Leonardo da Vinci, il Duomo, il quadrilatero e le settimane della moda, i Navigli, la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro alla Scala, gli eventi fieristici, il design e tanto altro ancora: nell'ultimo anno Milano è stata invasa da 8 milioni di visitatori, di cui 5 dall'estero. La maggior parte delle persone si fermano per il più classico dei weekend approfittando della grande e variegata offerta: sotto la Madonnina, infatti, manca solo il mare... Il mezzo migliore per muoversi in questo periodo è la bicicletta, approfittando del servizio bikeMi con le sue 100 stazioni dislocate per tutta la città e migliaia di bici.
Verso Expo 2015
Visitando il capoluogo lombardo in questo periodo si assiste a numerosi interventi di riqualificazione realizzati anche in prospettiva di Expo 2015 (http://www.expo2015.org/) - "Feeding the planet, energy for life" appuntamento che per sei mesi (1° maggio - 31 ottobre 2015) farà di Milano la capitale del mondo. Altri numerosi cantieri si apriranno a breve nella zona nord della città dove su 110 ettari sarà realizzato un nuovo e avveniristico quartiere.
Il Cenacolo Vinciano
La prenotazione non è obbligatoria, ma è a dir poco consigliata e con largo anticipo... Visitare il capolavoro di Leonardo da Vinci conservato nel complesso di Santa Maria delle Grazie, infatti, è il desiderio di un po' tutte le persone che arrivano in città. Insieme all'Ultima Cena è possibile vedere parte del Codice Atlantico presso la Pinacoteca Ambrosiana (piazza Pio XI) e nella Sagrestia del Bramante (via Caradosso).
Verso la Madonnina
Il Duomo è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 19 e la sua facciata gotica che veglia sull'omonima piazza sorregge e in parte nasconde un tesoro unico: la "bella Madonnina", 135 guglie e 8mila metri quadrati di terrazze in buona parte aperti al pubblico con visite prenotabili anche online.
Antiquariato sui Navigli e shopping
Via Montenapoleone, via della Spiga, via Sant'Andrea e corso Venezia formano un ideale quadrilatero della moda e dello shopping che si allarga anche ad altre prestigiose vie limitrofe da scegliere in base a gusti e budget. Di certo l'offerta non è seconda a nessun'altra città del mondo. In Galleria Vittorio Emanuele II è d'obbligo un saluto portafortuna al toro incastonato nei mosaici della pavimentazione: basta poggiare il tacco sulle parti intime del "povero" animale e fare una giravolta. Alle lucenti vetrine del centro storico si può alternare lo specchio d'acqua del Naviglio Grande: sulle sponde sono ospitati numerosi eventi, tra cui l'ultima domenica del mese (prossimi appuntamenti il 29 maggio, 26 giugno e 28 agosto) il Mercatino dell'Antiquariato più importante della città con circa 400 ambulanti
Spettacoli, mostre, fiere e sfilate
Le cose da fare e da vedere non finiscono a Milano. Tra le tante alternative si può scegliere di vedere opere, balletti e concerti al Teatro alla Scala, visitare le mostre permanenti e temporanee al Museo del Novecento, a Palazzo Reale o in Triennale, passeggiare nel Castello Sforzesco o nel Parco Sempione, senza dimenticare di consultare il calendario degli eventi fieristici, che vanno dalla Bit allo Smau al Salone del Mobile. La Settimana della moda si svolge per quattro volte all'anno (donna: febbraio e settembre, uomo: gennaio e giugno): gli inviti sono ricercatissimi e se non si riesce a trovarne uno, ci si può consolare "sfilando" tra le centinaia di giovani modelli e modelle in giro per la città.
Calcio e concerti
Con lo scudetto 2010/11 e considerando quello revocato alla Juventus nella stagione 2004/05, da ben 7 stagioni Milano è la città campione d'Italia. Ma il vero record è quello dei trofei - nazionali e internazionali - messi insieme finora da Inter e Milan: 83. Una cifra che rende il derby della Madonnina il più titolato del mondo. Se non si tifa per nerazzurri o rossoneri, l'occasione buona per varcare i cancelli di San Siro può essere quella di un tour al museo e a bordo campo o andare a uno dei numerosi concerti che ogni anno vedono esibirsi star provenienti da tutto il mondo.
Spizzicando...
Se camminando per Milano si ha bisogno di un po' di zuccheri, si può far visita al laboratorio Caminadella Dolci (al civico 23 dell'omonima via) nascosto in fondo a un cortile tra i vicoli di Sant'Ambrogio, oppure alla pasticceria Dolce Vita in zona Porta Romana (via Orti 12). Dietro al Duomo, invece, una vera istituzione è quella dei panzerotti di Luini (via S. Radegonda 16), così come lo sono i panini di De Santis (corso Magenta 9) dietro a Piazza Affari. Per mangiare veramente biologico, invece, il Centro Botanico di piazza San Marco 1 (Brera) o via Cesare Correnti 109 vicino alle Colonne di San Lorenzo sono un'ottima soluzione.
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domenica 8 maggio 2011
martedì 4 gennaio 2011
Nel 2011 non ci saranno "ponti" per le vacanze
Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere. Specialmente in questo rimasuglio di vacanza, di struscio in centro, con il cotechino e le lenticchie che ancora fanno la rumba nello stomaco e il ricordo delle feste che diventa nostalgia. Ecco, a proposito di feste, il drammatico dispaccio dell'Ansa delle 13.06: «Turismo: 2011, ponti, all'asciutto mini-vacanzieri».
Il problema è che il 2011, pur non essendo bisesto, è comunque funesto e colpisce l'usanza tutta italiana del gioco a scacchi delle vacanze: piazzo un giorno di ferie al punto giusto e scacco: sto in vacanza quattro giorni. Un ponte, appunto. Invece il 2011 è un anno avaro: in dodici mesi solo sette festività fuori dal weekend e tre di queste di lunedì. Il 25 aprile, tanto per capirci, è il Lunedì dell'Angelo, già festa di suo. E il primo maggio, domenica, la gita fuori porta si divora quella già prevista dal dì di festa.
Rimane da sfruttare giovedì 2 giugno, ma la Festa della Repubblica, come spinta per il ponte non ha lo stesso fascino del 25 aprile e del primo maggio. Anche come festa in sé, veramente, infatti l'avevano degradata fino all'intervento del presidente Ciampi, una decina d'anni fa. Sarà che giugno ha già il sapore dell'estate e le vacanze a questo punto la gente le vuole lunghe. Ferragosto è un lunedì e normalmente, quella, è l'unica settimana in cui quasi tutti abbassano la saracinesca. Ci si riprende un po' con il 1 novembre martedì e l'8 dicembre giovedì: a Milano, con il 7 Sant'Ambrogio si può organizzare una bella sciata. Però, nel finale, l'avaro di ponti 2011 si riprende tutto con gli interessi: Natale è domenica, il 31 è sabato, l'1 gennaio 2012 è di nuovo domenica. Secondo i sondaggi, il 49 per cento degli italiani utilizza lo strumento delle vacanze ridotte per via del poco tempo libero a disposizione dal lavoro 86 per cento; perché con questi brevi blitz si possono vedere posti diversi 73 per cento; perché in questo modo si risparmia 71 per cento. C'è chi si abbandona a un momento romantico con il marito o fidanzato 26 per cento, magari lasciando a qualcuno i figli o semplicemente se la spassa con amici e/o colleghi 29 per cento.
L'eclissi del ponte nel 2011, però, non colpisce solo un modello di comportamento. Il ponte non è solo l'esaltazione della civiltà italiana dell'arrangiarsi, dell'antica arte del massimo risultato più giorni di vacanza con il minimo sforzo un giorno di ferie. Non è solo il deleterio sistema per lavorare di meno. No, è anche qualcosa di diverso. Discende dall'antico lunario delle nostre feste, dalla tradizione delle ricorrenze religiose o laiche che fossero che riunivano le famiglie e spesso coincidevano con grandi tavolate di piatti tipici del periodo. O altre usanze. In Liguria, con l'arrivo della primavera, il 25 aprile e il primo maggio, si saliva in collina a raccogliere i narcisi. Più avanti il ponte è diventato il simbolo dell'industrializzazione del nostro Paese, dell'auto, del boom, della gita fuori porta, della casa al mare, al lago, in montagna, della breve ma intensa vacanza figlia di un benessere conquistato con molti sacrifici. E ora mentre la crisi non ci lascia, un anno avaro e disparo ce li riduce all'osso, quasi suggerendoci, se non ce ne fossimo già accorti, che non c'è più nulla per cui divertirsi. E invece no, ribelliamoci: sfruttiamo al massimo i ponti disponibili, facciamo finta di partire, anche se non ci muoviamo, stiamo a casa ma come se andassimo fuori città: scopriamo chi ci vive accanto e di cui magari ignoriamo l'esistenza, diventiamo turisti nelle nostre strade. Insomma, facciamo il ponte anche se non c'è. Inganniamo il 2011, tanto dura solo un anno. Poi arriverà il 2012 e sarà di nuovo sciambola speriamo.
Il problema è che il 2011, pur non essendo bisesto, è comunque funesto e colpisce l'usanza tutta italiana del gioco a scacchi delle vacanze: piazzo un giorno di ferie al punto giusto e scacco: sto in vacanza quattro giorni. Un ponte, appunto. Invece il 2011 è un anno avaro: in dodici mesi solo sette festività fuori dal weekend e tre di queste di lunedì. Il 25 aprile, tanto per capirci, è il Lunedì dell'Angelo, già festa di suo. E il primo maggio, domenica, la gita fuori porta si divora quella già prevista dal dì di festa.
Rimane da sfruttare giovedì 2 giugno, ma la Festa della Repubblica, come spinta per il ponte non ha lo stesso fascino del 25 aprile e del primo maggio. Anche come festa in sé, veramente, infatti l'avevano degradata fino all'intervento del presidente Ciampi, una decina d'anni fa. Sarà che giugno ha già il sapore dell'estate e le vacanze a questo punto la gente le vuole lunghe. Ferragosto è un lunedì e normalmente, quella, è l'unica settimana in cui quasi tutti abbassano la saracinesca. Ci si riprende un po' con il 1 novembre martedì e l'8 dicembre giovedì: a Milano, con il 7 Sant'Ambrogio si può organizzare una bella sciata. Però, nel finale, l'avaro di ponti 2011 si riprende tutto con gli interessi: Natale è domenica, il 31 è sabato, l'1 gennaio 2012 è di nuovo domenica. Secondo i sondaggi, il 49 per cento degli italiani utilizza lo strumento delle vacanze ridotte per via del poco tempo libero a disposizione dal lavoro 86 per cento; perché con questi brevi blitz si possono vedere posti diversi 73 per cento; perché in questo modo si risparmia 71 per cento. C'è chi si abbandona a un momento romantico con il marito o fidanzato 26 per cento, magari lasciando a qualcuno i figli o semplicemente se la spassa con amici e/o colleghi 29 per cento.
L'eclissi del ponte nel 2011, però, non colpisce solo un modello di comportamento. Il ponte non è solo l'esaltazione della civiltà italiana dell'arrangiarsi, dell'antica arte del massimo risultato più giorni di vacanza con il minimo sforzo un giorno di ferie. Non è solo il deleterio sistema per lavorare di meno. No, è anche qualcosa di diverso. Discende dall'antico lunario delle nostre feste, dalla tradizione delle ricorrenze religiose o laiche che fossero che riunivano le famiglie e spesso coincidevano con grandi tavolate di piatti tipici del periodo. O altre usanze. In Liguria, con l'arrivo della primavera, il 25 aprile e il primo maggio, si saliva in collina a raccogliere i narcisi. Più avanti il ponte è diventato il simbolo dell'industrializzazione del nostro Paese, dell'auto, del boom, della gita fuori porta, della casa al mare, al lago, in montagna, della breve ma intensa vacanza figlia di un benessere conquistato con molti sacrifici. E ora mentre la crisi non ci lascia, un anno avaro e disparo ce li riduce all'osso, quasi suggerendoci, se non ce ne fossimo già accorti, che non c'è più nulla per cui divertirsi. E invece no, ribelliamoci: sfruttiamo al massimo i ponti disponibili, facciamo finta di partire, anche se non ci muoviamo, stiamo a casa ma come se andassimo fuori città: scopriamo chi ci vive accanto e di cui magari ignoriamo l'esistenza, diventiamo turisti nelle nostre strade. Insomma, facciamo il ponte anche se non c'è. Inganniamo il 2011, tanto dura solo un anno. Poi arriverà il 2012 e sarà di nuovo sciambola speriamo.
mercoledì 4 agosto 2010
Anche il cemento va in vacanza: una colata di metri cubi vista mare
Il partito del calcestruzzo nutre una grande passione non solo per le autostrade, ma anche per le località turistiche. Dalle Alpi al Salento, dalle Dolomiti alla costa Smeralda, le lingue grigie del magma grigio si insinuano negli anfratti più belli del nostro territorio trasformandosi in villaggi turistici, seconde case, alberghi, resort...
I casi più emblematici sono documentati nel libro-inchiesta La Colata, di cinque giornalisti (Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo e Ferruccio Sansa) che lanciano l'allarme e denunciano lo scempio nazionale.
Sardegna
La Sardegna fa scuola. Il piano casa dell'isola, varato lo scorso ottobre e cavallo di battaglia del governatore Cappellacci, ha segnato un'importante vittoria per i signori del mattone. "La legge prevede un incremento della volumetria che può variare dal 30 al 35 per cento, a seconda della distanza dalla battigia e della riduzione del fabbisogno energetico". Si va dall'ampliamento di villa Certosa ai megaprogetti edilizi di Sergio Zuncheddu (immobiliarista, proprietario de L'Unione Sarda e fondatore de Il Foglio) a Villasimius dove intende realizzare un'operazione da 81.000 metri cubi e 90 milioni di euro. E che dire di Tuvixeddu, 260.000 metri cubi oro grigio che Gualtiero Cualbu intende erigere al motto di "Un nuovo modo di abitare, pensare, vivere Cagliari", a ridosso di un sito archeologico romano di rara bellezza? Ma gli appetiti edili muovono anche dalla terraferma, in particolare dal gruppo Benetton e dai Marcegaglia, che da tempo hanno messo gli occhi dalle parti di Capo Teulada per edificare un resort a cinque stelle spalmato su 700 ettari di costa, dove attualmente sorgono antiche case contadine (i furriadroxus).
Puglia
Il Salento si sta trasformando in un immenso villaggio turistico. Uno degli ultimi progetti in attesa di autorizzazione prevede un insediamento di 23.000 metri quadrati a ridosso del mare turchese di Castro Marina, a Spongano. La zona di Santa Maria di Leuca, muove interessi ancora maggiori: "l'ambizione di farne un nuova Montecarlo, con tanto di santuario, casinò, pista per jet privati ha animato i progetti edili degli ultimi anni". E proprio il promontorio di Punta Meliso, dove tutt'ora sorge fatiscente il vecchio immobile dell'ex Colonia Scarciglia è stato oggetto di una lunga vicenda giudiziaria per l'intenzione di alcune immobiliari (tra cui la Immsi di Colaninno) di trasformare l’edificio in un hotel di lusso quando il demanio lo cedette alla Provincia solo per uso "con finalità di incremento e diffusione della nautica". Attualmente, su uno dei punti più belli della costa salentina svetta un cantiere abbandonato.
Sicilia
Lo chiamano eco-resort, in realtà si tratta di un albergo quattro stelle la cui costruzione è stata bloccata in corso d'opera da un'inchiesta per abusivismo edilizio. I progetti avevano già avuto il via libera dal Consiglio provinciale scientifico delle riserve e del Patrimonio della Provincia di Trapani. L'idea è di Giacomo D'Alì (cugino del Senatore PdL Antonio D'Alì, presidente della Commissione permanente Territorio e ambiente) e prevede l'edificazione di un albergo nel cuore della riserva naturale dello Stagnone, ristrutturando un vecchio magazzino per lo stoccaggio del sale sull'Isola Grande.
I casi più emblematici sono documentati nel libro-inchiesta La Colata, di cinque giornalisti (Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo e Ferruccio Sansa) che lanciano l'allarme e denunciano lo scempio nazionale.
Sardegna
La Sardegna fa scuola. Il piano casa dell'isola, varato lo scorso ottobre e cavallo di battaglia del governatore Cappellacci, ha segnato un'importante vittoria per i signori del mattone. "La legge prevede un incremento della volumetria che può variare dal 30 al 35 per cento, a seconda della distanza dalla battigia e della riduzione del fabbisogno energetico". Si va dall'ampliamento di villa Certosa ai megaprogetti edilizi di Sergio Zuncheddu (immobiliarista, proprietario de L'Unione Sarda e fondatore de Il Foglio) a Villasimius dove intende realizzare un'operazione da 81.000 metri cubi e 90 milioni di euro. E che dire di Tuvixeddu, 260.000 metri cubi oro grigio che Gualtiero Cualbu intende erigere al motto di "Un nuovo modo di abitare, pensare, vivere Cagliari", a ridosso di un sito archeologico romano di rara bellezza? Ma gli appetiti edili muovono anche dalla terraferma, in particolare dal gruppo Benetton e dai Marcegaglia, che da tempo hanno messo gli occhi dalle parti di Capo Teulada per edificare un resort a cinque stelle spalmato su 700 ettari di costa, dove attualmente sorgono antiche case contadine (i furriadroxus).
Puglia
Il Salento si sta trasformando in un immenso villaggio turistico. Uno degli ultimi progetti in attesa di autorizzazione prevede un insediamento di 23.000 metri quadrati a ridosso del mare turchese di Castro Marina, a Spongano. La zona di Santa Maria di Leuca, muove interessi ancora maggiori: "l'ambizione di farne un nuova Montecarlo, con tanto di santuario, casinò, pista per jet privati ha animato i progetti edili degli ultimi anni". E proprio il promontorio di Punta Meliso, dove tutt'ora sorge fatiscente il vecchio immobile dell'ex Colonia Scarciglia è stato oggetto di una lunga vicenda giudiziaria per l'intenzione di alcune immobiliari (tra cui la Immsi di Colaninno) di trasformare l’edificio in un hotel di lusso quando il demanio lo cedette alla Provincia solo per uso "con finalità di incremento e diffusione della nautica". Attualmente, su uno dei punti più belli della costa salentina svetta un cantiere abbandonato.
