Super chic o dal fascino selvaggio, italiane o straniere, comunque belle da mozzare il fiato. L’imbarazzo sta solo nella scelta e il colpo di fulmine estivo è pronto dietro l’angolo. Anzi, dietro la palma: ecco le 20 spiagge da sogno che il sito Hotels.com ha selezionato tra le più belle al mondo. Amate dal jet set internazionale, ma anche dagli ambientalisti, che in molti casi le hanno premiate con la Bandiera Blu della qualità, spaziano dal Mediterraneo ai paradisi tropicali, dal Sud Africa all'inconsueto Canada.
MESSICO, ANTILLE E BRASILE - Si parte dall’America centrale, con la più bella spiaggia del Golfo del Messico, Playa Miramar, vero paradiso per sportivi, che in uno scenario straordinario possono praticare immersioni, windsurf e pesca. Spostandoci nelle Grandi Antille, Playa Dorada, a soli 15 minuti da Puerto Plata, è la perla delle spiagge della Repubblica Dominicana: circondata da una vegetazione tropicale, regala lo spettacolo delle balene che raggiungono il Banco de la Plata per partorire. Scendendo lungo la costa atlantica, infine, l’isola di Florianópolis conserva una delle spiagge più belle di tutto il Brasile: Jurerê Internacional, prima Bandiera Blu del Paese per purezza e qualità delle acque.
LA SPAGNA - Il palmares mediterraneo per il più alto numero di splendide spiagge – ben quattro – spetta alla Spagna. Cala Jondal, a Ibiza, è conosciuta dai proprietari di yacht, che amano attraccare davanti al suo litorale di circa 500 metri delimitato da scogliere e vegetazione mediterranea. Playa de Rodas, sulle isole Cies, è stata invece dichiarata una delle dieci spiagge più belle del mondo dal The Guardian, mentre Playa de Las Cucharas, a Costa Teguise, è una distesa di 600 metri di sabbia dorata famosa tra i surfisti per le sue fantastiche onde. L'acqua che bagna, infine, El Portet, sulla Costa Blanca, è talmente cristallina da permettere agli amanti dello snorkeling di vedere il fondale senza maschera né boccaglio.
IL MEDITERRANEO ORIENTALE – Sono tre le spiagge da sogno della Grecia: Ornos, Glicorisa Beach e White Beach. La prima, nell’isola di Mykonos, è frequentata dal belmondo ed è famosa per la movimentata vita notturna, mentre la seconda, a Samos, sa sorprendere con la sua sabbia soffice e l’acqua di un intenso turchese. Chiude la terna, la White Beach di Santorini, dove risplende la più bianca sabbia di tutte le isole Cicladi. La dirimpettaia Malta, invece, si posiziona in classifica grazie alla St. George's Bay, certificata Bandiera Blu, a due passi da Paceville, uno dei centri più famosi per la nightlife maltese.
DALL'ITALIA AL PORTOGALLO – Sempre restando nel Mare nostrum, l’Italia è in classifica con sole due spiagge. La Polveriera, a Follonica, è stata premiata con la Bandiera Blu per il suo mare caldo, poco profondo e per la pineta a ridosso della spiaggia. Durante la bassa marea si formano piccole isolette di sabbia su cui i bambini amano giocare. La Rena Bianca, invece, a Santa Teresa di Gallura, è una delle uniche due spiagge sarde (l’altra si trova alla Maddalena) a vantare la certificazione di qualità, con i suoi 300 metri di sabbia finissima, che in alcuni tratti diventa rosa per i frammenti di corallo. Due sole spiagge anche per il Portogallo, il cui periodo migliore per godersi le acque limpide di Alvor Beach e Praia de São Rafael, entrambe nella regione dell'Algarve, è da maggio a settembre.
IL CONTINENTE NERO - Cambiando emisfero, dopo una dozzina di ore di volo dall’Italia, si atterra alla Dolphin Beach di Cape Town, la spiaggia sudafricana nelle cui acque si può nuotare insieme ai delfini. Da non perdere il vicino Istituto oceanografico. Risalendo il continente africano, sosta obbligata a Nungwi, spiaggia dell’estrema punta nord dell’isola di Zanzibar. Qui, a differenza di altre spiagge del posto, non c’è corallo e dunque è perfetta per fare il bagno anche con la bassa marea. Giunti, infine, in Marocco, tuffo nelle acque di Casablanca Beach, la cui temperatura arriva a 23 gradi d’estate. Pulita e ben servita, ha ricevuto la Bandiera Blu.
FRANCIA E CANADA – A sorpresa entrano in classifica anche la costa bretone e addirittura il Canada, nell’immaginario collettivo sicuramente poco associate alle tradizionali mete “calde”. Si è aggiudicata la Bandiera Blu la Grande Plage, a Saint Trojan les Bains, famosa tra i surfisti per essere sede del più vecchio contest europeo di questo sport, e la Wasaga Beach, la spiaggia più popolare, e dal clima più invidiato, di tutto il Canada.
Aiutaci ad arricchire la lista delle spiagge più belle - Sei d'accordo con questa classifica? Se vuoi segnalare la tua spiaggia del cuore agli altri lettori, lascia un tuo commento nello spazio sotto.
lunedì 15 novembre 2010
Partito il primo treno "privato" in Italia
Giornata storica per il futuro del trasporto ferroviario. Dalla stazione Torino Lingotto, diretto a Milano, è partito infatti puntuale il primo treno di un operatore privato: Arenaways. Il fischio di partenza lo ha dato, emozionatissima, la capotreno Laura Scognamillo, 26 anni, alla sua prima esperienza. A bordo, tra i passeggeri, anche l'amministratore delegato della società, Giuseppe Arena. "Si pensa che la concorrenza si possa vincere con un'opera di sfiancamento, ma ce l'abbiamo fatta lo stesso, anche se non e' la partenza che avremmo voluto dal momento che non possiamo effettuare le fermate intermedie - ha detto Giuseppe Arena - . I passeggeri sono pochi, ma ci faremo conoscere. E' una giornata storica perché per la prima volta sui binari delle ferrovie presta servizio un operatore privato". Al momento il convoglio non può effettuare ancora fermate intermedie, ma Arena presenterà presto tre ricorsi: all'Antitrust, all'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti, ed alla Commissione europea. A bordo del treno di Arenaways si può fare anche la spesa. Si ritira la scheda prenotazione prodotti nella carrozza con snack bar e minimarket, si fa la crocetta accanto ai prodotti scelti, si paga il conto e la borsa si ritira al ritorno in stazione. Si può scegliere tra prodotti da forno, pasta, affettati, formaggi, ministre e passati, verdura, carni e dolci. "L'idea di dare la possibilità di effettuare la spesa a bordo - spiega Patrizia De Bernardi, coordinatrice dei servizi sui treni Arenaways - ci è venuta perché abbiamo visto, da una indagine effettuata, che la maggioranza dei pendolari è single. Offriamo anche il servizio di lavanderia: si lasciano i vestiti e si ritirano tre giorni dopo sul treno o in tre punti in città".
