touch screen.
Ma per capire a fondo cosa sia questo luogo e come parli al cuore dell’individuo, è necessario visitarlo per scoprire i segreti racchiusi tra le sue mura.
Aperto da martedì a sabato
Dalle 10.30 alle18. 30
Corso Magenta, 57 Milano
info@museomartinittestelline.it
giovedì 22 aprile 2010
Ancora sul turismo del Vino: Tra Sogno e Bisogno
di Antonio Oliva
LA MIA PERSONALE esperienza nel collaborare all’organizzazione di CANTINE APERTE 2010
IN TOSCANA
Vi voglio rendervi partecipi dell’evento più rappresentativo,a cui partecipo e collaboro per l’edizione 2010, si tratta di Cantine Aperte è un evento che coinvolge migliaia di appassionati in tutta Italia, dove il protagonista in assoluto è il vino, con i suoi produttori e i suoi territori.
Nell’ultima domenica di maggio, le cantine vinicole socie del Movimento Turismo del Vino accolgono i loro eno-turisti, favorendo un contatto diretto con appassionati e semplici curiosi.
Questa tradizione è molto solida e sentita in Toscana e ritengo che la partecipazione degli eno-curiosi sarà altissima…
Vi esorto a viverla!
(www.movimentoturismodelvino.it)
LA MIA PERSONALE esperienza nel collaborare all’organizzazione di CANTINE APERTE 2010
IN TOSCANA
Vi voglio rendervi partecipi dell’evento più rappresentativo,a cui partecipo e collaboro per l’edizione 2010, si tratta di Cantine Aperte è un evento che coinvolge migliaia di appassionati in tutta Italia, dove il protagonista in assoluto è il vino, con i suoi produttori e i suoi territori.
Nell’ultima domenica di maggio, le cantine vinicole socie del Movimento Turismo del Vino accolgono i loro eno-turisti, favorendo un contatto diretto con appassionati e semplici curiosi.
Questa tradizione è molto solida e sentita in Toscana e ritengo che la partecipazione degli eno-curiosi sarà altissima…
Vi esorto a viverla!
(www.movimentoturismodelvino.it)
Pronti, partenza, Expo: vacanze a Shanghai
Da Mao al lusso. È questa la profonda mutazione della città in vista dell’Expo 2010 lungo il fiume Huangpu. Il 30 aprile Plácido Domingo e il Cirque du Soleil, con altri artisti internazionali, inaugurano la manifestazione, aperta al pubblico dall’1/5 al 31/10.
Il padiglione italiano, progettato dall’architetto Giampaolo Imbrighi, con la pianta quadrata di 3600 mq, per un’altezza di 18 metri, rende omaggio alla città di Shanghai, ma anche al famoso gioco che prende il suo nome, con la struttura di uno speciale cemento che fa filtrare la luce.
Con il cambio favorevole (1 € = 9/10 yuan) la Cina smart e chic è ancora più vicina. Sul Bund, il maestoso lungofiume, palazzi neoclassici e déco perfettamente ristrutturati ospitano locali e ritrovi di tendenza, come M on the Bund (The Bund 5, tel. 0086.21.63.50.99.88), ristorante con cucina fusion al settimo piano e vista sullo skyline, futuribile e colorato come un videogioco. È Lujiazui, cuore pulsante di Pudong, dove in pochi anni sono spuntati dal nulla i più famosi grattacieli dell’Asia. C’è lo Shanghai World Finance Center (492 metri), chiamato il cavatappi per la sua forma, dove si può salire fino al 97° e al 100° piano, per avere la città sotto i piedi (Century Avenue, Pudong New District, tel. 0086.21.68.77.78.78, www.swfc-observatory.com). Altissima anche la Jin Mao Tower: dai tavoli accanto alle vetrate del ristorante The Grill del Grand Hyatt Hotel, al 33° piano, fra aragoste e pesce cucinato a vista sulla griglia, si gode un panorama spettacolare (tel. 0086.21.50.47.12.34, www.shanghai.grand.hyatt.com).
Nel quartiere della Concessione Francese, grandi viali alberati e atmosfera branché, l’indirizzo giusto per memorabilia, d’epoca o moderne, del regime comunista, con la faccia di Mao e i manifesti di propaganda che spuntano su magliette, grembiuli per cucina, mug o quaderni, è Madame Mao’s Dowry (FuMin Lu 207, tel. 0086.21.54.03.35.51, www.madamemaosdowry.com). Fra i locali, lo Zen Café è ideale per una tazza di tè o un dolce goloso preparato al momento (Dong Ping Road 7-1, tel. 0086.21.64.37.73.90); per una cena informale c’è il ristorante vietnamita Pho Real, con le ceste appese al soffitto (FuMin Lu 166, tel. 0086.21.54.03.81.10). Sempre nella Concessione, un appartamento, nascosto in un palazzo che ricorda le atmosfere di film come Addio mia concubina, ospita la galleria d’arte 140sqm Gallery (1331 Fuxing Zhong Lu, appartamento n. 28, www.140sqm.com), dove l’elegante gallerista Liu Ying Mei seleziona installazioni di artisti emergenti.
Si dorme all’Urbn Hotel, 26 camere di design tra i 35 e gli 80 metri quadri (doppia b&b da 160 €, Jiao Zhou Lu 183, tel. 0086.21.51.53.46.00, www.urbnhotels.com), oppure al Jia Shanghai, appena inaugurato, tra accenni orientali e tocchi décor (doppia b&b da 120 €, West Nanjing Road 931 ang. Taixing Road, tel. 0086.21.62.17.90.00, www.jiashanghai.com). Da non perdere una passeggiata vicino al fiume, a Moganshan Road, tra gallerie fotografiche e d’arte all’ultimo grido, in edifici ex industriali perfettamente recuperati e, dopo la maratona negli atelier, un coffee break da Bandu Cabin (Moganshan Road 50, Block 11, tel. 0086.21.62.76.82.67, www.bandumusic.com), tra mobili in rattan e legno: nel weekend, dalle 20 in poi , si tengono anche concerti con antichi strumenti cinesi.
Si fa shopping griffato nel distretto di Xintiandi, sorta di Manhattan orientale zeppa di boutique appena inaugurate, dove comprare una borsa o una sciarpa glam da Shanghai Tang (Xintiandi Plaza, Xintiandi North Block 15, Lane 181 Tai Cang Road, tel. 0086.21.63.84.16.01) o una tracolla di stoffa da Shanghai Trio, la firma più cool per accessori di sapore orientale (Unit 4&5, Lane 181, Taicang Road, by South Huangpi Road). Una camicia a 10 euro o una giacca in cachemire a 70 euro si ordinano su misura, e si ritirano dopo poche ore, al mercato di Nan Cang Street (HuangPu Area), dove i sarti stipati in spazi angusti lavorano incessantemente.
Per una settimana a Shanghai, Chinasia Tour Operator (tel. 06.59.60.14.99, www.chinasia.it) propone il centralissimo Central Hotel, nell’isola pedonale lungo la Nanjing Road, la via dello shopping; l’hotel ha ristoranti, boutique, centro benessere, palestra (da 1200 € a persona, in doppia b&b, con voli di linea Air China a-r, trasferimenti da-per l’aeroporto).
Il padiglione italiano, progettato dall’architetto Giampaolo Imbrighi, con la pianta quadrata di 3600 mq, per un’altezza di 18 metri, rende omaggio alla città di Shanghai, ma anche al famoso gioco che prende il suo nome, con la struttura di uno speciale cemento che fa filtrare la luce.
Con il cambio favorevole (1 € = 9/10 yuan) la Cina smart e chic è ancora più vicina. Sul Bund, il maestoso lungofiume, palazzi neoclassici e déco perfettamente ristrutturati ospitano locali e ritrovi di tendenza, come M on the Bund (The Bund 5, tel. 0086.21.63.50.99.88), ristorante con cucina fusion al settimo piano e vista sullo skyline, futuribile e colorato come un videogioco. È Lujiazui, cuore pulsante di Pudong, dove in pochi anni sono spuntati dal nulla i più famosi grattacieli dell’Asia. C’è lo Shanghai World Finance Center (492 metri), chiamato il cavatappi per la sua forma, dove si può salire fino al 97° e al 100° piano, per avere la città sotto i piedi (Century Avenue, Pudong New District, tel. 0086.21.68.77.78.78, www.swfc-observatory.com). Altissima anche la Jin Mao Tower: dai tavoli accanto alle vetrate del ristorante The Grill del Grand Hyatt Hotel, al 33° piano, fra aragoste e pesce cucinato a vista sulla griglia, si gode un panorama spettacolare (tel. 0086.21.50.47.12.34, www.shanghai.grand.hyatt.com).
Nel quartiere della Concessione Francese, grandi viali alberati e atmosfera branché, l’indirizzo giusto per memorabilia, d’epoca o moderne, del regime comunista, con la faccia di Mao e i manifesti di propaganda che spuntano su magliette, grembiuli per cucina, mug o quaderni, è Madame Mao’s Dowry (FuMin Lu 207, tel. 0086.21.54.03.35.51, www.madamemaosdowry.com). Fra i locali, lo Zen Café è ideale per una tazza di tè o un dolce goloso preparato al momento (Dong Ping Road 7-1, tel. 0086.21.64.37.73.90); per una cena informale c’è il ristorante vietnamita Pho Real, con le ceste appese al soffitto (FuMin Lu 166, tel. 0086.21.54.03.81.10). Sempre nella Concessione, un appartamento, nascosto in un palazzo che ricorda le atmosfere di film come Addio mia concubina, ospita la galleria d’arte 140sqm Gallery (1331 Fuxing Zhong Lu, appartamento n. 28, www.140sqm.com), dove l’elegante gallerista Liu Ying Mei seleziona installazioni di artisti emergenti.
Si dorme all’Urbn Hotel, 26 camere di design tra i 35 e gli 80 metri quadri (doppia b&b da 160 €, Jiao Zhou Lu 183, tel. 0086.21.51.53.46.00, www.urbnhotels.com), oppure al Jia Shanghai, appena inaugurato, tra accenni orientali e tocchi décor (doppia b&b da 120 €, West Nanjing Road 931 ang. Taixing Road, tel. 0086.21.62.17.90.00, www.jiashanghai.com). Da non perdere una passeggiata vicino al fiume, a Moganshan Road, tra gallerie fotografiche e d’arte all’ultimo grido, in edifici ex industriali perfettamente recuperati e, dopo la maratona negli atelier, un coffee break da Bandu Cabin (Moganshan Road 50, Block 11, tel. 0086.21.62.76.82.67, www.bandumusic.com), tra mobili in rattan e legno: nel weekend, dalle 20 in poi , si tengono anche concerti con antichi strumenti cinesi.
Si fa shopping griffato nel distretto di Xintiandi, sorta di Manhattan orientale zeppa di boutique appena inaugurate, dove comprare una borsa o una sciarpa glam da Shanghai Tang (Xintiandi Plaza, Xintiandi North Block 15, Lane 181 Tai Cang Road, tel. 0086.21.63.84.16.01) o una tracolla di stoffa da Shanghai Trio, la firma più cool per accessori di sapore orientale (Unit 4&5, Lane 181, Taicang Road, by South Huangpi Road). Una camicia a 10 euro o una giacca in cachemire a 70 euro si ordinano su misura, e si ritirano dopo poche ore, al mercato di Nan Cang Street (HuangPu Area), dove i sarti stipati in spazi angusti lavorano incessantemente.
Per una settimana a Shanghai, Chinasia Tour Operator (tel. 06.59.60.14.99, www.chinasia.it) propone il centralissimo Central Hotel, nell’isola pedonale lungo la Nanjing Road, la via dello shopping; l’hotel ha ristoranti, boutique, centro benessere, palestra (da 1200 € a persona, in doppia b&b, con voli di linea Air China a-r, trasferimenti da-per l’aeroporto).
martedì 20 aprile 2010
Gozo: paradisi fuori grotta
Sopra, sotto e intorno al mare, una girandola di emozioni. Un tuffo nel blu, nella storia, nella natura; ma anche nello sport. Dove? Nella piccola Gozo, nel cuore del Mediterraneo. Sorella di mare di Malta, l’isola dell’arcipelago maltese (cui si unisce la minuscola e disabitata Comino), sta diventando sempre più la meta d’elezione per chi cerca un’acqua da sogno, cultura, tranquillità, e, per i più dinamici, la possibilità di effettuare attività sportive in scenari integri.
Il tutto, senza lunghi spostamenti, vista la considerevole vicinanza con le coste siciliane. Inoltre negli ultimi anni l’hôtellerie gozitana si è rinnovata. Con piccoli hotel di charme, eleganti farmhouse e spa attrezzate negli hotel più lussuosi, Gozo è oggi un’isola per intenditori, che svela il suo volto più intrigante fra spiagge incantevoli, giardini fioriti, antichi villaggi e un verde entroterra collinare.
In estate è il mare la maggiore attrattiva, sia per praticare lo snorkeling, sia per le immersioni di cui l’isola è famosa. Nei pressi di Dwejra, sulla costa occidentale, si apre la suggestiva Finestra Azzurra, scultura naturale rocciosa ad arco che si erge fra terra e acqua, divenuta il simbolo dell’isola. Questo è un luogo strategico per gli amanti del diving: nel giro di pochi metri si trovano i più noti punti d’immersione di Gozo. Il Blue Hole, piscina naturale profonda una ventina di metri, considerato da Jacques Cousteau fra le dieci mete di immersioni preferite nel mondo; il Fungus Rock, blocco di roccia calcarea che si eleva dall’acqua per una cinquantina di metri (sulla sommità crescono rare specie protette di funghi) e incanta per la varietà dei fondali; e il vicino Mare Interno, una laguna collegata al mare aperto da un passaggio-tunnel nella roccia, originata dal crollo della volta di una grande caverna sprofondata per centinaia di metri.
Meravigliosi monumenti naturali che sono alla portata anche di chi non s’immerge, meta di brevi escursioni a bordo delle barche dei pescatori (circa 3.50 € a persona). Per chi vuole solo stendersi al sole c’è l’imbarazzo della scelta. La spiaggia più grande e famosa è a Ramla Bay, una vasta spianata di sabbia rossa, un tempo rifugio delle tartarughe marine, che qui arrivavano a deporre le uova. Oggi è la preferita dalle famiglie con bambini per l’acqua bassa a riva, mentre è più intima la piccola San Blas, anch’essa rossa e racchiusa fra rocce. Altrettanto suggestive sono le spiagge di Mondoq Rummien, Dahlet Qorrot, e il fiordo di Mgarr ix-Xini, protetto da alte falesie. Ai lidi più solitari si contrappongono le spiagge delle cittadine balneari. Ricche di bar, ristoranti e alberghi, come la popolare e affollata Marsalforn, con il brioso lungomare zeppo di tavolini all’aperto, che invitano a provare i saporiti piatti dell’arcipelago. Gustosa fusion fra la cucina siciliana e italiana, africana, mediterranea e inglese, dove predominano pesce, coniglio, pasta, zuppe e verdure. Sono qui vicino le saline di Xwejni, risalenti al Settecento.
Più intimo e raccolto è Xlendi, villaggio d’antan di pescatori e porto naturale utilizzato anche dagli antichi Romani, che ha mantenuto un’atmosfera genuina. Meta perfetta per gli sportivi, Gozo, lunga circa 14 chilometri e larga meno di 8, raggiungibile in 30 minuti di traghetto da Malta (dal terminal di Cirkewwa), non offre solo attività legate al mare, come immersioni, snorkeling, vela, windsurf, ma anche sport sulla terra ferma. Per la sua particolare conformazione, infatti, si possono praticare rock climbing (sulle numerose scogliere a strapiombo), tour in bicicletta nella campagna, trekking sui colli, come il San Lawrenz Walk, che parte dall’omonima cittadina e arriva sulla vetta del Ta’ Dbiegi, il punto più alto dell’isola (meno di 200 metri), che regala una splendida vista a 360° gradi.
Se la natura è generosa, non è da meno il ricco patrimonio storico-culturale-artistico lasciato nel corso dei secoli dalle varie dominazioni, soprattutto quella araba. A iniziare da Victoria, la capitale, nel centro dell’isola. L’antica Rabat è una vivace cittadina dominata dall’alto dalla mole della Cittadella, cinta dalle possenti mura del XVI-XVII secolo, che offrono un suggestivo camminamento sui bastioni. Da lì si gode una vista spettacolare, che nelle giornate più terse si allunga fino a Comino e alla punta settentrionale di Malta. Nella Cittadella, sviluppata dai Fenici e dai Romani, spiccano l’imponente Cattedrale barocca, i Palazzi del Vescovo e di Giustizia, il Museo di Gozo e quello del Folklore. Sotto la Cittadella, Victoria si anima soprattutto in It-Tokk, la piazza principale che ospita ogni mattina un allegro mercato e in via della Repubblica, piena di negozi, bar e ristoranti. Da non perdere una sosta nei giardini pubblici Rundle Gardens (Il-Mall) che ospitano varietà autoctone ed esotiche. Creati nel 1910, sono un’oasi di pace, e di fresco nelle ore più assolate.