Sicilia
Lo chiamano eco-resort, in realtà si tratta di un albergo quattro stelle la cui costruzione è stata bloccata in corso d'opera da un'inchiesta per abusivismo edilizio. I progetti avevano già avuto il via libera dal Consiglio provinciale scientifico delle riserve e del Patrimonio della Provincia di Trapani. L'idea è di Giacomo D'Alì (cugino del Senatore PdL Antonio D'Alì, presidente della Commissione permanente Territorio e ambiente) e prevede l'edificazione di un albergo nel cuore della riserva naturale dello Stagnone, ristrutturando un vecchio magazzino per lo stoccaggio del sale sull'Isola Grande.
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venerdì 23 luglio 2010
Fallimento Viaggi del Ventaglio, come tutelarsi
La notizia del fallimento di Viaggi del Ventaglio sta facendo il giro del Web e non solo da qualche giorno e ovviamente preoccupa tutti i turisti che hanno prenotato una vacanza tramite questo tour operator.
Confconsumatori ha fatto sapere che bisognerò aspettare martedì 27 luglio per sapere come muoversi a seguito del fallimento di Viaggi del Ventaglio e seguendo le indicazioni del Tribunale di Milano.
Ma la stessa associazione ha redatto una sorta di vademecum per la tutela dei turisti truffati da Viaggi del Ventaglio.
Come prima cosa si dovrà verificare se il Tour Operator aveva stipulato, come era suo obbligo ai sensi dell'art. 99 del Codice del Consumo, una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i consumatori per il risarcimento danni mentre il turista dovrà verificare se a sua volta aveva stipulato una polizza assicurativa individuale.
Il consumatore potrà anche chiedere il risarcimento danni all'agenzia di viaggi che direttamente o tramite la propria assicurazione dovrà risarcire i danni in quanto questi intermediari devono innanzitutto essere dotati di assicurazione e in secondo luogo non possono vendere pacchetti di tour operator in via di fallimento.
La Casa del Consumatore ha avviato un’azione di tutela e assistenza e si può telefonare al numero 848.78.78.38 per avere tutte le informazioni del caso.
Confconsumatori ha fatto sapere che bisognerò aspettare martedì 27 luglio per sapere come muoversi a seguito del fallimento di Viaggi del Ventaglio e seguendo le indicazioni del Tribunale di Milano.
Ma la stessa associazione ha redatto una sorta di vademecum per la tutela dei turisti truffati da Viaggi del Ventaglio.
Come prima cosa si dovrà verificare se il Tour Operator aveva stipulato, come era suo obbligo ai sensi dell'art. 99 del Codice del Consumo, una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i consumatori per il risarcimento danni mentre il turista dovrà verificare se a sua volta aveva stipulato una polizza assicurativa individuale.
Il consumatore potrà anche chiedere il risarcimento danni all'agenzia di viaggi che direttamente o tramite la propria assicurazione dovrà risarcire i danni in quanto questi intermediari devono innanzitutto essere dotati di assicurazione e in secondo luogo non possono vendere pacchetti di tour operator in via di fallimento.
La Casa del Consumatore ha avviato un’azione di tutela e assistenza e si può telefonare al numero 848.78.78.38 per avere tutte le informazioni del caso.
giovedì 17 giugno 2010
Le Cicladi: culla dell’antico mito e tempio del divertimento moderno!
di Letizia Cugnetto
Tempo di vacanze e di mare: che ne direste di una bella isola? O magari di più di un’isola!!
Una meta perfetta sono le Cicladi, arcipelago di 220 isole a sud est della Grecia, così chiamate per la loro disposizione a cerchio intorno a Delo, irradiandosi a raggiera, nel mar Egeo e divise per convenzione in Piccole e Grandi Cicladi.
Culla dell'antichissima civiltà cicladica, risalente a 3000 anni prima di Cristo, le Cicladi sono un luogo ricco di storia e con ammirevoli architetture. Alcuni studiosi sostengono che qui si trovasse la mitica Atlandide, scomparsa dalla terra in seguito ad una catastrofe naturale.
Almeno i più giovani conoscono due delle principali isole che costituiscono l’arcipelago, Mykonos e Santorini, meta di moltissimi studenti dopo la maturità, imitatori dei loro coetanei raccontati nel film di Muccino “Che ne sarà di noi”.
Un luogo davvero emozionante che, grazie alla tendenza degli ultimi anni, ha visto giungere sulle proprie coste, migliaia di italiani.
Caratteristica principale di queste isole sono i colori: il bianco delle case, delle chiese e degli antichi mulini a vento, tutte le tonalità del blu e del verde per i tetti delle abitazioni e per il mare.
Ma per chi volesse trascorrere un soggiorno meno affollato, ci sono Paro, patria del poeta Archiloco, che scrisse numerosi componimenti sull’amore: un posto incantevole, quindi, per tutti gli innamorati, che possono dare libero sfogo alla loro vena romantica, ispirati come lo fu lui, nel tempo passato.
Poi ci sono Amorgos, Ios e Kea, meno estese, ma ugualmente apprezzabili sia a livello naturalistico, che storico, giacchè anch’esse sono state argomento dei più grandi lirici greci, stimolati nella stesura delle proprie opere da un contesto così suggestivo.
Delos importante luogo di culto nell’antichità, che vide la nascita di Apollo e della sua gemella Artemide (Diana per i Romani) e attualmente sito archeologico, patrimonio dell’Unesco, che richiama appassionati e studiosi da tutto il mondo all’artistico Pirgos, sull’isola di Tinos, villaggio pieno di laboratori artigiani specializzati in pittura, marmi e lavorazione del legno.
Nasso, invece, la più grande delle Cicladi, oltre ad essere molto fertile e ricca di spiagge, è anche sede di diversi siti archeologici, testimoni dell’evoluzione della civiltà originaria. La famosa espressione “piantare in asso, o più correttamente piantare in Nasso”, trae origine proprio da questa isola. La famosa leggenda narra infatti che Arianna, figlia di Minosse e di Pasifae, dopo aver aiutato con il suo filo l’eroe ateniese Teseo a sconfiggere il Minotauro e ad uscire dal labirinto di Cnosso, fugge insieme agli ateniesi, ma viene abbandonata, per l’appunto piantata, da Teseo sull’isola di Nasso. In italiano, poi, con l’evoluzione della lingua il toponimo Nasso si sarebbe trasformato nel più comune asso.
Una vacanza in cui unire il relax marino alle risorse artistiche, non solo quindi divertimento, ma anche spazio alla cultura: località affascinanti a pochi passi da casa nostra, a prezzi convenienti!
Tempo di vacanze e di mare: che ne direste di una bella isola? O magari di più di un’isola!!
Una meta perfetta sono le Cicladi, arcipelago di 220 isole a sud est della Grecia, così chiamate per la loro disposizione a cerchio intorno a Delo, irradiandosi a raggiera, nel mar Egeo e divise per convenzione in Piccole e Grandi Cicladi.
Culla dell'antichissima civiltà cicladica, risalente a 3000 anni prima di Cristo, le Cicladi sono un luogo ricco di storia e con ammirevoli architetture. Alcuni studiosi sostengono che qui si trovasse la mitica Atlandide, scomparsa dalla terra in seguito ad una catastrofe naturale.
Almeno i più giovani conoscono due delle principali isole che costituiscono l’arcipelago, Mykonos e Santorini, meta di moltissimi studenti dopo la maturità, imitatori dei loro coetanei raccontati nel film di Muccino “Che ne sarà di noi”.
Un luogo davvero emozionante che, grazie alla tendenza degli ultimi anni, ha visto giungere sulle proprie coste, migliaia di italiani.
Caratteristica principale di queste isole sono i colori: il bianco delle case, delle chiese e degli antichi mulini a vento, tutte le tonalità del blu e del verde per i tetti delle abitazioni e per il mare.
Ma per chi volesse trascorrere un soggiorno meno affollato, ci sono Paro, patria del poeta Archiloco, che scrisse numerosi componimenti sull’amore: un posto incantevole, quindi, per tutti gli innamorati, che possono dare libero sfogo alla loro vena romantica, ispirati come lo fu lui, nel tempo passato.
Poi ci sono Amorgos, Ios e Kea, meno estese, ma ugualmente apprezzabili sia a livello naturalistico, che storico, giacchè anch’esse sono state argomento dei più grandi lirici greci, stimolati nella stesura delle proprie opere da un contesto così suggestivo.
Delos importante luogo di culto nell’antichità, che vide la nascita di Apollo e della sua gemella Artemide (Diana per i Romani) e attualmente sito archeologico, patrimonio dell’Unesco, che richiama appassionati e studiosi da tutto il mondo all’artistico Pirgos, sull’isola di Tinos, villaggio pieno di laboratori artigiani specializzati in pittura, marmi e lavorazione del legno.
Nasso, invece, la più grande delle Cicladi, oltre ad essere molto fertile e ricca di spiagge, è anche sede di diversi siti archeologici, testimoni dell’evoluzione della civiltà originaria. La famosa espressione “piantare in asso, o più correttamente piantare in Nasso”, trae origine proprio da questa isola. La famosa leggenda narra infatti che Arianna, figlia di Minosse e di Pasifae, dopo aver aiutato con il suo filo l’eroe ateniese Teseo a sconfiggere il Minotauro e ad uscire dal labirinto di Cnosso, fugge insieme agli ateniesi, ma viene abbandonata, per l’appunto piantata, da Teseo sull’isola di Nasso. In italiano, poi, con l’evoluzione della lingua il toponimo Nasso si sarebbe trasformato nel più comune asso.
Una vacanza in cui unire il relax marino alle risorse artistiche, non solo quindi divertimento, ma anche spazio alla cultura: località affascinanti a pochi passi da casa nostra, a prezzi convenienti!
Ubicazione:
37.04187823132277, 25.205566445365548
mercoledì 19 maggio 2010
Mare e motocicletta
Se gli aerei possono lasciarci a terra, se le autostrade e gli esodi si annunciano più congestionati del solito, giugno sarà il mese delle due route. L'isola d'Elba, ma anche la Camargue e la Sardegna sono ideali per un weekend o una vacanza all'avventura, lungo strade deserte, con curve che si affacciano sul Mediterraneo, punteggiate di osterie e locande. E per chi non ha la moto, gli indirizzi e i prezzi per noleggiarla sul posto.
Vicina, ma geograficamente appartata, l’Elba fra maggio e giugno è come in stand by. Un’ora di traghetto da Piombino (nel weekend meglio prenotare: www.visitelba.com) e si sbarca a Portoferraio, dove un giro in centro basta per entrare nel clima di stagione, accentuato dai sapori schietti delle tipicità elbane. Dopo un buon sonno a Le Stanze del Casale, b&b a 200 metri dal mare in un casale dell’Ottocento con arredi d’epoca (località San Giovanni, tel. 0565.944340, www.lestanze delcasale.com, doppia b&b da 120 €), o all’Hotel Mare, albergo pied dans l’eau nell’antico borgo di Magazzini (tel. 0565.933069, www.hotelmare.org, doppia b&b da 86 €), il mattino è il momento ideale per dare un’occhiata alla Torre e al museo Archeologico della Linguella (info tel. 0565 914671). Poi si sale tra vie antiche alla Chiesa della Misericordia, quindi a Forte Stella e Villa dei Mulini, residenza di Napoleone durante il suo esilio (1814-1815). Ecco, qui, la prima visione d’insieme di una serie di prospettive "mari e monti" che saranno il fil rouge di tutto il tracciato. Un periplo lungo meno di 100 km (godibilissimo anche in auto) che inanella i golfi di Biodola e Procchio, baie appartate, paesini che si parano improvvisi a ogni curva, incorniciati da ginestre selvatiche e cisto rosso.
Marciana Marina, con la Torre Saracena e il quartiere Cotone, è una delle perle isolane. A due passi dal porticciolo c’è l’Hotel Yacht Club, con soluzioni b&b o in appartamenti ( tel. 0565.904422, www.hotelyachtclub.it, doppia da 78 €, appartamenti da 220 a settimana). È la porta dell’entroterra elbano che, a Poggio, invita a lasciare la moto e a salire a piedi fra pini e castagni del Monte Perone (630 m). La ricompensa, al ritorno, sono carni e pesci alla griglia di Publius, tempio gastronomico locale (tel. 0565.99208, www.ristorante publius.it, sui 30 €). Nuovamente in strada, si fa sosta alla Fonte di Napoleone prima di ripartire alla volta di Marciana, base per le gite al Monte Capanne (1.018 m) fra boschi da cui si gode la vista sulle isole di Capraia e Pianosa. L’aria quasi alpestre è la buona scusa per un crostone rustico o un piatto ligure-toscano all'Osteria del Noce (tel. 0565.901284, www.osteriadelnoce.it, sui 35 €).
Dal monte, poi, si scende fino a Capo Sant’Andrea . Una baia racchiusa in un saliscendi di sentieri fra rocce lisce di granito che al tramonto si tingono di rosa: portano alla punta del Cotoncello e in altre cale solitarie. Qua e là appaiono alberghetti intimi, fra cui l’Ilio, boutique-hotel con 20 stanze (località Sant’Andrea Marciana, tel. 0565.908018,www.hotelilio.com, doppia b&b da 110 €). Paesaggi unici attendono chi aggira la costa occidentale, superando il faro dipunta Polveraia e la spiaggia di Patresi, fino allo strapiombo da cui si scorge lo scoglio noto come la "Sedia di Napoleone", e la distesa del Tirreno fino al profilo della Corsica. La mezzaluna candida di Fetovaia, una delle spiagge "in" dell’estate sul versante Sud, è a pochi chilometri. Tagliando, in quota, per i borghi di San Piero e Sant’Ilario in Campo, si ripiega sul litorale Nord e Portoferraio da dove ci si rimbarca per la terraferma.
Vicina, ma geograficamente appartata, l’Elba fra maggio e giugno è come in stand by. Un’ora di traghetto da Piombino (nel weekend meglio prenotare: www.visitelba.com) e si sbarca a Portoferraio, dove un giro in centro basta per entrare nel clima di stagione, accentuato dai sapori schietti delle tipicità elbane. Dopo un buon sonno a Le Stanze del Casale, b&b a 200 metri dal mare in un casale dell’Ottocento con arredi d’epoca (località San Giovanni, tel. 0565.944340, www.lestanze delcasale.com, doppia b&b da 120 €), o all’Hotel Mare, albergo pied dans l’eau nell’antico borgo di Magazzini (tel. 0565.933069, www.hotelmare.org, doppia b&b da 86 €), il mattino è il momento ideale per dare un’occhiata alla Torre e al museo Archeologico della Linguella (info tel. 0565 914671). Poi si sale tra vie antiche alla Chiesa della Misericordia, quindi a Forte Stella e Villa dei Mulini, residenza di Napoleone durante il suo esilio (1814-1815). Ecco, qui, la prima visione d’insieme di una serie di prospettive "mari e monti" che saranno il fil rouge di tutto il tracciato. Un periplo lungo meno di 100 km (godibilissimo anche in auto) che inanella i golfi di Biodola e Procchio, baie appartate, paesini che si parano improvvisi a ogni curva, incorniciati da ginestre selvatiche e cisto rosso.
Marciana Marina, con la Torre Saracena e il quartiere Cotone, è una delle perle isolane. A due passi dal porticciolo c’è l’Hotel Yacht Club, con soluzioni b&b o in appartamenti ( tel. 0565.904422, www.hotelyachtclub.it, doppia da 78 €, appartamenti da 220 a settimana). È la porta dell’entroterra elbano che, a Poggio, invita a lasciare la moto e a salire a piedi fra pini e castagni del Monte Perone (630 m). La ricompensa, al ritorno, sono carni e pesci alla griglia di Publius, tempio gastronomico locale (tel. 0565.99208, www.ristorante publius.it, sui 30 €). Nuovamente in strada, si fa sosta alla Fonte di Napoleone prima di ripartire alla volta di Marciana, base per le gite al Monte Capanne (1.018 m) fra boschi da cui si gode la vista sulle isole di Capraia e Pianosa. L’aria quasi alpestre è la buona scusa per un crostone rustico o un piatto ligure-toscano all'Osteria del Noce (tel. 0565.901284, www.osteriadelnoce.it, sui 35 €).
Dal monte, poi, si scende fino a Capo Sant’Andrea . Una baia racchiusa in un saliscendi di sentieri fra rocce lisce di granito che al tramonto si tingono di rosa: portano alla punta del Cotoncello e in altre cale solitarie. Qua e là appaiono alberghetti intimi, fra cui l’Ilio, boutique-hotel con 20 stanze (località Sant’Andrea Marciana, tel. 0565.908018,www.hotelilio.com, doppia b&b da 110 €). Paesaggi unici attendono chi aggira la costa occidentale, superando il faro dipunta Polveraia e la spiaggia di Patresi, fino allo strapiombo da cui si scorge lo scoglio noto come la "Sedia di Napoleone", e la distesa del Tirreno fino al profilo della Corsica. La mezzaluna candida di Fetovaia, una delle spiagge "in" dell’estate sul versante Sud, è a pochi chilometri. Tagliando, in quota, per i borghi di San Piero e Sant’Ilario in Campo, si ripiega sul litorale Nord e Portoferraio da dove ci si rimbarca per la terraferma.
lunedì 26 aprile 2010
Mare e relax in Basilicata: alla Masseria Macchia & Relais San Pio
Il mare è a due passi. E c'è anche una spiaggia privata per stendersi al primo sole. Intorno ci sono solo il verde e il silenzio della campagna lucana: meta di rilassanti passeggiate, ma anche divertenti gite in mountain bike.