Partito il primo treno "privato" in Italia
Giornata storica per il futuro del trasporto ferroviario. Dalla stazione Torino Lingotto, diretto a Milano, è partito infatti puntuale il primo treno di un operatore privato: Arenaways. Il fischio di partenza lo ha dato, emozionatissima, la capotreno Laura Scognamillo, 26 anni, alla sua prima esperienza. A bordo, tra i passeggeri, anche l'amministratore delegato della società, Giuseppe Arena. "Si pensa che la concorrenza si possa vincere con un'opera di sfiancamento, ma ce l'abbiamo fatta lo stesso, anche se non e' la partenza che avremmo voluto dal momento che non possiamo effettuare le fermate intermedie - ha detto Giuseppe Arena - . I passeggeri sono pochi, ma ci faremo conoscere. E' una giornata storica perché per la prima volta sui binari delle ferrovie presta servizio un operatore privato". Al momento il convoglio non può effettuare ancora fermate intermedie, ma Arena presenterà presto tre ricorsi: all'Antitrust, all'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti, ed alla Commissione europea. A bordo del treno di Arenaways si può fare anche la spesa. Si ritira la scheda prenotazione prodotti nella carrozza con snack bar e minimarket, si fa la crocetta accanto ai prodotti scelti, si paga il conto e la borsa si ritira al ritorno in stazione. Si può scegliere tra prodotti da forno, pasta, affettati, formaggi, ministre e passati, verdura, carni e dolci. "L'idea di dare la possibilità di effettuare la spesa a bordo - spiega Patrizia De Bernardi, coordinatrice dei servizi sui treni Arenaways - ci è venuta perché abbiamo visto, da una indagine effettuata, che la maggioranza dei pendolari è single. Offriamo anche il servizio di lavanderia: si lasciano i vestiti e si ritirano tre giorni dopo sul treno o in tre punti in città".
domenica 14 novembre 2010
Quali sono i migliori hotel in Italia?
Il sito web Travel + Leisure ha stilato la classifica dei migliori hotel in Italia. Questi gli hotel che hanno ricevuto più voti
La Rosa dei Venti (88.75),
La Posta Vecchia (88.31),
Hotel Villa Sant'Andrea (86.94),
Grand Hotel Timeo (86.27),
Hotel Caruso (86.14),
Villa Pisani (85.77),
La Scalinatella (85.44),
Grand Hotel Excelsior Vittoria (83.52),
Grand Hotel Majestic Baglioni (92.83), BOLOGNA
Grand Hotel Villa Cora (86.22), FLORENCE
J.K. Place, Florence (85.45), FLORENCE
Villa La Massa (82.94), FLORENCE
Grand Hotel a Villa Feltrinelli (83.88), GARGNANO
Westin Palace, Milan (90.16), MILAN
Le Méridien Gallia (85.02), MILAN
Il San Pietro (91.39), POSITANO
Palazzo Sasso (82.46), RAVELLO
Hotel d'Inghilterra (85.61), ROME
Grand Hotel Palace, Rome (84.85), ROME
Portrait Suites (83.80), ROME
Hotel Excelsior, Venice (86.19), VENICE
Hotel Cipriani (84.14), VENICE
Novecento Boutique Hotel (82.78), VENICE
Luna Hotel Baglioni (82.71), VENICE
La Rosa dei Venti (88.75),
La Posta Vecchia (88.31),
Hotel Villa Sant'Andrea (86.94),
Grand Hotel Timeo (86.27),
Hotel Caruso (86.14),
Villa Pisani (85.77),
La Scalinatella (85.44),
Grand Hotel Excelsior Vittoria (83.52),
Grand Hotel Majestic Baglioni (92.83), BOLOGNA
Grand Hotel Villa Cora (86.22), FLORENCE
J.K. Place, Florence (85.45), FLORENCE
Villa La Massa (82.94), FLORENCE
Grand Hotel a Villa Feltrinelli (83.88), GARGNANO
Westin Palace, Milan (90.16), MILAN
Le Méridien Gallia (85.02), MILAN
Il San Pietro (91.39), POSITANO
Palazzo Sasso (82.46), RAVELLO
Hotel d'Inghilterra (85.61), ROME
Grand Hotel Palace, Rome (84.85), ROME
Portrait Suites (83.80), ROME
Hotel Excelsior, Venice (86.19), VENICE
Hotel Cipriani (84.14), VENICE
Novecento Boutique Hotel (82.78), VENICE
Luna Hotel Baglioni (82.71), VENICE
Quali sono i migliori hotel in Italia?
Il sito web Travel + Leisure ha stilato la classifica dei migliori hotel in Italia. Questi gli hotel che hanno ricevuto più voti
La Rosa dei Venti (88.75),
La Posta Vecchia (88.31),
Hotel Villa Sant'Andrea (86.94),
Grand Hotel Timeo (86.27),
Hotel Caruso (86.14),
Villa Pisani (85.77),
La Scalinatella (85.44),
Grand Hotel Excelsior Vittoria (83.52),
Grand Hotel Majestic Baglioni (92.83), BOLOGNA
Grand Hotel Villa Cora (86.22), FLORENCE
J.K. Place, Florence (85.45), FLORENCE
Villa La Massa (82.94), FLORENCE
Grand Hotel a Villa Feltrinelli (83.88), GARGNANO
Westin Palace, Milan (90.16), MILAN
Le Méridien Gallia (85.02), MILAN
Il San Pietro (91.39), POSITANO
Palazzo Sasso (82.46), RAVELLO
Hotel d'Inghilterra (85.61), ROME
Grand Hotel Palace, Rome (84.85), ROME
Portrait Suites (83.80), ROME
Hotel Excelsior, Venice (86.19), VENICE
Hotel Cipriani (84.14), VENICE
Novecento Boutique Hotel (82.78), VENICE
Luna Hotel Baglioni (82.71), VENICE
La Rosa dei Venti (88.75),
La Posta Vecchia (88.31),
Hotel Villa Sant'Andrea (86.94),
Grand Hotel Timeo (86.27),
Hotel Caruso (86.14),
Villa Pisani (85.77),
La Scalinatella (85.44),
Grand Hotel Excelsior Vittoria (83.52),
Grand Hotel Majestic Baglioni (92.83), BOLOGNA
Grand Hotel Villa Cora (86.22), FLORENCE
J.K. Place, Florence (85.45), FLORENCE
Villa La Massa (82.94), FLORENCE
Grand Hotel a Villa Feltrinelli (83.88), GARGNANO
Westin Palace, Milan (90.16), MILAN
Le Méridien Gallia (85.02), MILAN
Il San Pietro (91.39), POSITANO
Palazzo Sasso (82.46), RAVELLO
Hotel d'Inghilterra (85.61), ROME
Grand Hotel Palace, Rome (84.85), ROME
Portrait Suites (83.80), ROME
Hotel Excelsior, Venice (86.19), VENICE
Hotel Cipriani (84.14), VENICE
Novecento Boutique Hotel (82.78), VENICE
Luna Hotel Baglioni (82.71), VENICE
La nave più grande del mondo
![]() |
| Allure of the Seas |
E' arrivata a Port Everglades, il porto di Fort Lauderdale, in Florida, la Allure of the Seas, la nuova nave più grande del mondo, con 225.282 tonnellate di stazza. Solo poco più di una settimana fa aveva lasciato la Finlandia e il cantiere di Turku dov’è stata costruita per iniziare la traversata atlantica. Spettacolare è stato il passaggio sotto il ponte Storaebelt in Danimarca, alto quanto la nave, che vanta ben 16 ponti! E proprio dalla Florida inizierà la sua stagione nel Mar dei Caraibi, alternando crociere di sette notti nei Caraibi occidentali e orientali con a bordo 5400 passeggeri.
La Allure of the Seas è anche la nave più innovativa del mondo. Al suo interno è divisa in quartieri di bordo con temi diversi nelle sette aree della nave, tra cui il Central Park, la BoardWalk, la Royal Promenade. Ospita anche un teatro per film in 3D e ben 26 ristoranti, tra cui il mitico Starbucks. Il prossimo 13 novembre la Allure farà il suo primo incontro con la gemella, la Oasis of the Seas, nel porto di Fort Lauderdale. Ci staranno? Pensate che la Allure ha soffiato il primato alla Oasis per soli 5 cm di lunghezza.