Nell’entroterra, il grande santuario dedicato alla Madonna di Ta’ Pinu, che custodisce un’enorme collezione di ex voto, testimonia del profondo sentimento religioso dei gozitani. Gozo, però, è anche l’isola del mito. Secondo la leggenda, era la dimora di Calipso, la ninfa che nell’Odissea amò Ulisse e lo trattenne con sè per 7 anni. Abitava in una grotta vicino al mare, alta sulla spiaggia rossa di Ramla, che è diventata negli anni una frequentata meta turistica. Leggenda a parte, rimane una certezza: come Ulisse, chi approda a Gozo ne viene affascinato. Infatti, quando si parte si pensa già a ritornare.
Il tutto, senza lunghi spostamenti, vista la considerevole vicinanza con le coste siciliane. Inoltre negli ultimi anni l’hôtellerie gozitana si è rinnovata. Con piccoli hotel di charme, eleganti farmhouse e spa attrezzate negli hotel più lussuosi, Gozo è oggi un’isola per intenditori, che svela il suo volto più intrigante fra spiagge incantevoli, giardini fioriti, antichi villaggi e un verde entroterra collinare.
In estate è il mare la maggiore attrattiva, sia per praticare lo snorkeling, sia per le immersioni di cui l’isola è famosa. Nei pressi di Dwejra, sulla costa occidentale, si apre la suggestiva Finestra Azzurra, scultura naturale rocciosa ad arco che si erge fra terra e acqua, divenuta il simbolo dell’isola. Questo è un luogo strategico per gli amanti del diving: nel giro di pochi metri si trovano i più noti punti d’immersione di Gozo. Il Blue Hole, piscina naturale profonda una ventina di metri, considerato da Jacques Cousteau fra le dieci mete di immersioni preferite nel mondo; il Fungus Rock, blocco di roccia calcarea che si eleva dall’acqua per una cinquantina di metri (sulla sommità crescono rare specie protette di funghi) e incanta per la varietà dei fondali; e il vicino Mare Interno, una laguna collegata al mare aperto da un passaggio-tunnel nella roccia, originata dal crollo della volta di una grande caverna sprofondata per centinaia di metri.
Meravigliosi monumenti naturali che sono alla portata anche di chi non s’immerge, meta di brevi escursioni a bordo delle barche dei pescatori (circa 3.50 € a persona). Per chi vuole solo stendersi al sole c’è l’imbarazzo della scelta. La spiaggia più grande e famosa è a Ramla Bay, una vasta spianata di sabbia rossa, un tempo rifugio delle tartarughe marine, che qui arrivavano a deporre le uova. Oggi è la preferita dalle famiglie con bambini per l’acqua bassa a riva, mentre è più intima la piccola San Blas, anch’essa rossa e racchiusa fra rocce. Altrettanto suggestive sono le spiagge di Mondoq Rummien, Dahlet Qorrot, e il fiordo di Mgarr ix-Xini, protetto da alte falesie. Ai lidi più solitari si contrappongono le spiagge delle cittadine balneari. Ricche di bar, ristoranti e alberghi, come la popolare e affollata Marsalforn, con il brioso lungomare zeppo di tavolini all’aperto, che invitano a provare i saporiti piatti dell’arcipelago. Gustosa fusion fra la cucina siciliana e italiana, africana, mediterranea e inglese, dove predominano pesce, coniglio, pasta, zuppe e verdure. Sono qui vicino le saline di Xwejni, risalenti al Settecento.
Più intimo e raccolto è Xlendi, villaggio d’antan di pescatori e porto naturale utilizzato anche dagli antichi Romani, che ha mantenuto un’atmosfera genuina. Meta perfetta per gli sportivi, Gozo, lunga circa 14 chilometri e larga meno di 8, raggiungibile in 30 minuti di traghetto da Malta (dal terminal di Cirkewwa), non offre solo attività legate al mare, come immersioni, snorkeling, vela, windsurf, ma anche sport sulla terra ferma. Per la sua particolare conformazione, infatti, si possono praticare rock climbing (sulle numerose scogliere a strapiombo), tour in bicicletta nella campagna, trekking sui colli, come il San Lawrenz Walk, che parte dall’omonima cittadina e arriva sulla vetta del Ta’ Dbiegi, il punto più alto dell’isola (meno di 200 metri), che regala una splendida vista a 360° gradi.
Se la natura è generosa, non è da meno il ricco patrimonio storico-culturale-artistico lasciato nel corso dei secoli dalle varie dominazioni, soprattutto quella araba. A iniziare da Victoria, la capitale, nel centro dell’isola. L’antica Rabat è una vivace cittadina dominata dall’alto dalla mole della Cittadella, cinta dalle possenti mura del XVI-XVII secolo, che offrono un suggestivo camminamento sui bastioni. Da lì si gode una vista spettacolare, che nelle giornate più terse si allunga fino a Comino e alla punta settentrionale di Malta. Nella Cittadella, sviluppata dai Fenici e dai Romani, spiccano l’imponente Cattedrale barocca, i Palazzi del Vescovo e di Giustizia, il Museo di Gozo e quello del Folklore. Sotto la Cittadella, Victoria si anima soprattutto in It-Tokk, la piazza principale che ospita ogni mattina un allegro mercato e in via della Repubblica, piena di negozi, bar e ristoranti. Da non perdere una sosta nei giardini pubblici Rundle Gardens (Il-Mall) che ospitano varietà autoctone ed esotiche. Creati nel 1910, sono un’oasi di pace, e di fresco nelle ore più assolate.
Nell’entroterra, il grande santuario dedicato alla Madonna di Ta’ Pinu, che custodisce un’enorme collezione di ex voto, testimonia del profondo sentimento religioso dei gozitani. Gozo, però, è anche l’isola del mito. Secondo la leggenda, era la dimora di Calipso, la ninfa che nell’Odissea amò Ulisse e lo trattenne con sè per 7 anni. Abitava in una grotta vicino al mare, alta sulla spiaggia rossa di Ramla, che è diventata negli anni una frequentata meta turistica. Leggenda a parte, rimane una certezza: come Ulisse, chi approda a Gozo ne viene affascinato. Infatti, quando si parte si pensa già a ritornare.
sabato 17 aprile 2010
Cosenza per il turismo a "Ecotur" di Chieti dal 24 al 26 aprile
La Provincia di Cosenza sarà presente a Ecotur 2010, evento tra i più importanti nella promozione del turismo Verdeblu, naturale e sostenibile, comparto legato sia al mare che alla montagna, ai centri storici e alle aree rurali, in programma a Chieti dal 24 al 26 Aprile prossimi.
La presenza a Ecotur, manifestazione che coniuga il momento espositivo e di promozione con quello della commercializzazione del Turismo Natura, si inserisce nella politica di sviluppo che l'Assessorato al Turismo della Provincia di Cosenza, retto da Pietro Lecce, sta intraprendendo per promuovere in modo condiviso e consapevole tutto il territorio.
In quest’ottica, la Provincia ospiterà nel proprio spazio espositivo i due Parchi Nazionali della Sila e del Pollino, mentre saranno presenti le associazioni di categoria Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, le quali potranno, attraverso gli associati, proporre i propri pacchetti turistici.
In Ecotur la Provincia avrà dunque una vetrina importante e prestigiosa, considerate le sue potenzialità territoriali come grandi opportunità di crescita e sviluppo turistico. Opportunità che saranno al centro di un incontro con la partecipazione prevista di tour operator e giornalisti di testate nazionali ed estere, in programma per Domenica 25 Aprile.
“ Continua il lavoro che si sta producendo in maniera sinergica con tutti i soggetti istituzionali e privati al fine di promuovere il nostro territorio, utilizzando, in maniera mirata, i grandi appuntamenti di incontri e scambi relativi al settore turistico” spiega l’assessore Pietro Lecce a riguardo della partecipazione della Provincia di Cosenza ad Ecotur.
“ E’ il caso dell’evento di Chieti- dice ancora l’assessore provinciale al Turismo- appuntamento ventennale che ha acquistato sempre maggiore spazio rispetto ad una forma particolare ed in crescita del turismo qual è quello legato alla natura; un ulteriore punto di forza, proprio della nostra provincia, per conquistare nuovi flussi turistici.”
“ Di particolare rilevanza- mette infine in luce Lecce- nella nostra partecipazione ad Ecotur, il lavoro in questi giorni sviluppato con le tre organizzazioni di categoria in direzione della presentazione e proposta di prodotti turistici ben connotati che pensiamo fortemente competitivi sul mercato.”
La presenza a Ecotur, manifestazione che coniuga il momento espositivo e di promozione con quello della commercializzazione del Turismo Natura, si inserisce nella politica di sviluppo che l'Assessorato al Turismo della Provincia di Cosenza, retto da Pietro Lecce, sta intraprendendo per promuovere in modo condiviso e consapevole tutto il territorio.
In quest’ottica, la Provincia ospiterà nel proprio spazio espositivo i due Parchi Nazionali della Sila e del Pollino, mentre saranno presenti le associazioni di categoria Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, le quali potranno, attraverso gli associati, proporre i propri pacchetti turistici.
In Ecotur la Provincia avrà dunque una vetrina importante e prestigiosa, considerate le sue potenzialità territoriali come grandi opportunità di crescita e sviluppo turistico. Opportunità che saranno al centro di un incontro con la partecipazione prevista di tour operator e giornalisti di testate nazionali ed estere, in programma per Domenica 25 Aprile.
“ Continua il lavoro che si sta producendo in maniera sinergica con tutti i soggetti istituzionali e privati al fine di promuovere il nostro territorio, utilizzando, in maniera mirata, i grandi appuntamenti di incontri e scambi relativi al settore turistico” spiega l’assessore Pietro Lecce a riguardo della partecipazione della Provincia di Cosenza ad Ecotur.
“ E’ il caso dell’evento di Chieti- dice ancora l’assessore provinciale al Turismo- appuntamento ventennale che ha acquistato sempre maggiore spazio rispetto ad una forma particolare ed in crescita del turismo qual è quello legato alla natura; un ulteriore punto di forza, proprio della nostra provincia, per conquistare nuovi flussi turistici.”
“ Di particolare rilevanza- mette infine in luce Lecce- nella nostra partecipazione ad Ecotur, il lavoro in questi giorni sviluppato con le tre organizzazioni di categoria in direzione della presentazione e proposta di prodotti turistici ben connotati che pensiamo fortemente competitivi sul mercato.”
Agriturismo Donna Germana
Se vuoi regalarti una vacanza tra i vigneti del buon Cirò Doc e l’azzurro intenso dell’Ionio, l’Agriturismo "Donna Germana" è il posto ideale. Ubicato su una collinetta offre un panorama ineguagliabile. Ad est un’ampia veduta della cittadina di Cirò Marina e del suo splendido mare raggiungibile in 5 minuti, ad ovest ,in lontananza le colline sulle quali si stende il comune di Cirò e,
tutt’intorno uliveti secolari e il verde dell’aperta campagna dove si può andare in bicicletta, a cavallo o fare semplici percorsi da trekking. L’Agriturismo dispone di un’accogliente e spaziosa sala da pranzo e di un’ampia terrazza dove gli ospiti possono gustare i piatti tipici della cucina calabrese accompagnati da un buon vino Cirò doc. Gli appartamenti sono dotati di soggiorno con divano letto, camera da letto matrimoniale, e servizi. Dopo una giornata al mare sulla spiaggia privata, oppure in aperta campagna, gli amanti della musica possono concludere al serata in discoteca, tra musica e balli. Anche gli amanti dell’archeologia e della storia qui trovano giusta collocazione. Sul posto possono ammirare i Mercati Saraceni, antichi castelli, il museo civico e reperti dell’antica civiltà di Krimisa. A 30 Km, nella città di Isola di Caporizzuto si erge imperiosa sul mare il Tempio di Hera Lacinia e qualche km più avanti , il Castello Aragonese che si specchia nelle limpide acque del mare di le Castella dove per altro si può ammirare una splendida riserva marina. Donna Germana aspetta quanti vorranno trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del gusto e del buon gusto!
http://www.donnagermana.it/HomePage.htm
tutt’intorno uliveti secolari e il verde dell’aperta campagna dove si può andare in bicicletta, a cavallo o fare semplici percorsi da trekking. L’Agriturismo dispone di un’accogliente e spaziosa sala da pranzo e di un’ampia terrazza dove gli ospiti possono gustare i piatti tipici della cucina calabrese accompagnati da un buon vino Cirò doc. Gli appartamenti sono dotati di soggiorno con divano letto, camera da letto matrimoniale, e servizi. Dopo una giornata al mare sulla spiaggia privata, oppure in aperta campagna, gli amanti della musica possono concludere al serata in discoteca, tra musica e balli. Anche gli amanti dell’archeologia e della storia qui trovano giusta collocazione. Sul posto possono ammirare i Mercati Saraceni, antichi castelli, il museo civico e reperti dell’antica civiltà di Krimisa. A 30 Km, nella città di Isola di Caporizzuto si erge imperiosa sul mare il Tempio di Hera Lacinia e qualche km più avanti , il Castello Aragonese che si specchia nelle limpide acque del mare di le Castella dove per altro si può ammirare una splendida riserva marina. Donna Germana aspetta quanti vorranno trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del gusto e del buon gusto!
http://www.donnagermana.it/HomePage.htm
giovedì 15 aprile 2010
GITA A SORRENTO E CAPRI GIORNO 4/5/6 GIUGNO
4 GIUGNO
PARTENZA NEL PRIMO POMERIGGIO DA COSENZA
ARRIVO IN SERATA A SORRENTO E SISTEMAZIONE IN HOSTEL IN CAMERA DA 4 E DA 6 PERSONE
SERATA CENA IN PIZZERIA DI SORRENTO
SERATA LIBERA
5 GIUGNO
PARTENZA IN MATTINATA ORE 9:15 PER CAPRI CON TRAGHETTO
GIORNATA LIBERA A CAPRI
ORE 18 RIENTRO A SORRENTO CON TRAGHETTO
SERATA CENA IN RISTORANTE A SORRENTO
SERATA LIBERA
6 GIUGNO
PARTENZE IN MATTINATA DA SORRENTO
VISITA DELLA COSTIERA AMALFITANA
PRANZO A SACCO
NEL PRIMO POMERIGGIO PARTENZA PER COSENZA
TUTTO ALL'INCREDIBILE PREZZO DI 125 EURO!!!
LA QUOTA COMPRENDE:
Viaggio a/r da Cosenza per Sorrento con Autobus
Pernottamento in hostel a Sorrento
Traghetto a/r da Sorrento a Capri
Cena in pizzeria e ristorante a Sorrento
Assicurazione Medico/Bagaglio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Pranzo a Sacco sulla Costiera Amalfitana
Tutto ciò non indicato nella voce la QUOTA COMPRENDE
Per info e Adesioni Contattarmi al 3295486981
Achille
PARTENZA NEL PRIMO POMERIGGIO DA COSENZA
ARRIVO IN SERATA A SORRENTO E SISTEMAZIONE IN HOSTEL IN CAMERA DA 4 E DA 6 PERSONE
SERATA CENA IN PIZZERIA DI SORRENTO
SERATA LIBERA
5 GIUGNO
PARTENZA IN MATTINATA ORE 9:15 PER CAPRI CON TRAGHETTO
GIORNATA LIBERA A CAPRI
ORE 18 RIENTRO A SORRENTO CON TRAGHETTO
SERATA CENA IN RISTORANTE A SORRENTO
SERATA LIBERA
6 GIUGNO
PARTENZE IN MATTINATA DA SORRENTO
VISITA DELLA COSTIERA AMALFITANA
PRANZO A SACCO
NEL PRIMO POMERIGGIO PARTENZA PER COSENZA
TUTTO ALL'INCREDIBILE PREZZO DI 125 EURO!!!
