Se gli aerei possono lasciarci a terra, se le autostrade e gli esodi si annunciano più congestionati del solito, giugno sarà il mese delle due route. L'isola d'Elba, ma anche la Camargue e la Sardegna sono ideali per un weekend o una vacanza all'avventura, lungo strade deserte, con curve che si affacciano sul Mediterraneo, punteggiate di osterie e locande. E per chi non ha la moto, gli indirizzi e i prezzi per noleggiarla sul posto.
Vicina, ma geograficamente appartata, l’Elba fra maggio e giugno è come in stand by. Un’ora di traghetto da Piombino (nel weekend meglio prenotare: www.visitelba.com) e si sbarca a Portoferraio, dove un giro in centro basta per entrare nel clima di stagione, accentuato dai sapori schietti delle tipicità elbane. Dopo un buon sonno a Le Stanze del Casale, b&b a 200 metri dal mare in un casale dell’Ottocento con arredi d’epoca (località San Giovanni, tel. 0565.944340, www.lestanze delcasale.com, doppia b&b da 120 €), o all’Hotel Mare, albergo pied dans l’eau nell’antico borgo di Magazzini (tel. 0565.933069, www.hotelmare.org, doppia b&b da 86 €), il mattino è il momento ideale per dare un’occhiata alla Torre e al museo Archeologico della Linguella (info tel. 0565 914671). Poi si sale tra vie antiche alla Chiesa della Misericordia, quindi a Forte Stella e Villa dei Mulini, residenza di Napoleone durante il suo esilio (1814-1815). Ecco, qui, la prima visione d’insieme di una serie di prospettive "mari e monti" che saranno il fil rouge di tutto il tracciato. Un periplo lungo meno di 100 km (godibilissimo anche in auto) che inanella i golfi di Biodola e Procchio, baie appartate, paesini che si parano improvvisi a ogni curva, incorniciati da ginestre selvatiche e cisto rosso.
Marciana Marina, con la Torre Saracena e il quartiere Cotone, è una delle perle isolane. A due passi dal porticciolo c’è l’Hotel Yacht Club, con soluzioni b&b o in appartamenti ( tel. 0565.904422, www.hotelyachtclub.it, doppia da 78 €, appartamenti da 220 a settimana). È la porta dell’entroterra elbano che, a Poggio, invita a lasciare la moto e a salire a piedi fra pini e castagni del Monte Perone (630 m). La ricompensa, al ritorno, sono carni e pesci alla griglia di Publius, tempio gastronomico locale (tel. 0565.99208, www.ristorante publius.it, sui 30 €). Nuovamente in strada, si fa sosta alla Fonte di Napoleone prima di ripartire alla volta di Marciana, base per le gite al Monte Capanne (1.018 m) fra boschi da cui si gode la vista sulle isole di Capraia e Pianosa. L’aria quasi alpestre è la buona scusa per un crostone rustico o un piatto ligure-toscano all'Osteria del Noce (tel. 0565.901284, www.osteriadelnoce.it, sui 35 €).
Dal monte, poi, si scende fino a Capo Sant’Andrea . Una baia racchiusa in un saliscendi di sentieri fra rocce lisce di granito che al tramonto si tingono di rosa: portano alla punta del Cotoncello e in altre cale solitarie. Qua e là appaiono alberghetti intimi, fra cui l’Ilio, boutique-hotel con 20 stanze (località Sant’Andrea Marciana, tel. 0565.908018,www.hotelilio.com, doppia b&b da 110 €). Paesaggi unici attendono chi aggira la costa occidentale, superando il faro dipunta Polveraia e la spiaggia di Patresi, fino allo strapiombo da cui si scorge lo scoglio noto come la "Sedia di Napoleone", e la distesa del Tirreno fino al profilo della Corsica. La mezzaluna candida di Fetovaia, una delle spiagge "in" dell’estate sul versante Sud, è a pochi chilometri. Tagliando, in quota, per i borghi di San Piero e Sant’Ilario in Campo, si ripiega sul litorale Nord e Portoferraio da dove ci si rimbarca per la terraferma.
Visualizzazione post con etichetta week end. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta week end. Mostra tutti i post
mercoledì 19 maggio 2010
lunedì 26 aprile 2010
A Berlino per il Gallery Weekend
Oltre 170 istituzioni, tra musei e gallerie d'arte. Collezioni fra le più importanti al mondo, come quella del polacco Christian Boros che a Berlino ha ristrutturato un bunker antiaereo per accogliere lavori, fra gli altri, di Damien Hirst e Olafur Eliasson.