La nave più grande del mondo
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| Allure of the Seas |
E' arrivata a Port Everglades, il porto di Fort Lauderdale, in Florida, la Allure of the Seas, la nuova nave più grande del mondo, con 225.282 tonnellate di stazza. Solo poco più di una settimana fa aveva lasciato la Finlandia e il cantiere di Turku dov’è stata costruita per iniziare la traversata atlantica. Spettacolare è stato il passaggio sotto il ponte Storaebelt in Danimarca, alto quanto la nave, che vanta ben 16 ponti! E proprio dalla Florida inizierà la sua stagione nel Mar dei Caraibi, alternando crociere di sette notti nei Caraibi occidentali e orientali con a bordo 5400 passeggeri.
La Allure of the Seas è anche la nave più innovativa del mondo. Al suo interno è divisa in quartieri di bordo con temi diversi nelle sette aree della nave, tra cui il Central Park, la BoardWalk, la Royal Promenade. Ospita anche un teatro per film in 3D e ben 26 ristoranti, tra cui il mitico Starbucks. Il prossimo 13 novembre la Allure farà il suo primo incontro con la gemella, la Oasis of the Seas, nel porto di Fort Lauderdale. Ci staranno? Pensate che la Allure ha soffiato il primato alla Oasis per soli 5 cm di lunghezza.
giovedì 11 novembre 2010
Salisburgo: 10 cose da vedere... più una
Salisburgo, città dell'Austria centro-settentrionale, è rinomata in tutto il mondo per il suo rapporto con la musica (è la città che diede i natali a W.A. Mozart), la storia e l'arte tanto da essere annoverata come Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Ecco le 10 attrazioni imperdibili nella città di Salisburgo... più una.
La Fortezza Hohensalzburg che domina dall'alto la città costruita nel lontano 1077. La Fortezza si raggiunge dalla Kapitelplatz e proseguendo lungo la Festungsgasse – da qui si può scegliere se proseguire con la funicolare della Fortezza oppure a piedi (la salita dura circa mezz'ora).
La Casa Natale di Mozart, detta "Casa di Hagenau", dove la famiglia di Mozart visse dal 1747 al 1773 e il 27 gennaio 1756 nacque Wolfgang Amadeus Mozart. Nell'edificio c'è un museo dove sono esposti gli strumenti usati dal grande compositore da bambino, i suoi violini, la sua spinetta, alcune partiture, una selezione di ritratti e di lettere. Al secondo piano, modelli di scenari delle sue opere e documenti vari.
Il Duomo di Salisburgo, l'edificio sacro più grande della città e l'edificio del primo barocco più impressionante a nord delle Alpi.
Il castello di Hellbrunn, pochi chilometri a sud di Salisburgo, fu edificato nella prima metà del Seicento per volontà dell'arcivescovo Marco Sittico von Hohenems e rappresenta un importante esempio di residenza suburbana barocca. Intorno al castello il parco di Hellbrunn con rigogliosi giardini, piccoli sentieri nel verde, tranquilli laghetti, un aranceto inondato di luce.
Il Museo di Salisburgo presenta le diverse facce della città con esposizioni permanenti e temporanee.
Il Museo di Arte moderna: Mönchsberg è uno dei due edifici che ospita il Museo di Arte moderna di Salisburgo e svetta in alto sopra i tetti del centro storico. Mönchsberg troneggia direttamente vicino alla ripida parete rocciosa del monte Mönchsberg, sopra i tetti del centro storico e 60 metri al di sopra dell’Anton-Neumayr-Platz.
Il Museo di Scienze Naturali ospita uno dei più begli acquari di tutta l'Europa centrale. Oltre 40 vasche vi invitano a scoprire l'affascinante mondo sott´acqua. Qui potrete osservare pesci grandi e piccoli, colorati e pallidi, esotici e della regione.
La Galleria della Residenza ospita la collezione di dipinti incentrata soprattutto sulla pittura olandese del XVII° secolo, sulla pittura barocca italiana, francese ed austriaca del XVII° e XVIII° secolo e sulla pittura austriaca del XIX° secolo.
Lo Zoo di Salisburgo con tantissime specie di animali: dall'orso al rinoceronte, dalle pantere alle tigri.
La Casa di Mozart detta anche "Casa del maestro di ballo" dove abitò negli anni 1773-1780 e dove vi compose sinfonie, erenate, concerti per pianoforte e per violino, un concerto per fagotto, arie, messe ed altre composizioni di musica sacra.
Salisburgo è anche una delle mete preferite per chi ama i mercatini di Natale: ogni piazza ospita un proprio "mercatino" e l'atmosfera magica della città viene accompagnata dai profumi del Jagertee (tè al rum), delle mandorle tostate, delle caldarroste e delle mele al forno, dai cuori di panpepato, dalle figurine per il presepio e dalle decorazioni per l’albero di Natale, dai giocattoli e dai pullover invernali.
Ecco le 10 attrazioni imperdibili nella città di Salisburgo... più una.
La Fortezza Hohensalzburg che domina dall'alto la città costruita nel lontano 1077. La Fortezza si raggiunge dalla Kapitelplatz e proseguendo lungo la Festungsgasse – da qui si può scegliere se proseguire con la funicolare della Fortezza oppure a piedi (la salita dura circa mezz'ora).
La Casa Natale di Mozart, detta "Casa di Hagenau", dove la famiglia di Mozart visse dal 1747 al 1773 e il 27 gennaio 1756 nacque Wolfgang Amadeus Mozart. Nell'edificio c'è un museo dove sono esposti gli strumenti usati dal grande compositore da bambino, i suoi violini, la sua spinetta, alcune partiture, una selezione di ritratti e di lettere. Al secondo piano, modelli di scenari delle sue opere e documenti vari.
Il Duomo di Salisburgo, l'edificio sacro più grande della città e l'edificio del primo barocco più impressionante a nord delle Alpi.
Il castello di Hellbrunn, pochi chilometri a sud di Salisburgo, fu edificato nella prima metà del Seicento per volontà dell'arcivescovo Marco Sittico von Hohenems e rappresenta un importante esempio di residenza suburbana barocca. Intorno al castello il parco di Hellbrunn con rigogliosi giardini, piccoli sentieri nel verde, tranquilli laghetti, un aranceto inondato di luce.
Il Museo di Salisburgo presenta le diverse facce della città con esposizioni permanenti e temporanee.
Il Museo di Arte moderna: Mönchsberg è uno dei due edifici che ospita il Museo di Arte moderna di Salisburgo e svetta in alto sopra i tetti del centro storico. Mönchsberg troneggia direttamente vicino alla ripida parete rocciosa del monte Mönchsberg, sopra i tetti del centro storico e 60 metri al di sopra dell’Anton-Neumayr-Platz.
Il Museo di Scienze Naturali ospita uno dei più begli acquari di tutta l'Europa centrale. Oltre 40 vasche vi invitano a scoprire l'affascinante mondo sott´acqua. Qui potrete osservare pesci grandi e piccoli, colorati e pallidi, esotici e della regione.
La Galleria della Residenza ospita la collezione di dipinti incentrata soprattutto sulla pittura olandese del XVII° secolo, sulla pittura barocca italiana, francese ed austriaca del XVII° e XVIII° secolo e sulla pittura austriaca del XIX° secolo.