LA QUOTA COMPRENDE:
Viaggio a/r da Cosenza per Sorrento con Autobus
Pernottamento in hostel a Sorrento
Traghetto a/r da Sorrento a Capri
Cena in pizzeria e ristorante a Sorrento
Assicurazione Medico/Bagaglio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Pranzo a Sacco sulla Costiera Amalfitana
Tutto ciò non indicato nella voce la QUOTA COMPRENDE
Per info e Adesioni Contattarmi al 3295486981
Achille
lunedì 12 aprile 2010
London calling
L’anniversario non è nostalgico. Neppure ha il sapore dei revival d’obbligo. Qui, nella mitica Carnaby Street, dove 50 anni fa si incontravano il giovanissimo Mick Jagger e centinaia di ragazzine che imitavano Twiggy (la modella icona dei Sixties), nascono ancora nuove mode e look all'avanguardia. Tantissimi i giovani in giro –
magari appena usciti dal Central Saint Martins College of Art and Design – che hanno solo voglia di far conoscere le loro creazioni. Borse in pelle, tute-pantaloni con gamba a zampa di elefante, guanti e sciarponi lavorati a mano, che vengono accolte da boutique fresche di vernice. Il vintage è ancora un must – in molti negozi (ricchissimo Stromboli’s Circus) si trovano scarpe italiane firmate anni Ottanta – e accanto a vetrine che fanno sognare la libertà degli anni Sessanta si aprono localini alla moda e ristoranti di cucina spagnola – tapas e squisito prosciutto Pata Negra da Dehesa, dove bisogna prenotare con grande anticipo (25 Ganton Street, tel. 0044.20.74.94.41.70, tapas da 12 €).
Nella mitica strada, fra i negozi della Kingly Court, Harriet Sanders (1.2 Kingly Court, 0044.20.78.07.83.98.08) è una vetrina dei migliori talenti creativi della scena londinese: attualissime le borse del tailandese Rudi Joti e quelle in pelle nera di Gemma Johnson, i guanti in tricot di Rachel Esswood, i gemelli da polso in ceramica di Sonia Spencer. All’ora di pranzo, per un’insalata di zucchine e parmigiano si può tentare da Shampers, ambiente accogliente, con una buona selezione di bottiglie anche sotto le 20 sterline (4 Kingly Street, tel. 0044.20.74.37.16.92). Sempre affollatissimo, con atmosfere da vecchio bistrot, La Trouvaille (12a Newburgh Street, tel. 0044.20.72.87.84.88), dove ordinare foie gras e petto di piccione (due piatti da 29,50 sterline, 32 €). A pochi passi, all’11, il minuscolo Peckham Rye (www.peckhamryelondon.com, tel. 0044.20.77.73.45.181) riconcilia con cravatte e farfallini anche chi ha messo tutta la vita solo maglie a girocollo: qui tutto è realizzato in seta made in England, cravatte di ogni colore e fantasia, morbide sciarpe indossate dai gentlemen della City. Da non perdere pure Beyond the Valley (2 Newburgh Street, tel. 0044.20. 74.37.73.38), per comprare i collier in stoffa color rame e oro di Mia Morikawa, i camicioni colorati di Maria José, le scarpe scultura in plastica dei Melissa.
Come sempre, anche in questa stagione Londra offre un'ampia scelta di mostre. Alla Royal Academy of Arts (www.royalacademy.org.uk) è aperta fino al 18 aprile The Real Van Gogh: The Artist and His Letters, oltre 35 lettere originali e 65 dipinti che esprimono temi e atmosfere rintracciabili nella fragile corrispondenza del Maestro olandese. Alla Tate Britain (www.tate.org.uk) si visita fino al 16 maggio la retrospettiva di Chris Ofili: un viaggio coloratissimo attraverso il lavoro dell’artista inglese di origini nigeriane (Manchester, 1968) che scioccò, nel 1999, Rudolph Giuliani con il dipinto The Holy Virgin Mary (un'opera che appoggiava su due palle di sterco di elefante, simbolo di fertilità per l’artista). Poi i suoi quadri, diventati più decorativi ed eleganti, hanno rappresentato l'Inghileterra con successo alla Biennale di Venezia del 2003. Ma la rassegna del momento èCarnaby Street: 1960-2010 , allestita al 38 di Carnaby Street e dedicata alla storia della via. Il racconto, sotto vetro, si dipana per oltre quattro secoli, dal Seicento a oggi, narrando, per esempio, le fortune di negozi come His Clothes, aperto da John Stephen prima in Beak Street e poi in Carnaby Street, meta obbligata per i Beatles e i Rolling Stones. In occasione delle celebrazioni del cinquantennio è previsto anche un live music a giugno e una sfilata di moda a settembre. In vendita il volume, a tiratura limitata, Carnaby Street: 1960-2010 con immagini del celeberrimo fotografo degli anni Sessanta, Philip Townsend.
A Londra le soluzioni per un soggiorno di qualità sono infinite e prenotando in internet si possono ottenere molte tariffe vantaggiose. Anche al 54 Boutique hotel (54 Queen’s Gate, tel. 0044.20.77.61.40.00, www.epoquehotels.org), a due passi dai più importanti musei, raccolto, intimo, in un palazzo edoardiano. In alternativa, The Zetter Hotel (86-88 Clerkenwell Road, tel. 0044.20.73.24.44.44, www.epoquehotels.org, pacchetti on line), tanto design e ambienti colorati. Si segnalano, infine, due ristoranti italiani: Theo Randall (1 Hamilton Place, tel. 0044.20.73.18.87.47, www.theorandall.com; menu da 45 sterline, 50 €) e Riccardo’s (126 Fulham Road, tel. 0044.20.73.70.49.17, menu da 35 sterline, 38 €). Altre info su Londra e dintorni: www.visitbritain.it.
magari appena usciti dal Central Saint Martins College of Art and Design – che hanno solo voglia di far conoscere le loro creazioni. Borse in pelle, tute-pantaloni con gamba a zampa di elefante, guanti e sciarponi lavorati a mano, che vengono accolte da boutique fresche di vernice. Il vintage è ancora un must – in molti negozi (ricchissimo Stromboli’s Circus) si trovano scarpe italiane firmate anni Ottanta – e accanto a vetrine che fanno sognare la libertà degli anni Sessanta si aprono localini alla moda e ristoranti di cucina spagnola – tapas e squisito prosciutto Pata Negra da Dehesa, dove bisogna prenotare con grande anticipo (25 Ganton Street, tel. 0044.20.74.94.41.70, tapas da 12 €).
Nella mitica strada, fra i negozi della Kingly Court, Harriet Sanders (1.2 Kingly Court, 0044.20.78.07.83.98.08) è una vetrina dei migliori talenti creativi della scena londinese: attualissime le borse del tailandese Rudi Joti e quelle in pelle nera di Gemma Johnson, i guanti in tricot di Rachel Esswood, i gemelli da polso in ceramica di Sonia Spencer. All’ora di pranzo, per un’insalata di zucchine e parmigiano si può tentare da Shampers, ambiente accogliente, con una buona selezione di bottiglie anche sotto le 20 sterline (4 Kingly Street, tel. 0044.20.74.37.16.92). Sempre affollatissimo, con atmosfere da vecchio bistrot, La Trouvaille (12a Newburgh Street, tel. 0044.20.72.87.84.88), dove ordinare foie gras e petto di piccione (due piatti da 29,50 sterline, 32 €). A pochi passi, all’11, il minuscolo Peckham Rye (www.peckhamryelondon.com, tel. 0044.20.77.73.45.181) riconcilia con cravatte e farfallini anche chi ha messo tutta la vita solo maglie a girocollo: qui tutto è realizzato in seta made in England, cravatte di ogni colore e fantasia, morbide sciarpe indossate dai gentlemen della City. Da non perdere pure Beyond the Valley (2 Newburgh Street, tel. 0044.20. 74.37.73.38), per comprare i collier in stoffa color rame e oro di Mia Morikawa, i camicioni colorati di Maria José, le scarpe scultura in plastica dei Melissa.
Come sempre, anche in questa stagione Londra offre un'ampia scelta di mostre. Alla Royal Academy of Arts (www.royalacademy.org.uk) è aperta fino al 18 aprile The Real Van Gogh: The Artist and His Letters, oltre 35 lettere originali e 65 dipinti che esprimono temi e atmosfere rintracciabili nella fragile corrispondenza del Maestro olandese. Alla Tate Britain (www.tate.org.uk) si visita fino al 16 maggio la retrospettiva di Chris Ofili: un viaggio coloratissimo attraverso il lavoro dell’artista inglese di origini nigeriane (Manchester, 1968) che scioccò, nel 1999, Rudolph Giuliani con il dipinto The Holy Virgin Mary (un'opera che appoggiava su due palle di sterco di elefante, simbolo di fertilità per l’artista). Poi i suoi quadri, diventati più decorativi ed eleganti, hanno rappresentato l'Inghileterra con successo alla Biennale di Venezia del 2003. Ma la rassegna del momento èCarnaby Street: 1960-2010 , allestita al 38 di Carnaby Street e dedicata alla storia della via. Il racconto, sotto vetro, si dipana per oltre quattro secoli, dal Seicento a oggi, narrando, per esempio, le fortune di negozi come His Clothes, aperto da John Stephen prima in Beak Street e poi in Carnaby Street, meta obbligata per i Beatles e i Rolling Stones. In occasione delle celebrazioni del cinquantennio è previsto anche un live music a giugno e una sfilata di moda a settembre. In vendita il volume, a tiratura limitata, Carnaby Street: 1960-2010 con immagini del celeberrimo fotografo degli anni Sessanta, Philip Townsend.
A Londra le soluzioni per un soggiorno di qualità sono infinite e prenotando in internet si possono ottenere molte tariffe vantaggiose. Anche al 54 Boutique hotel (54 Queen’s Gate, tel. 0044.20.77.61.40.00, www.epoquehotels.org), a due passi dai più importanti musei, raccolto, intimo, in un palazzo edoardiano. In alternativa, The Zetter Hotel (86-88 Clerkenwell Road, tel. 0044.20.73.24.44.44, www.epoquehotels.org, pacchetti on line), tanto design e ambienti colorati. Si segnalano, infine, due ristoranti italiani: Theo Randall (1 Hamilton Place, tel. 0044.20.73.18.87.47, www.theorandall.com; menu da 45 sterline, 50 €) e Riccardo’s (126 Fulham Road, tel. 0044.20.73.70.49.17, menu da 35 sterline, 38 €). Altre info su Londra e dintorni: www.visitbritain.it.
giovedì 8 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
Tutelare la biodiversita' del Parco Nazionale della Sila
E' questo l'obiettivo di un progetto nell'ambito del quale e' stata realizzata una ricerca sul Tritone crestato, una delle specie protette presenti nell'Oasi naturalistica del Lago Ariamacina. La realizzazione del progetto su questo anfibio e' il risultato di un'azione sinergica fra l'Ente Parco Nazionale della Sila, Universita' della Calabria, Legambiente, Regione Calabria, Enel e Federparchi. Il contributo economico e' arrivato al Parco Nazionale della Sila da Enel, che da tempo collabora con Legambiente e che all'associazione ambientalista ha affidato la gestione dell'Oasi
naturalistica del Lago di Ariamacina, individuata come sito di importanza comunitaria. ''Enel - ha detto la responsabile delle relazioni esterne dell'Enel, Rossella Sirianni - ha avviato per il terzo anno consecutivo un insieme di progetti volti a sostenere la biodiversita', favorendo il ripopolamento di alcune specie protette, nella convinzione profonda che la biodiversita' sia un patrimonio universale che appartiene a tutti. E' per questo che abbiamo affidato la gestione di sette ettari nell'Ariamacina a Legambiente ed abbiamo finanziato il progetto sul tritone''. Tutte le attivita' finalizzate a migliorare la conoscenza del Tritone crestato sono state realizzate da Legambiente con il supporto scientifico di alcuni professionisti dell'Unical, Dimitar Uzunov, Carmen Gangale ed Emilio Sperone, coordinati dal Presidente del Corso di Laurea in Scienze Naturali, Sandro Tripepi. ''Il Tritone crestato italiano e' una specie ''target'' o ''ombrello'', la cui presenza e' una chiara testimonianza dell'ottimo stato di conservazione dell'habitat del Parco della Sila. La popolazione di questo anfibio e' estremamente importante a livello eco sistemico, perche' la sua conservazione implica inevitabilmente anche la tutela di un intero ecosistema.'' - ha detto durante la conferenza Emilio Sperone, ricercatore dell'Unical, impegnato nello studio della popolazione dell'anfibio. Entusiasta dello stato di conservazione del Parco della Sila il Presidente dell'Ente Parco, Sonia Ferrari, che ha ricordato anche il recente ritrovamento di un'altra specie protetta testimone di grande qualita' ambientale, la lontra. ''Il Parco Nazionale della Sila - ha detto Ferrari - e' molto impegnato sul fronte della tutela dell'ecosistema ed i ritrovamenti di diverse specie protette, fra cui anche quella recente di un coleottero molto raro, il Cucujus Cinnaberinus, rappresentano per noi un grande risultato''. Il Responsabile Nazionale delle Aree Protette per Legambiente, Antonio Nicoletti, ha sottolineato, insieme a Giuseppe Graziano, Direttore Generale del Dipartimento delle Politiche dell'Ambiente della Regione Calabria, ed a Michele Laudati, Direttore dell'Ente Parco, l'importanza della collaborazione fra le Istituzioni nei progetti di tutela ambientale, ricordando come al compito del Parco della Sila sia necessario affiancare il supporto della ricerca. ''La missione del Parco della Sila nei confronti dell'ambiente e' evidente, ma la responsabilita' e' dell'intero sistema. Siamo soddisfatti perche' a questo tavolo oggi sono presenti tutti gli stakeholders del territorio, a testimonianza della volonta' di collaborare per il bene comune''.
naturalistica del Lago di Ariamacina, individuata come sito di importanza comunitaria. ''Enel - ha detto la responsabile delle relazioni esterne dell'Enel, Rossella Sirianni - ha avviato per il terzo anno consecutivo un insieme di progetti volti a sostenere la biodiversita', favorendo il ripopolamento di alcune specie protette, nella convinzione profonda che la biodiversita' sia un patrimonio universale che appartiene a tutti. E' per questo che abbiamo affidato la gestione di sette ettari nell'Ariamacina a Legambiente ed abbiamo finanziato il progetto sul tritone''. Tutte le attivita' finalizzate a migliorare la conoscenza del Tritone crestato sono state realizzate da Legambiente con il supporto scientifico di alcuni professionisti dell'Unical, Dimitar Uzunov, Carmen Gangale ed Emilio Sperone, coordinati dal Presidente del Corso di Laurea in Scienze Naturali, Sandro Tripepi. ''Il Tritone crestato italiano e' una specie ''target'' o ''ombrello'', la cui presenza e' una chiara testimonianza dell'ottimo stato di conservazione dell'habitat del Parco della Sila. La popolazione di questo anfibio e' estremamente importante a livello eco sistemico, perche' la sua conservazione implica inevitabilmente anche la tutela di un intero ecosistema.'' - ha detto durante la conferenza Emilio Sperone, ricercatore dell'Unical, impegnato nello studio della popolazione dell'anfibio. Entusiasta dello stato di conservazione del Parco della Sila il Presidente dell'Ente Parco, Sonia Ferrari, che ha ricordato anche il recente ritrovamento di un'altra specie protetta testimone di grande qualita' ambientale, la lontra. ''Il Parco Nazionale della Sila - ha detto Ferrari - e' molto impegnato sul fronte della tutela dell'ecosistema ed i ritrovamenti di diverse specie protette, fra cui anche quella recente di un coleottero molto raro, il Cucujus Cinnaberinus, rappresentano per noi un grande risultato''. Il Responsabile Nazionale delle Aree Protette per Legambiente, Antonio Nicoletti, ha sottolineato, insieme a Giuseppe Graziano, Direttore Generale del Dipartimento delle Politiche dell'Ambiente della Regione Calabria, ed a Michele Laudati, Direttore dell'Ente Parco, l'importanza della collaborazione fra le Istituzioni nei progetti di tutela ambientale, ricordando come al compito del Parco della Sila sia necessario affiancare il supporto della ricerca. ''La missione del Parco della Sila nei confronti dell'ambiente e' evidente, ma la responsabilita' e' dell'intero sistema. Siamo soddisfatti perche' a questo tavolo oggi sono presenti tutti gli stakeholders del territorio, a testimonianza della volonta' di collaborare per il bene comune''.
sabato 3 aprile 2010
Montalto la vetta con la statua del redentore
La meta privilegiata degli escursionisti e' Montalto, la vetta piu' alta dell'Aspromonte. Il fascino dell'escursione a Montalto e' arricchito dalla presenza, sulla sua sommita', del bronzo della statua del Redentore e da quello della Rosa dei Venti.
Il sentiero si snoda prevalentemente in salita, immerso tra faggete e abetaie, e offre all'escursionista scorci panoramici unici al mondo. Con un solo sguardo, infatti, si possono osservarei fumi di tre vulcani: Etna, Vulcano e Stromboli.
Per celebrare l'Anno Santo 1900 nacque l'idea di realizzare venti monumenti dedicati al Redentore su altrettante montagne d'Italia e Montalto fu una delle localita' prescelte. La statua del Redentore, che si ergeva su ''una base marmorea alta oltre dieci metri'', con il trascorrere degli anni fu danneggiata dalle intemperie e dal 1937 in poi e' stata ricostruita per ben due volte. Dal 20 agosto 1994, a pochi metri dalla statua del Redentore, vi e' anche una ''rosa dei venti'' in fusione di bronzo sistemata su un monoblocco di pietra di Lazzaro. Strumento di orientamento per gli escursionisti e gli appasionati di montagna, la ''rosa dei venti'' vuole anche essere il simbolo della ricerca, della ragione, della tolleranza e della fratellanza.