E record di visitatori: 14 milioni nei soli 17 musei statali nel 2009, più del doppio rispetto al decennio precedente. È il fermento artistico il vero motore di Berlino, una Montmartre del terzo millennio, dove si respira voglia di nuovo e di sperimentazione come nella Parigi d'inizio Novecento. Grazie ai numerosi voli low cost dalle principali città d’Italia (con Easyjet da 21,99 € a tratta, con Ryanair da 14,99 a tratta), l’occasione per scoprire la città può essere il Gallery Weekend Berlin, appuntamento clou della stagione, dal 30 aprile al 2 maggio, quando si inaugurano ben 40 mostre in altrettante gallerie cittadine (www.gallery-weekend-berlin.de).
Si può partire da Checkpoint Charlie, luogo simbolo della Guerra fredda, che fino alla caduta del Muro separava il quartiere sovietico di Mitte dall’americano Kreuzberg. Oggi in quest’area si trovano una sessantina di gallerie: Barbara Weiss (www.galeriebarbaraweiss.de) rappresenta autori noti come i maestri canadesi dell’arte multimediale Janet Cardiff e George Bures Miller, e per la rassegna ospita la doppia personale di John Miller e Mary Heilmann, lui scultore in odore di concettuale, lei pittrice di imprecise e colorate geometrie astratte. All’angolo tra Kochstrasse e Friedrichstrasse si trova invece la galleria di Gregor Podnar (tel. 0049.30.25.93.46. 51). Qui c’è grande attenzione per i talenti emergenti dell’ex Cortina di ferro, come lo sloveno Tobias Putrih. Per la Gallery Weekend Berlin, Podnar espone il giovane Ariel Schlesinger, classe 1980, dedito all’assemblage e all’objet trouvé. Al numero 68-71 di Charlottenstrasse c’è poi la Galerie Ulrich Fiedler (www.ulrichfiedler.com), specializzata negli autori del Bauhaus, dove acquistare arredi degli anni Trenta, grafiche, fotografie, libri.
Se si vuol restare nell’ambito delle arti applicate, bisogna spingersi un poco a est e raggiungere la galleria di Isabella Bortolozzi (www.bortolozzi.com), che ospita una raffinata mostra di tappeti disegnati da artisti affermati sulla scena mondiale, come Albert Oehlen e David Hammons, ma anche da emergenti come Sergej Jensen e Danh Vo. A due passi da Isabella Bortolozzi si apre lo spazio di Klosterfelde (www.klosterfelde.de), dove espone il canadese Michael Snow, ex musicista, poi dedicatosi al film sperimentale. La galleria rappresenta autori molto apprezzati dal mercato, come Rivane Neuenschwander e Vibeke Tandberg, oltre agli italiani Armin Linke e Liliana Moro.
Tocca poi esplorare il Mitte. Un vasto spazio degli anni Sessanta è dal 2008 la sede congiunta di Gisela Capitain e Friedrich Petzel (Karl-Marx-Allee 45), che in scuderia vantano autori come Kelly Walker, Monika Sosnowska o Seth Price. In occasione della rassegna berlinese si visita la personale dello statunitense Troy Brauntuch, virtuoso del pastello conte (grafite e argilla). Più a est, al numero 13 di Philippstrasse, c’è l’ameno giardinetto sul quale si affaccia il primo dei due spazi della Galleria Neu (www.galerieneu.net): in Germania rappresenta Francesco Vezzoli, ma lancia anche giovani under 30 come il newyorkese Nick Mauss, autore di ambiziose installazioni e di più agili opere bidimensionali. Un breve tratto a piedi e si entra all’Hamburger Bahnhof (Invalidenstrasse 50-51), ex stazione dei treni convertita nel 1996 all’arte contemporanea. Con i suoi 13mila metri quadri di superficie, è uno dei musei più grandi al mondo. Per una pausa c’è il ristorante gestito da Sarah Wiener (tel. 0049.30.70.71.36.50; menu da 25 €), nota in città per le schnitzel e la sachertorte.
La capitale stupisce anche sul fronte della gastronomia, persino nei ristoranti tradizionali come Borchardt (Französische Strasse 47, tel. 0049.30. 20.38.71.10) e Gambrinus (Linienstrasse 133, tel. 0049.30.28.26.043). Cucina etnica e ambiente informale al frequentatissimo vietnamita Monsieur Vuong (Alte Schönhauser Strasse 46, tel. 0049.30.99.29.69.24), mentre chi ha il gusto della sperimentazione può cenare al Margaux di Michael Hoffmann (Unter den Linden 78, tel. 0049.30.22.65.26.11). Per dormire in un ambiente adatto al clima d’avanguardia si sceglie l’Hotel Q! (Knesebeckstrasse 67, tel. 0049.30.81.00.660; doppia da 150 €) o l’Hotel Ku’ Damm 101, con una bella terrazza (Kurfürstendamm 101, tel. 0049.30.52.00.550; doppia da 90 €). Recente e con tariffe low cost l’Adagio City Aparthotel Berlin Kurfürstendamm, un confortevole 3 stelle dal décor contemporaneo (Lietzenburger Strasse 89, tel. 0049.30.81.82.58.49; doppia da 85 €).
