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martedì 9 febbraio 2010

Milano da mangiare

Di lucia saccà
In un piccolo quartiere di Milano, in via Panfilo Castaldi e dintorni si trova la food-street, la strada dei sapori esotici intorno alla quale è possibile fare un giro del mondo gastronomico di cucina etnica.
L’attitudine a scoprire usi e costumi di un altro popolo è un fenomeno ormai consolidato da molti anni. La cucina etnica ha invaso l’Italia, alimentata dal duplice filone dell’immigrazione e della maggiore curiosità degli italiani a conoscere le altre culture.
Le nuove proposte gastronomiche  trovano sempre più spazio sia nei menu dei ristoranti sia nei carrelli della spesa e nelle dispense delle nostre case. Gli scaffali del supermercato allineano accanto al riso carnaroli, il riso basmati, accanto allo zafferano la curcuma, o ancora, accanto ai fagiolini i fingers lady (fagiolini orientali okra). Non ci facciamo più nemmeno caso. Nomi come cuscus o taboulè, tipici della zona nordafricana, o il sushi e il sashimi giapponese, o ancora il churrasco, tipico del Brasile stanno diventando sempre più familiari. Milano, a questo punto diviene la città che meglio descrive e contiene gli elementi del legame con l’esotico. Ed è proprio in Via Panfilo Castaldi a Milano che troverete una vasta offerta di locali specializzati in cucina etnica. Fate una passeggiata nel quartiere o nelle strade adiacenti e lasciatevi tentare da uno dei locali per una cena diversa. Ne elenchiamo alcuni:

AFRICA                                                                                          
Via Lazzaro Palazzi 9
Tel.  02-29525984
Sito :www.inmilano.it
Cucina Eritrea

ASMARA
Zona porta Venezia, Via Lazzaro Palazzi 5
Tel.  02-29522453
Cucina Eritrea ed Etiopie
Sito:www.ristoranteasmara.it

VITTORIA
BOLLATE MI - Via Pace, 6
Tel.  02-3510350
Cucina egiziana

SHANGRI-LA
Via Lazzaretto 8;
Tel. 02.29510837.
Cucina coreana
Sito: http://www.shangrilamilano.com/Italy/default.htm

venerdì 22 gennaio 2010

La fiera del sapore


Forlì, 29, 30, 31 gennaio- Nuovo appuntamento con “Sapeur”, fiera dell’enogastronomia tipica e delle produzioni artigianali di qualità. Torna la fiera dell’enogastronomia “Sapeur”, giunta alla sua 7° edizione, che ogni anno richiama un numero sempre maggiore di visitatori curiosi di conoscere le nuove tendenze nei settori dell’enologia, della gastronomia e dei prodotti dell’artigianato italiano.



La manifestazione rappresenta un importante palcoscenico dove poter far conoscere la qualità delle produzioni artigianali, diffondere una cultura dell’alimentazione che metta al centro dell’attenzione la genuinità, la bontà e la tradizione, e consolidare i principi di preziosità dei sapori e di preservazione delle tradizioni locali del Belpaese. Tra i prodotti tipici di qualità da cui “farsi tentare”, l’aceto balsamico, i caffè,  cereali, farine, salami e formaggi, funghi, tartufi, ortaggi, vini e liquori.

Informazioni utili:
Fiera di Forlì Via Punta di Ferro- Forlì Telefono +39 0543 777420/ 798466 www.sapeur.it 
Orario Dalle 10.00 alle 21.00 
Biglietti Intero: venerdì euro 2,00, sabato euro 3,00, domenica euro 5,00 Ridotto euro 3,00. Ragazzi fino a 14 anni gratis 

Autostrada A14, uscita di Forlì. Imboccare via Ravegnana, dopo circa 500 m girare a sinistra in via Punta di Ferro.
Aeroporto di Forlì Luigi Ridolfi
Treni: linea  Milano- Ancona- Bari www.trenitalia.it 

Informazioni luog: 
Forlì, fondata dai Romani nel II secolo a.C.,è oggi città d’arte e cultura,ricca di testimonianze del passato, che offre molte attrattive dal punto di vista storico e artistica.Nella splendida Piazza Ordelaffi si erge il Duomo dedicato a San Mercuriale, in sostituzione della vecchia chiesa della SS. Trinità.Sempre sulla piazza si affaccia il Palazzo Paolucci-Piazza, oggi sede della Prefettura, eretto nel XVII secolo su modello del Palazzo Farnese a Roma.Da non perdere il complesso Museale di San Domenico, nel quale si possono la Chiesa di San Giacomo apostolo e il Convento annesso.

A Torino dal 26 gennaio un ciclo di incontri serali per conoscere e imparare a degustare il vino


Serate a tema all'enoteca Arancia di Mezzanotte di Torino.
A partire dal 26 gennaio fino al 2 marzo, infatti, parte un ciclo di incontri dedicati alla conoscenza del vino.
A ogni appuntamento gli ospiti potranno degustare vini di diverse regioni italiane.
Il sesto e ultimo incontro verrà organizzata una "cena a tema", nel corso della quali due produttori commenteranno i loro vini.