Montalto, con i suoi panorami, col suo silenzio, con i suoi simboli e' dunque meta privilegiata dagli escursionisti ed importante crocevia per chi percorre a piedi l'Aspromonte. Da Montalto parte il Sentiero Italia che, in cinque tappe, conduce l'escursionista a Polsi, al Lago Costantino, a San Luca, a Pietra Cappa ed a Zervo' dove si raccorda con il Sentiero del Brigante. Da Montalto parte anche il sentiero che scende a Gambarie, sede del Parco Nazionale dell'Aspromonte, per raccordarsi con il Sentiero del Brigante e gli itinerari del comprensorio. Nei pressi di Montalto passa il sentiero Bova-Delianuova. A Montalto, infine, conduce l'itinerario che parte da Samo, nel versante orientale dell'Aspromonte. Samo, l'antica Precacore, paese di origine greca a circa 200 metri sul livello del mare, e' collegato alla costa Jonica da una strada rotabile che in pochi minuti porta a Bianco. I territori montani del Comune, che si estendono fino a Montalto, sono invece raggiungibili solamente a piedi. L'unica strada rotabile si inerpica fino a poco piu' di mille metri sul livello del mare, in zone totalmente disabitate, e si perde fra boschi e dirupi. Gli innumerevoli sentieri che, per secoli sono stati le vie di comunicazione e di scambio fra il mare e la montagna e che, ancora oggi, ne garantiscono l'accesso, conservano, pertanto, tutto il loro interesse. Questi sentieri, spesso scavati nella roccia da mani rudi e sapienti, attraversano un paesaggio quasi irreale caratterizzato da dirupi ed anfratti, da picchi assolati e da boschi impenetrabili, da profonde vallate e fiumare impetuose. L'itinerario proposto, utilizzato per lo sfruttamento dei boschi e per il pascolo, era la via privilegiata, con quella che passava da Africo Vecchio e dai Campi di Bova, per l'Aspromonte Occidentale, ma era anche la via seguita dai pellegrini che numerosi si recavano al Santuario di Polsi in occasione dei festeggiamenti di settembre.
Il sentiero si snoda prevalentemente in salita, immerso tra faggete e abetaie, e offre all'escursionista scorci panoramici unici al mondo. Con un solo sguardo, infatti, si possono osservarei fumi di tre vulcani: Etna, Vulcano e Stromboli.
Per celebrare l'Anno Santo 1900 nacque l'idea di realizzare venti monumenti dedicati al Redentore su altrettante montagne d'Italia e Montalto fu una delle localita' prescelte. La statua del Redentore, che si ergeva su ''una base marmorea alta oltre dieci metri'', con il trascorrere degli anni fu danneggiata dalle intemperie e dal 1937 in poi e' stata ricostruita per ben due volte. Dal 20 agosto 1994, a pochi metri dalla statua del Redentore, vi e' anche una ''rosa dei venti'' in fusione di bronzo sistemata su un monoblocco di pietra di Lazzaro. Strumento di orientamento per gli escursionisti e gli appasionati di montagna, la ''rosa dei venti'' vuole anche essere il simbolo della ricerca, della ragione, della tolleranza e della fratellanza.
Montalto, con i suoi panorami, col suo silenzio, con i suoi simboli e' dunque meta privilegiata dagli escursionisti ed importante crocevia per chi percorre a piedi l'Aspromonte. Da Montalto parte il Sentiero Italia che, in cinque tappe, conduce l'escursionista a Polsi, al Lago Costantino, a San Luca, a Pietra Cappa ed a Zervo' dove si raccorda con il Sentiero del Brigante. Da Montalto parte anche il sentiero che scende a Gambarie, sede del Parco Nazionale dell'Aspromonte, per raccordarsi con il Sentiero del Brigante e gli itinerari del comprensorio. Nei pressi di Montalto passa il sentiero Bova-Delianuova. A Montalto, infine, conduce l'itinerario che parte da Samo, nel versante orientale dell'Aspromonte. Samo, l'antica Precacore, paese di origine greca a circa 200 metri sul livello del mare, e' collegato alla costa Jonica da una strada rotabile che in pochi minuti porta a Bianco. I territori montani del Comune, che si estendono fino a Montalto, sono invece raggiungibili solamente a piedi. L'unica strada rotabile si inerpica fino a poco piu' di mille metri sul livello del mare, in zone totalmente disabitate, e si perde fra boschi e dirupi. Gli innumerevoli sentieri che, per secoli sono stati le vie di comunicazione e di scambio fra il mare e la montagna e che, ancora oggi, ne garantiscono l'accesso, conservano, pertanto, tutto il loro interesse. Questi sentieri, spesso scavati nella roccia da mani rudi e sapienti, attraversano un paesaggio quasi irreale caratterizzato da dirupi ed anfratti, da picchi assolati e da boschi impenetrabili, da profonde vallate e fiumare impetuose. L'itinerario proposto, utilizzato per lo sfruttamento dei boschi e per il pascolo, era la via privilegiata, con quella che passava da Africo Vecchio e dai Campi di Bova, per l'Aspromonte Occidentale, ma era anche la via seguita dai pellegrini che numerosi si recavano al Santuario di Polsi in occasione dei festeggiamenti di settembre.
venerdì 2 aprile 2010
GAMBERO ROSSO PROMUOVE GRAPPA MOSCATO PASSITO SARACENA
La grappa di Moscato Passito di Saracena, prodotta dalle Cantine Viola, e' stata promossa, a pieni voti, dal mensile 'Gambero Rosso'.
Il coordinatore nazionale della guida 'Vini d'Italia' e giornalista de 'Il Gambero Rosso Channel', Marco Sabellico, ha infatti assegnato al nuovo prodotto del Pollino un punteggio che lo colloca tra le produzioni d'eccellenza. A confronto con 2 whisky e un brandy. Per la Citta' del Moscato Passito si tratta di un nuovo importante successo in tema di qualita'.
'Alto grado' e' il titolo dell'articolo che, nel numero di Marzo, trova spazio, nella rubrica 'A prova di Gambero Rosso', con l'ultimo nato a Saracena: la Grappa di Moscato Passito. E' 91, tra i piu' alti solitamente assegnati, il punteggio che viene conferito al prodotto delle Cantine Viola
Il coordinatore nazionale della guida 'Vini d'Italia' e giornalista de 'Il Gambero Rosso Channel', Marco Sabellico, ha infatti assegnato al nuovo prodotto del Pollino un punteggio che lo colloca tra le produzioni d'eccellenza. A confronto con 2 whisky e un brandy. Per la Citta' del Moscato Passito si tratta di un nuovo importante successo in tema di qualita'.
'Alto grado' e' il titolo dell'articolo che, nel numero di Marzo, trova spazio, nella rubrica 'A prova di Gambero Rosso', con l'ultimo nato a Saracena: la Grappa di Moscato Passito. E' 91, tra i piu' alti solitamente assegnati, il punteggio che viene conferito al prodotto delle Cantine Viola
La Calabria presente al Vinitaly di Verona
Si ripete anche quest'anno la partecipazione dell’Assessorato Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione Calabria e Unioncamere Calabria al Vinitaly, prestigioso salone internazionale delle produzioni vinicole, che si svolgerà a Verona dall’8 al 12 aprile 2010. Questa importante manifestazione, permetterà di presentare la filiera vitivinicola regionale e alcune tra le migliori etichette vinicole ad un vasto pubblico imprenditoriale ed istituzionali.
Il nuovo anno vede significative novità, poichè lo stand sarà ispirato alla Magna Grecia, culla della nostra storia e madre delle tradizioni della nostra terra, considerata l’importanza evocativa della cultura del territorio.L'esposizione è degna di nota, infatti per raccontare la leggenda secondo cui il vino di "Kremissa" veniva offerta ai vincitori dei giochi olimpici dell'antica Grecia, verrano mostrati vasi e crateri di grande prestigio in apposite teche.
Infine per esporre al massimo la cultura locale, si esibiranno i "Taranproject" di Mimmo Cavallaro, artista simbolo del recupero di tradizioni e cultura musicale calabrese. La visita agli stand di Miss Italia 2009, la calabrese Maria Perrusi, completerà la sfilata delle bellezze della Calabria. Queste le premesse accompagnate dalle enormi potenzialità offerte dalla rassegna e dalla volontà di supportare la produzione vinicola regionale e di offrire a tutte le imprese calabresi presenti sul territorio un ventaglio di proposte sempre più valide e foriere di opportunità di business.
Fonte: www.calabriaonline.com
Il nuovo anno vede significative novità, poichè lo stand sarà ispirato alla Magna Grecia, culla della nostra storia e madre delle tradizioni della nostra terra, considerata l’importanza evocativa della cultura del territorio.L'esposizione è degna di nota, infatti per raccontare la leggenda secondo cui il vino di "Kremissa" veniva offerta ai vincitori dei giochi olimpici dell'antica Grecia, verrano mostrati vasi e crateri di grande prestigio in apposite teche.
Infine per esporre al massimo la cultura locale, si esibiranno i "Taranproject" di Mimmo Cavallaro, artista simbolo del recupero di tradizioni e cultura musicale calabrese. La visita agli stand di Miss Italia 2009, la calabrese Maria Perrusi, completerà la sfilata delle bellezze della Calabria. Queste le premesse accompagnate dalle enormi potenzialità offerte dalla rassegna e dalla volontà di supportare la produzione vinicola regionale e di offrire a tutte le imprese calabresi presenti sul territorio un ventaglio di proposte sempre più valide e foriere di opportunità di business.
Fonte: www.calabriaonline.com
mercoledì 31 marzo 2010
Cioccolato, dalle Spa alle degustazioni
Per i Maya era il “cibo degli Dei”. Oggi il cioccolato non solo si mangia, ma ci si immerge dalla testa i piedi. Sono sempre più numerose le beauty farm che offrono trattamenti al cioccolato. Dai bagni ai massaggi, dalle candele aromatizzate alle tisane.
La chocolate therapy comprende massaggi, maschere, lozioni per il corpo a base di cioccolato dalle proprietà purificanti, snellenti e anti-age. Al massaggio al cioccolato si può anche abbinare un massaggio alla nocciola, astringente e tonificante. Lo potete provare ai Bagni di Bormio, in provincia di Sondrio.
Il chocolate candle massage è uno speciale trattamento che, grazie alle proprietà del cacao e al profumo del cioccolato, stimola le endorfine, gli ormoni della felicità, donando una sensazione di intenso benessere. Un massaggio antistress anche solo di un’ora con speciali candele aromatiche è capace di riequilibrare corpo e mente. Lo potete provare al Regina Beauty Fitness and Thermal Resort ad Acqui Terme in provincia di Alessandria.
Se le Spa non fanno per voi e preferite assaggiare il cioccolato, potete concedervi un peccato di gola: una degustazione di cioccolata abbinata ai vini in un tradizionale laboratorio artigianale a due passi da Firenze. Torino propone, invece, il Chocopass, un carnet con dieci degustazioni, tra cui i famosi gianduiotti e i cremini.
Se poi volete affondare le mani nella cioccolata, perché non iscriversi a un corso per diventare maître chocolatier? Un'esperienza a 360 gradi per conoscere la tradizione e le tecniche di lavorazione del cioccolato, per capire come viene prodotto e imparare ad apprezzarlo nel modo migliore. Il corso è di gruppo, personalizzato e pure a domicilio ed è tenuto dagli esperti del Gambero Rosso.
Se poi volete approfittare per trascorrere un weekend nei luoghi del cioccolato, non perdetevi una tappa a Modica, in Sicilia, o a Perugia, nella casa del cioccolato, oppure prenotate un volo low cost per Vienna dove assaggiare la vera Sacher Torte dell’Hotel Sacher. Non ve ne pentirete!
La chocolate therapy comprende massaggi, maschere, lozioni per il corpo a base di cioccolato dalle proprietà purificanti, snellenti e anti-age. Al massaggio al cioccolato si può anche abbinare un massaggio alla nocciola, astringente e tonificante. Lo potete provare ai Bagni di Bormio, in provincia di Sondrio.
Il chocolate candle massage è uno speciale trattamento che, grazie alle proprietà del cacao e al profumo del cioccolato, stimola le endorfine, gli ormoni della felicità, donando una sensazione di intenso benessere. Un massaggio antistress anche solo di un’ora con speciali candele aromatiche è capace di riequilibrare corpo e mente. Lo potete provare al Regina Beauty Fitness and Thermal Resort ad Acqui Terme in provincia di Alessandria.
Se le Spa non fanno per voi e preferite assaggiare il cioccolato, potete concedervi un peccato di gola: una degustazione di cioccolata abbinata ai vini in un tradizionale laboratorio artigianale a due passi da Firenze. Torino propone, invece, il Chocopass, un carnet con dieci degustazioni, tra cui i famosi gianduiotti e i cremini.
Se poi volete affondare le mani nella cioccolata, perché non iscriversi a un corso per diventare maître chocolatier? Un'esperienza a 360 gradi per conoscere la tradizione e le tecniche di lavorazione del cioccolato, per capire come viene prodotto e imparare ad apprezzarlo nel modo migliore. Il corso è di gruppo, personalizzato e pure a domicilio ed è tenuto dagli esperti del Gambero Rosso.
Se poi volete approfittare per trascorrere un weekend nei luoghi del cioccolato, non perdetevi una tappa a Modica, in Sicilia, o a Perugia, nella casa del cioccolato, oppure prenotate un volo low cost per Vienna dove assaggiare la vera Sacher Torte dell’Hotel Sacher. Non ve ne pentirete!
lunedì 29 marzo 2010
Indonesia: con 10 dollari sei già in paradiso
Vecchie case coloniali e spiagge meravigliose, una natura intatta, un popolo gentile e guesthouse da 10 euro al giorno: ecco le Banda, minuscolo arcipelago indonesiano di nove isole, in uno dei mari con i fondali più ricchi del pianeta, nuova meta da passaparola dei routard ultima generazione. Giovani. Con il desiderio di luoghi fuori dal mondo, lontani dalle normali rotte turistiche, anche dalle comodità, per ritrovare il gusto della scoperta, di approdare per primi su isole vergini. Pazienza se si dorme in alberghi spartani e il Blackberry non funziona. Si rinuncia alle comodità, ma si guadagna il paradiso.
Le Banda sono la classica cartolina dei Tropici prima del motore (e del turismo): sabbia bianca, acque azzurre. Mai sentite? Solo sub e biologi marini conoscono queste terre. Banda Neira è l’isola principale, 9000 abitanti e quattro villaggi: a nord della pista di volo che la taglia a metà, i minuscoli Lautaka, Mangko Batu e Tanah Rata mentre, a sud, sorge la capitale amministrativa, Neira, con le sue casette di sapore coloniale. La vicina isola vulcanica di Gunung Api ripara la baia di Neira da qualsiasi mareggiata, creando un porto naturale proprio davanti al paese. E tutto il via vai marittimo dell’isola – e di tutta la vita – si concentra qui. I traghetti, i pescherecci di legno, le piccole navi giapponesi che stivano il tonno locale, le barche che trasportano viveri, e la noce moscata, la ricchezza di queste isole nel XVII e XVIII secolo, contesa fino alla guerra da inglesi e olandesi.
Tra le viuzze di Neira si staglia un sontuoso, ma ormai decadente palazzo in stile coloniale: è l’Hotel Maulana Banda Neira, simbolo del rinascimento turistico dei primi anni Ottanta, quando il Maulana ha ospitato l’oceanografo Jacques Cousteau, Mick Jagger e Lady Diana, di cui è rimasto un ritratto all’ingresso (tel. 0062.91.02.10.22, doppia circa 104 €). Purtroppo, nel 1999 una guerra civile ha attraversato tutta la regione, facendo sprofondare le Banda nell’oblio. Resta il Maulana, hotel dall’eleganza délabré che ricorda certi struggenti palazzi della vecchia Avana. Meglio la semplicità delle guesthouse. Delfika 2, in una casa moderna sul porto, quattro camere ridotte all’essenziale, ma pulitissime, con pareti bianche e un ventilatore a pala. L’aria condizionata è un’utopia, ma il clima non è mai così torrido da renderla indispensabile (tel. 0062.91.02.11.27, doppia in mezza pensione da 8 €). Come in tutte le abitazioni dell’isola, i bagni hanno, al posto della doccia, il tipico mandi, una vasca per versarsi l’acqua addosso con un mestolone di legno. La Mutiara Guesthouse, invece, è costruita come molte delle abitazioni locali sul modello coloniale: colorata, con vezzi barocchi (tel. 0062.81.33.03.43.377, doppia in mezza pensione da 10 €).