Non c'è bisogno di portarsi fin qui le biciclette: sono gìà a disposizione alla Masseria Macchia & Relais San Pio. Una fattoria di fine Ottocento appartata sulla costa jonica della Basilicata, dove gli ospiti sono accolti in camere e appartamenti ideali per famiglie con bambini, nascosti tra giganteschi eucalipti, acacie, oleandri e bouganville. Le aree comuni sono in antiche strutture: dalla hall, in un granaio restaurato, si accede al centro benessere, con piscina coperta, idromassaggio, sauna, bagno turco, docce tropicali aromatizzate, trattamenti viso e corpo con prodotti rigorosamente naturali, come i massaggi al miele di agrumi o all'olio di oliva biologico. Dagli orti della Masseria, frutta e verdure bio arrivano anche in cucina: alla Locanda delle Giare, il ristorante nell'agrumaia con tavoli all'aperto in una bellissima veranda, si gustano piatti mediterranei e antiche ricette lucane.
Oasi di charme e relax, ma anche comodo punto di partenza per gite culturali alla scoperta di alcune delle più famose attrazioni della Basilicata. Matera, con i suoi Sassi e le chiese rupestri patrimonio dell'Unesco, è a mezzora di auto dalla Masseria. Mentre l'area archeologica di Metaponto, a 5 km, si raggiunge comodamente in mountain bike. Tra le rovine dell'antica città della Magna Grecia spiccano quelle del tempio dorico dedicato ad Hera, note come “Tavole Palatine”. Ma ci sono anche i resti di altri edifici sacri, dell’agorà dedicata a Zeus, di un teatro del IV secolo a.C. e della lunga galleria a portici del Castro Romano. Oltre al Parco, è da visitare anche il Museo Archeologico, con manufatti, corredi funerari, ornamenti, anfore e ceramiche, dall'età preistorica al periodo tardoantico.
I ponti di primavera sono un'ottima occasione per un long weekend in Basilicata a prezzi vantaggiosi: dal 30 aprile al 2 maggio e dal 30 maggio al 2 giugno, la Masseria Macchia & Relais San Pio propone soggiorni relax di 2 notti con pensione completa; frutta fresca e drink di benvenuto in camera; accesso gratuito al centro benessere (massaggi e trattamenti esclusi); possibilità di late check-out (entro le 17), da 185 € a persona.
Info: Masseria Macchia & Relais San Pio Borgo rurale e SPA, C/da Macchia - Marina di Pisticci (MT), tel. 0835.58.21.93, www.naturgest.it. Prezzi: da 55 € a persona in doppia con pensione completa.
Non c'è bisogno di portarsi fin qui le biciclette: sono gìà a disposizione alla Masseria Macchia & Relais San Pio. Una fattoria di fine Ottocento appartata sulla costa jonica della Basilicata, dove gli ospiti sono accolti in camere e appartamenti ideali per famiglie con bambini, nascosti tra giganteschi eucalipti, acacie, oleandri e bouganville. Le aree comuni sono in antiche strutture: dalla hall, in un granaio restaurato, si accede al centro benessere, con piscina coperta, idromassaggio, sauna, bagno turco, docce tropicali aromatizzate, trattamenti viso e corpo con prodotti rigorosamente naturali, come i massaggi al miele di agrumi o all'olio di oliva biologico. Dagli orti della Masseria, frutta e verdure bio arrivano anche in cucina: alla Locanda delle Giare, il ristorante nell'agrumaia con tavoli all'aperto in una bellissima veranda, si gustano piatti mediterranei e antiche ricette lucane.
Oasi di charme e relax, ma anche comodo punto di partenza per gite culturali alla scoperta di alcune delle più famose attrazioni della Basilicata. Matera, con i suoi Sassi e le chiese rupestri patrimonio dell'Unesco, è a mezzora di auto dalla Masseria. Mentre l'area archeologica di Metaponto, a 5 km, si raggiunge comodamente in mountain bike. Tra le rovine dell'antica città della Magna Grecia spiccano quelle del tempio dorico dedicato ad Hera, note come “Tavole Palatine”. Ma ci sono anche i resti di altri edifici sacri, dell’agorà dedicata a Zeus, di un teatro del IV secolo a.C. e della lunga galleria a portici del Castro Romano. Oltre al Parco, è da visitare anche il Museo Archeologico, con manufatti, corredi funerari, ornamenti, anfore e ceramiche, dall'età preistorica al periodo tardoantico.
I ponti di primavera sono un'ottima occasione per un long weekend in Basilicata a prezzi vantaggiosi: dal 30 aprile al 2 maggio e dal 30 maggio al 2 giugno, la Masseria Macchia & Relais San Pio propone soggiorni relax di 2 notti con pensione completa; frutta fresca e drink di benvenuto in camera; accesso gratuito al centro benessere (massaggi e trattamenti esclusi); possibilità di late check-out (entro le 17), da 185 € a persona.
Info: Masseria Macchia & Relais San Pio Borgo rurale e SPA, C/da Macchia - Marina di Pisticci (MT), tel. 0835.58.21.93, www.naturgest.it. Prezzi: da 55 € a persona in doppia con pensione completa.
giovedì 22 aprile 2010
Pronti, partenza, Expo: vacanze a Shanghai
Da Mao al lusso. È questa la profonda mutazione della città in vista dell’Expo 2010 lungo il fiume Huangpu. Il 30 aprile Plácido Domingo e il Cirque du Soleil, con altri artisti internazionali, inaugurano la manifestazione, aperta al pubblico dall’1/5 al 31/10.
Il padiglione italiano, progettato dall’architetto Giampaolo Imbrighi, con la pianta quadrata di 3600 mq, per un’altezza di 18 metri, rende omaggio alla città di Shanghai, ma anche al famoso gioco che prende il suo nome, con la struttura di uno speciale cemento che fa filtrare la luce.
Con il cambio favorevole (1 € = 9/10 yuan) la Cina smart e chic è ancora più vicina. Sul Bund, il maestoso lungofiume, palazzi neoclassici e déco perfettamente ristrutturati ospitano locali e ritrovi di tendenza, come M on the Bund (The Bund 5, tel. 0086.21.63.50.99.88), ristorante con cucina fusion al settimo piano e vista sullo skyline, futuribile e colorato come un videogioco. È Lujiazui, cuore pulsante di Pudong, dove in pochi anni sono spuntati dal nulla i più famosi grattacieli dell’Asia. C’è lo Shanghai World Finance Center (492 metri), chiamato il cavatappi per la sua forma, dove si può salire fino al 97° e al 100° piano, per avere la città sotto i piedi (Century Avenue, Pudong New District, tel. 0086.21.68.77.78.78, www.swfc-observatory.com). Altissima anche la Jin Mao Tower: dai tavoli accanto alle vetrate del ristorante The Grill del Grand Hyatt Hotel, al 33° piano, fra aragoste e pesce cucinato a vista sulla griglia, si gode un panorama spettacolare (tel. 0086.21.50.47.12.34, www.shanghai.grand.hyatt.com).
Nel quartiere della Concessione Francese, grandi viali alberati e atmosfera branché, l’indirizzo giusto per memorabilia, d’epoca o moderne, del regime comunista, con la faccia di Mao e i manifesti di propaganda che spuntano su magliette, grembiuli per cucina, mug o quaderni, è Madame Mao’s Dowry (FuMin Lu 207, tel. 0086.21.54.03.35.51, www.madamemaosdowry.com). Fra i locali, lo Zen Café è ideale per una tazza di tè o un dolce goloso preparato al momento (Dong Ping Road 7-1, tel. 0086.21.64.37.73.90); per una cena informale c’è il ristorante vietnamita Pho Real, con le ceste appese al soffitto (FuMin Lu 166, tel. 0086.21.54.03.81.10). Sempre nella Concessione, un appartamento, nascosto in un palazzo che ricorda le atmosfere di film come Addio mia concubina, ospita la galleria d’arte 140sqm Gallery (1331 Fuxing Zhong Lu, appartamento n. 28, www.140sqm.com), dove l’elegante gallerista Liu Ying Mei seleziona installazioni di artisti emergenti.
Si dorme all’Urbn Hotel, 26 camere di design tra i 35 e gli 80 metri quadri (doppia b&b da 160 €, Jiao Zhou Lu 183, tel. 0086.21.51.53.46.00, www.urbnhotels.com), oppure al Jia Shanghai, appena inaugurato, tra accenni orientali e tocchi décor (doppia b&b da 120 €, West Nanjing Road 931 ang. Taixing Road, tel. 0086.21.62.17.90.00, www.jiashanghai.com). Da non perdere una passeggiata vicino al fiume, a Moganshan Road, tra gallerie fotografiche e d’arte all’ultimo grido, in edifici ex industriali perfettamente recuperati e, dopo la maratona negli atelier, un coffee break da Bandu Cabin (Moganshan Road 50, Block 11, tel. 0086.21.62.76.82.67, www.bandumusic.com), tra mobili in rattan e legno: nel weekend, dalle 20 in poi , si tengono anche concerti con antichi strumenti cinesi.
Si fa shopping griffato nel distretto di Xintiandi, sorta di Manhattan orientale zeppa di boutique appena inaugurate, dove comprare una borsa o una sciarpa glam da Shanghai Tang (Xintiandi Plaza, Xintiandi North Block 15, Lane 181 Tai Cang Road, tel. 0086.21.63.84.16.01) o una tracolla di stoffa da Shanghai Trio, la firma più cool per accessori di sapore orientale (Unit 4&5, Lane 181, Taicang Road, by South Huangpi Road). Una camicia a 10 euro o una giacca in cachemire a 70 euro si ordinano su misura, e si ritirano dopo poche ore, al mercato di Nan Cang Street (HuangPu Area), dove i sarti stipati in spazi angusti lavorano incessantemente.
Per una settimana a Shanghai, Chinasia Tour Operator (tel. 06.59.60.14.99, www.chinasia.it) propone il centralissimo Central Hotel, nell’isola pedonale lungo la Nanjing Road, la via dello shopping; l’hotel ha ristoranti, boutique, centro benessere, palestra (da 1200 € a persona, in doppia b&b, con voli di linea Air China a-r, trasferimenti da-per l’aeroporto).
Il padiglione italiano, progettato dall’architetto Giampaolo Imbrighi, con la pianta quadrata di 3600 mq, per un’altezza di 18 metri, rende omaggio alla città di Shanghai, ma anche al famoso gioco che prende il suo nome, con la struttura di uno speciale cemento che fa filtrare la luce.
Con il cambio favorevole (1 € = 9/10 yuan) la Cina smart e chic è ancora più vicina. Sul Bund, il maestoso lungofiume, palazzi neoclassici e déco perfettamente ristrutturati ospitano locali e ritrovi di tendenza, come M on the Bund (The Bund 5, tel. 0086.21.63.50.99.88), ristorante con cucina fusion al settimo piano e vista sullo skyline, futuribile e colorato come un videogioco. È Lujiazui, cuore pulsante di Pudong, dove in pochi anni sono spuntati dal nulla i più famosi grattacieli dell’Asia. C’è lo Shanghai World Finance Center (492 metri), chiamato il cavatappi per la sua forma, dove si può salire fino al 97° e al 100° piano, per avere la città sotto i piedi (Century Avenue, Pudong New District, tel. 0086.21.68.77.78.78, www.swfc-observatory.com). Altissima anche la Jin Mao Tower: dai tavoli accanto alle vetrate del ristorante The Grill del Grand Hyatt Hotel, al 33° piano, fra aragoste e pesce cucinato a vista sulla griglia, si gode un panorama spettacolare (tel. 0086.21.50.47.12.34, www.shanghai.grand.hyatt.com).
Nel quartiere della Concessione Francese, grandi viali alberati e atmosfera branché, l’indirizzo giusto per memorabilia, d’epoca o moderne, del regime comunista, con la faccia di Mao e i manifesti di propaganda che spuntano su magliette, grembiuli per cucina, mug o quaderni, è Madame Mao’s Dowry (FuMin Lu 207, tel. 0086.21.54.03.35.51, www.madamemaosdowry.com). Fra i locali, lo Zen Café è ideale per una tazza di tè o un dolce goloso preparato al momento (Dong Ping Road 7-1, tel. 0086.21.64.37.73.90); per una cena informale c’è il ristorante vietnamita Pho Real, con le ceste appese al soffitto (FuMin Lu 166, tel. 0086.21.54.03.81.10). Sempre nella Concessione, un appartamento, nascosto in un palazzo che ricorda le atmosfere di film come Addio mia concubina, ospita la galleria d’arte 140sqm Gallery (1331 Fuxing Zhong Lu, appartamento n. 28, www.140sqm.com), dove l’elegante gallerista Liu Ying Mei seleziona installazioni di artisti emergenti.
Si dorme all’Urbn Hotel, 26 camere di design tra i 35 e gli 80 metri quadri (doppia b&b da 160 €, Jiao Zhou Lu 183, tel. 0086.21.51.53.46.00, www.urbnhotels.com), oppure al Jia Shanghai, appena inaugurato, tra accenni orientali e tocchi décor (doppia b&b da 120 €, West Nanjing Road 931 ang. Taixing Road, tel. 0086.21.62.17.90.00, www.jiashanghai.com). Da non perdere una passeggiata vicino al fiume, a Moganshan Road, tra gallerie fotografiche e d’arte all’ultimo grido, in edifici ex industriali perfettamente recuperati e, dopo la maratona negli atelier, un coffee break da Bandu Cabin (Moganshan Road 50, Block 11, tel. 0086.21.62.76.82.67, www.bandumusic.com), tra mobili in rattan e legno: nel weekend, dalle 20 in poi , si tengono anche concerti con antichi strumenti cinesi.
Si fa shopping griffato nel distretto di Xintiandi, sorta di Manhattan orientale zeppa di boutique appena inaugurate, dove comprare una borsa o una sciarpa glam da Shanghai Tang (Xintiandi Plaza, Xintiandi North Block 15, Lane 181 Tai Cang Road, tel. 0086.21.63.84.16.01) o una tracolla di stoffa da Shanghai Trio, la firma più cool per accessori di sapore orientale (Unit 4&5, Lane 181, Taicang Road, by South Huangpi Road). Una camicia a 10 euro o una giacca in cachemire a 70 euro si ordinano su misura, e si ritirano dopo poche ore, al mercato di Nan Cang Street (HuangPu Area), dove i sarti stipati in spazi angusti lavorano incessantemente.
Per una settimana a Shanghai, Chinasia Tour Operator (tel. 06.59.60.14.99, www.chinasia.it) propone il centralissimo Central Hotel, nell’isola pedonale lungo la Nanjing Road, la via dello shopping; l’hotel ha ristoranti, boutique, centro benessere, palestra (da 1200 € a persona, in doppia b&b, con voli di linea Air China a-r, trasferimenti da-per l’aeroporto).
sabato 17 aprile 2010
Agriturismo Donna Germana
Se vuoi regalarti una vacanza tra i vigneti del buon Cirò Doc e l’azzurro intenso dell’Ionio, l’Agriturismo "Donna Germana" è il posto ideale. Ubicato su una collinetta offre un panorama ineguagliabile. Ad est un’ampia veduta della cittadina di Cirò Marina e del suo splendido mare raggiungibile in 5 minuti, ad ovest ,in lontananza le colline sulle quali si stende il comune di Cirò e,
tutt’intorno uliveti secolari e il verde dell’aperta campagna dove si può andare in bicicletta, a cavallo o fare semplici percorsi da trekking. L’Agriturismo dispone di un’accogliente e spaziosa sala da pranzo e di un’ampia terrazza dove gli ospiti possono gustare i piatti tipici della cucina calabrese accompagnati da un buon vino Cirò doc. Gli appartamenti sono dotati di soggiorno con divano letto, camera da letto matrimoniale, e servizi. Dopo una giornata al mare sulla spiaggia privata, oppure in aperta campagna, gli amanti della musica possono concludere al serata in discoteca, tra musica e balli. Anche gli amanti dell’archeologia e della storia qui trovano giusta collocazione. Sul posto possono ammirare i Mercati Saraceni, antichi castelli, il museo civico e reperti dell’antica civiltà di Krimisa. A 30 Km, nella città di Isola di Caporizzuto si erge imperiosa sul mare il Tempio di Hera Lacinia e qualche km più avanti , il Castello Aragonese che si specchia nelle limpide acque del mare di le Castella dove per altro si può ammirare una splendida riserva marina. Donna Germana aspetta quanti vorranno trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del gusto e del buon gusto!
http://www.donnagermana.it/HomePage.htm
tutt’intorno uliveti secolari e il verde dell’aperta campagna dove si può andare in bicicletta, a cavallo o fare semplici percorsi da trekking. L’Agriturismo dispone di un’accogliente e spaziosa sala da pranzo e di un’ampia terrazza dove gli ospiti possono gustare i piatti tipici della cucina calabrese accompagnati da un buon vino Cirò doc. Gli appartamenti sono dotati di soggiorno con divano letto, camera da letto matrimoniale, e servizi. Dopo una giornata al mare sulla spiaggia privata, oppure in aperta campagna, gli amanti della musica possono concludere al serata in discoteca, tra musica e balli. Anche gli amanti dell’archeologia e della storia qui trovano giusta collocazione. Sul posto possono ammirare i Mercati Saraceni, antichi castelli, il museo civico e reperti dell’antica civiltà di Krimisa. A 30 Km, nella città di Isola di Caporizzuto si erge imperiosa sul mare il Tempio di Hera Lacinia e qualche km più avanti , il Castello Aragonese che si specchia nelle limpide acque del mare di le Castella dove per altro si può ammirare una splendida riserva marina. Donna Germana aspetta quanti vorranno trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del gusto e del buon gusto!
http://www.donnagermana.it/HomePage.htm
lunedì 12 aprile 2010
London calling
L’anniversario non è nostalgico. Neppure ha il sapore dei revival d’obbligo. Qui, nella mitica Carnaby Street, dove 50 anni fa si incontravano il giovanissimo Mick Jagger e centinaia di ragazzine che imitavano Twiggy (la modella icona dei Sixties), nascono ancora nuove mode e look all'avanguardia. Tantissimi i giovani in giro –
magari appena usciti dal Central Saint Martins College of Art and Design – che hanno solo voglia di far conoscere le loro creazioni. Borse in pelle, tute-pantaloni con gamba a zampa di elefante, guanti e sciarponi lavorati a mano, che vengono accolte da boutique fresche di vernice. Il vintage è ancora un must – in molti negozi (ricchissimo Stromboli’s Circus) si trovano scarpe italiane firmate anni Ottanta – e accanto a vetrine che fanno sognare la libertà degli anni Sessanta si aprono localini alla moda e ristoranti di cucina spagnola – tapas e squisito prosciutto Pata Negra da Dehesa, dove bisogna prenotare con grande anticipo (25 Ganton Street, tel. 0044.20.74.94.41.70, tapas da 12 €).