Lo Zoo di Salisburgo con tantissime specie di animali: dall'orso al rinoceronte, dalle pantere alle tigri.
La Casa di Mozart detta anche "Casa del maestro di ballo" dove abitò negli anni 1773-1780 e dove vi compose sinfonie, erenate, concerti per pianoforte e per violino, un concerto per fagotto, arie, messe ed altre composizioni di musica sacra.
Salisburgo è anche una delle mete preferite per chi ama i mercatini di Natale: ogni piazza ospita un proprio "mercatino" e l'atmosfera magica della città viene accompagnata dai profumi del Jagertee (tè al rum), delle mandorle tostate, delle caldarroste e delle mele al forno, dai cuori di panpepato, dalle figurine per il presepio e dalle decorazioni per l’albero di Natale, dai giocattoli e dai pullover invernali.
Salisburgo: 10 cose da vedere... più una
Salisburgo, città dell'Austria centro-settentrionale, è rinomata in tutto il mondo per il suo rapporto con la musica (è la città che diede i natali a W.A. Mozart), la storia e l'arte tanto da essere annoverata come Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Ecco le 10 attrazioni imperdibili nella città di Salisburgo... più una.
La Fortezza Hohensalzburg che domina dall'alto la città costruita nel lontano 1077. La Fortezza si raggiunge dalla Kapitelplatz e proseguendo lungo la Festungsgasse – da qui si può scegliere se proseguire con la funicolare della Fortezza oppure a piedi (la salita dura circa mezz'ora).
La Casa Natale di Mozart, detta "Casa di Hagenau", dove la famiglia di Mozart visse dal 1747 al 1773 e il 27 gennaio 1756 nacque Wolfgang Amadeus Mozart. Nell'edificio c'è un museo dove sono esposti gli strumenti usati dal grande compositore da bambino, i suoi violini, la sua spinetta, alcune partiture, una selezione di ritratti e di lettere. Al secondo piano, modelli di scenari delle sue opere e documenti vari.
Il Duomo di Salisburgo, l'edificio sacro più grande della città e l'edificio del primo barocco più impressionante a nord delle Alpi.
Il castello di Hellbrunn, pochi chilometri a sud di Salisburgo, fu edificato nella prima metà del Seicento per volontà dell'arcivescovo Marco Sittico von Hohenems e rappresenta un importante esempio di residenza suburbana barocca. Intorno al castello il parco di Hellbrunn con rigogliosi giardini, piccoli sentieri nel verde, tranquilli laghetti, un aranceto inondato di luce.
Il Museo di Salisburgo presenta le diverse facce della città con esposizioni permanenti e temporanee.
Il Museo di Arte moderna: Mönchsberg è uno dei due edifici che ospita il Museo di Arte moderna di Salisburgo e svetta in alto sopra i tetti del centro storico. Mönchsberg troneggia direttamente vicino alla ripida parete rocciosa del monte Mönchsberg, sopra i tetti del centro storico e 60 metri al di sopra dell’Anton-Neumayr-Platz.
Il Museo di Scienze Naturali ospita uno dei più begli acquari di tutta l'Europa centrale. Oltre 40 vasche vi invitano a scoprire l'affascinante mondo sott´acqua. Qui potrete osservare pesci grandi e piccoli, colorati e pallidi, esotici e della regione.
La Galleria della Residenza ospita la collezione di dipinti incentrata soprattutto sulla pittura olandese del XVII° secolo, sulla pittura barocca italiana, francese ed austriaca del XVII° e XVIII° secolo e sulla pittura austriaca del XIX° secolo.
Lo Zoo di Salisburgo con tantissime specie di animali: dall'orso al rinoceronte, dalle pantere alle tigri.
La Casa di Mozart detta anche "Casa del maestro di ballo" dove abitò negli anni 1773-1780 e dove vi compose sinfonie, erenate, concerti per pianoforte e per violino, un concerto per fagotto, arie, messe ed altre composizioni di musica sacra.
Salisburgo è anche una delle mete preferite per chi ama i mercatini di Natale: ogni piazza ospita un proprio "mercatino" e l'atmosfera magica della città viene accompagnata dai profumi del Jagertee (tè al rum), delle mandorle tostate, delle caldarroste e delle mele al forno, dai cuori di panpepato, dalle figurine per il presepio e dalle decorazioni per l’albero di Natale, dai giocattoli e dai pullover invernali.
Ecco le 10 attrazioni imperdibili nella città di Salisburgo... più una.
La Fortezza Hohensalzburg che domina dall'alto la città costruita nel lontano 1077. La Fortezza si raggiunge dalla Kapitelplatz e proseguendo lungo la Festungsgasse – da qui si può scegliere se proseguire con la funicolare della Fortezza oppure a piedi (la salita dura circa mezz'ora).
La Casa Natale di Mozart, detta "Casa di Hagenau", dove la famiglia di Mozart visse dal 1747 al 1773 e il 27 gennaio 1756 nacque Wolfgang Amadeus Mozart. Nell'edificio c'è un museo dove sono esposti gli strumenti usati dal grande compositore da bambino, i suoi violini, la sua spinetta, alcune partiture, una selezione di ritratti e di lettere. Al secondo piano, modelli di scenari delle sue opere e documenti vari.
Il Duomo di Salisburgo, l'edificio sacro più grande della città e l'edificio del primo barocco più impressionante a nord delle Alpi.
Il castello di Hellbrunn, pochi chilometri a sud di Salisburgo, fu edificato nella prima metà del Seicento per volontà dell'arcivescovo Marco Sittico von Hohenems e rappresenta un importante esempio di residenza suburbana barocca. Intorno al castello il parco di Hellbrunn con rigogliosi giardini, piccoli sentieri nel verde, tranquilli laghetti, un aranceto inondato di luce.
Il Museo di Salisburgo presenta le diverse facce della città con esposizioni permanenti e temporanee.
Il Museo di Arte moderna: Mönchsberg è uno dei due edifici che ospita il Museo di Arte moderna di Salisburgo e svetta in alto sopra i tetti del centro storico. Mönchsberg troneggia direttamente vicino alla ripida parete rocciosa del monte Mönchsberg, sopra i tetti del centro storico e 60 metri al di sopra dell’Anton-Neumayr-Platz.
Il Museo di Scienze Naturali ospita uno dei più begli acquari di tutta l'Europa centrale. Oltre 40 vasche vi invitano a scoprire l'affascinante mondo sott´acqua. Qui potrete osservare pesci grandi e piccoli, colorati e pallidi, esotici e della regione.
La Galleria della Residenza ospita la collezione di dipinti incentrata soprattutto sulla pittura olandese del XVII° secolo, sulla pittura barocca italiana, francese ed austriaca del XVII° e XVIII° secolo e sulla pittura austriaca del XIX° secolo.
Lo Zoo di Salisburgo con tantissime specie di animali: dall'orso al rinoceronte, dalle pantere alle tigri.
La Casa di Mozart detta anche "Casa del maestro di ballo" dove abitò negli anni 1773-1780 e dove vi compose sinfonie, erenate, concerti per pianoforte e per violino, un concerto per fagotto, arie, messe ed altre composizioni di musica sacra.
Salisburgo è anche una delle mete preferite per chi ama i mercatini di Natale: ogni piazza ospita un proprio "mercatino" e l'atmosfera magica della città viene accompagnata dai profumi del Jagertee (tè al rum), delle mandorle tostate, delle caldarroste e delle mele al forno, dai cuori di panpepato, dalle figurine per il presepio e dalle decorazioni per l’albero di Natale, dai giocattoli e dai pullover invernali.
lunedì 8 novembre 2010
Oxford Street, corsia di sorpasso?