Colline alte più centocinquanta metri frastagliano l’isola, sentieri che s’insinuano tra le coltivazioni di banane da percorrere in bicicletta o motorino sugli sterrati accanto alle piantagioni superstiti di noce moscata: questo è il paesaggio che si disvela fuori Neira. Si notano i mille piccoli appezzamenti coltivati, destinati ad alimentare l’economia – in larga parte di sussistenza – dell’isola. Per affittare biciclette o motorini, la cosa migliore è rivolgersi al proprio albergo o guesthouse; i prezzi non superano i 5 euro al giorno. Sulla collina sovrastante Neira, si erge il fortino costruito dagli olandesi nel 1611, che sembra tenere ancora sotto tiro i due ingressi della baia e le vicine isole di Gunung Api e Banda Besar.
Le spiagge-cartolina si trovano sugli altri isolotti; a Banda Neira si fa il bagno sulla costa nord, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti. Altrimenti, sempre attraverso le guesthouse e a prezzi molto bassi, si noleggiano le affusolate barche in legno dei pescatori per approdare, in meno di dieci minuti, alle vicine Pisang, Batu Kapal e Karaka. I fondali sono fantastici, ma è meglio portarsi l’attrezzatura da snorkeling, perché maschere e pinne che si noleggiano in paese non sono perfette. Le altre isole dell’arcipelago sono il luogo ideale dove sentirsi novelli Robinson, ma al calare del sole il gioco finisce: non ci sono neppure guesthouse. A meno che ci si rassegni a dormire in tenda sulla spiaggia o nella camera di qualche capanna dei villaggi che, per quanto puliti e colorati, sono privi di servizi. Ma la fuga può durare anche un giorno solo.
Le Banda sono la classica cartolina dei Tropici prima del motore (e del turismo): sabbia bianca, acque azzurre. Mai sentite? Solo sub e biologi marini conoscono queste terre. Banda Neira è l’isola principale, 9000 abitanti e quattro villaggi: a nord della pista di volo che la taglia a metà, i minuscoli Lautaka, Mangko Batu e Tanah Rata mentre, a sud, sorge la capitale amministrativa, Neira, con le sue casette di sapore coloniale. La vicina isola vulcanica di Gunung Api ripara la baia di Neira da qualsiasi mareggiata, creando un porto naturale proprio davanti al paese. E tutto il via vai marittimo dell’isola – e di tutta la vita – si concentra qui. I traghetti, i pescherecci di legno, le piccole navi giapponesi che stivano il tonno locale, le barche che trasportano viveri, e la noce moscata, la ricchezza di queste isole nel XVII e XVIII secolo, contesa fino alla guerra da inglesi e olandesi.
Tra le viuzze di Neira si staglia un sontuoso, ma ormai decadente palazzo in stile coloniale: è l’Hotel Maulana Banda Neira, simbolo del rinascimento turistico dei primi anni Ottanta, quando il Maulana ha ospitato l’oceanografo Jacques Cousteau, Mick Jagger e Lady Diana, di cui è rimasto un ritratto all’ingresso (tel. 0062.91.02.10.22, doppia circa 104 €). Purtroppo, nel 1999 una guerra civile ha attraversato tutta la regione, facendo sprofondare le Banda nell’oblio. Resta il Maulana, hotel dall’eleganza délabré che ricorda certi struggenti palazzi della vecchia Avana. Meglio la semplicità delle guesthouse. Delfika 2, in una casa moderna sul porto, quattro camere ridotte all’essenziale, ma pulitissime, con pareti bianche e un ventilatore a pala. L’aria condizionata è un’utopia, ma il clima non è mai così torrido da renderla indispensabile (tel. 0062.91.02.11.27, doppia in mezza pensione da 8 €). Come in tutte le abitazioni dell’isola, i bagni hanno, al posto della doccia, il tipico mandi, una vasca per versarsi l’acqua addosso con un mestolone di legno. La Mutiara Guesthouse, invece, è costruita come molte delle abitazioni locali sul modello coloniale: colorata, con vezzi barocchi (tel. 0062.81.33.03.43.377, doppia in mezza pensione da 10 €).
Colline alte più centocinquanta metri frastagliano l’isola, sentieri che s’insinuano tra le coltivazioni di banane da percorrere in bicicletta o motorino sugli sterrati accanto alle piantagioni superstiti di noce moscata: questo è il paesaggio che si disvela fuori Neira. Si notano i mille piccoli appezzamenti coltivati, destinati ad alimentare l’economia – in larga parte di sussistenza – dell’isola. Per affittare biciclette o motorini, la cosa migliore è rivolgersi al proprio albergo o guesthouse; i prezzi non superano i 5 euro al giorno. Sulla collina sovrastante Neira, si erge il fortino costruito dagli olandesi nel 1611, che sembra tenere ancora sotto tiro i due ingressi della baia e le vicine isole di Gunung Api e Banda Besar.
Le spiagge-cartolina si trovano sugli altri isolotti; a Banda Neira si fa il bagno sulla costa nord, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti. Altrimenti, sempre attraverso le guesthouse e a prezzi molto bassi, si noleggiano le affusolate barche in legno dei pescatori per approdare, in meno di dieci minuti, alle vicine Pisang, Batu Kapal e Karaka. I fondali sono fantastici, ma è meglio portarsi l’attrezzatura da snorkeling, perché maschere e pinne che si noleggiano in paese non sono perfette. Le altre isole dell’arcipelago sono il luogo ideale dove sentirsi novelli Robinson, ma al calare del sole il gioco finisce: non ci sono neppure guesthouse. A meno che ci si rassegni a dormire in tenda sulla spiaggia o nella camera di qualche capanna dei villaggi che, per quanto puliti e colorati, sono privi di servizi. Ma la fuga può durare anche un giorno solo.
sabato 27 marzo 2010
CALABRIA/REGIONE: APPROVATI SISTEMI TURISTICI LOCALI
Si e' concluso oggi l'iter di approvazione dei Sistemi turistici locali (Stl) che sono cinque, uno per ogni provincia calabrese. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Turismo, Damiano Guagliardi, con la delibera n. 47 del 5 febbraio 2009 aveva approvato le Linee di indirizzo per il riconoscimento degli Stl. Per Sistemi turistici locali si intendono le aggregazioni dei soggetti pubblici e privati rappresentativi che operano per lo sviluppo della filiera economica turistica, attraverso la realizzazione di iniziative di promozione e valorizzazione turistica dei territori, nonche' di qualificazione e innovazione dei prodotti e dei servizi turistici locali e del sistema integrato dell'offerta turistica.
Il Sistema turistico locale e' finalizzato a sviluppare moderne potenzialita' turistiche; a integrare differenti tipologie e forme di turismo per valorizzarne la destagionalizzazione; a irrobustire la qualita' dei prodotti turistici esistenti e a incrementare e sviluppare la domanda turistica. La scadenza per la presentazione delle domande per il riconoscimento era stata fissata al 31 maggio 2009, poi prorogata al 15 luglio. La Giunta regionale, dopo l'iter di istruttoria ed esame delle domande pervenute, ha deliberato oggi la loro approvazione.
Il Sistema turistico locale e' finalizzato a sviluppare moderne potenzialita' turistiche; a integrare differenti tipologie e forme di turismo per valorizzarne la destagionalizzazione; a irrobustire la qualita' dei prodotti turistici esistenti e a incrementare e sviluppare la domanda turistica. La scadenza per la presentazione delle domande per il riconoscimento era stata fissata al 31 maggio 2009, poi prorogata al 15 luglio. La Giunta regionale, dopo l'iter di istruttoria ed esame delle domande pervenute, ha deliberato oggi la loro approvazione.
giovedì 25 marzo 2010
Pasqua, una vacanza nell'uovo
Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, dice il proverbio. E, nonostante la crisi, gli italiani non sembrano voler rinunciare alle vacanze. Saranno 6 milioni i nostri connazionali che si metteranno in viaggio per il lungo ponte pasquale, anche se per la maggior parte di loro si tratterà solo di un breve periodo di riposo. Tra le mete preferite le seconde case e le città d'arte ma, per chi non può fare a meno di una vacanza più "esplorativa" spunta un dato: i Paesi d'Oriente sono belli da visitare e hanno subito un calo dei prezzi delle sistemazioni alberghiere superiore alla media.
Secondo unì'indagine sui flussi pasquali diffusi dall'Osservatorio Amadeus Italia, incrociando i dati forniti dal motore di ricerca Google, l'82% dei vacanzieri sceglie per il periodi di Pasqua spostamenti brevi, anzi brevissimi, della durata di una giornata o al massimo con un pernottamento, per fare visita a parenti ed amici, o per esplorare una città d'arte, o ancora per una gita al lago o una pausa di relax alle terme. Il restante 18% dei viaggiatori si concede due o più pernottamenti raggiungendo seconde case o destinazioni a corto o medio raggio. Tra i pochi fortunati che si godranno una vacanza di una settimana, le mete preferite sono soprattutto il Mar Rosso e Sharm El Sheikh.
Tra le grandi città europee svettano le mete classiche: Parigi, Londra, Barcellona, Praga, Budapest e Amsterdam. Per quanto riguarda le mete estere a medio raggio, dopo il Mar Rosso si piazzano Dubai, Canarie, Marocco e Israele. Fra le destinazioni a lungo raggio spiccano invece New York, Mauritius, Zanzibar, Caraibi e, a sorpresa, il Madagascar, grazie ad una campagna promozionale di successo. Particolarmente apprezzate sono anche le offerte dei tour operator con formula "roulette", con un forte sconto per soggiorni in strutture della categoria prescelta, ma il cui nominativo viene comunicato solo all'ultimo momento.
In Italia si conferma il consenso per le città d'arte, con Roma e Venezia in pole position, seguita da Torino, per l'ostensione della Sindone, e poi Liguria, Toscana, Sicilia, Sardegna e Campania. Al di là dei dati e delle percentuali, la tendenza più significativa è la volontà di riscoprire le mete di provincia, vicine a casa propria, ma ancora sconosciute. Le nuove motivazioni di viaggio, dal benessere all'enogastronomia, dai parchi ai giardini, e le diverse tipologie di ricettività, tra cui anche quella non convenzionale e low cost, stanno spostando il baricentro del turismo italiano.
Chi non sa rinunciare invece a un viaggio più importante, può togliersi qualche capriccio senza dissanguarsi scegliendo con oculatezza tra alcune mete di fascino, ma decisamente più convenienti sul fronte economico. Ad esempio, le destinazioni in Oriente sono molto competitive a causa del deprezzamento delle valute locali o per effetto di promozioni e offerte speciali. E' quanto suggerisce Hotels.com, sito del gruppo Expedia, che per l'occasione ha stilato una classifica con le 10 mete più interessanti per il calo di prezzi che le tariffe alberghiere hanno registrato nel 2009. In media il calo dei prezzi è stato del 14% a livello mondiale, ma in alcuni Paesi la diminuzione è stata più consistente.
LE DIECI METE "RISPARMIOSE"
1 - Mosca: chi nel 2009 ha visitato la capitale russa ha risparmiato in media il 41% rispetto all'anno precedente e, nonostante sia tra le mete più esclusive del mondo, i prezzi ancora oggi sono molto più vantaggiosi rispetto al passato.
2 - Pechino: i prezzi degli hotel della capitale cinese hanno registrato l'anno scorso un calo del 32% rispetto al 2008.
3/4 - India, soprattutto con Mumbai e Nuova Delhi, al terzo e quanto posto con un calo rispettivamente del 32 e del 31% delle tariffe alberghiere.
5 – Dubai: le sue strutture ultra lusso sono al momento decisamente molti più "sostenibili", con un calo del 25% dei prezzi.
6 – Arriviamo finalmente in Europa, ma sempre guardando ad Est, con Bucarest, che registra un calo dei prezzi del 23%.
7 – Dublino, con i suoi 76 euro di costo medio nel 2009 per una camera in città, è stata addirittura la sesta meta più economica del Vecchio Continente.
8 - Vienna diventa decisamente vantaggiosa, grazie a una contrazione dei prezzi del 22%.
9 – New York: anche la Grande Mela si fa più conveniente, grazie ad un raffreddamento dei prezzi del 22%. Nella metropoli statunitense, poi, con la stessa cifra è possibile soggiornare in una struttura di livello più alto.
10 – Singapore: qui si risparmia circa il 15% rispetto al passato.
Secondo unì'indagine sui flussi pasquali diffusi dall'Osservatorio Amadeus Italia, incrociando i dati forniti dal motore di ricerca Google, l'82% dei vacanzieri sceglie per il periodi di Pasqua spostamenti brevi, anzi brevissimi, della durata di una giornata o al massimo con un pernottamento, per fare visita a parenti ed amici, o per esplorare una città d'arte, o ancora per una gita al lago o una pausa di relax alle terme. Il restante 18% dei viaggiatori si concede due o più pernottamenti raggiungendo seconde case o destinazioni a corto o medio raggio. Tra i pochi fortunati che si godranno una vacanza di una settimana, le mete preferite sono soprattutto il Mar Rosso e Sharm El Sheikh.
Tra le grandi città europee svettano le mete classiche: Parigi, Londra, Barcellona, Praga, Budapest e Amsterdam. Per quanto riguarda le mete estere a medio raggio, dopo il Mar Rosso si piazzano Dubai, Canarie, Marocco e Israele. Fra le destinazioni a lungo raggio spiccano invece New York, Mauritius, Zanzibar, Caraibi e, a sorpresa, il Madagascar, grazie ad una campagna promozionale di successo. Particolarmente apprezzate sono anche le offerte dei tour operator con formula "roulette", con un forte sconto per soggiorni in strutture della categoria prescelta, ma il cui nominativo viene comunicato solo all'ultimo momento.
In Italia si conferma il consenso per le città d'arte, con Roma e Venezia in pole position, seguita da Torino, per l'ostensione della Sindone, e poi Liguria, Toscana, Sicilia, Sardegna e Campania. Al di là dei dati e delle percentuali, la tendenza più significativa è la volontà di riscoprire le mete di provincia, vicine a casa propria, ma ancora sconosciute. Le nuove motivazioni di viaggio, dal benessere all'enogastronomia, dai parchi ai giardini, e le diverse tipologie di ricettività, tra cui anche quella non convenzionale e low cost, stanno spostando il baricentro del turismo italiano.
Chi non sa rinunciare invece a un viaggio più importante, può togliersi qualche capriccio senza dissanguarsi scegliendo con oculatezza tra alcune mete di fascino, ma decisamente più convenienti sul fronte economico. Ad esempio, le destinazioni in Oriente sono molto competitive a causa del deprezzamento delle valute locali o per effetto di promozioni e offerte speciali. E' quanto suggerisce Hotels.com, sito del gruppo Expedia, che per l'occasione ha stilato una classifica con le 10 mete più interessanti per il calo di prezzi che le tariffe alberghiere hanno registrato nel 2009. In media il calo dei prezzi è stato del 14% a livello mondiale, ma in alcuni Paesi la diminuzione è stata più consistente.
LE DIECI METE "RISPARMIOSE"
1 - Mosca: chi nel 2009 ha visitato la capitale russa ha risparmiato in media il 41% rispetto all'anno precedente e, nonostante sia tra le mete più esclusive del mondo, i prezzi ancora oggi sono molto più vantaggiosi rispetto al passato.
2 - Pechino: i prezzi degli hotel della capitale cinese hanno registrato l'anno scorso un calo del 32% rispetto al 2008.
3/4 - India, soprattutto con Mumbai e Nuova Delhi, al terzo e quanto posto con un calo rispettivamente del 32 e del 31% delle tariffe alberghiere.
5 – Dubai: le sue strutture ultra lusso sono al momento decisamente molti più "sostenibili", con un calo del 25% dei prezzi.
6 – Arriviamo finalmente in Europa, ma sempre guardando ad Est, con Bucarest, che registra un calo dei prezzi del 23%.
7 – Dublino, con i suoi 76 euro di costo medio nel 2009 per una camera in città, è stata addirittura la sesta meta più economica del Vecchio Continente.
8 - Vienna diventa decisamente vantaggiosa, grazie a una contrazione dei prezzi del 22%.
9 – New York: anche la Grande Mela si fa più conveniente, grazie ad un raffreddamento dei prezzi del 22%. Nella metropoli statunitense, poi, con la stessa cifra è possibile soggiornare in una struttura di livello più alto.
10 – Singapore: qui si risparmia circa il 15% rispetto al passato.
martedì 23 marzo 2010
Movimento Turismo del Vino e Enoteca Italiana insieme per la valorizzazione del vino italiano
Incrementare la cultura del vino di qualità con particolare attenzione ai giovani è l'obiettivo alla base del recente accordo siglato tra Movimento Turismo del Vino ed Enoteca Italiana, due realtà da sempre impegnate nello sviluppo del settore enologico che, ora, rinnovano la reciproca collaborazione per dare più forza all'azione comune di valorizzazione e promozione delle realtà vitivinicole nazionali.