E record di visitatori: 14 milioni nei soli 17 musei statali nel 2009, più del doppio rispetto al decennio precedente. È il fermento artistico il vero motore di Berlino, una Montmartre del terzo millennio, dove si respira voglia di nuovo e di sperimentazione come nella Parigi d'inizio Novecento. Grazie ai numerosi voli low cost dalle principali città d’Italia (con Easyjet da 21,99 € a tratta, con Ryanair da 14,99 a tratta), l’occasione per scoprire la città può essere il Gallery Weekend Berlin, appuntamento clou della stagione, dal 30 aprile al 2 maggio, quando si inaugurano ben 40 mostre in altrettante gallerie cittadine (www.gallery-weekend-berlin.de).
Si può partire da Checkpoint Charlie, luogo simbolo della Guerra fredda, che fino alla caduta del Muro separava il quartiere sovietico di Mitte dall’americano Kreuzberg. Oggi in quest’area si trovano una sessantina di gallerie: Barbara Weiss (www.galeriebarbaraweiss.de) rappresenta autori noti come i maestri canadesi dell’arte multimediale Janet Cardiff e George Bures Miller, e per la rassegna ospita la doppia personale di John Miller e Mary Heilmann, lui scultore in odore di concettuale, lei pittrice di imprecise e colorate geometrie astratte. All’angolo tra Kochstrasse e Friedrichstrasse si trova invece la galleria di Gregor Podnar (tel. 0049.30.25.93.46. 51). Qui c’è grande attenzione per i talenti emergenti dell’ex Cortina di ferro, come lo sloveno Tobias Putrih. Per la Gallery Weekend Berlin, Podnar espone il giovane Ariel Schlesinger, classe 1980, dedito all’assemblage e all’objet trouvé. Al numero 68-71 di Charlottenstrasse c’è poi la Galerie Ulrich Fiedler (www.ulrichfiedler.com), specializzata negli autori del Bauhaus, dove acquistare arredi degli anni Trenta, grafiche, fotografie, libri.
Se si vuol restare nell’ambito delle arti applicate, bisogna spingersi un poco a est e raggiungere la galleria di Isabella Bortolozzi (www.bortolozzi.com), che ospita una raffinata mostra di tappeti disegnati da artisti affermati sulla scena mondiale, come Albert Oehlen e David Hammons, ma anche da emergenti come Sergej Jensen e Danh Vo. A due passi da Isabella Bortolozzi si apre lo spazio di Klosterfelde (www.klosterfelde.de), dove espone il canadese Michael Snow, ex musicista, poi dedicatosi al film sperimentale. La galleria rappresenta autori molto apprezzati dal mercato, come Rivane Neuenschwander e Vibeke Tandberg, oltre agli italiani Armin Linke e Liliana Moro.
Tocca poi esplorare il Mitte. Un vasto spazio degli anni Sessanta è dal 2008 la sede congiunta di Gisela Capitain e Friedrich Petzel (Karl-Marx-Allee 45), che in scuderia vantano autori come Kelly Walker, Monika Sosnowska o Seth Price. In occasione della rassegna berlinese si visita la personale dello statunitense Troy Brauntuch, virtuoso del pastello conte (grafite e argilla). Più a est, al numero 13 di Philippstrasse, c’è l’ameno giardinetto sul quale si affaccia il primo dei due spazi della Galleria Neu (www.galerieneu.net): in Germania rappresenta Francesco Vezzoli, ma lancia anche giovani under 30 come il newyorkese Nick Mauss, autore di ambiziose installazioni e di più agili opere bidimensionali. Un breve tratto a piedi e si entra all’Hamburger Bahnhof (Invalidenstrasse 50-51), ex stazione dei treni convertita nel 1996 all’arte contemporanea. Con i suoi 13mila metri quadri di superficie, è uno dei musei più grandi al mondo. Per una pausa c’è il ristorante gestito da Sarah Wiener (tel. 0049.30.70.71.36.50; menu da 25 €), nota in città per le schnitzel e la sachertorte.
La capitale stupisce anche sul fronte della gastronomia, persino nei ristoranti tradizionali come Borchardt (Französische Strasse 47, tel. 0049.30. 20.38.71.10) e Gambrinus (Linienstrasse 133, tel. 0049.30.28.26.043). Cucina etnica e ambiente informale al frequentatissimo vietnamita Monsieur Vuong (Alte Schönhauser Strasse 46, tel. 0049.30.99.29.69.24), mentre chi ha il gusto della sperimentazione può cenare al Margaux di Michael Hoffmann (Unter den Linden 78, tel. 0049.30.22.65.26.11). Per dormire in un ambiente adatto al clima d’avanguardia si sceglie l’Hotel Q! (Knesebeckstrasse 67, tel. 0049.30.81.00.660; doppia da 150 €) o l’Hotel Ku’ Damm 101, con una bella terrazza (Kurfürstendamm 101, tel. 0049.30.52.00.550; doppia da 90 €). Recente e con tariffe low cost l’Adagio City Aparthotel Berlin Kurfürstendamm, un confortevole 3 stelle dal décor contemporaneo (Lietzenburger Strasse 89, tel. 0049.30.81.82.58.49; doppia da 85 €).