La celebre Oxford Street di Londra, la via più affollata e trafficata della capitale britannica nonché la più grande del mondo (è lunga 4 km), potrebbe diventare a due corsie: una per i turisti, e per chi si sofferma a guardare le vetrine dei negozi, e l'altra per chi ha fretta, una sorta di corsia di sorpasso, insomma. L'idea è venuta alla New West End Company, l'associazione che riunisce gli oltre 600 negozi, i grandi magazzini (tra i più famosi, Selfridges, Marks & Spencer, Debenhams), e gli esercizi pubblici tipo bar e ristoranti di Oxford Street. E' stato calcolato che su questa via passano all'incirca 200 milioni di persone l'anno. Inoltre, è percorsa da 300 double deck bus (quelli a due piani tipici londinesi) ogni ora e incrocia tre importantissime fermate della metropolitana (Marble Arch, Oxford Circus e Tottenham Court), oltre ad altre vie centralissime e affollatissime, come Regent Street, Charing Cross Road, New Bond Street e Park Lane.
Una cosa simile l'avevano fatta a New York, dove era stata tracciata una linea sul marciapiede della Fifth Avenue per dividere i turisti dai newyorchesi. Ma non ha avuto successo. Voi cosa ne pensate?
Una cosa simile l'avevano fatta a New York, dove era stata tracciata una linea sul marciapiede della Fifth Avenue per dividere i turisti dai newyorchesi. Ma non ha avuto successo. Voi cosa ne pensate?
Oxford Street, corsia di sorpasso?
La celebre Oxford Street di Londra, la via più affollata e trafficata della capitale britannica nonché la più grande del mondo (è lunga 4 km), potrebbe diventare a due corsie: una per i turisti, e per chi si sofferma a guardare le vetrine dei negozi, e l'altra per chi ha fretta, una sorta di corsia di sorpasso, insomma. L'idea è venuta alla New West End Company, l'associazione che riunisce gli oltre 600 negozi, i grandi magazzini (tra i più famosi, Selfridges, Marks & Spencer, Debenhams), e gli esercizi pubblici tipo bar e ristoranti di Oxford Street. E' stato calcolato che su questa via passano all'incirca 200 milioni di persone l'anno. Inoltre, è percorsa da 300 double deck bus (quelli a due piani tipici londinesi) ogni ora e incrocia tre importantissime fermate della metropolitana (Marble Arch, Oxford Circus e Tottenham Court), oltre ad altre vie centralissime e affollatissime, come Regent Street, Charing Cross Road, New Bond Street e Park Lane.
Una cosa simile l'avevano fatta a New York, dove era stata tracciata una linea sul marciapiede della Fifth Avenue per dividere i turisti dai newyorchesi. Ma non ha avuto successo. Voi cosa ne pensate?
Una cosa simile l'avevano fatta a New York, dove era stata tracciata una linea sul marciapiede della Fifth Avenue per dividere i turisti dai newyorchesi. Ma non ha avuto successo. Voi cosa ne pensate?
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sabato 6 novembre 2010
Il resort di ghiaccio e neve
A più di 200 km a nord del Circolo Polare Artico, in Finlandia, ogni anno viene costruito un resort di ghiaccio e neve, un vero e proprio villaggio turistico con tanto di hotel, ristorante, discoteca e ice bar. Lo Snow Village copre un'area di 20.000 metri quadrati, non lontano dalle stazioni sciistiche di Yilas e Levi, nella parte occidentale della Lapponia finlandese, a circa 150 chilometri da Rovaniemi. Per costruirlo servono circa 1,5 milioni di chilogrammi di neve e 300.000 di ghiaccio naturale per realizzare circa 3.000 metri quadri di spazi coperti, all'interno dei quali vengono ricavate 20 camere e 7 suites, oltre alle aree di intrattenimento.
La temperatura interna, indipendentemente da quella esterna, si mantiene sempre tra i -2 e i -5 gradi centigradi. Una notte in suite costa 320€, in una camera normale 120€ con tanto di sacchi a pelo termici e abbigliamento adatto per non soffrire di freddo. Da dieci anni ormai, la costruzione inizia verso fine ottobre, quando le temperature oltrepassano i dieci gradi sotto lo zero. Per la stagione 2010-2011, lo Snow Village rimarrà aperto dal 10 dicembre 2010 al 15 aprile 2011.
La temperatura interna, indipendentemente da quella esterna, si mantiene sempre tra i -2 e i -5 gradi centigradi. Una notte in suite costa 320€, in una camera normale 120€ con tanto di sacchi a pelo termici e abbigliamento adatto per non soffrire di freddo. Da dieci anni ormai, la costruzione inizia verso fine ottobre, quando le temperature oltrepassano i dieci gradi sotto lo zero. Per la stagione 2010-2011, lo Snow Village rimarrà aperto dal 10 dicembre 2010 al 15 aprile 2011.
Il resort di ghiaccio e neve
A più di 200 km a nord del Circolo Polare Artico, in Finlandia, ogni anno viene costruito un resort di ghiaccio e neve, un vero e proprio villaggio turistico con tanto di hotel, ristorante, discoteca e ice bar. Lo Snow Village copre un'area di 20.000 metri quadrati, non lontano dalle stazioni sciistiche di Yilas e Levi, nella parte occidentale della Lapponia finlandese, a circa 150 chilometri da Rovaniemi. Per costruirlo servono circa 1,5 milioni di chilogrammi di neve e 300.000 di ghiaccio naturale per realizzare circa 3.000 metri quadri di spazi coperti, all'interno dei quali vengono ricavate 20 camere e 7 suites, oltre alle aree di intrattenimento.
La temperatura interna, indipendentemente da quella esterna, si mantiene sempre tra i -2 e i -5 gradi centigradi. Una notte in suite costa 320€, in una camera normale 120€ con tanto di sacchi a pelo termici e abbigliamento adatto per non soffrire di freddo. Da dieci anni ormai, la costruzione inizia verso fine ottobre, quando le temperature oltrepassano i dieci gradi sotto lo zero. Per la stagione 2010-2011, lo Snow Village rimarrà aperto dal 10 dicembre 2010 al 15 aprile 2011.
La temperatura interna, indipendentemente da quella esterna, si mantiene sempre tra i -2 e i -5 gradi centigradi. Una notte in suite costa 320€, in una camera normale 120€ con tanto di sacchi a pelo termici e abbigliamento adatto per non soffrire di freddo. Da dieci anni ormai, la costruzione inizia verso fine ottobre, quando le temperature oltrepassano i dieci gradi sotto lo zero. Per la stagione 2010-2011, lo Snow Village rimarrà aperto dal 10 dicembre 2010 al 15 aprile 2011.
mercoledì 3 novembre 2010
La 'tomatina' di Londra
Ieri a Londra sembrava di essere in Spagna. Nel pieno centro della metropoli britannica, a Golden Square, a due passi da Piccadilly Circus, è stata improvvisata una battaglia di pomodori proprio come la Tomatina de Buñol che si tiene ogni anno a fine estate nella cittadina spagnola vicina a Valencia. Un vero e proprio flash mob a cui hanno partecipato 200 persone che si sono lanciate 25.000 pomodori belli maturi e lattine di conserva . Tra i partecipanti c'erano anche le sosia di due celebrity: Katy Perry e Lady Gaga. Il divertimento era assicurato.