La partnership tra il Movimento Turismo del Vino e l'Enoteca Italiana di Siena -peraltro sede istituzionale del Movimento- si concretizzerà già a partire dal Vinitaly, a Verona dall'8 al 12 aprile prossimo, ma sarà soprattutto in occasione della diciottesima edizione di Cantine Aperte, domenica 30 maggio, che si realizzerà la prima vera iniziativa comune con il Concorso nazionale di idee PerBacco.
Ideato da Enoteca Italiana ed inserito nell'ambito del progetto "Vino e Giovani" del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in sinergia con le Regioni e le Università d'Italia, il concorso ha lo scopo di coinvolgere i giovani dai 18 ai 30 anni nella realizzazione di una comunicazione del vino, fresca e brillante, che ne evidenzi il ruolo di protagonista di uno stile di vita. I partecipanti avranno tempo fino al 12 giugno per esprimere la propria creatività con messaggi pubblicitari innovativi che siano un'immagine, uno slogan, un'immagine con slogan o uno spot.
Grazie alla collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, i ragazzi in gara potranno comprendere al meglio quanto il vino sia espressione del territorio in cui nasce e lasciarsi, così, ispirare dalla giornata di Cantine Aperte, occasione ideale per immergersi in pieno nel panorama vitivinicolo italiano.
"Con Enoteca Italiana -precisa Chiara Lungarotti, Presidente del Movimento- condividiamo l'azione di promozione della cultura del vino, soprattutto nei riguardi dei giovani. Siamo certi di dover contribuire alla costruzione di un percorso comune tra i soggetti che operano nel settore enologico ed enoturistico che possa favorire una sempre maggiore e corretta conoscenza del vino. Con lo slogan Naturalmente Cantine Aperte, tutta all'insegna del rispetto dell'ambiente e di un approccio naturale e naturalistico al vino e ai suoi territori, la prossima edizione della manifestazione è l'ambientazione ottimale per una nuova comunicazione del vino, senza dimenticare che proprio i giovani sono gli enoturisti più appassionati e attenti".
Il Movimento, inoltre, metterà in palio per i quattro vincitori assoluti del concorso, uno per ogni categoria, un soggiorno per due persone in una delle cantine socie con qualità dell'accoglienza certificata.
La collaborazione tra MTV ed Enoteca Italiana proseguirà, quindi, nel corso di tutto il 2010, con l'obiettivo di rafforzare reciprocamente le diverse iniziative di valorizzazione e diffusione della cultura del bere nelle varie regioni.
La partnership tra il Movimento Turismo del Vino e l'Enoteca Italiana di Siena -peraltro sede istituzionale del Movimento- si concretizzerà già a partire dal Vinitaly, a Verona dall'8 al 12 aprile prossimo, ma sarà soprattutto in occasione della diciottesima edizione di Cantine Aperte, domenica 30 maggio, che si realizzerà la prima vera iniziativa comune con il Concorso nazionale di idee PerBacco.
Ideato da Enoteca Italiana ed inserito nell'ambito del progetto "Vino e Giovani" del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in sinergia con le Regioni e le Università d'Italia, il concorso ha lo scopo di coinvolgere i giovani dai 18 ai 30 anni nella realizzazione di una comunicazione del vino, fresca e brillante, che ne evidenzi il ruolo di protagonista di uno stile di vita. I partecipanti avranno tempo fino al 12 giugno per esprimere la propria creatività con messaggi pubblicitari innovativi che siano un'immagine, uno slogan, un'immagine con slogan o uno spot.
Grazie alla collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, i ragazzi in gara potranno comprendere al meglio quanto il vino sia espressione del territorio in cui nasce e lasciarsi, così, ispirare dalla giornata di Cantine Aperte, occasione ideale per immergersi in pieno nel panorama vitivinicolo italiano.
"Con Enoteca Italiana -precisa Chiara Lungarotti, Presidente del Movimento- condividiamo l'azione di promozione della cultura del vino, soprattutto nei riguardi dei giovani. Siamo certi di dover contribuire alla costruzione di un percorso comune tra i soggetti che operano nel settore enologico ed enoturistico che possa favorire una sempre maggiore e corretta conoscenza del vino. Con lo slogan Naturalmente Cantine Aperte, tutta all'insegna del rispetto dell'ambiente e di un approccio naturale e naturalistico al vino e ai suoi territori, la prossima edizione della manifestazione è l'ambientazione ottimale per una nuova comunicazione del vino, senza dimenticare che proprio i giovani sono gli enoturisti più appassionati e attenti".
Il Movimento, inoltre, metterà in palio per i quattro vincitori assoluti del concorso, uno per ogni categoria, un soggiorno per due persone in una delle cantine socie con qualità dell'accoglienza certificata.
La collaborazione tra MTV ed Enoteca Italiana proseguirà, quindi, nel corso di tutto il 2010, con l'obiettivo di rafforzare reciprocamente le diverse iniziative di valorizzazione e diffusione della cultura del bere nelle varie regioni.
lunedì 22 marzo 2010
Dal Dr. House a Lost, da Grey's Anatomy a CSI Miami: i luoghi delle serie TV
Quante volte guardando un telefilm o una serie a puntate non vi è venuta voglia di andare a vedere dal vivo i luoghi dove sono stati girati? Per esempio l'Isola di Lost, affascinante, misteriosa ed esotica, non è nient'altro che Oahu, una delle isole Hawaii.
Oppure, non avreste voglia di visitare il Princeton Plainsboro Teaching Hospital, l'ospedale del Dr. House? Qui l'operazione è, però, un po' più difficile. Le vedute esterne ed aeree sono quelle del Frist Campus Center nel New Jersey, ma gli interni sono stati ricreati negli studi della Fox a Los Angeles.
La Città degli Angeli è una delle location preferite dalle case di produzione che frequentemente la scelgono per ambientare serial di successo come Heroes, Flash Forward, Crash, Chuck, Melrose Place e 90210. Quest'ultimo, remake del telefilm di maggior successo degli anni novanta è ambientato nel quartiere più esclusivo, ovvero Beverly Hills, ma il famoso West Beverly High non esiste per davvero, le riprese vengono fatte alla Torrance High School, in un'altra cittadina della California. Un altro quartiere famoso, Malibu, è stato scelto come ambientazione per Californication, mentre l'Orange County (l'area tra Los Angeles e San Diego) è diventata famosa qualche anno fa per The OC.
Dopo il planetario successo di Sex & the City, anche New York è tornata alla ribalta per le produzioni televisive, spesso per ambientazioni eleganti ed esclusive come l'Upper East Side di Gossip Girl e di Dirty Sexy Money. A Manhattan sono ambientati anche serial di successo come Ugly Betty (girato in parte a L.A.) e CSI New York, spin-off dell'originale Las Vegas. CSI è giunto all'ottava stagione anche per la squadra di Miami, location scelta anche per Dexter e per le prime stagioni di Nip/Tuck, poi spostato a Los Angeles.
Merita una citazione anche Seattle, sede dell'ospedale di Grey's Anatomy, il Seattle Grace Mercy West Hospital. In realtà anche questo edificio non esiste; per le riprese esterne viene usato il Fisher Plaza di Seattle, mentre per gli interni viene usato il Sepulveda Ambulatory Care Center di North Hills, in California.
Ma le ambientazioni "finte" non finiscono qui. Per esempio, è curioso il caso di Cougar Town, ambientato nella inesistente cittadina di Gulf Haven, nella contea di Sarasota in Florida, è in realtà girato a Culver City in California.
Per ultimo è doveroso citare Desperate Housewives, ambientato nella ormai famosa Wisteria Lane di Fairview, nell'Eagle State. Tutto completamente inventato: Wisteria Lane è stata costruita appositamente agli Universal Studios di Los Angeles, in Colonial Street.
Oppure, non avreste voglia di visitare il Princeton Plainsboro Teaching Hospital, l'ospedale del Dr. House? Qui l'operazione è, però, un po' più difficile. Le vedute esterne ed aeree sono quelle del Frist Campus Center nel New Jersey, ma gli interni sono stati ricreati negli studi della Fox a Los Angeles.
La Città degli Angeli è una delle location preferite dalle case di produzione che frequentemente la scelgono per ambientare serial di successo come Heroes, Flash Forward, Crash, Chuck, Melrose Place e 90210. Quest'ultimo, remake del telefilm di maggior successo degli anni novanta è ambientato nel quartiere più esclusivo, ovvero Beverly Hills, ma il famoso West Beverly High non esiste per davvero, le riprese vengono fatte alla Torrance High School, in un'altra cittadina della California. Un altro quartiere famoso, Malibu, è stato scelto come ambientazione per Californication, mentre l'Orange County (l'area tra Los Angeles e San Diego) è diventata famosa qualche anno fa per The OC.
Dopo il planetario successo di Sex & the City, anche New York è tornata alla ribalta per le produzioni televisive, spesso per ambientazioni eleganti ed esclusive come l'Upper East Side di Gossip Girl e di Dirty Sexy Money. A Manhattan sono ambientati anche serial di successo come Ugly Betty (girato in parte a L.A.) e CSI New York, spin-off dell'originale Las Vegas. CSI è giunto all'ottava stagione anche per la squadra di Miami, location scelta anche per Dexter e per le prime stagioni di Nip/Tuck, poi spostato a Los Angeles.
Merita una citazione anche Seattle, sede dell'ospedale di Grey's Anatomy, il Seattle Grace Mercy West Hospital. In realtà anche questo edificio non esiste; per le riprese esterne viene usato il Fisher Plaza di Seattle, mentre per gli interni viene usato il Sepulveda Ambulatory Care Center di North Hills, in California.
Ma le ambientazioni "finte" non finiscono qui. Per esempio, è curioso il caso di Cougar Town, ambientato nella inesistente cittadina di Gulf Haven, nella contea di Sarasota in Florida, è in realtà girato a Culver City in California.
Per ultimo è doveroso citare Desperate Housewives, ambientato nella ormai famosa Wisteria Lane di Fairview, nell'Eagle State. Tutto completamente inventato: Wisteria Lane è stata costruita appositamente agli Universal Studios di Los Angeles, in Colonial Street.
domenica 21 marzo 2010
Miami nice. La città della Florida oggi è colta, viva e mondana tutto l'anno.
Tutto è cominciato con Art Basel Miami Beach (www.artbaselmiamibeach.com), la prestigiosissima fiera di arte contemporanea (definita dal Miami Herald “il Dom Pérignon degli eventi d’arte”) che da otto anni, a dicembre, attira in Florida il top delle gallerie internazionali e più di 2000 creativi. È la punta di diamante della Miami Renaissance, che ha trasformato quello che per anni era considerato il paradiso tropicale per ricchi pensionati, o nostalgici di Miami Vice stile Eighties, nella nuova capitale culturale, una Firenze a stelle e strisce, puntando su arte, design e architettura.
Aprirà nel 2010 la nuova, super-tecnologica sede che Frank Gehry ( il grande architetto canadese del Guggenheim di Bilbao) ha progettato per la New World Symphony Orchestra (www.nws.edu), accademia musicale di fama internazionale finora ospitata in un edificio Decò, lungo la pedonale Lincoln Road Mall. Sempre nel cuore dell’Art Deco District, oltre 70.000 pezzi sono esposti a rotazione nel Wolfsonian Museum (www.wolfsonian.org), punto di riferimento per gli appassionati di design. Mentre al MoCA (a Miami Nord, www.mocanomi.org) si visitano, oltre a una collezione permanente con opere di artisti come Roy Lichtenstein e Jasper Johns, interessanti mostre d’arte contemporanea: dall’11 marzo al 6 maggio, laprima personale in un museo di Cory Arcangel, giovane statunitense che si muove tra arte, musica e tecnologia, intitolata The Sharper Image.
Ma Miami piace agli italiani (ultimamente sempre di più, grazie al favorevole cambio euro-dollaro) anche per l’estate che dura 12 mesi, le sette miglia di spiaggia, l'atmosfera vibrante e glamour che invita a godersi i piaceri della vita. Il cibo, appena celebrato Al South Beach Wine & Food Festival (www.sobewineandfoodfest.com), è protagonista tutto l'anno, tra cene, degustazioni e chef superstar che si esibiscono in ristoranti di tendenza e nuovi hotel. Come il W South Beach (tel. 001.305.93.83.000, www.whotels.com), aperto a luglio in Collins Avenue, sede di molti eventi di Art Basel Miami: atmosfera contemporanea e sofisticata, arredi in lacca nera, opere di David Hockney e le delizie cinesi di Nick Jinson Du, chef del ristorante Mr. Chow, che a New York e Los Angeles conta su habitué come George Clooney, Gwyneth Paltrow e Sean Penn (www.mrchow.com). Ambiente Far East - chic al Mandarin Oriental (tel. 001.305.91.38.288, www.mandarinoriental.com, ) hotel culto su Biscayne Bay, dove il pluripremiato chef Clay Conley è di scena al ristorante Azul.
Ha riaperto dopo un grande restyling il Fontainbleu Hotel (tel. 001.305.53.82.000, www.fontainebleau.com), icona ad alto tasso di mondanità, dove la popstar Lady GaGa ha festeggiato il Capodanno. Altri hotel freschi di restauro o inaugurati da poco sono il Betsy (tel. 001.305.50.34.400, www.thebetsyhotel.com) su Ocean Drive e il Viceroy, downtown e non vicino al mare, ma con arredi della designer Kelly Wearstler e prezzi interessanti (tel. 001.305.50.34.400, www.viceroymiami.com, doppia da 130 $, circa 86 €).
Sembra una villa mediterranea Casa Tua (tel. 001.305.67.30.973, www.casatualifestyle.com): ristorante e boutique hotel di Michele Grendene, che qui organizza anche mostre d’arte ed espone la sua collezione privata, con foto di Olivo Barbieri, Erwin Penn e Horst P. Horst. I nostalgici di cucina italiana si incontrano da Quattro (tel. 001.305.53.24.833, www.quattromiami.com), trattoria chic e modaiola con arredi di design e lampadari di Murano (tel. 001.305.75.92.001, www.michysmiami.com). Ma nella lunga notte di Miami il luogo più divertente oggi è il Cozy Bar (tel. 001.305.53.22.699, www.thecozybar.com): tapas e musica dal vivo, il venerdì sera dei Gipsy King.
Aprirà nel 2010 la nuova, super-tecnologica sede che Frank Gehry ( il grande architetto canadese del Guggenheim di Bilbao) ha progettato per la New World Symphony Orchestra (www.nws.edu), accademia musicale di fama internazionale finora ospitata in un edificio Decò, lungo la pedonale Lincoln Road Mall. Sempre nel cuore dell’Art Deco District, oltre 70.000 pezzi sono esposti a rotazione nel Wolfsonian Museum (www.wolfsonian.org), punto di riferimento per gli appassionati di design. Mentre al MoCA (a Miami Nord, www.mocanomi.org) si visitano, oltre a una collezione permanente con opere di artisti come Roy Lichtenstein e Jasper Johns, interessanti mostre d’arte contemporanea: dall’11 marzo al 6 maggio, laprima personale in un museo di Cory Arcangel, giovane statunitense che si muove tra arte, musica e tecnologia, intitolata The Sharper Image.
Ma Miami piace agli italiani (ultimamente sempre di più, grazie al favorevole cambio euro-dollaro) anche per l’estate che dura 12 mesi, le sette miglia di spiaggia, l'atmosfera vibrante e glamour che invita a godersi i piaceri della vita. Il cibo, appena celebrato Al South Beach Wine & Food Festival (www.sobewineandfoodfest.com), è protagonista tutto l'anno, tra cene, degustazioni e chef superstar che si esibiscono in ristoranti di tendenza e nuovi hotel. Come il W South Beach (tel. 001.305.93.83.000, www.whotels.com), aperto a luglio in Collins Avenue, sede di molti eventi di Art Basel Miami: atmosfera contemporanea e sofisticata, arredi in lacca nera, opere di David Hockney e le delizie cinesi di Nick Jinson Du, chef del ristorante Mr. Chow, che a New York e Los Angeles conta su habitué come George Clooney, Gwyneth Paltrow e Sean Penn (www.mrchow.com). Ambiente Far East - chic al Mandarin Oriental (tel. 001.305.91.38.288, www.mandarinoriental.com, ) hotel culto su Biscayne Bay, dove il pluripremiato chef Clay Conley è di scena al ristorante Azul.