Nella mitica strada, fra i negozi della Kingly Court, Harriet Sanders (1.2 Kingly Court, 0044.20.78.07.83.98.08) è una vetrina dei migliori talenti creativi della scena londinese: attualissime le borse del tailandese Rudi Joti e quelle in pelle nera di Gemma Johnson, i guanti in tricot di Rachel Esswood, i gemelli da polso in ceramica di Sonia Spencer. All’ora di pranzo, per un’insalata di zucchine e parmigiano si può tentare da Shampers, ambiente accogliente, con una buona selezione di bottiglie anche sotto le 20 sterline (4 Kingly Street, tel. 0044.20.74.37.16.92). Sempre affollatissimo, con atmosfere da vecchio bistrot, La Trouvaille (12a Newburgh Street, tel. 0044.20.72.87.84.88), dove ordinare foie gras e petto di piccione (due piatti da 29,50 sterline, 32 €). A pochi passi, all’11, il minuscolo Peckham Rye (www.peckhamryelondon.com, tel. 0044.20.77.73.45.181) riconcilia con cravatte e farfallini anche chi ha messo tutta la vita solo maglie a girocollo: qui tutto è realizzato in seta made in England, cravatte di ogni colore e fantasia, morbide sciarpe indossate dai gentlemen della City. Da non perdere pure Beyond the Valley (2 Newburgh Street, tel. 0044.20. 74.37.73.38), per comprare i collier in stoffa color rame e oro di Mia Morikawa, i camicioni colorati di Maria José, le scarpe scultura in plastica dei Melissa.
Come sempre, anche in questa stagione Londra offre un'ampia scelta di mostre. Alla Royal Academy of Arts (www.royalacademy.org.uk) è aperta fino al 18 aprile The Real Van Gogh: The Artist and His Letters, oltre 35 lettere originali e 65 dipinti che esprimono temi e atmosfere rintracciabili nella fragile corrispondenza del Maestro olandese. Alla Tate Britain (www.tate.org.uk) si visita fino al 16 maggio la retrospettiva di Chris Ofili: un viaggio coloratissimo attraverso il lavoro dell’artista inglese di origini nigeriane (Manchester, 1968) che scioccò, nel 1999, Rudolph Giuliani con il dipinto The Holy Virgin Mary (un'opera che appoggiava su due palle di sterco di elefante, simbolo di fertilità per l’artista). Poi i suoi quadri, diventati più decorativi ed eleganti, hanno rappresentato l'Inghileterra con successo alla Biennale di Venezia del 2003. Ma la rassegna del momento èCarnaby Street: 1960-2010 , allestita al 38 di Carnaby Street e dedicata alla storia della via. Il racconto, sotto vetro, si dipana per oltre quattro secoli, dal Seicento a oggi, narrando, per esempio, le fortune di negozi come His Clothes, aperto da John Stephen prima in Beak Street e poi in Carnaby Street, meta obbligata per i Beatles e i Rolling Stones. In occasione delle celebrazioni del cinquantennio è previsto anche un live music a giugno e una sfilata di moda a settembre. In vendita il volume, a tiratura limitata, Carnaby Street: 1960-2010 con immagini del celeberrimo fotografo degli anni Sessanta, Philip Townsend.
A Londra le soluzioni per un soggiorno di qualità sono infinite e prenotando in internet si possono ottenere molte tariffe vantaggiose. Anche al 54 Boutique hotel (54 Queen’s Gate, tel. 0044.20.77.61.40.00, www.epoquehotels.org), a due passi dai più importanti musei, raccolto, intimo, in un palazzo edoardiano. In alternativa, The Zetter Hotel (86-88 Clerkenwell Road, tel. 0044.20.73.24.44.44, www.epoquehotels.org, pacchetti on line), tanto design e ambienti colorati. Si segnalano, infine, due ristoranti italiani: Theo Randall (1 Hamilton Place, tel. 0044.20.73.18.87.47, www.theorandall.com; menu da 45 sterline, 50 €) e Riccardo’s (126 Fulham Road, tel. 0044.20.73.70.49.17, menu da 35 sterline, 38 €). Altre info su Londra e dintorni: www.visitbritain.it.
magari appena usciti dal Central Saint Martins College of Art and Design – che hanno solo voglia di far conoscere le loro creazioni. Borse in pelle, tute-pantaloni con gamba a zampa di elefante, guanti e sciarponi lavorati a mano, che vengono accolte da boutique fresche di vernice. Il vintage è ancora un must – in molti negozi (ricchissimo Stromboli’s Circus) si trovano scarpe italiane firmate anni Ottanta – e accanto a vetrine che fanno sognare la libertà degli anni Sessanta si aprono localini alla moda e ristoranti di cucina spagnola – tapas e squisito prosciutto Pata Negra da Dehesa, dove bisogna prenotare con grande anticipo (25 Ganton Street, tel. 0044.20.74.94.41.70, tapas da 12 €).
Nella mitica strada, fra i negozi della Kingly Court, Harriet Sanders (1.2 Kingly Court, 0044.20.78.07.83.98.08) è una vetrina dei migliori talenti creativi della scena londinese: attualissime le borse del tailandese Rudi Joti e quelle in pelle nera di Gemma Johnson, i guanti in tricot di Rachel Esswood, i gemelli da polso in ceramica di Sonia Spencer. All’ora di pranzo, per un’insalata di zucchine e parmigiano si può tentare da Shampers, ambiente accogliente, con una buona selezione di bottiglie anche sotto le 20 sterline (4 Kingly Street, tel. 0044.20.74.37.16.92). Sempre affollatissimo, con atmosfere da vecchio bistrot, La Trouvaille (12a Newburgh Street, tel. 0044.20.72.87.84.88), dove ordinare foie gras e petto di piccione (due piatti da 29,50 sterline, 32 €). A pochi passi, all’11, il minuscolo Peckham Rye (www.peckhamryelondon.com, tel. 0044.20.77.73.45.181) riconcilia con cravatte e farfallini anche chi ha messo tutta la vita solo maglie a girocollo: qui tutto è realizzato in seta made in England, cravatte di ogni colore e fantasia, morbide sciarpe indossate dai gentlemen della City. Da non perdere pure Beyond the Valley (2 Newburgh Street, tel. 0044.20. 74.37.73.38), per comprare i collier in stoffa color rame e oro di Mia Morikawa, i camicioni colorati di Maria José, le scarpe scultura in plastica dei Melissa.
Come sempre, anche in questa stagione Londra offre un'ampia scelta di mostre. Alla Royal Academy of Arts (www.royalacademy.org.uk) è aperta fino al 18 aprile The Real Van Gogh: The Artist and His Letters, oltre 35 lettere originali e 65 dipinti che esprimono temi e atmosfere rintracciabili nella fragile corrispondenza del Maestro olandese. Alla Tate Britain (www.tate.org.uk) si visita fino al 16 maggio la retrospettiva di Chris Ofili: un viaggio coloratissimo attraverso il lavoro dell’artista inglese di origini nigeriane (Manchester, 1968) che scioccò, nel 1999, Rudolph Giuliani con il dipinto The Holy Virgin Mary (un'opera che appoggiava su due palle di sterco di elefante, simbolo di fertilità per l’artista). Poi i suoi quadri, diventati più decorativi ed eleganti, hanno rappresentato l'Inghileterra con successo alla Biennale di Venezia del 2003. Ma la rassegna del momento èCarnaby Street: 1960-2010 , allestita al 38 di Carnaby Street e dedicata alla storia della via. Il racconto, sotto vetro, si dipana per oltre quattro secoli, dal Seicento a oggi, narrando, per esempio, le fortune di negozi come His Clothes, aperto da John Stephen prima in Beak Street e poi in Carnaby Street, meta obbligata per i Beatles e i Rolling Stones. In occasione delle celebrazioni del cinquantennio è previsto anche un live music a giugno e una sfilata di moda a settembre. In vendita il volume, a tiratura limitata, Carnaby Street: 1960-2010 con immagini del celeberrimo fotografo degli anni Sessanta, Philip Townsend.
A Londra le soluzioni per un soggiorno di qualità sono infinite e prenotando in internet si possono ottenere molte tariffe vantaggiose. Anche al 54 Boutique hotel (54 Queen’s Gate, tel. 0044.20.77.61.40.00, www.epoquehotels.org), a due passi dai più importanti musei, raccolto, intimo, in un palazzo edoardiano. In alternativa, The Zetter Hotel (86-88 Clerkenwell Road, tel. 0044.20.73.24.44.44, www.epoquehotels.org, pacchetti on line), tanto design e ambienti colorati. Si segnalano, infine, due ristoranti italiani: Theo Randall (1 Hamilton Place, tel. 0044.20.73.18.87.47, www.theorandall.com; menu da 45 sterline, 50 €) e Riccardo’s (126 Fulham Road, tel. 0044.20.73.70.49.17, menu da 35 sterline, 38 €). Altre info su Londra e dintorni: www.visitbritain.it.
lunedì 29 marzo 2010
Indonesia: con 10 dollari sei già in paradiso
Vecchie case coloniali e spiagge meravigliose, una natura intatta, un popolo gentile e guesthouse da 10 euro al giorno: ecco le Banda, minuscolo arcipelago indonesiano di nove isole, in uno dei mari con i fondali più ricchi del pianeta, nuova meta da passaparola dei routard ultima generazione. Giovani. Con il desiderio di luoghi fuori dal mondo, lontani dalle normali rotte turistiche, anche dalle comodità, per ritrovare il gusto della scoperta, di approdare per primi su isole vergini. Pazienza se si dorme in alberghi spartani e il Blackberry non funziona. Si rinuncia alle comodità, ma si guadagna il paradiso.
Le Banda sono la classica cartolina dei Tropici prima del motore (e del turismo): sabbia bianca, acque azzurre. Mai sentite? Solo sub e biologi marini conoscono queste terre. Banda Neira è l’isola principale, 9000 abitanti e quattro villaggi: a nord della pista di volo che la taglia a metà, i minuscoli Lautaka, Mangko Batu e Tanah Rata mentre, a sud, sorge la capitale amministrativa, Neira, con le sue casette di sapore coloniale. La vicina isola vulcanica di Gunung Api ripara la baia di Neira da qualsiasi mareggiata, creando un porto naturale proprio davanti al paese. E tutto il via vai marittimo dell’isola – e di tutta la vita – si concentra qui. I traghetti, i pescherecci di legno, le piccole navi giapponesi che stivano il tonno locale, le barche che trasportano viveri, e la noce moscata, la ricchezza di queste isole nel XVII e XVIII secolo, contesa fino alla guerra da inglesi e olandesi.
Tra le viuzze di Neira si staglia un sontuoso, ma ormai decadente palazzo in stile coloniale: è l’Hotel Maulana Banda Neira, simbolo del rinascimento turistico dei primi anni Ottanta, quando il Maulana ha ospitato l’oceanografo Jacques Cousteau, Mick Jagger e Lady Diana, di cui è rimasto un ritratto all’ingresso (tel. 0062.91.02.10.22, doppia circa 104 €). Purtroppo, nel 1999 una guerra civile ha attraversato tutta la regione, facendo sprofondare le Banda nell’oblio. Resta il Maulana, hotel dall’eleganza délabré che ricorda certi struggenti palazzi della vecchia Avana. Meglio la semplicità delle guesthouse. Delfika 2, in una casa moderna sul porto, quattro camere ridotte all’essenziale, ma pulitissime, con pareti bianche e un ventilatore a pala. L’aria condizionata è un’utopia, ma il clima non è mai così torrido da renderla indispensabile (tel. 0062.91.02.11.27, doppia in mezza pensione da 8 €). Come in tutte le abitazioni dell’isola, i bagni hanno, al posto della doccia, il tipico mandi, una vasca per versarsi l’acqua addosso con un mestolone di legno. La Mutiara Guesthouse, invece, è costruita come molte delle abitazioni locali sul modello coloniale: colorata, con vezzi barocchi (tel. 0062.81.33.03.43.377, doppia in mezza pensione da 10 €).
Colline alte più centocinquanta metri frastagliano l’isola, sentieri che s’insinuano tra le coltivazioni di banane da percorrere in bicicletta o motorino sugli sterrati accanto alle piantagioni superstiti di noce moscata: questo è il paesaggio che si disvela fuori Neira. Si notano i mille piccoli appezzamenti coltivati, destinati ad alimentare l’economia – in larga parte di sussistenza – dell’isola. Per affittare biciclette o motorini, la cosa migliore è rivolgersi al proprio albergo o guesthouse; i prezzi non superano i 5 euro al giorno. Sulla collina sovrastante Neira, si erge il fortino costruito dagli olandesi nel 1611, che sembra tenere ancora sotto tiro i due ingressi della baia e le vicine isole di Gunung Api e Banda Besar.
Le spiagge-cartolina si trovano sugli altri isolotti; a Banda Neira si fa il bagno sulla costa nord, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti. Altrimenti, sempre attraverso le guesthouse e a prezzi molto bassi, si noleggiano le affusolate barche in legno dei pescatori per approdare, in meno di dieci minuti, alle vicine Pisang, Batu Kapal e Karaka. I fondali sono fantastici, ma è meglio portarsi l’attrezzatura da snorkeling, perché maschere e pinne che si noleggiano in paese non sono perfette. Le altre isole dell’arcipelago sono il luogo ideale dove sentirsi novelli Robinson, ma al calare del sole il gioco finisce: non ci sono neppure guesthouse. A meno che ci si rassegni a dormire in tenda sulla spiaggia o nella camera di qualche capanna dei villaggi che, per quanto puliti e colorati, sono privi di servizi. Ma la fuga può durare anche un giorno solo.
Le Banda sono la classica cartolina dei Tropici prima del motore (e del turismo): sabbia bianca, acque azzurre. Mai sentite? Solo sub e biologi marini conoscono queste terre. Banda Neira è l’isola principale, 9000 abitanti e quattro villaggi: a nord della pista di volo che la taglia a metà, i minuscoli Lautaka, Mangko Batu e Tanah Rata mentre, a sud, sorge la capitale amministrativa, Neira, con le sue casette di sapore coloniale. La vicina isola vulcanica di Gunung Api ripara la baia di Neira da qualsiasi mareggiata, creando un porto naturale proprio davanti al paese. E tutto il via vai marittimo dell’isola – e di tutta la vita – si concentra qui. I traghetti, i pescherecci di legno, le piccole navi giapponesi che stivano il tonno locale, le barche che trasportano viveri, e la noce moscata, la ricchezza di queste isole nel XVII e XVIII secolo, contesa fino alla guerra da inglesi e olandesi.
Tra le viuzze di Neira si staglia un sontuoso, ma ormai decadente palazzo in stile coloniale: è l’Hotel Maulana Banda Neira, simbolo del rinascimento turistico dei primi anni Ottanta, quando il Maulana ha ospitato l’oceanografo Jacques Cousteau, Mick Jagger e Lady Diana, di cui è rimasto un ritratto all’ingresso (tel. 0062.91.02.10.22, doppia circa 104 €). Purtroppo, nel 1999 una guerra civile ha attraversato tutta la regione, facendo sprofondare le Banda nell’oblio. Resta il Maulana, hotel dall’eleganza délabré che ricorda certi struggenti palazzi della vecchia Avana. Meglio la semplicità delle guesthouse. Delfika 2, in una casa moderna sul porto, quattro camere ridotte all’essenziale, ma pulitissime, con pareti bianche e un ventilatore a pala. L’aria condizionata è un’utopia, ma il clima non è mai così torrido da renderla indispensabile (tel. 0062.91.02.11.27, doppia in mezza pensione da 8 €). Come in tutte le abitazioni dell’isola, i bagni hanno, al posto della doccia, il tipico mandi, una vasca per versarsi l’acqua addosso con un mestolone di legno. La Mutiara Guesthouse, invece, è costruita come molte delle abitazioni locali sul modello coloniale: colorata, con vezzi barocchi (tel. 0062.81.33.03.43.377, doppia in mezza pensione da 10 €).
Colline alte più centocinquanta metri frastagliano l’isola, sentieri che s’insinuano tra le coltivazioni di banane da percorrere in bicicletta o motorino sugli sterrati accanto alle piantagioni superstiti di noce moscata: questo è il paesaggio che si disvela fuori Neira. Si notano i mille piccoli appezzamenti coltivati, destinati ad alimentare l’economia – in larga parte di sussistenza – dell’isola. Per affittare biciclette o motorini, la cosa migliore è rivolgersi al proprio albergo o guesthouse; i prezzi non superano i 5 euro al giorno. Sulla collina sovrastante Neira, si erge il fortino costruito dagli olandesi nel 1611, che sembra tenere ancora sotto tiro i due ingressi della baia e le vicine isole di Gunung Api e Banda Besar.
Le spiagge-cartolina si trovano sugli altri isolotti; a Banda Neira si fa il bagno sulla costa nord, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti. Altrimenti, sempre attraverso le guesthouse e a prezzi molto bassi, si noleggiano le affusolate barche in legno dei pescatori per approdare, in meno di dieci minuti, alle vicine Pisang, Batu Kapal e Karaka. I fondali sono fantastici, ma è meglio portarsi l’attrezzatura da snorkeling, perché maschere e pinne che si noleggiano in paese non sono perfette. Le altre isole dell’arcipelago sono il luogo ideale dove sentirsi novelli Robinson, ma al calare del sole il gioco finisce: non ci sono neppure guesthouse. A meno che ci si rassegni a dormire in tenda sulla spiaggia o nella camera di qualche capanna dei villaggi che, per quanto puliti e colorati, sono privi di servizi. Ma la fuga può durare anche un giorno solo.
martedì 16 febbraio 2010
Gli italiani vogliono la pausa primavera
Tre italiani su cinque chiedono la vacanza di primavera, un breve break tra l’Epifania e la Pasqua, prima di tuffarsi nel lungo sprint estivo. La proposta arriva dal 60% degli intervistati su un campione di 1.136 uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 60 anni, interpellati da Sitcom Editore in occasione dell’uscita in edicola del nuovo magazine Marcopolo.