La vera 'tomatina' si svolge ogni anno fin dal lontano 1940 e partecipano ben 40mila persone provenienti da tutto il mondo che consumano 100mila tonnellate di pomodori. Ma a Buñol non ci sono le due pop star che vedete in questo video.
La vera 'tomatina' si svolge ogni anno fin dal lontano 1940 e partecipano ben 40mila persone provenienti da tutto il mondo che consumano 100mila tonnellate di pomodori. Ma a Buñol non ci sono le due pop star che vedete in questo video.
La 'tomatina' di Londra
Ieri a Londra sembrava di essere in Spagna. Nel pieno centro della metropoli britannica, a Golden Square, a due passi da Piccadilly Circus, è stata improvvisata una battaglia di pomodori proprio come la Tomatina de Buñol che si tiene ogni anno a fine estate nella cittadina spagnola vicina a Valencia. Un vero e proprio flash mob a cui hanno partecipato 200 persone che si sono lanciate 25.000 pomodori belli maturi e lattine di conserva . Tra i partecipanti c'erano anche le sosia di due celebrity: Katy Perry e Lady Gaga. Il divertimento era assicurato.
La vera 'tomatina' si svolge ogni anno fin dal lontano 1940 e partecipano ben 40mila persone provenienti da tutto il mondo che consumano 100mila tonnellate di pomodori. Ma a Buñol non ci sono le due pop star che vedete in questo video.
La vera 'tomatina' si svolge ogni anno fin dal lontano 1940 e partecipano ben 40mila persone provenienti da tutto il mondo che consumano 100mila tonnellate di pomodori. Ma a Buñol non ci sono le due pop star che vedete in questo video.
Le coste più belle del mondo
Quali sono le coste più belle del mondo? Se lo sono chiesti al National Geographic e, per giungere a un risultato oggettivo, hanno indetto un sondaggio tra 340 esperti di viaggi e di turismo sostenibile. Alla fine hanno stilato una classifica dei 99 tratti di costa più belli al mondo e nella Top 10 rientrano anche le italianissime Cinque Terre. Al primo posto si è classificata la Penisola di Avalon in Canada, mentre il podio viene completato dal Galles con il Pembrokeshire e dalla Nuova Zelanda con la Costa Tutukaka.
La classifica delle prime dieci viene completata dai fiordi cileni, dall'isola di Kauai (Hawaii), da Batinah in Oman, da Broome in Australia e da altri due litorali canadesi: le coste delle Gulf Island in British Columbia e la Costa Sud della Nuova Scozia. E voi che ne pensate? Quali sono secondo voi i litorali più belli al mondo?
La classifica delle prime dieci viene completata dai fiordi cileni, dall'isola di Kauai (Hawaii), da Batinah in Oman, da Broome in Australia e da altri due litorali canadesi: le coste delle Gulf Island in British Columbia e la Costa Sud della Nuova Scozia. E voi che ne pensate? Quali sono secondo voi i litorali più belli al mondo?
Le coste più belle del mondo
Quali sono le coste più belle del mondo? Se lo sono chiesti al National Geographic e, per giungere a un risultato oggettivo, hanno indetto un sondaggio tra 340 esperti di viaggi e di turismo sostenibile. Alla fine hanno stilato una classifica dei 99 tratti di costa più belli al mondo e nella Top 10 rientrano anche le italianissime Cinque Terre. Al primo posto si è classificata la Penisola di Avalon in Canada, mentre il podio viene completato dal Galles con il Pembrokeshire e dalla Nuova Zelanda con la Costa Tutukaka.
La classifica delle prime dieci viene completata dai fiordi cileni, dall'isola di Kauai (Hawaii), da Batinah in Oman, da Broome in Australia e da altri due litorali canadesi: le coste delle Gulf Island in British Columbia e la Costa Sud della Nuova Scozia. E voi che ne pensate? Quali sono secondo voi i litorali più belli al mondo?
La classifica delle prime dieci viene completata dai fiordi cileni, dall'isola di Kauai (Hawaii), da Batinah in Oman, da Broome in Australia e da altri due litorali canadesi: le coste delle Gulf Island in British Columbia e la Costa Sud della Nuova Scozia. E voi che ne pensate? Quali sono secondo voi i litorali più belli al mondo?
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giovedì 28 ottobre 2010
Turismo, le 10 città più care
E' appena uscita la classifica annuale delle città turistiche più care del mondo stilata da Mercer. Se finora la più costosa era Tokyo, quest'anno è stata scalzata dalla capitale dell'Angola, Luanda. Non è proprio una città affollata di turisti, ma se si decide di andare a fare un viaggio da quelle parti, è importante sapere che non è assolutamente a buon mercato. La metropoli giapponese passa comunque al secondo posto, seguita da un'altra città africana, N'djamena, nel Ciad (neppure questa molto gettonata dai turisti). La top 10 prosegue con Mosca (4° posto), Ginevra (5°), Osaka (6°), Libreville, nel Gabon (7°), Zurigo (8°), Hong Kong (9°) per finire con Copenhagen, in Danimarca. La classifica arriva fino al 50° posto.
Le nostre Milano e Roma si trovano rispettivamente al 15° e al 26° posto. La Capitale è persino più cara di New York, che si colloca alla 27^ posizione. Agli ultimi posti (50°) a pari merito si trovano Francoforte e Abu Dhabi. Penultima Barcellona e terzultima Praga. Se siete in procinto di organizzare un viaggio, ecco allora le mete da scegliere.
Le nostre Milano e Roma si trovano rispettivamente al 15° e al 26° posto. La Capitale è persino più cara di New York, che si colloca alla 27^ posizione. Agli ultimi posti (50°) a pari merito si trovano Francoforte e Abu Dhabi. Penultima Barcellona e terzultima Praga. Se siete in procinto di organizzare un viaggio, ecco allora le mete da scegliere.
Turismo, le 10 città più care
E' appena uscita la classifica annuale delle città turistiche più care del mondo stilata da Mercer. Se finora la più costosa era Tokyo, quest'anno è stata scalzata dalla capitale dell'Angola, Luanda. Non è proprio una città affollata di turisti, ma se si decide di andare a fare un viaggio da quelle parti, è importante sapere che non è assolutamente a buon mercato. La metropoli giapponese passa comunque al secondo posto, seguita da un'altra città africana, N'djamena, nel Ciad (neppure questa molto gettonata dai turisti). La top 10 prosegue con Mosca (4° posto), Ginevra (5°), Osaka (6°), Libreville, nel Gabon (7°), Zurigo (8°), Hong Kong (9°) per finire con Copenhagen, in Danimarca. La classifica arriva fino al 50° posto.
Le nostre Milano e Roma si trovano rispettivamente al 15° e al 26° posto. La Capitale è persino più cara di New York, che si colloca alla 27^ posizione. Agli ultimi posti (50°) a pari merito si trovano Francoforte e Abu Dhabi. Penultima Barcellona e terzultima Praga. Se siete in procinto di organizzare un viaggio, ecco allora le mete da scegliere.