Costo di partecipazione: 180 euro.
Verranno citati dati e numeri tecnici per ciascuna regione: gli ettari di superficie vitata, il numero di bottiglie prodotte, l’incidenza delle denominazioni d’origine, per poi passare alla degustazione vera e propria di 5/6 etichette per serata

Le serate saranno in piazza Emanuele Filiberto 13/B a Torino, a 2 km dalla Stazione di Porta Nuova.

giovedì 14 gennaio 2010

Il turismo enogastronomico debutta alla BMT


Una vacanza da gustare con tutti i sensi sembra essere la nuova vocazione dei turisti. I viaggi enogastronomici valgono infatti, stando agli ultimi dati, oltre cinque miliardi di fatturato e si confermano il vero motore della vacanza Made in Italy.
Il turismo del vino rappresenta la sintesi migliore di questa nuova moda. Sono tantissimi gli enoturisti in Italia, di età compresa tra i 26 e 45 anni, ed è in continua crescita la schiera di appassionati che scelgono i territori del vino: che sia bianco o rosso, fermo o frizzante, novello o invecchiato, il vino è sempre più un importante traino per il turismo. La vacanza enogastronomica non solo è sempre più richiesta, ma costituisce per gli operatori turistici un valido strumento su cui investire. Rispondere a questa domanda sempre più esigente è uno dei nuovi obiettivi della 14ma edizione della Borsa Mediterranea del Turismo.
Il prossimo 26/28 marzo 2010, alla Mostra d'Oltremare di Napoli, un'intera area del salone espositivo della BMT sarà dedicata ai viaggi in onore di Bacco e non solo. "La nuova sezione - annuncia il Presidente della BMT Angelo De Negri - ha l'obiettivo di promuovere l'incoming legato allo sviluppo del comparto enogastronomico. Esaltare il ruolo dei turismi locali e dei prodotti turistici territoriali è la nuova sfida della BMT 2010".
Nell'area dedicata, i produttori presenteranno ai tour operator italiani e stranieri la loro offerta enologica, per viaggi a tema e pacchetti turistici che comprendono veri e propri percorsi alla riscoperta del gusto e delle tradizioni enogastronomiche. Un calendario di incontri b2b favorirà un confronto diretto tra domanda ed offerta, contribuendo a sviluppare un settore in grado di attrarre turisti durante tutto l'anno e che rappresenta uno dei principali fattori di identificazione del nostro Paese all'estero. Cibo e vino non solo come vettore di cultura e tradizioni territoriali, quindi, ma anche come asset strategico per lo sviluppo economico dell'Italia.
La Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli con i protagonisti del turismo enogastronomico arricchisce ancora di più la sua offerta di eventi, e si conferma una vera Borsa del Turismo a 360°

lunedì 11 gennaio 2010

Dal prosciutto di Cuneo al pomodorino del Vesuvio, con 193 prodotti il Belpaese è leader del Dop nella Ue

L’agroalimentare italiano certificato mette a segno altri punti importanti in Europa. Sono state infatti ben 19 le nostre specialità che nel corso del 2009 hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale dell’Unione europea: nove Dop (Denominazione d’origine protetta) e dieci Igp (Indicazione geografica protetta). A questi si aggiunge il marchio Stg (Specialità tradizionale garantita) attribuito alla Pizza Napoletana.
Grazie a questa performance, il Belpaese per Dop e Igp raggiunge quota 193, seguita ormai a distanza dalla Francia con 167 e dalla Spagna con 126. L’Italia rappresenta dunque più del 22% degli 873 prodotti certificati dall’Ue. A dar conto del nuovo primato è Agriturist, l'associazione degli agriturismi aderenti a Confagricoltura. ''Siamo convinti - rimarca Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - che il sistema dei riconoscimenti Dop e Igp vada sostenuto e comunicato sempre più efficacemente al pubblico. Nel 2009 abbiamo portato all'attenzione dei consumatori e dei viaggiatori di tutto il mondo 19 nuovi prodotti e altrettante località del nostro territorio. E' un contributo molto importante dell'agricoltura allo sviluppo del turismo''.
"Particolarmente feconda di risultati - prosegue Agriturist - l'ultima parte dell'anno: dalla fine di ottobre, hanno ottenuto la certificazione Ue undici nuove specialità, cinque Dop e sei Igp''.. In evidenza si è messo soprattutto il Veneto, con l'Aglio Bianco Polesano Dop, l'Insalata di Lusia Igp, il Marrone di Combai Igp, i Marroni del Monfenera Igp, il Riso del Delta del Po Igp (condiviso con l'Emilia Romagna).

Segue l'Emilia Romagna che, oltre al Riso del Delta del Po, presenta le Amarene Brusche di Modena Igp e il Formaggio di Fossa di Sogliano Dop (condiviso con le Marche). Completano il quadro, con un riconoscimento ciascuna: il Piemonte, con il prosciutto Crudo di Cuneo Dop; la Toscana, con il Marrone di Caprese Michelangelo Dop; la Campania, con il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop; e la Sicilia, con il Limone Interdonato di Messina Igp.

Completando il quadro dei diciannove prodotti agroalimentari italiani riconosciuti dall'Unione Europea nel 2009, Agriturist ricorda anche gli altri otto prodotti che hanno ottenuto la certificazione nel corso del 2009: tre del Lazio (Abbacchio Romano Igp, Castagna di Vallerano Dop, Nocciola Romana Dop) e uno ciascuna per le regioni: Veneto (Radicchio di Verona Igp), Emilia Romagna (Aceto Balsamico di Modena Igp), Marche (Ciauscolo Igp), Sicilia (Pagnotta del Dittaino Dop) e Sardegna (Zafferano di Sardegna Dop). Un primato di qualità rafforzato anche dal 'bollo' Ue.