Studenti e lavoratori in primis si dichiarano favorevoli a poter usufruire di una mini vacanza di 5 giorni, da collocare ad inizio Marzo. Ma l’idea solletica anche pensionati e casalinghe, che pur avendo molto tempo a disposizione, chiedono questo break per passare più tempo con amici e parenti, normalmente impegnati tra studio e lavoro.
I dati raccolti da Sitcom Editore fotografano un desiderio che sembra essere largamente diffuso: 689 risposte a favore della pausa primaverile. Solo 89 interpellati bocciano l’idea, mentre 311 immaginano addirittura una vacanza più lunga, di almeno 10 giorni.
Ma perché gli italiani chiedono la vacanza di primavera? - Per il 41% degli intervistati le vacanze di Natale sono troppo stressanti, ingolfate di impegni obbligati: l’acquisto dei regali e le visite ai parenti non permettono un dovuto riposo. Molti anche coloro i quali dichiarano di essere costretti a sottrarre tempo alla vacanza per raggiungere i familiari dalle città dove vivono (37% delle risposte). Basti pensare che in Italia sono circa 700 mila gli studenti fuori sede (dati 2009 di Cgil-Funzione Pubblica) e più di 1 milione e mezzo i fuori sede (tra i 25 e i 54 anni) per motivi di lavoro (dati Istat 2005).
La situazione si aggrava ulteriormente con le festività pasquali, più brevi di quelle natalizie e quindi ancora più difficili da sfruttare per viaggiare o riposarsi. Cene, pranzi e acquisti non permettono un valido recupero, con il risultato che si torna al lavoro o allo studio più stanchi e più stressati di prima.
E come immaginano, quindi, di utilizzare questo tempo gli italiani favorevoli alla tregua di primavera? Al primo posto il riposo incondizionato con una lunga siesta casalinga (59%) o, al massimo, una visita alle terme o un viaggio all inclusive in crociera. Al secondo posto (21%) la cura degli animali domestici o degli hobby personali: lettura, film, collezionismo ma anche semplicemente leggere il giornale con calma o cucinare senza la fretta e le imposizioni orarie dettate dalla giornata lavorativa.
Al terzo posto, con particolare interesse della parte femminile del campione, c’è la cura della casa. Sono molti, infatti, gli italiani che dichiarano di avere difficoltà nel gestire le piccole e grandi incombenze quotidiane che sono richieste dalla propria abitazione. In primavera – poi - è il momento del temuto cambio stagionale degli armadi, spesso tralasciato o comunque realizzato di fretta (11%). Viaggi e vacanze all’estero sono indicati solo dal 4% del campione, che preferisce utilizzare le ferie estive per questo tipo di svago. Tra le altre risposte: la cura dell’auto o della moto, sport e giardinaggio.
“La disponibilità degli italiani a trascorrere parte del tempo libero in casa apre nuovi spazi per la crescita ulteriore della tv e delle pubblicazioni di qualità – dichiara Alessandro Cecchi Paone, direttore editoriale di Marcopolo - Serve spazio mentale e relax fisico per seguire un bel documentario o leggere una rivista particolarmente curata. Marcopolo Tv e Marcopolo mensile da oggi in edicola si candidano a riempire al meglio i momenti che verranno destinati sempre più dagli italiani alla crescita personale e alla cura di sè.”.
Studenti e lavoratori in primis si dichiarano favorevoli a poter usufruire di una mini vacanza di 5 giorni, da collocare ad inizio Marzo. Ma l’idea solletica anche pensionati e casalinghe, che pur avendo molto tempo a disposizione, chiedono questo break per passare più tempo con amici e parenti, normalmente impegnati tra studio e lavoro.
I dati raccolti da Sitcom Editore fotografano un desiderio che sembra essere largamente diffuso: 689 risposte a favore della pausa primaverile. Solo 89 interpellati bocciano l’idea, mentre 311 immaginano addirittura una vacanza più lunga, di almeno 10 giorni.
Ma perché gli italiani chiedono la vacanza di primavera? - Per il 41% degli intervistati le vacanze di Natale sono troppo stressanti, ingolfate di impegni obbligati: l’acquisto dei regali e le visite ai parenti non permettono un dovuto riposo. Molti anche coloro i quali dichiarano di essere costretti a sottrarre tempo alla vacanza per raggiungere i familiari dalle città dove vivono (37% delle risposte). Basti pensare che in Italia sono circa 700 mila gli studenti fuori sede (dati 2009 di Cgil-Funzione Pubblica) e più di 1 milione e mezzo i fuori sede (tra i 25 e i 54 anni) per motivi di lavoro (dati Istat 2005).
La situazione si aggrava ulteriormente con le festività pasquali, più brevi di quelle natalizie e quindi ancora più difficili da sfruttare per viaggiare o riposarsi. Cene, pranzi e acquisti non permettono un valido recupero, con il risultato che si torna al lavoro o allo studio più stanchi e più stressati di prima.
E come immaginano, quindi, di utilizzare questo tempo gli italiani favorevoli alla tregua di primavera? Al primo posto il riposo incondizionato con una lunga siesta casalinga (59%) o, al massimo, una visita alle terme o un viaggio all inclusive in crociera. Al secondo posto (21%) la cura degli animali domestici o degli hobby personali: lettura, film, collezionismo ma anche semplicemente leggere il giornale con calma o cucinare senza la fretta e le imposizioni orarie dettate dalla giornata lavorativa.
Al terzo posto, con particolare interesse della parte femminile del campione, c’è la cura della casa. Sono molti, infatti, gli italiani che dichiarano di avere difficoltà nel gestire le piccole e grandi incombenze quotidiane che sono richieste dalla propria abitazione. In primavera – poi - è il momento del temuto cambio stagionale degli armadi, spesso tralasciato o comunque realizzato di fretta (11%). Viaggi e vacanze all’estero sono indicati solo dal 4% del campione, che preferisce utilizzare le ferie estive per questo tipo di svago. Tra le altre risposte: la cura dell’auto o della moto, sport e giardinaggio.
“La disponibilità degli italiani a trascorrere parte del tempo libero in casa apre nuovi spazi per la crescita ulteriore della tv e delle pubblicazioni di qualità – dichiara Alessandro Cecchi Paone, direttore editoriale di Marcopolo - Serve spazio mentale e relax fisico per seguire un bel documentario o leggere una rivista particolarmente curata. Marcopolo Tv e Marcopolo mensile da oggi in edicola si candidano a riempire al meglio i momenti che verranno destinati sempre più dagli italiani alla crescita personale e alla cura di sè.”.
mercoledì 10 febbraio 2010
10 avventure invernali da brivido
L'adrenalina della discesa in snowboard dalla cima di un vulcano, l'emozione di un trekking sul Kilimanjaro e la natura selvaggia della Nuova Zelanda o una nuotata ai confini del mondo alle Cascate Vittoria
C'è chi anche in inverno ha bisogno di sfide, adrenalina e velocità, sono quelli che non amano stare ore in coda a skilift o seggiovie ma hanno sempre voglia di nuove avventure. Allora cosa c'è di meglio di una discesa in snowboard giù da un vulcano? Il monte Tokachidake in Giappone offre questa possibilità per gli amanti del brivido. Se non si ama lo sci non c'è problema. Si può provare l'emozione della velocità stando "comodamente" seduti in un bob nell'Olympic Park dello Utah. Un pilota addestrato accompagna 3 passeggeri in un percorso di 15 curve, raggiungendo velocità fino a 80 km/h, sconsigliato per i deboli di cuore. Oppure si può navigare su una rompighiaccio nelle acque dell'Antartide attraverso il canale di Drake, uno dei tratti di mare più burrascosi al mondo. In alternativa ci si può concedere una gita in dog-sledding, a bordo di una slitta trainata da cani si possono attraversare foreste congelate, laghi, montagne e canyon.
Per chi non ama sci o snowboard un'altra alternativa emozionante può essere il trekking in zone selvagge come Torres del Paine in Patagonia e sul Kilimangiaro in Tanzania. Le Torres del Paine sono un gruppo di enormi monoliti di granito erosi dal ghiaccio, dall'acqua e dai venti. Si può piantare la tenda all'ombra delle imponenti montagne da cui si può vedere all'alba un paesaggio dai colori surreali. I percorsi per escursionisti sono numerosi, ideali sia per gli amanti del trekking che delle passeggiate a cavallo o delle arrampicate.
Il vulcano Kilimanjaro con i suoi 5895 m è la montagna più alta dell'Africa e si erge maestosa sopra la giungla. Offre diverse vie per raggiungerne la cima. Il Kilimanjaro ha tre coni vulcanici: il Kibo (5895 m), il Mawenzi (5150 m) e lo Shira (3962 m). Per salire sul Mawenzi bisogna sapersi arrampicare su rocce e ghiaccio. La salita all'Uhuru è invece un sforzo affrontabile con un buon allenamento e una adeguata acclimatizzazione per evitare il male d'altitudine. Le tre vie più facili sono Marangu, Rongai e Machame dove non è necessaria una specifica esperienza di montagna ma basta essere in buone condizioni fisiche. In fondo alla salita al Kilimanjaro c'è un cartello che dice: Congratulations! You are now at Uhuru Peak, Tanzania, 5,895 m. AMSL. Africa's Highest Point. World's Highest Free-Standing Mountain. One of World's Largest Volcanos. Welcome. Un punto di arrivo da foto ricordo obbligatoria.
Chi ama il brivido non può lasciarsi sfuggire l'occasione di fare un bagno ai margini della Cascate Vittoria: si chiama "piscina del diavolo" ed è uno specchio d'acqua sul bordo delle cascate. Sembrerà di nuotare sul confine del mondo. Partendo dai piedi delle cascate, poi, il rafting sul fiume Zambesi è un'avventura indimenticabile: 19 rapide tra il 4º ed il 6º grado da percorrere in una giornata. Paura e adrenalina di fronte ad un muro d'acqua in una discesa che sembra non avere fine.
In Nuova Zelanda, sulla costa occidentale dell'Isola del Sud, ci sono alcuni dei più spettacolari ghiacciai del mondo, uno di questi è il Glacier Fox, che si trova a soli 300 metri sul livello del mare. Chi ama la natura selvaggia non può perderselo: il Glacier Fox è uno dei ghiacciai più grandi e più accessibili del mondo (insieme al Franz Josef, che è abbastanza vicino). Imperdibile, per gli appassionati, il trekking bordo di crepacci, tunnel e grotte di ghiaccio.
In ultimo, rimane il fascino dell'Overland Track in Tasmania (Australia), una passeggiata nella vera natura selvaggia che attraversa spettacolari montagne, costeggia bellissime cascate in una varietà di ecosistemi affascinanti. L'Overland Track percorre la distanza di 65 chilometri attraverso il cuore del Tasmanian Wilderness World Heritage Area da Cradle Mountain, montagna più alta della Tasmania, a Lake St Clair, il lago più profondo d'Australia.
C'è chi anche in inverno ha bisogno di sfide, adrenalina e velocità, sono quelli che non amano stare ore in coda a skilift o seggiovie ma hanno sempre voglia di nuove avventure. Allora cosa c'è di meglio di una discesa in snowboard giù da un vulcano? Il monte Tokachidake in Giappone offre questa possibilità per gli amanti del brivido. Se non si ama lo sci non c'è problema. Si può provare l'emozione della velocità stando "comodamente" seduti in un bob nell'Olympic Park dello Utah. Un pilota addestrato accompagna 3 passeggeri in un percorso di 15 curve, raggiungendo velocità fino a 80 km/h, sconsigliato per i deboli di cuore. Oppure si può navigare su una rompighiaccio nelle acque dell'Antartide attraverso il canale di Drake, uno dei tratti di mare più burrascosi al mondo. In alternativa ci si può concedere una gita in dog-sledding, a bordo di una slitta trainata da cani si possono attraversare foreste congelate, laghi, montagne e canyon.
Per chi non ama sci o snowboard un'altra alternativa emozionante può essere il trekking in zone selvagge come Torres del Paine in Patagonia e sul Kilimangiaro in Tanzania. Le Torres del Paine sono un gruppo di enormi monoliti di granito erosi dal ghiaccio, dall'acqua e dai venti. Si può piantare la tenda all'ombra delle imponenti montagne da cui si può vedere all'alba un paesaggio dai colori surreali. I percorsi per escursionisti sono numerosi, ideali sia per gli amanti del trekking che delle passeggiate a cavallo o delle arrampicate.
Il vulcano Kilimanjaro con i suoi 5895 m è la montagna più alta dell'Africa e si erge maestosa sopra la giungla. Offre diverse vie per raggiungerne la cima. Il Kilimanjaro ha tre coni vulcanici: il Kibo (5895 m), il Mawenzi (5150 m) e lo Shira (3962 m). Per salire sul Mawenzi bisogna sapersi arrampicare su rocce e ghiaccio. La salita all'Uhuru è invece un sforzo affrontabile con un buon allenamento e una adeguata acclimatizzazione per evitare il male d'altitudine. Le tre vie più facili sono Marangu, Rongai e Machame dove non è necessaria una specifica esperienza di montagna ma basta essere in buone condizioni fisiche. In fondo alla salita al Kilimanjaro c'è un cartello che dice: Congratulations! You are now at Uhuru Peak, Tanzania, 5,895 m. AMSL. Africa's Highest Point. World's Highest Free-Standing Mountain. One of World's Largest Volcanos. Welcome. Un punto di arrivo da foto ricordo obbligatoria.
Chi ama il brivido non può lasciarsi sfuggire l'occasione di fare un bagno ai margini della Cascate Vittoria: si chiama "piscina del diavolo" ed è uno specchio d'acqua sul bordo delle cascate. Sembrerà di nuotare sul confine del mondo. Partendo dai piedi delle cascate, poi, il rafting sul fiume Zambesi è un'avventura indimenticabile: 19 rapide tra il 4º ed il 6º grado da percorrere in una giornata. Paura e adrenalina di fronte ad un muro d'acqua in una discesa che sembra non avere fine.
In Nuova Zelanda, sulla costa occidentale dell'Isola del Sud, ci sono alcuni dei più spettacolari ghiacciai del mondo, uno di questi è il Glacier Fox, che si trova a soli 300 metri sul livello del mare. Chi ama la natura selvaggia non può perderselo: il Glacier Fox è uno dei ghiacciai più grandi e più accessibili del mondo (insieme al Franz Josef, che è abbastanza vicino). Imperdibile, per gli appassionati, il trekking bordo di crepacci, tunnel e grotte di ghiaccio.
In ultimo, rimane il fascino dell'Overland Track in Tasmania (Australia), una passeggiata nella vera natura selvaggia che attraversa spettacolari montagne, costeggia bellissime cascate in una varietà di ecosistemi affascinanti. L'Overland Track percorre la distanza di 65 chilometri attraverso il cuore del Tasmanian Wilderness World Heritage Area da Cradle Mountain, montagna più alta della Tasmania, a Lake St Clair, il lago più profondo d'Australia.
martedì 9 febbraio 2010
Le 10 città del divertimento
Party in spiaggia, locali pieni di gente interessante, sensuali scuole di tango o il fascino irresistibile della movida mediorientale. Sono le 10 città del divertimento secondo la celebre guida Lonely Planet.
Sempre in pole position Ibiza, la più conosciuta delle Isole Baleari e la più mondana. Ogni notte Ibiza è animata da party che hanno come parole d'ordine "divertimento puro" e "trasgressione".
Segue Buenos Aires nominata dai porteños "la città che non dorme", è una città che nella notte risplende silenziosa ed affascinante. La serata ideale è una cena in un tipico Club a ritmo di tango. E se tango e musica non sono nelle tue corde, Buenos Aires ti sedurrà con il suo shopping sfrenato, con i vecchi bar carichi di atmosfera o con la vita notturna.
Berlino è divertimento 24 ore su 24: è una metropoli densa di sfarzo, musica, luci e divertimenti e ha superato da tempo in fama e splendore altre grandi città della scena notturna, come Londra, New York e Tokyo. Pochi luoghi al mondo sono dediti al divertimento come la capitale tedesca. Oggi Berlino è la capitale del divertimento nel segno della musica elettronica. Rave party, chill-out, feste che continuano per ore e ore, giorno dopo giorno, fanno parte del Dna della città.
Tel Aviv è definita la regina della movida orientale, è la città che non si ferma mai. Centro nazionale del divertimento notturno, le sue vie sono piene di night clubs che offrono ogni genere di musica, discoteche, ristoranti, pubs, coffee houses, dancings, cinema, teatri, auditorium e sale da concerto, la sua spiaggia regala l’emozione di un bagno e di una romantica passeggiata lungo il litorale
La notte di Budapest, invece, è divisa tra divertimenti turistici e locali trasgressivi. Pub, jazz club e topless-bar ma anche grandi discoteche chiassose. Se invece puntate a un divertimento più colto, andate a chiedere i programmi del Petofi Csarnok, il più importante centro culturale della gioventù di Budapest, dove organizzano concerti di ogni genere musicale. E dopo il divertimento della notte? L'ideale è lasciarsi cullare alle terme: i bagni Gellért tra liberty e benessere sono imperdibili.
Locali da ballo dove improvvisare una salsa in compagnia dell'orchestra o semplicemente un buon ristorante dove assaggiare i prodotti tipici della Repubblica Cubana: questo è l'Havana, la capitale di Cuba. L'isola è sinonimo di bellissime spiagge, acque cristalline, gente simpatica e ritmi latini. Un sigaro, forse. Sicuramente un bicchierino di buon rum, magari in uno dei locali amati da Hemingway, per entrare nel clima giusto, che è incline al divertimento e alla gioia.