giovedì 15 aprile 2010
GITA A SORRENTO E CAPRI GIORNO 4/5/6 GIUGNO
4 GIUGNO
PARTENZA NEL PRIMO POMERIGGIO DA COSENZA
ARRIVO IN SERATA A SORRENTO E SISTEMAZIONE IN HOSTEL IN CAMERA DA 4 E DA 6 PERSONE
SERATA CENA IN PIZZERIA DI SORRENTO
SERATA LIBERA
5 GIUGNO
PARTENZA IN MATTINATA ORE 9:15 PER CAPRI CON TRAGHETTO
GIORNATA LIBERA A CAPRI
ORE 18 RIENTRO A SORRENTO CON TRAGHETTO
SERATA CENA IN RISTORANTE A SORRENTO
SERATA LIBERA
6 GIUGNO
PARTENZE IN MATTINATA DA SORRENTO
VISITA DELLA COSTIERA AMALFITANA
PRANZO A SACCO
NEL PRIMO POMERIGGIO PARTENZA PER COSENZA
TUTTO ALL'INCREDIBILE PREZZO DI 125 EURO!!!
LA QUOTA COMPRENDE:
Viaggio a/r da Cosenza per Sorrento con Autobus
Pernottamento in hostel a Sorrento
Traghetto a/r da Sorrento a Capri
Cena in pizzeria e ristorante a Sorrento
Assicurazione Medico/Bagaglio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Pranzo a Sacco sulla Costiera Amalfitana
Tutto ciò non indicato nella voce la QUOTA COMPRENDE
Per info e Adesioni Contattarmi al 3295486981
Achille
PARTENZA NEL PRIMO POMERIGGIO DA COSENZA
ARRIVO IN SERATA A SORRENTO E SISTEMAZIONE IN HOSTEL IN CAMERA DA 4 E DA 6 PERSONE
SERATA CENA IN PIZZERIA DI SORRENTO
SERATA LIBERA
5 GIUGNO
PARTENZA IN MATTINATA ORE 9:15 PER CAPRI CON TRAGHETTO
GIORNATA LIBERA A CAPRI
ORE 18 RIENTRO A SORRENTO CON TRAGHETTO
SERATA CENA IN RISTORANTE A SORRENTO
SERATA LIBERA
6 GIUGNO
PARTENZE IN MATTINATA DA SORRENTO
VISITA DELLA COSTIERA AMALFITANA
PRANZO A SACCO
NEL PRIMO POMERIGGIO PARTENZA PER COSENZA
TUTTO ALL'INCREDIBILE PREZZO DI 125 EURO!!!
LA QUOTA COMPRENDE:
Viaggio a/r da Cosenza per Sorrento con Autobus
Pernottamento in hostel a Sorrento
Traghetto a/r da Sorrento a Capri
Cena in pizzeria e ristorante a Sorrento
Assicurazione Medico/Bagaglio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Pranzo a Sacco sulla Costiera Amalfitana
Tutto ciò non indicato nella voce la QUOTA COMPRENDE
Per info e Adesioni Contattarmi al 3295486981
Achille
giovedì 11 marzo 2010
Lione, weekend all'aria aperta
Attraversata da due fiumi, il Rodano e la Saona, Lione è una delle più belle città della Francia. Tra i quartieri della città, si ripercorrono 2000 anni di storia, alla scoperta dell'architettura romana fino alle attuali creazioni avanguardiste, alcune iscritte nel Patrimonio dell’umanità Unesco.
Con l’arrivo della bella stagione, vi consigliamo un viaggio originale a bordo di uno dei 3000 Vélo’V, le biciclette self-service messe a disposizione del Comune che si trovano in 250 stazioni cittadine. Un sistema semplice e pratico oltre che ecologico per visitare Lione in ogni suo angolo. A Lione, infatti, ci si muove benissimo sulla due-ruote.
Sul lungo Rodano corre una pista ciclabile di 5 km che collega il Parco di Gerland, al sud della città, al parco della Tête d’Or. Qui si trova il Centro congressi che fa parte della struttura della Cité internationale, costruita da Renzo Piano.
Il centro storico (Vieux-Lyon), sui pendii della collina di Fourvière, è caratterizzato dai traboules, passaggi coperti, con volte a ogiva, arricchiti da veri e propri gioielli architettonici, che attraversano le case e gli edifici permettendo di raggiungere una strada parallela. Furono costruiti perpendicolari alla Saona poiché dovevano consentire l'accesso rapido al fiume. L’Ufficio del turismo fornisce una mappa di tutti i passaggi.