Le nostre Milano e Roma si trovano rispettivamente al 15° e al 26° posto. La Capitale è persino più cara di New York, che si colloca alla 27^ posizione. Agli ultimi posti (50°) a pari merito si trovano Francoforte e Abu Dhabi. Penultima Barcellona e terzultima Praga. Se siete in procinto di organizzare un viaggio, ecco allora le mete da scegliere.
mercoledì 27 ottobre 2010
Sorprendente Yorkshire, terra di vampiri e conigli giganti
Il coniglio, nella sua placida e maestosa fissità, sorveglia dall’alto il passaggio dei curiosi che si fermano ai suoi piedi. I piccoli uomini scrutano, increduli e divertiti, l’originale scultura di fili di ferro fittamente intrecciati. Poco più in là, sotto un gazebo all’ombra di grandi tigli in fiore, una giapponese si diverte a volteggiare calpestando ritmicamente il pavimento. A ogni suo passo, la musica si sprigiona dal pavimento e si libera nell’aria. E non è che l’inizio. Perché lo Yorkshire Sculpture Park, il più grande museo di scultura all’aperto d’Europa, riserva sorprese fuori dall’ordinario. Non tanto (e non solo) per dimensioni e varietà di alberi e fiori, quanto per la bella collezione di sculture d’arte moderna che custodisce: le maestose opere antropomorfe di Henry Moore e Barbara Hepworth; gli alberi adorni di bidoni della spazzatura, bidet e sedie di plastica di Dennis Oppenheim; i grandi conigli ieratici di Sophie Ryder.
SULLE ORME DI DRACULA E CAPTAIN COOK - Ma il parco di Wakefield, in questo tranquillo angolo del North Yorkshire visitato da più di 250mila persone l'anno, racchiude soltanto un lembo dell'immensa anima verde dell'antica contea inglese. Celate nel verde o spalancate sul mare del Nord, borghi di pietra, storiche abbazie e moderne cittadine raccontano una storia secolare, spesso condita di aneddoti leggendari. Prendete ad esempio Whitby, nel nord dello Yorkshire. Il delizioso porto di pescatori alla foce del fiume Esk deve la sua fama al libro di Bram Stoker, Dracula, ispirato dall'atmosfera plumbea del cimitero all'ombra della Chiesa di St. Mary, sulla collina che sovrasta la cittadina. Da lassù, non è difficile immaginare lo sbarco di Dracula nelle stesse acque che videro partire verso terre ignote l'esploratore James Cook. Ai due sono dedicati, rispettivamente, il Captain Cook Memorial Museum (Grape Lane, www.cookmuseumwhitby.co.uk) e il The Bram Stoker's Dracula Experience (Marine Parade 9).
SULLE ORME DI DRACULA E CAPTAIN COOK - Ma il parco di Wakefield, in questo tranquillo angolo del North Yorkshire visitato da più di 250mila persone l'anno, racchiude soltanto un lembo dell'immensa anima verde dell'antica contea inglese. Celate nel verde o spalancate sul mare del Nord, borghi di pietra, storiche abbazie e moderne cittadine raccontano una storia secolare, spesso condita di aneddoti leggendari. Prendete ad esempio Whitby, nel nord dello Yorkshire. Il delizioso porto di pescatori alla foce del fiume Esk deve la sua fama al libro di Bram Stoker, Dracula, ispirato dall'atmosfera plumbea del cimitero all'ombra della Chiesa di St. Mary, sulla collina che sovrasta la cittadina. Da lassù, non è difficile immaginare lo sbarco di Dracula nelle stesse acque che videro partire verso terre ignote l'esploratore James Cook. Ai due sono dedicati, rispettivamente, il Captain Cook Memorial Museum (Grape Lane, www.cookmuseumwhitby.co.uk) e il The Bram Stoker's Dracula Experience (Marine Parade 9).
Sorprendente Yorkshire, terra di vampiri e conigli giganti
Il coniglio, nella sua placida e maestosa fissità, sorveglia dall’alto il passaggio dei curiosi che si fermano ai suoi piedi. I piccoli uomini scrutano, increduli e divertiti, l’originale scultura di fili di ferro fittamente intrecciati. Poco più in là, sotto un gazebo all’ombra di grandi tigli in fiore, una giapponese si diverte a volteggiare calpestando ritmicamente il pavimento. A ogni suo passo, la musica si sprigiona dal pavimento e si libera nell’aria. E non è che l’inizio. Perché lo Yorkshire Sculpture Park, il più grande museo di scultura all’aperto d’Europa, riserva sorprese fuori dall’ordinario. Non tanto (e non solo) per dimensioni e varietà di alberi e fiori, quanto per la bella collezione di sculture d’arte moderna che custodisce: le maestose opere antropomorfe di Henry Moore e Barbara Hepworth; gli alberi adorni di bidoni della spazzatura, bidet e sedie di plastica di Dennis Oppenheim; i grandi conigli ieratici di Sophie Ryder.
SULLE ORME DI DRACULA E CAPTAIN COOK - Ma il parco di Wakefield, in questo tranquillo angolo del North Yorkshire visitato da più di 250mila persone l'anno, racchiude soltanto un lembo dell'immensa anima verde dell'antica contea inglese. Celate nel verde o spalancate sul mare del Nord, borghi di pietra, storiche abbazie e moderne cittadine raccontano una storia secolare, spesso condita di aneddoti leggendari. Prendete ad esempio Whitby, nel nord dello Yorkshire. Il delizioso porto di pescatori alla foce del fiume Esk deve la sua fama al libro di Bram Stoker, Dracula, ispirato dall'atmosfera plumbea del cimitero all'ombra della Chiesa di St. Mary, sulla collina che sovrasta la cittadina. Da lassù, non è difficile immaginare lo sbarco di Dracula nelle stesse acque che videro partire verso terre ignote l'esploratore James Cook. Ai due sono dedicati, rispettivamente, il Captain Cook Memorial Museum (Grape Lane, www.cookmuseumwhitby.co.uk) e il The Bram Stoker's Dracula Experience (Marine Parade 9).
SULLE ORME DI DRACULA E CAPTAIN COOK - Ma il parco di Wakefield, in questo tranquillo angolo del North Yorkshire visitato da più di 250mila persone l'anno, racchiude soltanto un lembo dell'immensa anima verde dell'antica contea inglese. Celate nel verde o spalancate sul mare del Nord, borghi di pietra, storiche abbazie e moderne cittadine raccontano una storia secolare, spesso condita di aneddoti leggendari. Prendete ad esempio Whitby, nel nord dello Yorkshire. Il delizioso porto di pescatori alla foce del fiume Esk deve la sua fama al libro di Bram Stoker, Dracula, ispirato dall'atmosfera plumbea del cimitero all'ombra della Chiesa di St. Mary, sulla collina che sovrasta la cittadina. Da lassù, non è difficile immaginare lo sbarco di Dracula nelle stesse acque che videro partire verso terre ignote l'esploratore James Cook. Ai due sono dedicati, rispettivamente, il Captain Cook Memorial Museum (Grape Lane, www.cookmuseumwhitby.co.uk) e il The Bram Stoker's Dracula Experience (Marine Parade 9).
martedì 26 ottobre 2010
Robin Hood rimane senza casa: in vendita la foresta di Sherwood
La crisi non risparmia proprio nessuno, nemmeno una leggenda come Robin Hood. Secondo il Telegraph, pare che il governo britannico abbia intenzione di mettere in vendita oltre 748.000 acri di foreste, compresa la Foresta di Sherwood. L'intento è quello di ricavare denaro per ripianare il deficit e alcuni luoghi di interesse storico e turistico come, appunto, la Foresta di Sherwood e la Foresta di Dean saranno ceduti a privati che realizzeranno parchi divertimento, alberghi e altre amenità turistiche.
Attualmente le foreste demaniali britanniche sono protette dalla Magna Carta del 1215 che ne preserva l'integrità, ma ben presto le cose potrebbero cambiare. Già si parla di alberi tagliati per far posto a strutture ricettive, attrazioni e parcheggi. Ogni anno più di mezzo milione di persone visitano Sherwood ed è facile capire che il numero potrebbe aumentare a dismisura con il piano annunciato e le conseguenze per l'ambiente e la natura sono facilmente immaginabili. Io spero davvero che cambino idea in fretta...