E Montreal? E' una delle più vitali città del mondo. A Montreal si respira una joie de vivre, una voglia di divertirsi, una passione per la vita in generale, che neanche i freddi mesi invernali riescono a mitigare. Anche in pieno inverno i ristoranti, i bar, le discoteche, i cinema sono pieni di gente con un unico obiettivo: uscire e divertirsi.
Las Vegas non si può spiegare in due parole, Las Vegas si deve vivere. E' il "Paese dei Balocchi" per ragazzi e adulti. Movida, divertimento, casinò, discoteche... Il ritmo di Las Vegas è questo. Collocata nel deserto del Nevada, Las Vegas è una città dove tutto è possibile. Lo skyline di questa località è dominato da hotel, alberghi, casinò, luminosi luci al neon e montagne russe, mentre le strade sono piene di migliaia di persone e boutique di famosi stilisti.
Con il calar del sole Lisbona riserva molte sorprese grazie ai tantissimi bar, locali e discoteche aperti fino all'alba. Il quartiere per eccellenza del divertimento by night è da sempre il Bairro Alto, ma anche l'area lungo i cais, le rive de Tago, è diventata un vero proprio punto di riferimento per la vita notturna della città.
Ad Istanbul non mancano di certo le occasioni per divertirsi. I migliori ristoranti, sia tipici sia internazionali si trovano in questa città. Istanbul è inoltre ricca di locali che restano aperti fino al mattino, in grado di accontentare tutte le tipologie di turista. Numerosi anche i caffè, parte integrante della cultura della città adatti ad ogni gusto e ad ogni tasca, dai più lussuosi ai più economici. E per chi ama lo shopping, da non perdere un giro nel Grand Bazar, con i suoi 4000 negozi dove si può trovare di tutto.
Sempre in pole position Ibiza, la più conosciuta delle Isole Baleari e la più mondana. Ogni notte Ibiza è animata da party che hanno come parole d'ordine "divertimento puro" e "trasgressione".
Segue Buenos Aires nominata dai porteños "la città che non dorme", è una città che nella notte risplende silenziosa ed affascinante. La serata ideale è una cena in un tipico Club a ritmo di tango. E se tango e musica non sono nelle tue corde, Buenos Aires ti sedurrà con il suo shopping sfrenato, con i vecchi bar carichi di atmosfera o con la vita notturna.
Berlino è divertimento 24 ore su 24: è una metropoli densa di sfarzo, musica, luci e divertimenti e ha superato da tempo in fama e splendore altre grandi città della scena notturna, come Londra, New York e Tokyo. Pochi luoghi al mondo sono dediti al divertimento come la capitale tedesca. Oggi Berlino è la capitale del divertimento nel segno della musica elettronica. Rave party, chill-out, feste che continuano per ore e ore, giorno dopo giorno, fanno parte del Dna della città.
Tel Aviv è definita la regina della movida orientale, è la città che non si ferma mai. Centro nazionale del divertimento notturno, le sue vie sono piene di night clubs che offrono ogni genere di musica, discoteche, ristoranti, pubs, coffee houses, dancings, cinema, teatri, auditorium e sale da concerto, la sua spiaggia regala l’emozione di un bagno e di una romantica passeggiata lungo il litorale
La notte di Budapest, invece, è divisa tra divertimenti turistici e locali trasgressivi. Pub, jazz club e topless-bar ma anche grandi discoteche chiassose. Se invece puntate a un divertimento più colto, andate a chiedere i programmi del Petofi Csarnok, il più importante centro culturale della gioventù di Budapest, dove organizzano concerti di ogni genere musicale. E dopo il divertimento della notte? L'ideale è lasciarsi cullare alle terme: i bagni Gellért tra liberty e benessere sono imperdibili.
Locali da ballo dove improvvisare una salsa in compagnia dell'orchestra o semplicemente un buon ristorante dove assaggiare i prodotti tipici della Repubblica Cubana: questo è l'Havana, la capitale di Cuba. L'isola è sinonimo di bellissime spiagge, acque cristalline, gente simpatica e ritmi latini. Un sigaro, forse. Sicuramente un bicchierino di buon rum, magari in uno dei locali amati da Hemingway, per entrare nel clima giusto, che è incline al divertimento e alla gioia.
E Montreal? E' una delle più vitali città del mondo. A Montreal si respira una joie de vivre, una voglia di divertirsi, una passione per la vita in generale, che neanche i freddi mesi invernali riescono a mitigare. Anche in pieno inverno i ristoranti, i bar, le discoteche, i cinema sono pieni di gente con un unico obiettivo: uscire e divertirsi.
Las Vegas non si può spiegare in due parole, Las Vegas si deve vivere. E' il "Paese dei Balocchi" per ragazzi e adulti. Movida, divertimento, casinò, discoteche... Il ritmo di Las Vegas è questo. Collocata nel deserto del Nevada, Las Vegas è una città dove tutto è possibile. Lo skyline di questa località è dominato da hotel, alberghi, casinò, luminosi luci al neon e montagne russe, mentre le strade sono piene di migliaia di persone e boutique di famosi stilisti.
Con il calar del sole Lisbona riserva molte sorprese grazie ai tantissimi bar, locali e discoteche aperti fino all'alba. Il quartiere per eccellenza del divertimento by night è da sempre il Bairro Alto, ma anche l'area lungo i cais, le rive de Tago, è diventata un vero proprio punto di riferimento per la vita notturna della città.
Ad Istanbul non mancano di certo le occasioni per divertirsi. I migliori ristoranti, sia tipici sia internazionali si trovano in questa città. Istanbul è inoltre ricca di locali che restano aperti fino al mattino, in grado di accontentare tutte le tipologie di turista. Numerosi anche i caffè, parte integrante della cultura della città adatti ad ogni gusto e ad ogni tasca, dai più lussuosi ai più economici. E per chi ama lo shopping, da non perdere un giro nel Grand Bazar, con i suoi 4000 negozi dove si può trovare di tutto.
lunedì 1 febbraio 2010
Divano letto a 10 mila metri
Basta crampi, sindrome da classe economica, pensieri claustrofobici o improbabili voli in piedi come aveva proposto il Ceo di Ryanair. La rivoluzione nei voli a lungo raggio arriva dalla Air New Zealand e si chiama Skycouch: un letto ricavato da tre sedil
La buona notizia viene da lontano e dall'alto. I passeggeri di voli a lungo raggio ve lo confermeranno: trascorrere ore in aereo per arrivare nel luogo dei sogni si rivela spesso un incubo: è impossibile dormire per lo scarso spazio a disposizione e le acrobazie necessarie per trovare la giusta postura avrebbero scoraggiato persino Houdini, che di contorsioni se ne intendeva. Adesso Air New Zealand mette fine a questo supplizio offrendo ai passeggeri di classe economica dei nuovi sedili che consentono loro di stendersi e di viaggiare comodi. Era ora.
Air New Zealand sta infatti per equipaggiare i suoi nuovi Boeing 777-300ER, che prenderanno servizio dal dicembre 2010, con speciali poltroncine che promettono di rendere particolarmente risposanti i lunghi trasferimenti aerei. Grazie ai sedili SkyCouch - questi creativi ci sanno proprio fare - le normali sedute assegnate in gruppi di tre si possono trasformare in un batter d'occhio in comodo e apprezzatissimo letto. Le nuove meraviglie annunciate da Air New Zealand saranno situate nelle prime 11 file della classe economica e comprendaono 66 sedili destinati a diventare nel momento opportuno 22 mervigliose alcove volanti. Dopo aver sistemato i braccioli a scomparsa e allungato la superficie di seduta c'è spazio per farsi una bella dormita, turbolenze e ansia permettendo, of course. I passeggeri che vogliono usufruire di questo servizio devono aquistare tre posti (due a prezzo normale e uno a metà prezzo). La nuova sistemazione è l'ideale per le coppie, eventualmente anche con un bambino piccolo al seguito. Occhio però, niente pigiama party, i passeggeri dovranno rimanere vestiti.
Le compagnie aeree si stanno rimboccando le maniche per far quadrare i bilanci in tempi di crisi . Se la compagnia Air New Zealand mette sul mercato un prodotto rvioluzionario che consente finalmente di viaggiare comodamente senza per questo essere costretti a vendere un rene o accendere un mutuo, c'è chi invece si lascia prendere la mano dalla fantasia con proposte poco realizzabili anche se, ammettiamolo, molto divertenti. Recentemente il Ceo di Ryanair, il vulcanico Michael O'Lear, aveva tirato fuori dal cappello un improbabile coniglio: eliminare gli ingombranti sedili dai velivoli e rimpiazzarli con delle "panchine" per far sedere i passeggeri faccia a faccia, come in metropolitana , il tutto per aumentare la produttività, il numero di viaggiatori e abbattere il costo del biglietti. Ma il mago irlandese si è spinto oltre i limiti del low cost con la proposta di farli viaggiare in piedi.
Ma se le stravaganze di Michael O'Leary sono note a tutti, anche Air New Zealand non vuole rununciare all'immagine di una compagnia moderna e aggressiva. Molti suoi spot hanno fatto scalpore e alimentato polemiche. Per la sua campagna "Nothing to hide" (Niente da nascondere) mirata a mettere in risalto la trasparenza di tariffe e servizi, la compagnia aerea ha pensato bene di produrre un simpatico spot dove hostess e steward passavano sorridendo tra i passeggeri. As usual, direte voi. Sì, se non fosse che gli unici vestiti del personale di bordo erano le uniformi che sapienti sarti del body painting gli avevano "cucito" addosso.
La buona notizia viene da lontano e dall'alto. I passeggeri di voli a lungo raggio ve lo confermeranno: trascorrere ore in aereo per arrivare nel luogo dei sogni si rivela spesso un incubo: è impossibile dormire per lo scarso spazio a disposizione e le acrobazie necessarie per trovare la giusta postura avrebbero scoraggiato persino Houdini, che di contorsioni se ne intendeva. Adesso Air New Zealand mette fine a questo supplizio offrendo ai passeggeri di classe economica dei nuovi sedili che consentono loro di stendersi e di viaggiare comodi. Era ora.
Air New Zealand sta infatti per equipaggiare i suoi nuovi Boeing 777-300ER, che prenderanno servizio dal dicembre 2010, con speciali poltroncine che promettono di rendere particolarmente risposanti i lunghi trasferimenti aerei. Grazie ai sedili SkyCouch - questi creativi ci sanno proprio fare - le normali sedute assegnate in gruppi di tre si possono trasformare in un batter d'occhio in comodo e apprezzatissimo letto. Le nuove meraviglie annunciate da Air New Zealand saranno situate nelle prime 11 file della classe economica e comprendaono 66 sedili destinati a diventare nel momento opportuno 22 mervigliose alcove volanti. Dopo aver sistemato i braccioli a scomparsa e allungato la superficie di seduta c'è spazio per farsi una bella dormita, turbolenze e ansia permettendo, of course. I passeggeri che vogliono usufruire di questo servizio devono aquistare tre posti (due a prezzo normale e uno a metà prezzo). La nuova sistemazione è l'ideale per le coppie, eventualmente anche con un bambino piccolo al seguito. Occhio però, niente pigiama party, i passeggeri dovranno rimanere vestiti.
Le compagnie aeree si stanno rimboccando le maniche per far quadrare i bilanci in tempi di crisi . Se la compagnia Air New Zealand mette sul mercato un prodotto rvioluzionario che consente finalmente di viaggiare comodamente senza per questo essere costretti a vendere un rene o accendere un mutuo, c'è chi invece si lascia prendere la mano dalla fantasia con proposte poco realizzabili anche se, ammettiamolo, molto divertenti. Recentemente il Ceo di Ryanair, il vulcanico Michael O'Lear, aveva tirato fuori dal cappello un improbabile coniglio: eliminare gli ingombranti sedili dai velivoli e rimpiazzarli con delle "panchine" per far sedere i passeggeri faccia a faccia, come in metropolitana , il tutto per aumentare la produttività, il numero di viaggiatori e abbattere il costo del biglietti. Ma il mago irlandese si è spinto oltre i limiti del low cost con la proposta di farli viaggiare in piedi.
Ma se le stravaganze di Michael O'Leary sono note a tutti, anche Air New Zealand non vuole rununciare all'immagine di una compagnia moderna e aggressiva. Molti suoi spot hanno fatto scalpore e alimentato polemiche. Per la sua campagna "Nothing to hide" (Niente da nascondere) mirata a mettere in risalto la trasparenza di tariffe e servizi, la compagnia aerea ha pensato bene di produrre un simpatico spot dove hostess e steward passavano sorridendo tra i passeggeri. As usual, direte voi. Sì, se non fosse che gli unici vestiti del personale di bordo erano le uniformi che sapienti sarti del body painting gli avevano "cucito" addosso.
martedì 26 gennaio 2010
Carnia, un pieno di natura
Poca folla, nessun frastuono, niente mondanità, tanta pace e una natura che la fa da padrona. Sono queste le promesse di una vacanza sulla neve in Carnia, nel Friuli Venezia Giulia. Dove la settimana bianca scorre armonica, in villaggi montani con ritmi d’altri tempi, ma senza rinunciare alla modernità degli impianti, a un’organizzazione e a un’efficienza impeccabile, ma anche a un’ampia offerta di attività pure per chi non scia.
Chi ama percorrere chilometri nel silenzio di paesaggi ovattati dalla neve, sugli anelli del fondo, o lungo itinerari di sci alpinismo o più semplicemente sui sentieri per le ciaspole, può scegliere tra le perle della Carnia come Sauris, la più celebrata dell’area, ma anche Zoncolan e Forni di Sopra, dotate tutte di comprensori sciistici per sciatori di ogni livello.
Incastonata in un panorama di incantevole bellezza, in una conca adagiata tra un lago e delle fitte abetaie, il borgo antico di Sauris, paesino dalle origini austriache, ha un fascino magico, che vale la pena di scoprire tanto più quando si accende di festa a Carnevale - quest’anno dal 12 al 14 febbraio - che si svolge ancora oggi secondo le antiche tradizioni saurane. Per chi non scia, durante il giorno, ma anche all’imbrunire, Carnia Welcome e Turismo FVG organizzano fino al 20 marzo una serie di passeggiate ed escursioni guidate nei boschi, con le racchette da neve (anche dette ciaspole), per scoprire il fascino di una natura incontaminata, ma anche per ascoltare aneddoti storici e della tradizione raccontati con sapienza dalle guide del posto. E a fine giornata la sera scorre tranquilla, assaporando una buona cena a base di pietanze del posto e indugiando in buone conversazioni accanto al camino in uno dei tanti alberghi a conduzione familiare. Da non dimenticare: l’assaggio del prosciutto di Sauris, vera prelibatezza locale. E per i più romantici, da fare una sera, la passeggiata al chiaror di luna sulla neve accoccolati su una slitta trainata dal cavallo. Vi sentirete come nelle fiabe.
Tra le Prealpi Carniche e il Cadore, Forni di Sopra è un’altra valida scelta per famiglie in cerca di vacanze a misura d’uomo. Paesaggi da incorniciare non escludono una rete di impianti moderni, nella stazione sciistica Varmost-Davost a Forni di Sopra, una delle punte di diamante dello sci in regione.
Un’area tutta dedicata al Freestyle è stata realizzata nel nuovo Snow Park Arena Free Style dello Zoncolan, uno dei poli sciistici più attrezzati della Carnia. Regala emozioni per gli appassionati l’impressionante tracciato per boarder-cross e ski-cross dove, a ritmo di musica, si salta e si domano le paurose curve paraboliche.
Ma nei borghi della Carnia non è solo il corpo a tenersi attivo, bensì anche lo spirito. Per chi ama andare alla scoperta di tradizioni e radici, non mancano le occasioni di ammirare da vicino laboriosi artigiani intenti a realizzare i loro lavori nei tipici laboratori. Le loro mani raccontano storie di arti e mestieri che da secoli si tramandano di generazione in generazione. Oltre al legno, che viene intagliato e restaurato da molti falegnami e scultori che creano mobili, oggetti per la casa, bassorilievi e statue, in tutta la zona è anche diffusa l'arte della tessitura: nelle botteghe si producono ancora i costumi tipici della Carnia, realizzati in velluto, cotone a tinta unita e mussola stampata con il motivo a roselline. A Sauris, invece, il ferro battuto viene lavorato e interpretato da un giovane artigiano. Nella sua bottega nascono manufatti decorati con temi morbidi e armoniosi come spirali, riccioli e temi floreali: candelieri, appendiabiti, supporti per luce, griglie oltre alle insegne e alle banderuole, un ornamento caratteristico di molti edifici della zona.
Chi ama percorrere chilometri nel silenzio di paesaggi ovattati dalla neve, sugli anelli del fondo, o lungo itinerari di sci alpinismo o più semplicemente sui sentieri per le ciaspole, può scegliere tra le perle della Carnia come Sauris, la più celebrata dell’area, ma anche Zoncolan e Forni di Sopra, dotate tutte di comprensori sciistici per sciatori di ogni livello.
Incastonata in un panorama di incantevole bellezza, in una conca adagiata tra un lago e delle fitte abetaie, il borgo antico di Sauris, paesino dalle origini austriache, ha un fascino magico, che vale la pena di scoprire tanto più quando si accende di festa a Carnevale - quest’anno dal 12 al 14 febbraio - che si svolge ancora oggi secondo le antiche tradizioni saurane. Per chi non scia, durante il giorno, ma anche all’imbrunire, Carnia Welcome e Turismo FVG organizzano fino al 20 marzo una serie di passeggiate ed escursioni guidate nei boschi, con le racchette da neve (anche dette ciaspole), per scoprire il fascino di una natura incontaminata, ma anche per ascoltare aneddoti storici e della tradizione raccontati con sapienza dalle guide del posto. E a fine giornata la sera scorre tranquilla, assaporando una buona cena a base di pietanze del posto e indugiando in buone conversazioni accanto al camino in uno dei tanti alberghi a conduzione familiare. Da non dimenticare: l’assaggio del prosciutto di Sauris, vera prelibatezza locale. E per i più romantici, da fare una sera, la passeggiata al chiaror di luna sulla neve accoccolati su una slitta trainata dal cavallo. Vi sentirete come nelle fiabe.
