Leonardo da Vinci, il Duomo, il quadrilatero e le settimane della moda, i Navigli, la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro alla Scala, gli eventi fieristici, il design e tanto altro ancora: nell'ultimo anno Milano è stata invasa da 8 milioni di visitatori, di cui 5 dall'estero. La maggior parte delle persone si fermano per il più classico dei weekend approfittando della grande e variegata offerta: sotto la Madonnina, infatti, manca solo il mare... Il mezzo migliore per muoversi in questo periodo è la bicicletta, approfittando del servizio bikeMi con le sue 100 stazioni dislocate per tutta la città e migliaia di bici.
Verso Expo 2015
Visitando il capoluogo lombardo in questo periodo si assiste a numerosi interventi di riqualificazione realizzati anche in prospettiva di Expo 2015 (http://www.expo2015.org/) - "Feeding the planet, energy for life" appuntamento che per sei mesi (1° maggio - 31 ottobre 2015) farà di Milano la capitale del mondo. Altri numerosi cantieri si apriranno a breve nella zona nord della città dove su 110 ettari sarà realizzato un nuovo e avveniristico quartiere.
Il Cenacolo Vinciano
La prenotazione non è obbligatoria, ma è a dir poco consigliata e con largo anticipo... Visitare il capolavoro di Leonardo da Vinci conservato nel complesso di Santa Maria delle Grazie, infatti, è il desiderio di un po' tutte le persone che arrivano in città. Insieme all'Ultima Cena è possibile vedere parte del Codice Atlantico presso la Pinacoteca Ambrosiana (piazza Pio XI) e nella Sagrestia del Bramante (via Caradosso).
Verso la Madonnina
Il Duomo è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 19 e la sua facciata gotica che veglia sull'omonima piazza sorregge e in parte nasconde un tesoro unico: la "bella Madonnina", 135 guglie e 8mila metri quadrati di terrazze in buona parte aperti al pubblico con visite prenotabili anche online.
Antiquariato sui Navigli e shopping
Via Montenapoleone, via della Spiga, via Sant'Andrea e corso Venezia formano un ideale quadrilatero della moda e dello shopping che si allarga anche ad altre prestigiose vie limitrofe da scegliere in base a gusti e budget. Di certo l'offerta non è seconda a nessun'altra città del mondo. In Galleria Vittorio Emanuele II è d'obbligo un saluto portafortuna al toro incastonato nei mosaici della pavimentazione: basta poggiare il tacco sulle parti intime del "povero" animale e fare una giravolta. Alle lucenti vetrine del centro storico si può alternare lo specchio d'acqua del Naviglio Grande: sulle sponde sono ospitati numerosi eventi, tra cui l'ultima domenica del mese (prossimi appuntamenti il 29 maggio, 26 giugno e 28 agosto) il Mercatino dell'Antiquariato più importante della città con circa 400 ambulanti
Spettacoli, mostre, fiere e sfilate
Le cose da fare e da vedere non finiscono a Milano. Tra le tante alternative si può scegliere di vedere opere, balletti e concerti al Teatro alla Scala, visitare le mostre permanenti e temporanee al Museo del Novecento, a Palazzo Reale o in Triennale, passeggiare nel Castello Sforzesco o nel Parco Sempione, senza dimenticare di consultare il calendario degli eventi fieristici, che vanno dalla Bit allo Smau al Salone del Mobile. La Settimana della moda si svolge per quattro volte all'anno (donna: febbraio e settembre, uomo: gennaio e giugno): gli inviti sono ricercatissimi e se non si riesce a trovarne uno, ci si può consolare "sfilando" tra le centinaia di giovani modelli e modelle in giro per la città.
Calcio e concerti
Con lo scudetto 2010/11 e considerando quello revocato alla Juventus nella stagione 2004/05, da ben 7 stagioni Milano è la città campione d'Italia. Ma il vero record è quello dei trofei - nazionali e internazionali - messi insieme finora da Inter e Milan: 83. Una cifra che rende il derby della Madonnina il più titolato del mondo. Se non si tifa per nerazzurri o rossoneri, l'occasione buona per varcare i cancelli di San Siro può essere quella di un tour al museo e a bordo campo o andare a uno dei numerosi concerti che ogni anno vedono esibirsi star provenienti da tutto il mondo.
Spizzicando...