Pedalando, si raggiunge la collina della Fourvière, dove si trova un parco archeologico costituito da un teatro, considerato il più antico della Gallia. Vi si possono scorgere anche una strada romana e i resti di alcuni negozi. Chi lo desidera, può fare una sosta visitando il Museo gallo-romano o la Basilica di Fourvière, un po’ gotica, un po’ neoclassica e un po’ art-nouveau.
Da qui si raggiunge facilmente la Croix Rousse, il quartiere della seta, che di recente ha ritrovato grande animazione e dinamismo culturale. I bistrot autentici e le piazze in cui si gioca alle bocce lionesi contribuiscono a fare di questa zona un vero e proprio villaggio nella città.
La Presqu’île, che fa parte del Patrimonio Mondiale Unesco dal 1998, è il cuore di Lione. Questo quartiere, ubicato fra i due fiumi, è il centro amministrativo della città dove si trovano Municipio, Comune, teatri e l’opera.
La zona est della città è la parte più moderna di Lione. Se amate l’architettura moderna non potete perdervi l’avveniristica stazione del TGV, opera di Santiago Calatrava, ma anche la Maison du Livre, de l’Image et du Son realizzata da Mario Botta. Città natale dei Fratelli Lumière, non partite senza aver fatto tappa al Musée Lumière per visitare il deposito in cui fu girato il primo film.
Con l’arrivo della bella stagione, vi consigliamo un viaggio originale a bordo di uno dei 3000 Vélo’V, le biciclette self-service messe a disposizione del Comune che si trovano in 250 stazioni cittadine. Un sistema semplice e pratico oltre che ecologico per visitare Lione in ogni suo angolo. A Lione, infatti, ci si muove benissimo sulla due-ruote.
Sul lungo Rodano corre una pista ciclabile di 5 km che collega il Parco di Gerland, al sud della città, al parco della Tête d’Or. Qui si trova il Centro congressi che fa parte della struttura della Cité internationale, costruita da Renzo Piano.
Il centro storico (Vieux-Lyon), sui pendii della collina di Fourvière, è caratterizzato dai traboules, passaggi coperti, con volte a ogiva, arricchiti da veri e propri gioielli architettonici, che attraversano le case e gli edifici permettendo di raggiungere una strada parallela. Furono costruiti perpendicolari alla Saona poiché dovevano consentire l'accesso rapido al fiume. L’Ufficio del turismo fornisce una mappa di tutti i passaggi.
Pedalando, si raggiunge la collina della Fourvière, dove si trova un parco archeologico costituito da un teatro, considerato il più antico della Gallia. Vi si possono scorgere anche una strada romana e i resti di alcuni negozi. Chi lo desidera, può fare una sosta visitando il Museo gallo-romano o la Basilica di Fourvière, un po’ gotica, un po’ neoclassica e un po’ art-nouveau.
Da qui si raggiunge facilmente la Croix Rousse, il quartiere della seta, che di recente ha ritrovato grande animazione e dinamismo culturale. I bistrot autentici e le piazze in cui si gioca alle bocce lionesi contribuiscono a fare di questa zona un vero e proprio villaggio nella città.
La Presqu’île, che fa parte del Patrimonio Mondiale Unesco dal 1998, è il cuore di Lione. Questo quartiere, ubicato fra i due fiumi, è il centro amministrativo della città dove si trovano Municipio, Comune, teatri e l’opera.
La zona est della città è la parte più moderna di Lione. Se amate l’architettura moderna non potete perdervi l’avveniristica stazione del TGV, opera di Santiago Calatrava, ma anche la Maison du Livre, de l’Image et du Son realizzata da Mario Botta. Città natale dei Fratelli Lumière, non partite senza aver fatto tappa al Musée Lumière per visitare il deposito in cui fu girato il primo film.
martedì 9 marzo 2010
Francia: la montagna è eco-romantica
Eco-romanticismo è la parola d’ordine nel borgo di Bonneval-sur-Arc, una manciata di baite, con spessi muri in pietra e tetti spioventi, sopravvissute intatte alla Seconda guerra, nel cuore del Parc National de la Vanoise, subito oltre il tunnel del Fréjus. Solo pochi chilometri in linea d’aria lo separano dalla mondanissima Val d’Isère, oltre il Col de l’Iseran (2770 m), il valico stradale più alto d’Europa, eppure sembra lontanissima.
Qui, a Bonneval, unico villaggio della valle dell’Alta Maurienne, atmosfere e riti sono uguali a trent’anni fa, quando approdarono i primi turisti. Oggi è ancora così. Le case non hanno numeri ma nomi, non ci sono antenne né parabole, l’elettricità è arrivata solo nel 1997, ma una televisione locale a circuito chiuso trasmette in ogni abitazione programmi culturali e di cronaca, informazioni sulla neve e sulle piste. E le strette viuzze del Vieux Village, il centro storico, sono coperte da una coltre di neve spessa, un metro e passa, che nessuno spala. Per scelta. Come fosse una quinta teatrale che non si può modificare. Dopotutto a Bonneval, nel circuito dei Plus Beaux Villages de France, sinonimo di patrimoni storici e genuinità, le case odorano ancora di legna e sapori di montagna.