Tra le Prealpi Carniche e il Cadore, Forni di Sopra è un’altra valida scelta per famiglie in cerca di vacanze a misura d’uomo. Paesaggi da incorniciare non escludono una rete di impianti moderni, nella stazione sciistica Varmost-Davost a Forni di Sopra, una delle punte di diamante dello sci in regione.
Un’area tutta dedicata al Freestyle è stata realizzata nel nuovo Snow Park Arena Free Style dello Zoncolan, uno dei poli sciistici più attrezzati della Carnia. Regala emozioni per gli appassionati l’impressionante tracciato per boarder-cross e ski-cross dove, a ritmo di musica, si salta e si domano le paurose curve paraboliche.
Ma nei borghi della Carnia non è solo il corpo a tenersi attivo, bensì anche lo spirito. Per chi ama andare alla scoperta di tradizioni e radici, non mancano le occasioni di ammirare da vicino laboriosi artigiani intenti a realizzare i loro lavori nei tipici laboratori. Le loro mani raccontano storie di arti e mestieri che da secoli si tramandano di generazione in generazione. Oltre al legno, che viene intagliato e restaurato da molti falegnami e scultori che creano mobili, oggetti per la casa, bassorilievi e statue, in tutta la zona è anche diffusa l'arte della tessitura: nelle botteghe si producono ancora i costumi tipici della Carnia, realizzati in velluto, cotone a tinta unita e mussola stampata con il motivo a roselline. A Sauris, invece, il ferro battuto viene lavorato e interpretato da un giovane artigiano. Nella sua bottega nascono manufatti decorati con temi morbidi e armoniosi come spirali, riccioli e temi floreali: candelieri, appendiabiti, supporti per luce, griglie oltre alle insegne e alle banderuole, un ornamento caratteristico di molti edifici della zona.
lunedì 25 gennaio 2010
Così il turismo di massa sta rovinando le località più belle
Da Stonehenge al deserto di Wadi Rum, da Machu Picchu alle meraviglie archeologiche di Tulum in Messico. I viaggiatori arrivano e lasciano solo distruzione. Otto meraviglie del mondo messe a rischio dal turismo, vittime del proprio successo.
Il turismo di massa? Peggio delle cavallette. Già qualche anno fa l'Egitto voleva ridurre l'accesso dei suoi tesori archeologici per proteggerli dalle orde di turisti provenienti da tutto il mondo. Secondo le autorità locali molti beni cultrali nell'intera area di Luxor erano infatti andati danneggiati. Correva l'anno 2006. Oggi la storia si ripete e a lanciare l'allarme questa volta è la Threatened Wonders List, la classifica mondiale dedicata alle 8 meraviglie in pericolo.
Wadi Rum (Giordania)
Il suggestivo sito di Wadi Rum è il primo sito a rischio. Quel pezzo di deserto in Giordania celebre anche per essere stato immortalato in alcune scene del film Lawrence d'Arabia è una merviglia della natura. E sono molti i turisti che ne vogliono conoscere i misteri e vederne la desolata bellezza. Peccato però che Wadi Rum sia percorso in lungo e in largo da moderni cow boy in una specie di "far (w)est" senza regole, pieno di sabbia, dune e fuoristrada. Eppure si tratta di un territorio protetto ma il numero di persone che vi giungono è molto superiore alle capacità di
accoglienza delle strutture esistenti. E c'è già chi ha in mente di costruirvi dei moderni e attrezzatissimi resort...
Yangshuo (Cina)
Ad attirae un numero sempre maggiore di turisti è il villaggio di Yangshuo nella provincia del Guangxi, nella Cina meridionale. Qui, ogni anno passano circa tre milioni di turisti, attratti dalla bellezza dei paesaggi circostanti attraversati dal fiume Li che scorre palcido tra picchi dalla vegetazione lussureggiante. Sarebbe perfetto se non fosse che il successo del posto ha attratto molti più visitatori rispetto alle strutture esistenti. Inoltre, molti cinesi, fiutando l'affare, hanno venduto le proprie attività a stranieri che ne hanno fatto negozi di souvenir, snaturando in questo modo la tipica atmosfera che aveva reso celebre Yangshuo.
Tulum (Messico)
Da quando è iniziato lo sfruttamento turistico messicano di Cancun nel 1970, il tessuto sociale della zona si è sgretolato. Un tempo c'erano ancora comunità maya che popolavano la zona, ora sono state letteralmente spazzate via da uno sviluppo economico selvaggio che però non aveva toccato Tulum, una delle poche realtà maya ancora rimaste. Ma Tulum soffre anche per la presenza nelle vicinance delle più belle e selvagge spiagge dei Caraibi, un tempo vuote e ora invase dai numerosi visitatori stranieri.
Stonehenge (Gran Bretagna)
Situato nella piana di Salisbury, nel sud dell'Inghilterra, Stonehenge è un complesso circolare di monoliti, vestigia di un'antica civiltà che suscita in noi fascino e curiosità. Dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 1986 Stonehenge appare oggi fuori dal contesto paesaggistico, stretto com'è da parcheggi, strade e sottopassi in cemento, costruiti appositamente per facilitare il flusso dei turisti.
Machu Picchu (Perù)
Il sito archeologico di Machu Picchu è un must per i turisti che visitano il Perù. La solitudine (non più per molto, a quanto pare), la preziosità del sito e l'atmosfera suggestiva che eserctano le rovine dell'antica cittadella Inca sono nello stesso tempo fortuna e rovina di Machu Picchu. Ma la situazione è peggiorata drasticamente da quando le autorità hanno deciso, nel 2006 di facilitarne l'accesso con due nuove infrastrutture: un ponte e una strada. Una pacchia per i 2500 visitatori al giorno che decidono di accedervi.
Jaisalmer (India)
Attratti dalla sua fortezza, miraggio dorato che sorge in mezzo al deserto del Thar, Jaisalmer accoglie ogni anno migliaia di turisti. La cittadella appare come un gigantesco castello di sabbia in cima alla collina del Trikuta. Nel 2008, 300mila turisti hanno visitato la città indiana, un numero tre volte superiore a quello di dieci anni fa. Il numero sempre crescente di turisti sta erodendo letteralmente la struttura, per i crescenti bisogni idrici e l'assenza di vegetazione.
Timbuktu (Mali)
Contrariamente a quanto succede negli altri luoghi non sono i turisti a costituire un pericolo per questo luogo ma il clima di terrorismo e la frequenza dei sequestri. Nel novembre scorso il Foreign and Commonwealth Office ha inserito Timbuktu e gran parte del nord del Mali nella lista dei luoghi in cui non recarsi.
Bay of Fires (Tasmania)
I 30 chilometri di spiaggia della Bay of Fires, area protetta della Tasmania fanno gola a molti. Soprattutto da quando la guida turistica Lonely Planet ha classificato questa località tra le migliori del 2009. Apprezzatissima dai turisti che invadono la zona, Bay of Fires rischia di soccombere al proprio successo. Il tutto mentre gli aborigeni locali tentano di proteggere il territorio dal degrado che una tale invasione turistica comporterebbe.
Il turismo di massa? Peggio delle cavallette. Già qualche anno fa l'Egitto voleva ridurre l'accesso dei suoi tesori archeologici per proteggerli dalle orde di turisti provenienti da tutto il mondo. Secondo le autorità locali molti beni cultrali nell'intera area di Luxor erano infatti andati danneggiati. Correva l'anno 2006. Oggi la storia si ripete e a lanciare l'allarme questa volta è la Threatened Wonders List, la classifica mondiale dedicata alle 8 meraviglie in pericolo.
Wadi Rum (Giordania)
Il suggestivo sito di Wadi Rum è il primo sito a rischio. Quel pezzo di deserto in Giordania celebre anche per essere stato immortalato in alcune scene del film Lawrence d'Arabia è una merviglia della natura. E sono molti i turisti che ne vogliono conoscere i misteri e vederne la desolata bellezza. Peccato però che Wadi Rum sia percorso in lungo e in largo da moderni cow boy in una specie di "far (w)est" senza regole, pieno di sabbia, dune e fuoristrada. Eppure si tratta di un territorio protetto ma il numero di persone che vi giungono è molto superiore alle capacità di
accoglienza delle strutture esistenti. E c'è già chi ha in mente di costruirvi dei moderni e attrezzatissimi resort...
Yangshuo (Cina)
Ad attirae un numero sempre maggiore di turisti è il villaggio di Yangshuo nella provincia del Guangxi, nella Cina meridionale. Qui, ogni anno passano circa tre milioni di turisti, attratti dalla bellezza dei paesaggi circostanti attraversati dal fiume Li che scorre palcido tra picchi dalla vegetazione lussureggiante. Sarebbe perfetto se non fosse che il successo del posto ha attratto molti più visitatori rispetto alle strutture esistenti. Inoltre, molti cinesi, fiutando l'affare, hanno venduto le proprie attività a stranieri che ne hanno fatto negozi di souvenir, snaturando in questo modo la tipica atmosfera che aveva reso celebre Yangshuo.
Tulum (Messico)
Da quando è iniziato lo sfruttamento turistico messicano di Cancun nel 1970, il tessuto sociale della zona si è sgretolato. Un tempo c'erano ancora comunità maya che popolavano la zona, ora sono state letteralmente spazzate via da uno sviluppo economico selvaggio che però non aveva toccato Tulum, una delle poche realtà maya ancora rimaste. Ma Tulum soffre anche per la presenza nelle vicinance delle più belle e selvagge spiagge dei Caraibi, un tempo vuote e ora invase dai numerosi visitatori stranieri.
Stonehenge (Gran Bretagna)
Situato nella piana di Salisbury, nel sud dell'Inghilterra, Stonehenge è un complesso circolare di monoliti, vestigia di un'antica civiltà che suscita in noi fascino e curiosità. Dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 1986 Stonehenge appare oggi fuori dal contesto paesaggistico, stretto com'è da parcheggi, strade e sottopassi in cemento, costruiti appositamente per facilitare il flusso dei turisti.
Machu Picchu (Perù)
Il sito archeologico di Machu Picchu è un must per i turisti che visitano il Perù. La solitudine (non più per molto, a quanto pare), la preziosità del sito e l'atmosfera suggestiva che eserctano le rovine dell'antica cittadella Inca sono nello stesso tempo fortuna e rovina di Machu Picchu. Ma la situazione è peggiorata drasticamente da quando le autorità hanno deciso, nel 2006 di facilitarne l'accesso con due nuove infrastrutture: un ponte e una strada. Una pacchia per i 2500 visitatori al giorno che decidono di accedervi.
Jaisalmer (India)
Attratti dalla sua fortezza, miraggio dorato che sorge in mezzo al deserto del Thar, Jaisalmer accoglie ogni anno migliaia di turisti. La cittadella appare come un gigantesco castello di sabbia in cima alla collina del Trikuta. Nel 2008, 300mila turisti hanno visitato la città indiana, un numero tre volte superiore a quello di dieci anni fa. Il numero sempre crescente di turisti sta erodendo letteralmente la struttura, per i crescenti bisogni idrici e l'assenza di vegetazione.
Timbuktu (Mali)
Contrariamente a quanto succede negli altri luoghi non sono i turisti a costituire un pericolo per questo luogo ma il clima di terrorismo e la frequenza dei sequestri. Nel novembre scorso il Foreign and Commonwealth Office ha inserito Timbuktu e gran parte del nord del Mali nella lista dei luoghi in cui non recarsi.
Bay of Fires (Tasmania)
I 30 chilometri di spiaggia della Bay of Fires, area protetta della Tasmania fanno gola a molti. Soprattutto da quando la guida turistica Lonely Planet ha classificato questa località tra le migliori del 2009. Apprezzatissima dai turisti che invadono la zona, Bay of Fires rischia di soccombere al proprio successo. Il tutto mentre gli aborigeni locali tentano di proteggere il territorio dal degrado che una tale invasione turistica comporterebbe.
mercoledì 13 gennaio 2010
Impazzano i 'celebrity hotel', da Robert Redford a Donatella Versace la top ten degli albergatori famosi
Da Robert Redford a Donatella Versace, da Bono Vox ed Edge degli U2 a Clint Eastwood, attori famosi, musicisti e stilisti d'alta moda entrano nell'olimpo degli albergatori famosi. TripAdvisor, la community di viaggiatori, ha reso infatti nota la top 10 dei migliori 'celebrity hotel' stilata dai suoi editor e dai viaggiatori della community. La classifica, che spazia dai resort extra-lusso alle Spa fino a comprendere hotel a buon mercato e sistemazioni da campeggio, mostra come gli albergatori provenienti dal jet set possano offrire trattamenti da star ai viaggiatori più diversi. ''I viaggiatori che scelgono di soggiornare nell'albergo di una celebrity per avere un momento di notorietà rimarranno sorpresi anche dall'ottima qualità del servizio'', afferma Christine Petersen, Chief marketing officer di TripAdvisor.
Al primo posto della classifica di TripAdvisor Robert Redford con il suo Sundance Resort, Utah (Stati Uniti, Montagne Rocciose), dove il prezzo medio a notte è di 429 euro. Raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per una fuga romantica o per una luna di miele, è situato ai piedi del Monte Timpanogos e adagiato fra 5.000 acri di colline sinuose e ponti che attraversano rigogliosi ruscelli: l'eremo di Sundance Kid conquista i viaggiatori soprattutto per la bellezza rustica del suo resort, per l'eccellenza del servizio per gli ospiti e per le attività e gli sport all'aperto che offre ai suoi clienti. ''Robert Redford ci ha fatto un grande regalo ad aprire questo resort rimanendo fedele allo spirito naturale del luogo e preservando il canyon in tutta la sua straordinaria bellezza'', commenta un viaggiatore su TripAdvisor.
Robert De Niro si ispira invece allo stile City Chic. Al Greenwich Hotel, a New York negli Stati Uniti, il prezzo medio a notte è di 407 euro e viene raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per il raffinato design dell'arredamento ma anche per una fuga romantica. I viaggiatori che vi hanno soggiornato ne ricordano l'eleganza raffinata e i ricchi cestini di snack offerti nelle camere in segno di benvenuto per gli ospiti. Dislocato in una strada tranquilla nella zona di Tribeca, il GreenWich hotel di Robert de Niro conta 88 stanze e suite arredate una per una in maniera unica. La piscina al coperto in stile zen, situata in un antico casale giapponese interamente realizzato in bamboo e con un'età di 250 anni, ne completa degnamente la ricercata ambientazione.
E commentando le star che frequentano abitualmente il Greenwich Hotel un viaggiatore di TripAdvisor racconta: ''Ci siamo fermati nella hall per un caffè e siamo rimasti colpiti nel vedere che Mel Gibson ha fatto la stessa cosa nel tavolo accanto a noi''. La classifica prosegue con Olivia Newton-John che propone un rifugio per mantenersi giovane. Si tratta del Gaia Retreat & Spa, a Brooklet in Australia, dove un pacchetto costa a partire da 1.278 euro per due notti, camera doppia per due persone. Raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per una parentesi di relax per una vacanza a tutto benessere, con sole 20 stanze, questa boutique del benessere offre un'atmosfera tranquilla, cibo salutare, una Spa con servizio completo e una piscina concepita nel segno del relax.
Occupa il quarto posto della classifica Francis Ford Coppola con il Blancaneaux Lodge, a San Ignacio, Belize. Il prezzo medio a notte è di 222 euro ed è raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per la cordialità dello staff ed il servizio; ideale per la luna di miele, alla Blancaneaux Lodge di Francis Ford Coppola l'architettura si sposa perfettamente con la natura. Situati nella zona a nord ovest dei 107.000 acri di riserva della foresta di Mountain Pine Ridge, i bungalow e le ville della tenuta si armonizzano perfettamente nella natura circostante con i loro tetti coperti di paglia, le zone open-air, e le amache.
Vanta invece una posizione a lato del mare, piscine, spa e un ristorante cubano il Costa d'Este Beach Resort, Vero Beach, in Florida, di Gloria Estefan. Qui il prezzo medio a notte è di 222 euro e viene raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per la location, la spiaggia, la fuga al sole. ''Abbiamo preso un drink in piscina prima di cena e con grande sorpresa abbiamo trovato accanto a noi Gloria Estefan con alcuni amici - dice un turista di TripAdvisor - Molte persone si sono avvicinate a lei per scattare delle foto e lei è stata veramente gentile e cordiale''.
Alta moda e ospitalità si sposano per dare vita ad un mix esclusivo di classe e raffinatezza al Palazzo Versace di Donatella Versace sulla Gold Coast australiana. Come spiega TripAdvisor il prezzo medio a notte è di 365 euro e tutti gli aspetti del resort sono stati disegnati sotto la regia della personalità e del marchio Versace, compresi gli omaggi di lusso come le mini bottigliette di Versace parfume. La classifica di TripAdvisor continua con il Mission Ranch, a Carmel in California, di Clint Eastwood. Il prezzo medio a notte è di 140 euro e viene raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per la bellezza della location. Eastwood, che possiede una casa nelle vicinanze, si presenta ogni tanto al Mission Ranch, un'accogliente tenuta con 31 stanze singole, con vista sull'oceano e con pecore che brucano libere nei vicini pascoli.
All'ottavo posto in classifica il Kate's Lazy Meadow Motel, Mount Tremper, a New York, dove il prezzo medio a notte è di 105 euro. Dopo aver girato il mondo come cantante di punta dei B-52s, Kate Pierson è rimasta vittima della 'febbre da campeggio' ed ha deciso di aprire il Kate's Lazy Meadow Motel vicino a Woodstock. I visitatori possono scegliere tra i bungalow kitch degli anni '50 o le roulotte vintage. Viene segnalato invece per il design dell'arredamento e per le vacanze con animali The Big Sleep Hotel di John Malkovich, a Eastbourne in Inghilterra. Il prezzo medio a notte è di 65 euro: i viaggiatori di TripAdvisor ammettono di essere stati attratti anche per il prezzo abbordabile ma sono soprattutto la splendida location in riva al mare e la fama trendy dell'hotel a richiamare i turisti.