Se camminando per Milano si ha bisogno di un po' di zuccheri, si può far visita al laboratorio Caminadella Dolci (al civico 23 dell'omonima via) nascosto in fondo a un cortile tra i vicoli di Sant'Ambrogio, oppure alla pasticceria Dolce Vita in zona Porta Romana (via Orti 12). Dietro al Duomo, invece, una vera istituzione è quella dei panzerotti di Luini (via S. Radegonda 16), così come lo sono i panini di De Santis (corso Magenta 9) dietro a Piazza Affari. Per mangiare veramente biologico, invece, il Centro Botanico di piazza San Marco 1 (Brera) o via Cesare Correnti 109 vicino alle Colonne di San Lorenzo sono un'ottima soluzione.
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domenica 8 maggio 2011
giovedì 28 ottobre 2010
Turismo, le 10 città più care
E' appena uscita la classifica annuale delle città turistiche più care del mondo stilata da Mercer. Se finora la più costosa era Tokyo, quest'anno è stata scalzata dalla capitale dell'Angola, Luanda. Non è proprio una città affollata di turisti, ma se si decide di andare a fare un viaggio da quelle parti, è importante sapere che non è assolutamente a buon mercato. La metropoli giapponese passa comunque al secondo posto, seguita da un'altra città africana, N'djamena, nel Ciad (neppure questa molto gettonata dai turisti). La top 10 prosegue con Mosca (4° posto), Ginevra (5°), Osaka (6°), Libreville, nel Gabon (7°), Zurigo (8°), Hong Kong (9°) per finire con Copenhagen, in Danimarca. La classifica arriva fino al 50° posto.
Le nostre Milano e Roma si trovano rispettivamente al 15° e al 26° posto. La Capitale è persino più cara di New York, che si colloca alla 27^ posizione. Agli ultimi posti (50°) a pari merito si trovano Francoforte e Abu Dhabi. Penultima Barcellona e terzultima Praga. Se siete in procinto di organizzare un viaggio, ecco allora le mete da scegliere.
Le nostre Milano e Roma si trovano rispettivamente al 15° e al 26° posto. La Capitale è persino più cara di New York, che si colloca alla 27^ posizione. Agli ultimi posti (50°) a pari merito si trovano Francoforte e Abu Dhabi. Penultima Barcellona e terzultima Praga. Se siete in procinto di organizzare un viaggio, ecco allora le mete da scegliere.
domenica 25 aprile 2010
Il museo del Martinitt: tra memoria e multimedia.
di Letizia Cugnetto
“La memoria non è ciò che ricordiamo ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare”, così la definì Octavio Paz, il messicano premio Nobel per la letteratura nel 1990.
Poco più di un anno fa, esattamente il 19 Gennaio del 2009, ha aperto le porte al pubblico il Museo Martinitt e Stelline, un luogo ricco di memoria e di vita per la città di Milano.
Con il nome Martinitt e Stelline si indicavano gli orfani, rispettivamente, maschi e femmine, che dal 1528 avevano abitato quel luogo: infatti, per cinque secoli questo museo della memoria, è stato un orfanotrofio, al quale si poteva essere ammessi solo se si possedevano particolari requisiti e dopo essere stati sottoposti ad un esame scrupoloso da parte della direzione; un edificio, che rivestì un ruolo sociale fondamentale per l’epoca passata e per la città meneghina.
L’importanza di questo posto è duplice, poiché, oltre ad essere custode di un tempo che non c’è più, a raccontare la storia della gioventù di allora, del suo quotidiano, dallo studio alle attività professionali, è un esempio virtuoso di utilizzo delle nuove tecnologie nelle strutture museali.
I visitatori, infatti, sono coinvolti in prima persona, hanno l’occasione di interagire a pieno col museo, avendo la possibilità di sfogliare i documenti dell’epoca, leggere i brani che venivano proposti ai bambini, ascoltare le loro emozioni e le richieste contenute nelle lettere indirizzate ai parenti o al direttore, in una società altamente gerarchizzata, come quella ottocentesca.
Il tutto in un percorso accattivante, in cui è possibile immedesimarsi completamente, sedendosi tra i banchi di scuola, diventando di nuovo scolari e rispondendo alle domande di geografia, storia ed italiano ai tempi dell’Unità d’Italia.
Il fascino rivestito dal Martinitt sta proprio nell’aver ricercato un linguaggio semplice e particolare, per diffondere il patrimonio culturale e creare un rapporto stimolante tra visitatore e museo, attraverso le nuove tecnologia, grazie ai numerosi video e ai pannelli touch screen.