Per capire cosa c’è dietro alla vita tranquilla e fuori del tempo di Bonneval si entra a tardo pomeriggio a l’Espace Neige e Montagne (tel. 0033.4.79.05.95.95) dove un allestimento di foto storiche e attrezzi sportivi dell’epoca fabbricati in legno dalla gente del posto testimoniano rispetto per le tradizioni montanare e i mestieri d’alta valle. Quasi un monito per non dimenticare. In paese anche l’auto diventa un accessorio: si parcheggia e si dimentica per la durata del soggiorno. Le distanze sono minime e tutto si raggiunge a piedi, anche gli impianti.
I 25 chilometri di piste del comprensorio sono serviti da undici mezzi di risalita dove non si fa mai la coda: partono dal paese e salgono ai 3000, ai piedi del ghiacciaio, con la neve garantita fino ad aprile (giornaliero 21 €, settimanale 81 €). E per avere una visione d’insieme della corona di montagne che abbracciano Bonneval-sur-Arc, basta fermarsi per uno spuntino caldo a Le Criou, l’unico ristorante sulle piste, in cima al télésiège 3000, lo skilift.
Per la notte, L’Hôtel du Glacier des Evettes, a conduzione familiare, è il ritrovo di tutti gli abitanti del villaggio. Le camere sono assai spartane, ma i mobili anni Cinquanta e la cortesia sembrano appartenere a questi luoghi da sempre. Charme e accoglienza familiare all’Hôtel à la Pastourelle, in pietra e con il tetto in losa, nella parte alta della frazione di Tralenta, tra Bonneval ed Ecot, l’alpeggio sopra il paese. Ha solo dodici camere in stile savoiardo, pareti color senape, travi a vista, vecchie foto del villaggio e un balcone panoramico. Niente male la cucina: si cena attorno a un grande camino sempre acceso.
Per conoscere i sapori locali la scelta si concentra sul ristorante Le Vieux Pont, d’atmosfera. I ragazzi frequentano volentieri la pizzeria La Benna (tel. 0033.4.79.05.83.78, anche da asporto). La dispensa si riempie grazie a Le Pontet Boucher-Traiteur (tel. 0033.4.79.05.95.50), fornitissimo negozio di alimentari situato nella cosiddetta Grande Maison, una delle case più antiche del Vieux Village. Si possono noleggiare attrezzi per la raclette, la pierrade e la fonduta, oltre a scegliere formaggi, salumi, vini del territorio.
Bessans, la capitale del fondo, è poco più a sud di Bonneval, in direzione di Modane, e vanta 80 chilometri di tracciati esposti a mezzogiorno, adatti anche allo skating (pattinaggio). A Bessans la soluzione migliore è alloggiare in uno chalet. Uno dei più graziosi è Chez Mamie Anna, cinque camere in stile, tutte con caminetto, in una casa secolare in pietra. La Des 4 Cornes è la camera più tradizionale, piena di diavoletti in ogni angolo. Per capire la storia di questi oggetti fortemente legata a Bessans, la persona adatta è lo scultore George Personnaz, nella sua bottega ce ne sono di ogni misura e dimensione.
Prima di partire per il grande anello per il fondo, vale una sosta golosa Le Chalet de Séraphin. Lo chef si esprime al meglio con il farci de Bessans, un mix di cavolo e carne di maiale, e la diot, salsiccia locale servita con pasta fresca. Per la notte, Le Moulin de Marie, vecchio mulino ricostruito secondo i canoni estetici savoiardi. Poche camere, sauna e ottime prime colazioni.
Qui, a Bonneval, unico villaggio della valle dell’Alta Maurienne, atmosfere e riti sono uguali a trent’anni fa, quando approdarono i primi turisti. Oggi è ancora così. Le case non hanno numeri ma nomi, non ci sono antenne né parabole, l’elettricità è arrivata solo nel 1997, ma una televisione locale a circuito chiuso trasmette in ogni abitazione programmi culturali e di cronaca, informazioni sulla neve e sulle piste. E le strette viuzze del Vieux Village, il centro storico, sono coperte da una coltre di neve spessa, un metro e passa, che nessuno spala. Per scelta. Come fosse una quinta teatrale che non si può modificare. Dopotutto a Bonneval, nel circuito dei Plus Beaux Villages de France, sinonimo di patrimoni storici e genuinità, le case odorano ancora di legna e sapori di montagna.
Per capire cosa c’è dietro alla vita tranquilla e fuori del tempo di Bonneval si entra a tardo pomeriggio a l’Espace Neige e Montagne (tel. 0033.4.79.05.95.95) dove un allestimento di foto storiche e attrezzi sportivi dell’epoca fabbricati in legno dalla gente del posto testimoniano rispetto per le tradizioni montanare e i mestieri d’alta valle. Quasi un monito per non dimenticare. In paese anche l’auto diventa un accessorio: si parcheggia e si dimentica per la durata del soggiorno. Le distanze sono minime e tutto si raggiunge a piedi, anche gli impianti.