Ma se gli ospiti sono unanimi nel riconoscere il valore complessivo dell'hotel e l'eccezionale qualità della sua colazione gratuita, le opinioni si dividono sull'arredamento in stile funky con foto di John Malkovich ed eccentriche tende di pelliccia. Al decimo posto, infine, The Clarence di Bono Vox e da Edge degli U2, a Dublino, dove il prezzo medio a notte è di 188 euro. Raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per i single e per la vita notturna, il Clarence Hotel è apprezzato da molti viaggiatori per la location dell'albergo anche se alcuni si lamentano per i rumori dovuti alla sua movida by night.
Al primo posto della classifica di TripAdvisor Robert Redford con il suo Sundance Resort, Utah (Stati Uniti, Montagne Rocciose), dove il prezzo medio a notte è di 429 euro. Raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per una fuga romantica o per una luna di miele, è situato ai piedi del Monte Timpanogos e adagiato fra 5.000 acri di colline sinuose e ponti che attraversano rigogliosi ruscelli: l'eremo di Sundance Kid conquista i viaggiatori soprattutto per la bellezza rustica del suo resort, per l'eccellenza del servizio per gli ospiti e per le attività e gli sport all'aperto che offre ai suoi clienti. ''Robert Redford ci ha fatto un grande regalo ad aprire questo resort rimanendo fedele allo spirito naturale del luogo e preservando il canyon in tutta la sua straordinaria bellezza'', commenta un viaggiatore su TripAdvisor.
Robert De Niro si ispira invece allo stile City Chic. Al Greenwich Hotel, a New York negli Stati Uniti, il prezzo medio a notte è di 407 euro e viene raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per il raffinato design dell'arredamento ma anche per una fuga romantica. I viaggiatori che vi hanno soggiornato ne ricordano l'eleganza raffinata e i ricchi cestini di snack offerti nelle camere in segno di benvenuto per gli ospiti. Dislocato in una strada tranquilla nella zona di Tribeca, il GreenWich hotel di Robert de Niro conta 88 stanze e suite arredate una per una in maniera unica. La piscina al coperto in stile zen, situata in un antico casale giapponese interamente realizzato in bamboo e con un'età di 250 anni, ne completa degnamente la ricercata ambientazione.
E commentando le star che frequentano abitualmente il Greenwich Hotel un viaggiatore di TripAdvisor racconta: ''Ci siamo fermati nella hall per un caffè e siamo rimasti colpiti nel vedere che Mel Gibson ha fatto la stessa cosa nel tavolo accanto a noi''. La classifica prosegue con Olivia Newton-John che propone un rifugio per mantenersi giovane. Si tratta del Gaia Retreat & Spa, a Brooklet in Australia, dove un pacchetto costa a partire da 1.278 euro per due notti, camera doppia per due persone. Raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per una parentesi di relax per una vacanza a tutto benessere, con sole 20 stanze, questa boutique del benessere offre un'atmosfera tranquilla, cibo salutare, una Spa con servizio completo e una piscina concepita nel segno del relax.
Occupa il quarto posto della classifica Francis Ford Coppola con il Blancaneaux Lodge, a San Ignacio, Belize. Il prezzo medio a notte è di 222 euro ed è raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per la cordialità dello staff ed il servizio; ideale per la luna di miele, alla Blancaneaux Lodge di Francis Ford Coppola l'architettura si sposa perfettamente con la natura. Situati nella zona a nord ovest dei 107.000 acri di riserva della foresta di Mountain Pine Ridge, i bungalow e le ville della tenuta si armonizzano perfettamente nella natura circostante con i loro tetti coperti di paglia, le zone open-air, e le amache.
Vanta invece una posizione a lato del mare, piscine, spa e un ristorante cubano il Costa d'Este Beach Resort, Vero Beach, in Florida, di Gloria Estefan. Qui il prezzo medio a notte è di 222 euro e viene raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per la location, la spiaggia, la fuga al sole. ''Abbiamo preso un drink in piscina prima di cena e con grande sorpresa abbiamo trovato accanto a noi Gloria Estefan con alcuni amici - dice un turista di TripAdvisor - Molte persone si sono avvicinate a lei per scattare delle foto e lei è stata veramente gentile e cordiale''.
Alta moda e ospitalità si sposano per dare vita ad un mix esclusivo di classe e raffinatezza al Palazzo Versace di Donatella Versace sulla Gold Coast australiana. Come spiega TripAdvisor il prezzo medio a notte è di 365 euro e tutti gli aspetti del resort sono stati disegnati sotto la regia della personalità e del marchio Versace, compresi gli omaggi di lusso come le mini bottigliette di Versace parfume. La classifica di TripAdvisor continua con il Mission Ranch, a Carmel in California, di Clint Eastwood. Il prezzo medio a notte è di 140 euro e viene raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per la bellezza della location. Eastwood, che possiede una casa nelle vicinanze, si presenta ogni tanto al Mission Ranch, un'accogliente tenuta con 31 stanze singole, con vista sull'oceano e con pecore che brucano libere nei vicini pascoli.
All'ottavo posto in classifica il Kate's Lazy Meadow Motel, Mount Tremper, a New York, dove il prezzo medio a notte è di 105 euro. Dopo aver girato il mondo come cantante di punta dei B-52s, Kate Pierson è rimasta vittima della 'febbre da campeggio' ed ha deciso di aprire il Kate's Lazy Meadow Motel vicino a Woodstock. I visitatori possono scegliere tra i bungalow kitch degli anni '50 o le roulotte vintage. Viene segnalato invece per il design dell'arredamento e per le vacanze con animali The Big Sleep Hotel di John Malkovich, a Eastbourne in Inghilterra. Il prezzo medio a notte è di 65 euro: i viaggiatori di TripAdvisor ammettono di essere stati attratti anche per il prezzo abbordabile ma sono soprattutto la splendida location in riva al mare e la fama trendy dell'hotel a richiamare i turisti.
Ma se gli ospiti sono unanimi nel riconoscere il valore complessivo dell'hotel e l'eccezionale qualità della sua colazione gratuita, le opinioni si dividono sull'arredamento in stile funky con foto di John Malkovich ed eccentriche tende di pelliccia. Al decimo posto, infine, The Clarence di Bono Vox e da Edge degli U2, a Dublino, dove il prezzo medio a notte è di 188 euro. Raccomandato dai viaggiatori di TripAdvisor per i single e per la vita notturna, il Clarence Hotel è apprezzato da molti viaggiatori per la location dell'albergo anche se alcuni si lamentano per i rumori dovuti alla sua movida by night.
martedì 12 gennaio 2010
Réunion... Viaggio nell'isola che non c'è
Poco battuta dalle rotte del turismo di massa, Réunion è una splendida isola dell'Oceano Indiano, situata ad est del Madagascar. E' un DOM, un Dipartimento della Repubblica Francese, e fa parte delle Isole Mascarene di cui tutti ricordano solo Mauritius.
Réunion, totalmente diversa dalla conosciutissima Mauritius, è la meta ideale per chi vuole fare una vacanza all'insegna del movimento, dell'aria aperta e della scoperta di mille ambienti diversi. Oltre ad un mare da sogno, 200 chilometri di linea costiera, alle spettacolari distese di sabbia e alle altrettanto spettacolari scogliere, infatti, l'isola ha un'interessante varietà di paesaggi di cui sono protagonisti, ad esempio, i suoi vulcani, uno spento che supera i 3000 metri di altezza (Piton des Neiges) e un altro vulcano attivo e in ottima forma (Piton de la Fournaise). Non solo, si spazia dalle colline coltivate a canna da zucchero alla foresta tropicale, dai pascoli alpini alla desolazione delle pianure vulcaniche.
L'isola, quindi, non offre solamente vita da spiaggia e fondali da esplorare, tra le alternative ci sono anche spettacolari percorsi di trekking e canyoning. L'unico periodo indicato per fare trekking sulle montagne di Réunion è la stagione secca, che va da aprile a settembre.
A Réunion, di sicuro, non si rinuncia al lusso, infatti la qualità della vita non si discosta di molto da quella della Francia continentale. Purtroppo, però, questo significa che i prezzi sono piuttosto elevati.
St. Denis, la capitale di Réunion, è una città affascinante, vivace e particolarmente costosa. La zona più elegante di St-Denis è Le Barachois, all'estremità orientale del lungomare, dove si trovano bar esclusivi, caffè all'aperto e l'Hôtel le Saint-Denis, uno degli alberghi più lussuosi. Da non perdere i giardini botanici (Jardin de l'Etat), molto belli e rilassanti, poi le sontuose residenze creole, che potrete scoprire girando per la città e il principale mercato dell'artigianato, il Grand Marché, dove vengono venduti i più svariati articoli, fra cui oggetti in legno malgasci, spezie, ceste e mobili.
Il mare a Réunion non è tutto, ma nei fine settimana e durante i periodi di vacanza St. Gilles les Bains attira orde di visitatori e le spiagge e i ristoranti sono molto affollati.
Vale la pena di dedicare alcune ore anche alla città di St. Paul, spesso trascurata dai turisti che si affrettano verso la bianca spiaggia situata più a sud. L'ex capitale di Réunion, con i suoi edifici storici sul lungomare, fiancheggiato da cannoni e ombreggiato da palme da cocco sparse qua e là, conserva un'atmosfera tropicale e coloniale.
L'isola si esplora facilmente con Les Cars Jaune, gli autobus gialli che collegano i principali insediamenti, o in alternativa si può noleggiare un'automobile a prezzi abbastanza abbordabili. La strada tra le montagne offre scenari mozzafiato.
Réunion, totalmente diversa dalla conosciutissima Mauritius, è la meta ideale per chi vuole fare una vacanza all'insegna del movimento, dell'aria aperta e della scoperta di mille ambienti diversi. Oltre ad un mare da sogno, 200 chilometri di linea costiera, alle spettacolari distese di sabbia e alle altrettanto spettacolari scogliere, infatti, l'isola ha un'interessante varietà di paesaggi di cui sono protagonisti, ad esempio, i suoi vulcani, uno spento che supera i 3000 metri di altezza (Piton des Neiges) e un altro vulcano attivo e in ottima forma (Piton de la Fournaise). Non solo, si spazia dalle colline coltivate a canna da zucchero alla foresta tropicale, dai pascoli alpini alla desolazione delle pianure vulcaniche.
L'isola, quindi, non offre solamente vita da spiaggia e fondali da esplorare, tra le alternative ci sono anche spettacolari percorsi di trekking e canyoning. L'unico periodo indicato per fare trekking sulle montagne di Réunion è la stagione secca, che va da aprile a settembre.
A Réunion, di sicuro, non si rinuncia al lusso, infatti la qualità della vita non si discosta di molto da quella della Francia continentale. Purtroppo, però, questo significa che i prezzi sono piuttosto elevati.
St. Denis, la capitale di Réunion, è una città affascinante, vivace e particolarmente costosa. La zona più elegante di St-Denis è Le Barachois, all'estremità orientale del lungomare, dove si trovano bar esclusivi, caffè all'aperto e l'Hôtel le Saint-Denis, uno degli alberghi più lussuosi. Da non perdere i giardini botanici (Jardin de l'Etat), molto belli e rilassanti, poi le sontuose residenze creole, che potrete scoprire girando per la città e il principale mercato dell'artigianato, il Grand Marché, dove vengono venduti i più svariati articoli, fra cui oggetti in legno malgasci, spezie, ceste e mobili.
Il mare a Réunion non è tutto, ma nei fine settimana e durante i periodi di vacanza St. Gilles les Bains attira orde di visitatori e le spiagge e i ristoranti sono molto affollati.
Vale la pena di dedicare alcune ore anche alla città di St. Paul, spesso trascurata dai turisti che si affrettano verso la bianca spiaggia situata più a sud. L'ex capitale di Réunion, con i suoi edifici storici sul lungomare, fiancheggiato da cannoni e ombreggiato da palme da cocco sparse qua e là, conserva un'atmosfera tropicale e coloniale.
L'isola si esplora facilmente con Les Cars Jaune, gli autobus gialli che collegano i principali insediamenti, o in alternativa si può noleggiare un'automobile a prezzi abbastanza abbordabili. La strada tra le montagne offre scenari mozzafiato.
sabato 2 gennaio 2010
Le vacanze in villaggio turistico
Trascorrere le proprie ferie in un villaggio turistico significa scegliere una vacanza senza preoccupazioni, all'interno di strutture ben organizzate, in cui l'unico pensiero è il divertimento e il relax. Nel villaggio turistico il tipo di soggiorno può essere in forme diverse: in albergo, in bungalow, in appartamenti, ma anche in roulotte o residence. Immancabile l'animazione che cerca di coinvolgere i vacanzieri con giochi di gruppo, attività sportive, tornei, feste e spettacoli.
Ma scegliere un tipo di villaggio o un altro significa anche scegliere uno stile di vacanza. Prima forse i villaggi erano la vacanza più indicata per le famiglie con bambini per i servizi offerti: baby club e mini club, zone giochi, acquagym, giochi in spiaggia, sport e alla sera gruppi di animazione che organizzano spettacoli e baby dance. Per i più piccoli i villaggi poi si sono dotati di biberoneria, quasi sempre a pagamento, dove trovare tutto quello che serve per preparare la pappa senza bisogno di niente altro che il biberon. In più, per essere al passo con i tempi e accontentare anche le nuove famiglie composte da un solo genitore, i tour operator si sono organizzati con sconti per mamme e papà che vanno in vacanza soli con i propri bambini.
Per chi ama il "tutto incluso" ma non vuole ritrovarsi circondato da famiglie e da bambini ci sono i villaggi che ospitano solo maggiorenni in cui ogni momento è giusto per divertirsi, di giorno e di notte. Sport, spettacoli, animazione, musica, party speciali e tante emozioni da provare. E' nato anche il primo Music Resort al mondo a El Kebir in Tunisia per un'estate ancora più ricca di musica ed energia con eventi dedicati ai giovani, in collaborazione con i migliori disco-club d'Italia.
Per gli amanti dello sport, poi, ci sono delle formule pensate proprio per chi predilige una vacanza attiva: al mare si può scegliere tra il diving, gli sport nautici, il tennis, l'equitazione, in montagna, in particolare in Italia, Francia e Svizzera si possono praticare il trekking, lo snowboard e lo sci estivo. E dopo lo sport, relax nei centri benessere o nelle piscine all'interno delle strutture di grande qualità e curate nel dettaglio. Dalla Tunisia al Marocco, dalla Spagna alle Mauritius anche la nuova moda dell'estate 2009, il golf, va in vacanza: ci sono, infatti, villaggi pensati apposta per gli amanti del green con campi da golf prestigiosi a due passi dal mare.
Per chi non vuole muovere nemmeno un muscolo, invece, ci sono i villaggi dedicati solamente al benessere di mente e corpo con trattamenti di bellezza e massaggi, wellness center e ristorazione dietetica. Attenzione, se si hanno bimbi al seguito, a scegliere quelli con assistenza per i più piccoli, per un relax completo.
Ovviamente le comodità di un villaggio hanno un costo più elevato per i servizi offerti e l'organizzazione ma ci sono possibilità di pagamento rateizzato e sconti vantaggiosi sia per chi prenota con largo anticipo la propria vacanza, indipendentemente dalla destinazione, sia per chi sceglie un viaggio di durata più lunga di una settimana, premiando chi, anche in tempo di crisi, non vuole rinunciare a godersi le meritate ferie.
Ma scegliere un tipo di villaggio o un altro significa anche scegliere uno stile di vacanza. Prima forse i villaggi erano la vacanza più indicata per le famiglie con bambini per i servizi offerti: baby club e mini club, zone giochi, acquagym, giochi in spiaggia, sport e alla sera gruppi di animazione che organizzano spettacoli e baby dance. Per i più piccoli i villaggi poi si sono dotati di biberoneria, quasi sempre a pagamento, dove trovare tutto quello che serve per preparare la pappa senza bisogno di niente altro che il biberon. In più, per essere al passo con i tempi e accontentare anche le nuove famiglie composte da un solo genitore, i tour operator si sono organizzati con sconti per mamme e papà che vanno in vacanza soli con i propri bambini.
Per chi ama il "tutto incluso" ma non vuole ritrovarsi circondato da famiglie e da bambini ci sono i villaggi che ospitano solo maggiorenni in cui ogni momento è giusto per divertirsi, di giorno e di notte. Sport, spettacoli, animazione, musica, party speciali e tante emozioni da provare. E' nato anche il primo Music Resort al mondo a El Kebir in Tunisia per un'estate ancora più ricca di musica ed energia con eventi dedicati ai giovani, in collaborazione con i migliori disco-club d'Italia.
Per gli amanti dello sport, poi, ci sono delle formule pensate proprio per chi predilige una vacanza attiva: al mare si può scegliere tra il diving, gli sport nautici, il tennis, l'equitazione, in montagna, in particolare in Italia, Francia e Svizzera si possono praticare il trekking, lo snowboard e lo sci estivo. E dopo lo sport, relax nei centri benessere o nelle piscine all'interno delle strutture di grande qualità e curate nel dettaglio. Dalla Tunisia al Marocco, dalla Spagna alle Mauritius anche la nuova moda dell'estate 2009, il golf, va in vacanza: ci sono, infatti, villaggi pensati apposta per gli amanti del green con campi da golf prestigiosi a due passi dal mare.
Per chi non vuole muovere nemmeno un muscolo, invece, ci sono i villaggi dedicati solamente al benessere di mente e corpo con trattamenti di bellezza e massaggi, wellness center e ristorazione dietetica. Attenzione, se si hanno bimbi al seguito, a scegliere quelli con assistenza per i più piccoli, per un relax completo.
Ovviamente le comodità di un villaggio hanno un costo più elevato per i servizi offerti e l'organizzazione ma ci sono possibilità di pagamento rateizzato e sconti vantaggiosi sia per chi prenota con largo anticipo la propria vacanza, indipendentemente dalla destinazione, sia per chi sceglie un viaggio di durata più lunga di una settimana, premiando chi, anche in tempo di crisi, non vuole rinunciare a godersi le meritate ferie.
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