Ma per capire a fondo cosa sia questo luogo e come parli al cuore dell’individuo, è necessario visitarlo per scoprire i segreti racchiusi tra le sue mura.
Aperto da martedì a sabato
Dalle 10.30 alle18. 30
Corso Magenta, 57 Milano
info@museomartinittestelline.it
“La memoria non è ciò che ricordiamo ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare”, così la definì Octavio Paz, il messicano premio Nobel per la letteratura nel 1990.
Poco più di un anno fa, esattamente il 19 Gennaio del 2009, ha aperto le porte al pubblico il Museo Martinitt e Stelline, un luogo ricco di memoria e di vita per la città di Milano.
Con il nome Martinitt e Stelline si indicavano gli orfani, rispettivamente, maschi e femmine, che dal 1528 avevano abitato quel luogo: infatti, per cinque secoli questo museo della memoria, è stato un orfanotrofio, al quale si poteva essere ammessi solo se si possedevano particolari requisiti e dopo essere stati sottoposti ad un esame scrupoloso da parte della direzione; un edificio, che rivestì un ruolo sociale fondamentale per l’epoca passata e per la città meneghina.
L’importanza di questo posto è duplice, poiché, oltre ad essere custode di un tempo che non c’è più, a raccontare la storia della gioventù di allora, del suo quotidiano, dallo studio alle attività professionali, è un esempio virtuoso di utilizzo delle nuove tecnologie nelle strutture museali.
I visitatori, infatti, sono coinvolti in prima persona, hanno l’occasione di interagire a pieno col museo, avendo la possibilità di sfogliare i documenti dell’epoca, leggere i brani che venivano proposti ai bambini, ascoltare le loro emozioni e le richieste contenute nelle lettere indirizzate ai parenti o al direttore, in una società altamente gerarchizzata, come quella ottocentesca.
Il tutto in un percorso accattivante, in cui è possibile immedesimarsi completamente, sedendosi tra i banchi di scuola, diventando di nuovo scolari e rispondendo alle domande di geografia, storia ed italiano ai tempi dell’Unità d’Italia.
Il fascino rivestito dal Martinitt sta proprio nell’aver ricercato un linguaggio semplice e particolare, per diffondere il patrimonio culturale e creare un rapporto stimolante tra visitatore e museo, attraverso le nuove tecnologia, grazie ai numerosi video e ai pannelli touch screen.
Ma per capire a fondo cosa sia questo luogo e come parli al cuore dell’individuo, è necessario visitarlo per scoprire i segreti racchiusi tra le sue mura.
Aperto da martedì a sabato
Dalle 10.30 alle18. 30
Corso Magenta, 57 Milano
info@museomartinittestelline.it
giovedì 18 febbraio 2010
Bit, da oggi apre finestra sul turismo
Con la presenza di 130 Paesi su un totale di circa 190 Stati riconosciuti nel mondo, si può tranquillamente dire che se alla Bit non c'é tutto il pianeta, poco ci manca. Anche quest'anno la Borsa internazionale del turismo si prepara a racchiudere i cinque continenti tra i padiglioni di Fieramilano, dove da oggi e per quattro giorni si aprirà una finestra sulle novità dell'offerta turistica, sulle proposte di viaggio più insolite, sui trend del settore.
Un soggiorno a Johannesburg per assistere alla finale dei Mondiali di calcio 2010? O magari un viaggio nel poco battuto Laos, tra montagne e altipiani? Per il popolo dei viaggiatori che affollerà come in ogni edizione la rassegna ci saranno centinaia e centinaia di possibilità tra cui scegliere. Circa 5.000 realtà saranno rappresentate tra gli stand allestiti in otto padiglioni da agenti di viaggio, tour operator, enti del turismo. "Il numero di espositori - spiega l'amministratore unico di Fiera Milano Rassegne, Enrico Pazzali - non ha subito flessioni, a dispetto della crisi, ma alcuni hanno optato per stand più piccoli, per cui c'é stato un leggero calo nel numero di metri quadri venduti". Sotto la Vela di Fuksas ci saranno dunque new entry come Albania, Ecuador, Sudan, Laos, Vietnam, e ritorni come Olanda, Antigua e Barbuda, Lettonia. Senza dimenticare i percorsi attraverso le bellezze e i sapori delle regioni italiane che, salvo il Molise, saranno tutte presenti in fiera. L'arrivo dei visitatori è atteso nell'ordine delle 150 mila persone. Come di consueto, i primi due giorni saranno dedicati agli operatori del settore, mentre nel weekend il quartiere espositivo di Rho-Pero aprirà le porte al pubblico.