Ha riaperto dopo un grande restyling il Fontainbleu Hotel (tel. 001.305.53.82.000, www.fontainebleau.com), icona ad alto tasso di mondanità, dove la popstar Lady GaGa ha festeggiato il Capodanno. Altri hotel freschi di restauro o inaugurati da poco sono il Betsy (tel. 001.305.50.34.400, www.thebetsyhotel.com) su Ocean Drive e il Viceroy, downtown e non vicino al mare, ma con arredi della designer Kelly Wearstler e prezzi interessanti (tel. 001.305.50.34.400, www.viceroymiami.com, doppia da 130 $, circa 86 €).
Sembra una villa mediterranea Casa Tua (tel. 001.305.67.30.973, www.casatualifestyle.com): ristorante e boutique hotel di Michele Grendene, che qui organizza anche mostre d’arte ed espone la sua collezione privata, con foto di Olivo Barbieri, Erwin Penn e Horst P. Horst. I nostalgici di cucina italiana si incontrano da Quattro (tel. 001.305.53.24.833, www.quattromiami.com), trattoria chic e modaiola con arredi di design e lampadari di Murano (tel. 001.305.75.92.001, www.michysmiami.com). Ma nella lunga notte di Miami il luogo più divertente oggi è il Cozy Bar (tel. 001.305.53.22.699, www.thecozybar.com): tapas e musica dal vivo, il venerdì sera dei Gipsy King.
sabato 20 marzo 2010
Fuga per Pasqua
Se non trascorri la Pasqua con i tuoi, fallo con chi vuoi! Ecco alcune idee di viaggio per passare tre giorni (o più, se hai bambini) diversi dal solito. Se sei un tipo spirituale, l'esperienza della vita è trascorrere la Semana Santa in Andalusia, nel più profondo e tradizionale sud della Spagna, dove potrai assistere alle processioni folkloristiche. Se ami l'outdoor e preferisci approfittarne per stare all'aria aperta (meteo permettendo) allora percorri la Costiera amalfitana (magari in moto).
Oppure perché non perdersi tra i suggestivi vicoli di Riomaggiore alle Cinque Terre o ancora godersi la lavanda in fiore della Provenza o addirittura i laghi di acqua dolce delle Alpi austriache. Se vuoi rilassarti e fuggire dalla festività religiosa, ritirati alle terme: in Italia ce ne sono tantissime molte sono low cost. Se non sei soddisfatto delle nostre proposte, cerca un volo last minute verso la caotica ma magica Marrakech o trascorri una settimana intera nelle acque trasparenti ricche di pesci colorati di Sharm El-Sheik. Ti è venuta voglia di partire? Allora Buona Pasqua e buon viaggio!
Oppure perché non perdersi tra i suggestivi vicoli di Riomaggiore alle Cinque Terre o ancora godersi la lavanda in fiore della Provenza o addirittura i laghi di acqua dolce delle Alpi austriache. Se vuoi rilassarti e fuggire dalla festività religiosa, ritirati alle terme: in Italia ce ne sono tantissime molte sono low cost. Se non sei soddisfatto delle nostre proposte, cerca un volo last minute verso la caotica ma magica Marrakech o trascorri una settimana intera nelle acque trasparenti ricche di pesci colorati di Sharm El-Sheik. Ti è venuta voglia di partire? Allora Buona Pasqua e buon viaggio!
venerdì 19 marzo 2010
Spezzano Albanese prossimo polo turistico
L'assessore regionale al Turismo Damiano Guagliardi punta sulle risorse territoriali di Spezzano Albanese, il piu' grosso centro arberesh d'Italia. Per Guagliardi e' proprio questo comune, nel nord della provincia di Cosenza, a potersi aggiudicare in "tempi stretti" il ruolo di importante "polo turistico" regionale. "Questo -spiega - grazie alla sua collocazione strategica nel sistema della comunicazione. Per il nord e per il sud si passa da qui ed in poco tempo si possono raggiungere sia le spiagge che le montagne.
Spezzano e' gia' tendenzialmente una cittadina turistica per la sua vivacita' culturale e ricreativa. Essa possiede, piu' di altri, un sistema alberghiero e ristorativo adeguato. E' conosciuta per i suoi giacimenti turistico-culturali-ambientali quali il sito archeologico di Torre Mordillo, che e' il piu' importante sito precedente alla Magna Grecia, e le acque termali che assicurano una delle migliori cure idropiniche d'Europa. In virtu' di queste caratteristiche -continua- Spezzano si pone come centro nevralgico di quello che sara' il volano del futuro economico della Valle dell'Esaro, del Pollino, della Sibaritide e dell'intera Calabria".
In quest'ottica Guagliardi intende "allargare la stagione turistica" a molti mesi dell'anno. "Perche' solo col turismo -spiega - si possono attrarre quelle risorse economiche che consentono alla nostra regione di soddisfare i propri consumi e migliorare la bilancia dei pagamenti. La Calabria attraversa un difficile momento economico: sono fallite le politiche industriali, l'agricoltura non e' riuscita a decollare definitivamente, la nuova organizzazione mondiale dell'economia crea difficolta' in materia di attivita' produttive. Solo col turismo puo' nascere un nuovo modello di sviluppo nelle regioni meridionali, soprattutto perche' la nostra regione consuma il proprio danaro fuori dal suo territorio e non sempre ha le risorse adeguate per guardare con serenita' al futuro delle sue famiglie. Nei prossimi anni - ha concluso - molto sara' speso attorno al turismo, ai beni culturali e alle minoranze linguistiche della Calabria".
Spezzano e' gia' tendenzialmente una cittadina turistica per la sua vivacita' culturale e ricreativa. Essa possiede, piu' di altri, un sistema alberghiero e ristorativo adeguato. E' conosciuta per i suoi giacimenti turistico-culturali-ambientali quali il sito archeologico di Torre Mordillo, che e' il piu' importante sito precedente alla Magna Grecia, e le acque termali che assicurano una delle migliori cure idropiniche d'Europa. In virtu' di queste caratteristiche -continua- Spezzano si pone come centro nevralgico di quello che sara' il volano del futuro economico della Valle dell'Esaro, del Pollino, della Sibaritide e dell'intera Calabria".
In quest'ottica Guagliardi intende "allargare la stagione turistica" a molti mesi dell'anno. "Perche' solo col turismo -spiega - si possono attrarre quelle risorse economiche che consentono alla nostra regione di soddisfare i propri consumi e migliorare la bilancia dei pagamenti. La Calabria attraversa un difficile momento economico: sono fallite le politiche industriali, l'agricoltura non e' riuscita a decollare definitivamente, la nuova organizzazione mondiale dell'economia crea difficolta' in materia di attivita' produttive. Solo col turismo puo' nascere un nuovo modello di sviluppo nelle regioni meridionali, soprattutto perche' la nostra regione consuma il proprio danaro fuori dal suo territorio e non sempre ha le risorse adeguate per guardare con serenita' al futuro delle sue famiglie. Nei prossimi anni - ha concluso - molto sara' speso attorno al turismo, ai beni culturali e alle minoranze linguistiche della Calabria".
giovedì 18 marzo 2010
STUDENTI PROTAGONISTI PROGETTO "NEVE IN CALABRIA"
150 tra studenti, docenti e staff degli uffici scolastici di Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria impegnati al villaggio Trepido' di Palumbosila, a Cotronei, nel progetto "Neve in Calabria". Gli studenti che hanno partecipato all'iniziativa hanno scoperto le potenzialita' che la montagna crotonese puo' offrire: dallo sci al pattinaggio, dalle fiaccolate notturne sulle neve alle bellezze del Parco nazionale della Sila. "L'iniziativa formativa a carattere sperimentale - ha spiegato Antonio Blandino, dirigente dell'Atp di Crotone - si e' arricchita quest'anno di un particolare programma volto ad affrontare in modo pratico e divertente le tematiche della sicurezza sulle piste".
"Gli obiettivi di questo progetto - ha aggiunto Rosario Mercurio, coordinatore regionale per l'educazione motoria e fisica - sono quelli di suscitare nei giovani la consuetudine all'attivita' motoria in plain - air e di conseguenza educarli al rispetto dell'ambiente; stimolare la capacita' a resistere e superare le difficolta' legate all'ambiente invernale montano, freddo, neve, ghiaccio, paura, non sempre amico". Soddisfazione per il progetto e' stata espressa anche dal coordinatore per l'educazione motoria fisica e sportiva dell'Atp di Crotone, Santino Mariano, e da docenti e studenti partecipanti.
"L'organizzazione della due giorni - ha detto Mariano - e' stata impeccabile e speriamo di poter ripetere questa iniziativa anche l'anno prossimo. L'obiettivo tecnico che perseguiamo, infatti, e' di portare i ragazzi, nell'arco di un triennio, ad un miglioramento di livello tecnico tale da consentire la partecipazione ai giochi sportivi studenteschi".
"Iniziative come questa - ha osservato Maria Stella De Fazio, docente dell'istituto Tommaso Campanella di Lamezia Terme - dovrebbero tenersi piu' spesso in quanto permettono alla scuola di aprirsi al territorio". "E' stata un'esperienza fantastica - ha concluso Antonio Iannone della II B dell'Ipsia di Crotone - ci siamo divertiti molto e io, grazie a questo progetto, ho imparato a sciare".
"Gli obiettivi di questo progetto - ha aggiunto Rosario Mercurio, coordinatore regionale per l'educazione motoria e fisica - sono quelli di suscitare nei giovani la consuetudine all'attivita' motoria in plain - air e di conseguenza educarli al rispetto dell'ambiente; stimolare la capacita' a resistere e superare le difficolta' legate all'ambiente invernale montano, freddo, neve, ghiaccio, paura, non sempre amico". Soddisfazione per il progetto e' stata espressa anche dal coordinatore per l'educazione motoria fisica e sportiva dell'Atp di Crotone, Santino Mariano, e da docenti e studenti partecipanti.
"L'organizzazione della due giorni - ha detto Mariano - e' stata impeccabile e speriamo di poter ripetere questa iniziativa anche l'anno prossimo. L'obiettivo tecnico che perseguiamo, infatti, e' di portare i ragazzi, nell'arco di un triennio, ad un miglioramento di livello tecnico tale da consentire la partecipazione ai giochi sportivi studenteschi".
"Iniziative come questa - ha osservato Maria Stella De Fazio, docente dell'istituto Tommaso Campanella di Lamezia Terme - dovrebbero tenersi piu' spesso in quanto permettono alla scuola di aprirsi al territorio". "E' stata un'esperienza fantastica - ha concluso Antonio Iannone della II B dell'Ipsia di Crotone - ci siamo divertiti molto e io, grazie a questo progetto, ho imparato a sciare".
CASTROVILLARI e il Carnevale del Pollino…
Castrovillari è il centro più grande del Parco Nazionale del Pollino, contando 22.653 abitanti. Questa cittadina è, ormai da anni, la capitale del Carnevale calabrese; infatti, l'evento di maggior richiamo anche tra i non castrovillaresi è il famoso Carnevale del Pollino (nel 2006 ribattezzato "Carnevale di Castrovillari"). Nato nel 1959, già negli anni 70 aveva raggiunto la sua massima importanza per le nuove proposte, resa possibile grazie alla grande partecipazione popolare che la caratterizza ancora oggi.
E' un evento di spettacolo che si aggiunge a quello del folklore, registrando negli anni 90 l'ingresso dei gruppi spontanei; solo a Castrovillari si può notare l'interazione tra carnevale e festival del folklore che in questo anno arriva alla sua 52° edizione. E' un patrimonio culturale mandato avanti dal compianto Professore Vittorio Vigiano e da numerosissimi appassionati, convinti che questa manifestazione sia diventata più grande di ogni loro aspettativa. Il richiamo di allegria, colori, canti eseguiti lungo le vie cittadine, contornati da pacchiane e cuzzi è un richiamo alle origini contadine e popolari di questo paese. I visitatori, richiamati dalla fama conquistata negli anni provengono da tutta la regione e anche da quelle vicine. L'organizzazione è da sempre della Pro-loco del Pollino, sostenuta dall'Amministrazione comunale, e da enti come la Regione, Provincia ed Ente Parco del Pollino.
Il nostro carnevale è fatto di maschere, canti, danze, tradizioni popolari, concorsi, sfilate, ed è uno spettacolo nello spettacolo originato da gruppi mascherati, ottenendo un forte richiamo alle origini di questa manifestazione. In questa 52° edizione, il carnevale del Pollino ha visto come ospiti i gruppi folkloristici di Serbia, Georgia, Togo, Portogallo e Malesia. Il via a questa manifestazione è stato dato il giovedì grasso, giornata ricca di eventi, iniziando con il Fantasy Carnival Drik, cocktail competition a cura dell'Istituto Alberghiero di Castrovillari. Nel pomeriggio è stata la volta della Parata della Gioia, i cui protagonisti sono stati i bambini della scuola dell'infanzia e della scuola primaria del 2° circolo di Castrovillari. Nel tardo pomeriggio, grandi e piccini mascherati, hanno partecipato al Corteo di Re Carnevale, accompagnati dagli sbandieratori di Corovigno e dall'esercito di Skanderberg, concludendosi in Piazza Municipio con la teatrale diatriba in dialetto castrovillarese tra la Quaresima e Re Carnevale. A questa, è seguita l'incoronazione di Re Carnevale caratterizzata dalla consegna delle chiavi della città da parte del Sindaco. La serata è stata allietata con un'allegra festa cubana in piazza a cura del trombettista e percussionista dominicano Manuel Santana. Il carnevale è iniziato ufficialmente domenica 7 febbraio con le sfilate in maschera; i protagonisti di questo primo appuntamento sono stati i gruppi spontanei . Alla fine del percorso, i singoli gruppi sono stati giudicati da una giuria composta da bambini che hanno espresso un voto da 5 a 10, mentre nelle altre due sfilate i gruppi hanno avuto una giuria tecnica; infine sono stati votati durante tutto il corso della manifestazione dal pubblico attraverso i biglietti della Lotteria del Carenevale. Tra le varie iniziative organizzate nei dieci giorni di manifestazione si segnala anche la 18° edizione del concorso fotografico "Immagini sul Carnevale di Castrovillari" curato da Enzo Bruno e Giuseppe Iazzolino in collaborazione con l'associazione Corigliano per la fotografia.
Angela Gugliotta
E' un evento di spettacolo che si aggiunge a quello del folklore, registrando negli anni 90 l'ingresso dei gruppi spontanei; solo a Castrovillari si può notare l'interazione tra carnevale e festival del folklore che in questo anno arriva alla sua 52° edizione. E' un patrimonio culturale mandato avanti dal compianto Professore Vittorio Vigiano e da numerosissimi appassionati, convinti che questa manifestazione sia diventata più grande di ogni loro aspettativa. Il richiamo di allegria, colori, canti eseguiti lungo le vie cittadine, contornati da pacchiane e cuzzi è un richiamo alle origini contadine e popolari di questo paese. I visitatori, richiamati dalla fama conquistata negli anni provengono da tutta la regione e anche da quelle vicine. L'organizzazione è da sempre della Pro-loco del Pollino, sostenuta dall'Amministrazione comunale, e da enti come la Regione, Provincia ed Ente Parco del Pollino.
Il nostro carnevale è fatto di maschere, canti, danze, tradizioni popolari, concorsi, sfilate, ed è uno spettacolo nello spettacolo originato da gruppi mascherati, ottenendo un forte richiamo alle origini di questa manifestazione. In questa 52° edizione, il carnevale del Pollino ha visto come ospiti i gruppi folkloristici di Serbia, Georgia, Togo, Portogallo e Malesia. Il via a questa manifestazione è stato dato il giovedì grasso, giornata ricca di eventi, iniziando con il Fantasy Carnival Drik, cocktail competition a cura dell'Istituto Alberghiero di Castrovillari. Nel pomeriggio è stata la volta della Parata della Gioia, i cui protagonisti sono stati i bambini della scuola dell'infanzia e della scuola primaria del 2° circolo di Castrovillari. Nel tardo pomeriggio, grandi e piccini mascherati, hanno partecipato al Corteo di Re Carnevale, accompagnati dagli sbandieratori di Corovigno e dall'esercito di Skanderberg, concludendosi in Piazza Municipio con la teatrale diatriba in dialetto castrovillarese tra la Quaresima e Re Carnevale. A questa, è seguita l'incoronazione di Re Carnevale caratterizzata dalla consegna delle chiavi della città da parte del Sindaco. La serata è stata allietata con un'allegra festa cubana in piazza a cura del trombettista e percussionista dominicano Manuel Santana. Il carnevale è iniziato ufficialmente domenica 7 febbraio con le sfilate in maschera; i protagonisti di questo primo appuntamento sono stati i gruppi spontanei . Alla fine del percorso, i singoli gruppi sono stati giudicati da una giuria composta da bambini che hanno espresso un voto da 5 a 10, mentre nelle altre due sfilate i gruppi hanno avuto una giuria tecnica; infine sono stati votati durante tutto il corso della manifestazione dal pubblico attraverso i biglietti della Lotteria del Carenevale. Tra le varie iniziative organizzate nei dieci giorni di manifestazione si segnala anche la 18° edizione del concorso fotografico "Immagini sul Carnevale di Castrovillari" curato da Enzo Bruno e Giuseppe Iazzolino in collaborazione con l'associazione Corigliano per la fotografia.