I 25 chilometri di piste del comprensorio sono serviti da undici mezzi di risalita dove non si fa mai la coda: partono dal paese e salgono ai 3000, ai piedi del ghiacciaio, con la neve garantita fino ad aprile (giornaliero 21 €, settimanale 81 €). E per avere una visione d’insieme della corona di montagne che abbracciano Bonneval-sur-Arc, basta fermarsi per uno spuntino caldo a Le Criou, l’unico ristorante sulle piste, in cima al télésiège 3000, lo skilift.
Per la notte, L’Hôtel du Glacier des Evettes, a conduzione familiare, è il ritrovo di tutti gli abitanti del villaggio. Le camere sono assai spartane, ma i mobili anni Cinquanta e la cortesia sembrano appartenere a questi luoghi da sempre. Charme e accoglienza familiare all’Hôtel à la Pastourelle, in pietra e con il tetto in losa, nella parte alta della frazione di Tralenta, tra Bonneval ed Ecot, l’alpeggio sopra il paese. Ha solo dodici camere in stile savoiardo, pareti color senape, travi a vista, vecchie foto del villaggio e un balcone panoramico. Niente male la cucina: si cena attorno a un grande camino sempre acceso.
Per conoscere i sapori locali la scelta si concentra sul ristorante Le Vieux Pont, d’atmosfera. I ragazzi frequentano volentieri la pizzeria La Benna (tel. 0033.4.79.05.83.78, anche da asporto). La dispensa si riempie grazie a Le Pontet Boucher-Traiteur (tel. 0033.4.79.05.95.50), fornitissimo negozio di alimentari situato nella cosiddetta Grande Maison, una delle case più antiche del Vieux Village. Si possono noleggiare attrezzi per la raclette, la pierrade e la fonduta, oltre a scegliere formaggi, salumi, vini del territorio.
Bessans, la capitale del fondo, è poco più a sud di Bonneval, in direzione di Modane, e vanta 80 chilometri di tracciati esposti a mezzogiorno, adatti anche allo skating (pattinaggio). A Bessans la soluzione migliore è alloggiare in uno chalet. Uno dei più graziosi è Chez Mamie Anna, cinque camere in stile, tutte con caminetto, in una casa secolare in pietra. La Des 4 Cornes è la camera più tradizionale, piena di diavoletti in ogni angolo. Per capire la storia di questi oggetti fortemente legata a Bessans, la persona adatta è lo scultore George Personnaz, nella sua bottega ce ne sono di ogni misura e dimensione.
Prima di partire per il grande anello per il fondo, vale una sosta golosa Le Chalet de Séraphin. Lo chef si esprime al meglio con il farci de Bessans, un mix di cavolo e carne di maiale, e la diot, salsiccia locale servita con pasta fresca. Per la notte, Le Moulin de Marie, vecchio mulino ricostruito secondo i canoni estetici savoiardi. Poche camere, sauna e ottime prime colazioni.
giovedì 25 febbraio 2010
Un weekend a Bilbao
Se volete approfittare di un fine settimana per conoscere una delle città più all’avanguardia d’Europa, visitare Bilbao, al nord della Spagna. Bilbao è ricca di edifici con strutture incredibili, realizzati da architetti internazionali, come il museo Guggenheim, opera di Frank O' Gehry. Per conoscere la Bilbao moderna, bisogna cominciare dalla zona di Abando. Partendo dal viale Arenal (nel centro storico, dove si trova anche l'Ufficio del Turismo)
, procedete fino ad arrivare all’elegante Municipio. La prospettiva di questo edificio, della scultura che vi si trova davanti e della città è davvero impressionante. Lungo il viale Campo Volantín potete fare una bella passeggiata a fianco della ría. Circondati da palazzotti, si arriva al ponte di Zubizuri, costruito da Santiago Calatrava, una costruzione a forma di veliero, con il pavimento di vetro. Prima di attraversarlo per raggiungere l’altra sponda del fiume Nervión, salite sulla funicolare di Artxanda. In pochi minuti, si raggiunge un belvedere che si trova a più di 800 m d'altezza. Da qui si può godere di une bellissima vista della città e della foce della ría.
Una volta scesi, si attraversa il ponte di Calatrava. Procedendo lungo il viale Uribitarte, si arriva all'edificio simbolo di Bilbao, il museo Guggenheim. Vi sembrerà di entrare in un mondo magico quando vi imbatterete nella scultura di un ragno enorme (opera di Louise Bourgeois) che accoglie i visitatori o quando potrete ammirare i riflessi colorati sulle lastre di titanio che costituiscono la struttura del museo. Un vero spettacolo che prosegue nelle collezioni d'arte che si trovano all'interno.