"La forza di Bit - afferma ancora Pazzali - si esprime nella sua formula che permette di coniugare la focalizzazione di un evento rivolto al business con l'interesse che riscuote un grande appuntamento aperto al pubblico dei viaggiatori". A battezzare l'avvio della manifestazione, arrivata al 30/o anno di vita, ci penserà il ministro del Turismo, Michela Brambilla, la cui presenza è attesa in mattinata per il convegno inaugurale, e poi saranno decine le conferenze, gli incontri e i momenti di confronto che nei giorni successivi coinvolgeranno i protagonisti del sistema turismo. Diverse anche le novità. Tra i vari eventi, ad esempio, troverà spazio un workshop sul turismo religioso nelle tre fedi monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam.
Un fenomeno che, dallo hajj dei musulmani alla Mecca fino al Cammino di Santiago de Compostela, muove ogni anno 18 miliardi di dollari e coinvolge almeno 300 milioni di persone di tutto il mondo, secondo dati della World Tourism Organisation. Spazio, infine, anche al progetto Expo 2015, ai percorsi nelle case museo di tutta Italia, al binomio sport-turismo. Un mercato in crescita, quest'ultimo, rivolto ai circa 15 milioni di italiani che, secondo le statistiche del Censis, vivono il turismo all'aria aperta. Un'intera nuova area di 5.000 metri quadri sarà dunque dedicata a percorsi per gli amanti del golf, della bicicletta, dell'arrampicata e della montagna.
Un soggiorno a Johannesburg per assistere alla finale dei Mondiali di calcio 2010? O magari un viaggio nel poco battuto Laos, tra montagne e altipiani? Per il popolo dei viaggiatori che affollerà come in ogni edizione la rassegna ci saranno centinaia e centinaia di possibilità tra cui scegliere. Circa 5.000 realtà saranno rappresentate tra gli stand allestiti in otto padiglioni da agenti di viaggio, tour operator, enti del turismo. "Il numero di espositori - spiega l'amministratore unico di Fiera Milano Rassegne, Enrico Pazzali - non ha subito flessioni, a dispetto della crisi, ma alcuni hanno optato per stand più piccoli, per cui c'é stato un leggero calo nel numero di metri quadri venduti". Sotto la Vela di Fuksas ci saranno dunque new entry come Albania, Ecuador, Sudan, Laos, Vietnam, e ritorni come Olanda, Antigua e Barbuda, Lettonia. Senza dimenticare i percorsi attraverso le bellezze e i sapori delle regioni italiane che, salvo il Molise, saranno tutte presenti in fiera. L'arrivo dei visitatori è atteso nell'ordine delle 150 mila persone. Come di consueto, i primi due giorni saranno dedicati agli operatori del settore, mentre nel weekend il quartiere espositivo di Rho-Pero aprirà le porte al pubblico.
"La forza di Bit - afferma ancora Pazzali - si esprime nella sua formula che permette di coniugare la focalizzazione di un evento rivolto al business con l'interesse che riscuote un grande appuntamento aperto al pubblico dei viaggiatori". A battezzare l'avvio della manifestazione, arrivata al 30/o anno di vita, ci penserà il ministro del Turismo, Michela Brambilla, la cui presenza è attesa in mattinata per il convegno inaugurale, e poi saranno decine le conferenze, gli incontri e i momenti di confronto che nei giorni successivi coinvolgeranno i protagonisti del sistema turismo. Diverse anche le novità. Tra i vari eventi, ad esempio, troverà spazio un workshop sul turismo religioso nelle tre fedi monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam.
Un fenomeno che, dallo hajj dei musulmani alla Mecca fino al Cammino di Santiago de Compostela, muove ogni anno 18 miliardi di dollari e coinvolge almeno 300 milioni di persone di tutto il mondo, secondo dati della World Tourism Organisation. Spazio, infine, anche al progetto Expo 2015, ai percorsi nelle case museo di tutta Italia, al binomio sport-turismo. Un mercato in crescita, quest'ultimo, rivolto ai circa 15 milioni di italiani che, secondo le statistiche del Censis, vivono il turismo all'aria aperta. Un'intera nuova area di 5.000 metri quadri sarà dunque dedicata a percorsi per gli amanti del golf, della bicicletta, dell'arrampicata e della montagna.
martedì 9 febbraio 2010
Milano da mangiare
Di lucia saccà
In un piccolo quartiere di Milano, in via Panfilo Castaldi e dintorni si trova la food-street, la strada dei sapori esotici intorno alla quale è possibile fare un giro del mondo gastronomico di cucina etnica.