Angela Gugliotta
lunedì 15 marzo 2010
ITALIANI PREFERISCONO I PARCHI A TEMA
I Parchi a Tema stanno 'invadendo' l'Italia da nord a sud: da Mondo Europa in Emilia Romagna a Etna Wonderland in Sicilia, da Media Polis in Piemonte al nuovo Miragica in Puglia, e' tutto un fiorire di nuove strutture. Nei primi 9 mesi del 2009 i Parchi tematici italiani hanno registrato cifre da boom: oltre 11 milioni i biglietti d'ingresso strappati (500.000 in piu' rispetto allo stesso periodo del 2008) per un fatturato complessivo di 177.300.000 euro (+11,4% - fonte SIAE). E per quanto riguarda i nuovi impianti, a Roma si annuncia addirittura il rischio di affollamento.
Da Rainbow Magic Land, parco dedicato ai personaggi Rainbow che aprira' i battenti nella primavera del 2011; a quelli di prossima realizzazione come Cinecitta' World, interamente dedicato al cinema, fino a quelli sulla Formula 1 e su Roma Antica. Ma quale sarebbe la citta' ideale dove aprire una nuova struttura?. Da una ricerca condotta su un campione di 300 famiglie per capire quale fosse la meta ideale per un week-end da trascorrere con i figli, emerge che per il 30% del campione Milano sarebbe la piu' indicata, perche' puo' vantare numerose strutture ricettive; perche' ben collegata grazie a metro, stazioni e aeroporti e perche' meno caotica della Capitale.
Seguono le citta' dell'Emilia Romagna, come Riccione (21%) e Bologna (19%), apprezzate soprattutto per le dimensioni ridotte e per tutto il contorno che le caratterizza, come ristoranti caratteristici e alberghi accoglienti. Stop per la Capitale che si ferma solo al quarto posto (16%), in questa speciale graduatoria, penalizzata soprattutto dal troppo traffico e dalla difficolta' negli spostamenti. Chiude la top five Firenze (12%), perche' citta' turistica per eccellenza e per questo meglio attrezzata ad accogliere nuovi arrivi. La ricerca ha fornito risposte anche sulle mtoivazioni che spingono a visitare queste strutture: il 42% del campione ha dichiarato di apprezzarli piu' di monumenti e gite fuori porta. Insomma si scelgono i Parchi tematici per la voglia di divertirsi con la famiglia in maniera spensierata (32%). Seguono quelli che ci vanno solo per far felici i figli (24%) e chi per "tornare bambino" (21%). Altri li preferiscono perche' sono strutture complete, che oltre ai giochi hanno al loro interno parcheggi, servizi e ristoranti in grado di soddisfare tutte le esigenze (10%). Non manca, infine, chi li sceglie per pura curiosita' o perche' non c'e' mai andato prima (7%). Ma il Parco a Tema non piace a tutti. Il restante 58% del campione che evita di frequentarli preferisce passare una domenica all'aria aperta, meglio se in campagna o al mare (47%). Seguono quelli che li ritengono solo un "parcheggio" per i figli (22%) e chi invece li considera troppo cari (17%). Non manca, infine, chi proprio non sopporta l'affollamento e le troppe file (8%). Chi frequenta i Parchi? I piu' appassionati sono soprattutto gli over 40 (57% del campione), che nella maggior parte dei casi sono sposati e con figli piccoli, e rappresentano il target di riferimento del settore. Ottovolanti e attrazioni mozzafiato piacciono anche al pubblico dei ragazzi tra 20 e 30 anni (34%), alla continua ricerca di emozioni "estreme". Meno interessati appaiono gli over 60, che dichiarano di andarci solo nel 7% dei casi per visitarli con i nipoti.
Quali sono i 3 Parchi esteri che gli amanti del genere vorrebbero visitare almeno una volta nella vita? A farla da padrone nell'immaginario e' il francese Eurodisney, che piace al 52% degli intervistati per la grande tematizzazione, le attrazioni di assoluto livello e la magica atmosfera che si respira. Piace anche ai piu' grandi il danese Legoland (33%), perche' riporta indietro nel tempo a quando da bambini si giocava con le costruzioni colorate. Altro must e' il finlandese Santapark (27%), a 2 km dal circolo polare artico, dove la tradizione vuole che si trovi la casa di Santa Claus.
Capitolo a parte per gli Stati Uniti, dove oltre ai famosissimi Disneyland e Universal Studios di Hollywood (citati dal 73% degli intervistati), attirano grande curiosita' anche i numerosi parchi tematici di Las Vegas (Star Trek The Experience, Eiffel Tower Experience, Fremont Street Experience.
Da Rainbow Magic Land, parco dedicato ai personaggi Rainbow che aprira' i battenti nella primavera del 2011; a quelli di prossima realizzazione come Cinecitta' World, interamente dedicato al cinema, fino a quelli sulla Formula 1 e su Roma Antica. Ma quale sarebbe la citta' ideale dove aprire una nuova struttura?. Da una ricerca condotta su un campione di 300 famiglie per capire quale fosse la meta ideale per un week-end da trascorrere con i figli, emerge che per il 30% del campione Milano sarebbe la piu' indicata, perche' puo' vantare numerose strutture ricettive; perche' ben collegata grazie a metro, stazioni e aeroporti e perche' meno caotica della Capitale.
Seguono le citta' dell'Emilia Romagna, come Riccione (21%) e Bologna (19%), apprezzate soprattutto per le dimensioni ridotte e per tutto il contorno che le caratterizza, come ristoranti caratteristici e alberghi accoglienti. Stop per la Capitale che si ferma solo al quarto posto (16%), in questa speciale graduatoria, penalizzata soprattutto dal troppo traffico e dalla difficolta' negli spostamenti. Chiude la top five Firenze (12%), perche' citta' turistica per eccellenza e per questo meglio attrezzata ad accogliere nuovi arrivi. La ricerca ha fornito risposte anche sulle mtoivazioni che spingono a visitare queste strutture: il 42% del campione ha dichiarato di apprezzarli piu' di monumenti e gite fuori porta. Insomma si scelgono i Parchi tematici per la voglia di divertirsi con la famiglia in maniera spensierata (32%). Seguono quelli che ci vanno solo per far felici i figli (24%) e chi per "tornare bambino" (21%). Altri li preferiscono perche' sono strutture complete, che oltre ai giochi hanno al loro interno parcheggi, servizi e ristoranti in grado di soddisfare tutte le esigenze (10%). Non manca, infine, chi li sceglie per pura curiosita' o perche' non c'e' mai andato prima (7%). Ma il Parco a Tema non piace a tutti. Il restante 58% del campione che evita di frequentarli preferisce passare una domenica all'aria aperta, meglio se in campagna o al mare (47%). Seguono quelli che li ritengono solo un "parcheggio" per i figli (22%) e chi invece li considera troppo cari (17%). Non manca, infine, chi proprio non sopporta l'affollamento e le troppe file (8%). Chi frequenta i Parchi? I piu' appassionati sono soprattutto gli over 40 (57% del campione), che nella maggior parte dei casi sono sposati e con figli piccoli, e rappresentano il target di riferimento del settore. Ottovolanti e attrazioni mozzafiato piacciono anche al pubblico dei ragazzi tra 20 e 30 anni (34%), alla continua ricerca di emozioni "estreme". Meno interessati appaiono gli over 60, che dichiarano di andarci solo nel 7% dei casi per visitarli con i nipoti.
Quali sono i 3 Parchi esteri che gli amanti del genere vorrebbero visitare almeno una volta nella vita? A farla da padrone nell'immaginario e' il francese Eurodisney, che piace al 52% degli intervistati per la grande tematizzazione, le attrazioni di assoluto livello e la magica atmosfera che si respira. Piace anche ai piu' grandi il danese Legoland (33%), perche' riporta indietro nel tempo a quando da bambini si giocava con le costruzioni colorate. Altro must e' il finlandese Santapark (27%), a 2 km dal circolo polare artico, dove la tradizione vuole che si trovi la casa di Santa Claus.
Capitolo a parte per gli Stati Uniti, dove oltre ai famosissimi Disneyland e Universal Studios di Hollywood (citati dal 73% degli intervistati), attirano grande curiosita' anche i numerosi parchi tematici di Las Vegas (Star Trek The Experience, Eiffel Tower Experience, Fremont Street Experience.
I tag a colori invadono Torino
Turismo, tecnologia, tag, Torino. Sono le quattro T su cui si basa il progetto “I colori di Torino”, che da oggi permette ai turisti del capoluogo piemontese di visualizzare informazioni sui principali monumenti della città, semplicemente passando i propri telefonini su dei piccoli riquadri (i “tag”) posizionati in prossimità dei monumenti stessi.
Il progetto è stato sviluppato in partnership da Turismo Torino e Provincia e Mediaki.it e si basa sulla tecnologia di barcoding Microsoft Tag che, nella sua ultima versione a colori, è al debutto internazionale assoluto. Da qui lo slogan dell’iniziativa, che presenta Torino come “la prima città taggata a colori al mondo”.
“L’obiettivo è fornire ai visitatori della nostra città la miglior esperienza possibile”, spiega Livio Besso Cordero, presidente di Turismo Torino e Provincia, ricordando che “molti turisti oggi utilizzano i propri telefoni cellulari per orientarsi e per cercare maggiori informazioni sui luoghi che stanno visitando”.
L’integrazione tra mondo fisico e mondo digitale è uno dei segmenti più dinamici dell’industria high tech, nonché uno dei settori che sta attirando il maggiore interesse da parte dei cittadini, soprattutto grazie alla diffusione dei telefonini di nuova generazione compatibili con tecnologie di realtà aumentata (quelle cioè che "arricchiscono" la realtà fisica con informazioni di natura digitale).
Il barcoding mobile 2D è essenzialmente una versione più aggiornata e potente dei vecchi codici a barre utilizzati per riconoscere i prezzi alle casse dei supermercati. In questo caso, però, a leggere i codici sono le fotocamere dei telefonini, che li interpretano e permettono di accedere a video, contenuti multimediali e altre informazioni.
Il turista che passa davanti al Teatro Carignano di Torino, per esempio, può avvicinare il suo smartphone al tag colorato incastonato in una piastrella nel pavimento, vicino all’ingresso, e subito viene collegato alla pagina Web del sito TurismoTorino dedicata al teatro. Gli altri tag sono posizionati nei pressi del Duomo, del Museo Egizio, di Palazzo Madama, del Museo Nazionale del Cinema e delle altre maggiori mete turistiche della città.
Trattandosi di una tecnologia ancora alle prime armi, le sue potenzialità sono molto più vaste (e per certi versi sconosciute) rispetto a quelle al momento disponibili. Non solo si può pensare di fornire ai turisti contenuti multimediali, ma anche informazioni dinamiche, aggiornate in tempo reale, che possono andare dalle previsioni meteorologiche alle disponibilità di biglietti per l’ingresso nei musei.
Come ha ricordato in conferenza stampa Alessandro Adamo, marketing manager di Microsoft Italia, la tecnologia del barcoding bidimensionale di per sé va ben oltre alle sue applicazioni nel campo del turismo: se ne possono immaginare utilizzi per servizi alla comunità (in Olanda è già utilizzata nel settore dei trasporti pubblici) così come applicazioni di natura commerciale.
Il salto nel futuro, però, non è permesso a qualsiasi cellulare. I codici a barre bidimensionali sono riconoscibili solo dagli smartphone, i telefonini che possono scattare fotografie e collegarsi a Internet in 3G. Il sistema utilizzato a Torino richiede inoltre di scaricare e installare sul telefonino una piccola applicazione, disponibile gratuitamente su http://gettag.mobi. E’ lei che riconosce i tag, permettendo di entrare nel mondo del turismo di nuova generazione.
Il progetto è stato sviluppato in partnership da Turismo Torino e Provincia e Mediaki.it e si basa sulla tecnologia di barcoding Microsoft Tag che, nella sua ultima versione a colori, è al debutto internazionale assoluto. Da qui lo slogan dell’iniziativa, che presenta Torino come “la prima città taggata a colori al mondo”.
“L’obiettivo è fornire ai visitatori della nostra città la miglior esperienza possibile”, spiega Livio Besso Cordero, presidente di Turismo Torino e Provincia, ricordando che “molti turisti oggi utilizzano i propri telefoni cellulari per orientarsi e per cercare maggiori informazioni sui luoghi che stanno visitando”.
L’integrazione tra mondo fisico e mondo digitale è uno dei segmenti più dinamici dell’industria high tech, nonché uno dei settori che sta attirando il maggiore interesse da parte dei cittadini, soprattutto grazie alla diffusione dei telefonini di nuova generazione compatibili con tecnologie di realtà aumentata (quelle cioè che "arricchiscono" la realtà fisica con informazioni di natura digitale).
Il barcoding mobile 2D è essenzialmente una versione più aggiornata e potente dei vecchi codici a barre utilizzati per riconoscere i prezzi alle casse dei supermercati. In questo caso, però, a leggere i codici sono le fotocamere dei telefonini, che li interpretano e permettono di accedere a video, contenuti multimediali e altre informazioni.
Il turista che passa davanti al Teatro Carignano di Torino, per esempio, può avvicinare il suo smartphone al tag colorato incastonato in una piastrella nel pavimento, vicino all’ingresso, e subito viene collegato alla pagina Web del sito TurismoTorino dedicata al teatro. Gli altri tag sono posizionati nei pressi del Duomo, del Museo Egizio, di Palazzo Madama, del Museo Nazionale del Cinema e delle altre maggiori mete turistiche della città.
Trattandosi di una tecnologia ancora alle prime armi, le sue potenzialità sono molto più vaste (e per certi versi sconosciute) rispetto a quelle al momento disponibili. Non solo si può pensare di fornire ai turisti contenuti multimediali, ma anche informazioni dinamiche, aggiornate in tempo reale, che possono andare dalle previsioni meteorologiche alle disponibilità di biglietti per l’ingresso nei musei.
Come ha ricordato in conferenza stampa Alessandro Adamo, marketing manager di Microsoft Italia, la tecnologia del barcoding bidimensionale di per sé va ben oltre alle sue applicazioni nel campo del turismo: se ne possono immaginare utilizzi per servizi alla comunità (in Olanda è già utilizzata nel settore dei trasporti pubblici) così come applicazioni di natura commerciale.
Il salto nel futuro, però, non è permesso a qualsiasi cellulare. I codici a barre bidimensionali sono riconoscibili solo dagli smartphone, i telefonini che possono scattare fotografie e collegarsi a Internet in 3G. Il sistema utilizzato a Torino richiede inoltre di scaricare e installare sul telefonino una piccola applicazione, disponibile gratuitamente su http://gettag.mobi. E’ lei che riconosce i tag, permettendo di entrare nel mondo del turismo di nuova generazione.
venerdì 12 marzo 2010
Le sagre della settimana
Le sagre della settimana
Sagra delle pappardelle al cinghiale - Torrita Tiberina (RM)
14 marzo
Menu fisso per la sagra cittadina con musica dal vivo e tanto altro all'insegna del divertimento
Festival del formaggio - Campo Tures (BZ)
12-14 marzo
Uno dei più importanti eventi caseari dell'Alto Adige: 1000 tipi di formaggi diversi e chef d’eccezione per 3 giorni
Sagra della seppia Pinarella di Cervia - Cervia (RA)
fino al 21 marzo
Tradizionale festa di apertura di stagione dedicata alla seppia con degustazioni, animazioni e spettacoli della tradizione romagnola
Sagra del cinghiale - Scarperia (FI)
fino al 14 marzo
Degustazione di piatti a base di cinghiale e della tipica cucina locale, il tutto annaffiato da vino e accompagnato dalla banda
Sagra delle pappardelle al cinghiale - Torrita Tiberina (RM)
14 marzo
Menu fisso per la sagra cittadina con musica dal vivo e tanto altro all'insegna del divertimento
Festival del formaggio - Campo Tures (BZ)
12-14 marzo
Uno dei più importanti eventi caseari dell'Alto Adige: 1000 tipi di formaggi diversi e chef d’eccezione per 3 giorni
Sagra della seppia Pinarella di Cervia - Cervia (RA)
fino al 21 marzo
Tradizionale festa di apertura di stagione dedicata alla seppia con degustazioni, animazioni e spettacoli della tradizione romagnola
Sagra del cinghiale - Scarperia (FI)
fino al 14 marzo
Degustazione di piatti a base di cinghiale e della tipica cucina locale, il tutto annaffiato da vino e accompagnato dalla banda
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