All'esterno del museo sono tante altre le curiosità: Puppy, un enorme cane fatto di fiori alto 12 metri e un mazzo di tulipani colorati, entrambe opere di Jeff Koons. Terminata la visita, si prosegue la passeggiata lungo la ría, osservando edifici straordinari come il museo di Belle Arti o il Palazzo dei Congressi e della Musica, che rappresenta una nave, che raggiungibile attraversando il romantico parco urbano di Doña Casilda Iturrizar. Il secondo giorno potrete visitare la zona più tradizionale: il centro storico. Potete cominciare la visita dal viale Arenal. La domenica, lungo le rive del fiume, si svolge un vivace mercato dei fiori all’aperto. Da qui, procedendo lungo la via Fueros, si arriva a piazza Unamuno, piena di gente a qualsiasi ora e ideale per prendere un caffè. Alle vostre spalle ci sono i 213 scalini della Calzadas de Mallona. Se desiderate salirli tutti, arriverete alla Basilica di Nuestra Señora de Begoña. Il modo migliore per visitare la zona più antica della città è perdersi tra le sue stradine acciottolate, per scoprire il carattere più tradizionale di Bilbao e visitare monumenti, piazzette, laboratori artigianali e negozi. La zona delle sette strade (sette vie parallele che partono da via Somera) è quella più popolare. Percorrendo queste strade e quelle circostanti, si può visitare il mercato della Ribera e le sue vetrate variopinte (il mercato coperto più grande d'Europa), la chiesa di San Antón, la cattedrale di Santiago (la chiesa più antica di Bilbao) e l’edificio della Borsa. Per concludere l’itinerario, si può percorrere la via Bidebarrieta, arrivare di nuovo a piazza Arenal e ammirare l’elegante Teatro Arriaga, il teatro più emblematico della città.
, procedete fino ad arrivare all’elegante Municipio. La prospettiva di questo edificio, della scultura che vi si trova davanti e della città è davvero impressionante. Lungo il viale Campo Volantín potete fare una bella passeggiata a fianco della ría. Circondati da palazzotti, si arriva al ponte di Zubizuri, costruito da Santiago Calatrava, una costruzione a forma di veliero, con il pavimento di vetro. Prima di attraversarlo per raggiungere l’altra sponda del fiume Nervión, salite sulla funicolare di Artxanda. In pochi minuti, si raggiunge un belvedere che si trova a più di 800 m d'altezza. Da qui si può godere di une bellissima vista della città e della foce della ría.
Una volta scesi, si attraversa il ponte di Calatrava. Procedendo lungo il viale Uribitarte, si arriva all'edificio simbolo di Bilbao, il museo Guggenheim. Vi sembrerà di entrare in un mondo magico quando vi imbatterete nella scultura di un ragno enorme (opera di Louise Bourgeois) che accoglie i visitatori o quando potrete ammirare i riflessi colorati sulle lastre di titanio che costituiscono la struttura del museo. Un vero spettacolo che prosegue nelle collezioni d'arte che si trovano all'interno.
All'esterno del museo sono tante altre le curiosità: Puppy, un enorme cane fatto di fiori alto 12 metri e un mazzo di tulipani colorati, entrambe opere di Jeff Koons. Terminata la visita, si prosegue la passeggiata lungo la ría, osservando edifici straordinari come il museo di Belle Arti o il Palazzo dei Congressi e della Musica, che rappresenta una nave, che raggiungibile attraversando il romantico parco urbano di Doña Casilda Iturrizar. Il secondo giorno potrete visitare la zona più tradizionale: il centro storico. Potete cominciare la visita dal viale Arenal. La domenica, lungo le rive del fiume, si svolge un vivace mercato dei fiori all’aperto. Da qui, procedendo lungo la via Fueros, si arriva a piazza Unamuno, piena di gente a qualsiasi ora e ideale per prendere un caffè. Alle vostre spalle ci sono i 213 scalini della Calzadas de Mallona. Se desiderate salirli tutti, arriverete alla Basilica di Nuestra Señora de Begoña. Il modo migliore per visitare la zona più antica della città è perdersi tra le sue stradine acciottolate, per scoprire il carattere più tradizionale di Bilbao e visitare monumenti, piazzette, laboratori artigianali e negozi. La zona delle sette strade (sette vie parallele che partono da via Somera) è quella più popolare. Percorrendo queste strade e quelle circostanti, si può visitare il mercato della Ribera e le sue vetrate variopinte (il mercato coperto più grande d'Europa), la chiesa di San Antón, la cattedrale di Santiago (la chiesa più antica di Bilbao) e l’edificio della Borsa. Per concludere l’itinerario, si può percorrere la via Bidebarrieta, arrivare di nuovo a piazza Arenal e ammirare l’elegante Teatro Arriaga, il teatro più emblematico della città.
Iscriviti a:
Post (Atom)