L’attitudine a scoprire usi e costumi di un altro popolo è un fenomeno ormai consolidato da molti anni. La cucina etnica ha invaso l’Italia, alimentata dal duplice filone dell’immigrazione e della maggiore curiosità degli italiani a conoscere le altre culture.
Le nuove proposte gastronomiche trovano sempre più spazio sia nei menu dei ristoranti sia nei carrelli della spesa e nelle dispense delle nostre case. Gli scaffali del supermercato allineano accanto al riso carnaroli, il riso basmati, accanto allo zafferano la curcuma, o ancora, accanto ai fagiolini i fingers lady (fagiolini orientali okra). Non ci facciamo più nemmeno caso. Nomi come cuscus o taboulè, tipici della zona nordafricana, o il sushi e il sashimi giapponese, o ancora il churrasco, tipico del Brasile stanno diventando sempre più familiari. Milano, a questo punto diviene la città che meglio descrive e contiene gli elementi del legame con l’esotico. Ed è proprio in Via Panfilo Castaldi a Milano che troverete una vasta offerta di locali specializzati in cucina etnica. Fate una passeggiata nel quartiere o nelle strade adiacenti e lasciatevi tentare da uno dei locali per una cena diversa. Ne elenchiamo alcuni:
AFRICA
Via Lazzaro Palazzi 9
Tel. 02-29525984
Sito :www.inmilano.it
Cucina Eritrea
ASMARA
Zona porta Venezia, Via Lazzaro Palazzi 5
Tel. 02-29522453
Cucina Eritrea ed Etiopie
Sito:www.ristoranteasmara.it
VITTORIA
BOLLATE MI - Via Pace, 6
Tel. 02-3510350
Cucina egiziana
SHANGRI-LA
Via Lazzaretto 8;
Tel. 02.29510837.
Cucina coreana
Sito: http://www.shangrilamilano.com/Italy/default.htm
In un piccolo quartiere di Milano, in via Panfilo Castaldi e dintorni si trova la food-street, la strada dei sapori esotici intorno alla quale è possibile fare un giro del mondo gastronomico di cucina etnica.
L’attitudine a scoprire usi e costumi di un altro popolo è un fenomeno ormai consolidato da molti anni. La cucina etnica ha invaso l’Italia, alimentata dal duplice filone dell’immigrazione e della maggiore curiosità degli italiani a conoscere le altre culture.
Le nuove proposte gastronomiche trovano sempre più spazio sia nei menu dei ristoranti sia nei carrelli della spesa e nelle dispense delle nostre case. Gli scaffali del supermercato allineano accanto al riso carnaroli, il riso basmati, accanto allo zafferano la curcuma, o ancora, accanto ai fagiolini i fingers lady (fagiolini orientali okra). Non ci facciamo più nemmeno caso. Nomi come cuscus o taboulè, tipici della zona nordafricana, o il sushi e il sashimi giapponese, o ancora il churrasco, tipico del Brasile stanno diventando sempre più familiari. Milano, a questo punto diviene la città che meglio descrive e contiene gli elementi del legame con l’esotico. Ed è proprio in Via Panfilo Castaldi a Milano che troverete una vasta offerta di locali specializzati in cucina etnica. Fate una passeggiata nel quartiere o nelle strade adiacenti e lasciatevi tentare da uno dei locali per una cena diversa. Ne elenchiamo alcuni:
AFRICA
Via Lazzaro Palazzi 9
Tel. 02-29525984
Sito :www.inmilano.it
Cucina Eritrea
ASMARA
Zona porta Venezia, Via Lazzaro Palazzi 5
Tel. 02-29522453
Cucina Eritrea ed Etiopie
Sito:www.ristoranteasmara.it
VITTORIA
BOLLATE MI - Via Pace, 6
Tel. 02-3510350
Cucina egiziana
SHANGRI-LA
Via Lazzaretto 8;
Tel. 02.29510837.
Cucina coreana
Sito: http://www.shangrilamilano.com/Italy/default.htm
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