Attualmente le foreste demaniali britanniche sono protette dalla Magna Carta del 1215 che ne preserva l'integrità, ma ben presto le cose potrebbero cambiare. Già si parla di alberi tagliati per far posto a strutture ricettive, attrazioni e parcheggi. Ogni anno più di mezzo milione di persone visitano Sherwood ed è facile capire che il numero potrebbe aumentare a dismisura con il piano annunciato e le conseguenze per l'ambiente e la natura sono facilmente immaginabili. Io spero davvero che cambino idea in fretta...
Robin Hood rimane senza casa: in vendita la foresta di Sherwood
La crisi non risparmia proprio nessuno, nemmeno una leggenda come Robin Hood. Secondo il Telegraph, pare che il governo britannico abbia intenzione di mettere in vendita oltre 748.000 acri di foreste, compresa la Foresta di Sherwood. L'intento è quello di ricavare denaro per ripianare il deficit e alcuni luoghi di interesse storico e turistico come, appunto, la Foresta di Sherwood e la Foresta di Dean saranno ceduti a privati che realizzeranno parchi divertimento, alberghi e altre amenità turistiche.
Attualmente le foreste demaniali britanniche sono protette dalla Magna Carta del 1215 che ne preserva l'integrità, ma ben presto le cose potrebbero cambiare. Già si parla di alberi tagliati per far posto a strutture ricettive, attrazioni e parcheggi. Ogni anno più di mezzo milione di persone visitano Sherwood ed è facile capire che il numero potrebbe aumentare a dismisura con il piano annunciato e le conseguenze per l'ambiente e la natura sono facilmente immaginabili. Io spero davvero che cambino idea in fretta...
Attualmente le foreste demaniali britanniche sono protette dalla Magna Carta del 1215 che ne preserva l'integrità, ma ben presto le cose potrebbero cambiare. Già si parla di alberi tagliati per far posto a strutture ricettive, attrazioni e parcheggi. Ogni anno più di mezzo milione di persone visitano Sherwood ed è facile capire che il numero potrebbe aumentare a dismisura con il piano annunciato e le conseguenze per l'ambiente e la natura sono facilmente immaginabili. Io spero davvero che cambino idea in fretta...
A casa dell'oste: l'old taste di Verona
“Vino e musica furono sempre per me il miglior cavatappi”. Scriveva così, nei suoi Taccuini, lo scrittore e drammaturgo russo Anton Cechov. Non visitò mai la città di Romeo e Giulietta, ma la sua filosofia sopravvive, ampiamente condivisa, tra i veronesi e le migliaia di turisti che, ogni estate, affollano gli spalti dell'Arena per assistere a uno degli allestimenti del Festival lirico. Prima di godersi l'opera, infatti, è di rito fare sosta in bar e trattorie, solleticando il palato con vini e piatti saporiti.
Ed è proprio nel cuore medievale della città che si è preservata l'antica tradizione delle osterie veronesi, tra piazza Bra’, dove si erge l'Arena, e piazza delle Erbe. In via Arche Scaligere, per esempio, a ridosso di una bella casa merlata indicata come quella di Romeo Montecchi, i tavoloni in legno scuro e soffitto a cassettoni dell’Osteria al Duca (tel. 045.59.44.74) sono il suggestivo décor di una cucina tradizionale e sostanziosa a base di polenta, baccalà, trippa e stracotto d’asino. Qui, per sentirsi dei veri veronesi, a fine pasto si deve ordinare il classico “resentin” (un dito di grappa bianca nella tazzina del caffè per resentar, cioè ripulire, la tazzina e insaporire la grappa stessa).
A poca distanza, al 9 di via Sottoriva, forse la più caratteristica fra le strade della città, l’atmosfera è ancora quella dei banchi di mescita. Merito delle vecchie sedie impagliate della bella Osteria Sottoriva (tel. 045.80.14.323), pochi tavoli all’interno e sotto i portici, dove l’aperitivo classico è un calice di vino accompagnato da squisite polpettine di carne. La cucina è quella locale e ruota su tre piatti principali: pasta e fagioli, pastissada e polpette di cavallo e manzo.
Per portare a casa qualche bottiglia, invece, ci si sposta a due numeri civici di distanza, dove l’Enoteca di via Sottoriva (tel. 045.59.03.66) offre una selezione di Valpolicella classico, Recioto e Amarone e organizza visite guidate e degustazioni. Ritornando poi verso piazza delle Erbe, si incontra corso Santa Anastasia, conosciuto come la strada degli antiquari: lungo il cammino sarà difficile resistere alle prelibatezze gastronomiche di Albertini Alimentari (tel. 045.80.31.074, www.salumeriaalbertini.it), antica bottega di specialità venete, e non solo.
Oltrepassata piazza Erbe, la passeggiata continua nell’elegante corso Porta Borsari, che termina con l’omonima porta in marmo bianco, fra i più importanti monumenti veronesi d’età romana. Prima di avviarsi verso l’Arena, si può ordinare un altro bicchiere al bar Il Campidoglio (tel. 045.59.10.59), ricavato nella chiesa romanica di San Marco alle Carceri, nella bellissima e raccolta piazzetta Tirabosco: le serate migliori sono quelle di venerdì e sabato, quando il locale si trasforma in un festoso ritrovo all’aria aperta.
Da qui, percorrendo il corso e prendendo sulla sinistra via Oberdan, si torna in piazza Bra’ per accodarsi lungo gli antichi ingressi dell'Arena, esattamente come accadeva duemila anni fa, e godersi uno spettacolo unico al mondo. E se alla fine della rappresentazione è lo stomaco a intonare il suo canto, si può fare un salto alla Panzerotteria all'11 di via Porta San Zeno (tel. 045.80.05.189), dove si radunano tutti i tiratardi per fare scorpacciate di supplì e panzerotti sempre caldi.
Ed è proprio nel cuore medievale della città che si è preservata l'antica tradizione delle osterie veronesi, tra piazza Bra’, dove si erge l'Arena, e piazza delle Erbe. In via Arche Scaligere, per esempio, a ridosso di una bella casa merlata indicata come quella di Romeo Montecchi, i tavoloni in legno scuro e soffitto a cassettoni dell’Osteria al Duca (tel. 045.59.44.74) sono il suggestivo décor di una cucina tradizionale e sostanziosa a base di polenta, baccalà, trippa e stracotto d’asino. Qui, per sentirsi dei veri veronesi, a fine pasto si deve ordinare il classico “resentin” (un dito di grappa bianca nella tazzina del caffè per resentar, cioè ripulire, la tazzina e insaporire la grappa stessa).
A poca distanza, al 9 di via Sottoriva, forse la più caratteristica fra le strade della città, l’atmosfera è ancora quella dei banchi di mescita. Merito delle vecchie sedie impagliate della bella Osteria Sottoriva (tel. 045.80.14.323), pochi tavoli all’interno e sotto i portici, dove l’aperitivo classico è un calice di vino accompagnato da squisite polpettine di carne. La cucina è quella locale e ruota su tre piatti principali: pasta e fagioli, pastissada e polpette di cavallo e manzo.
Per portare a casa qualche bottiglia, invece, ci si sposta a due numeri civici di distanza, dove l’Enoteca di via Sottoriva (tel. 045.59.03.66) offre una selezione di Valpolicella classico, Recioto e Amarone e organizza visite guidate e degustazioni. Ritornando poi verso piazza delle Erbe, si incontra corso Santa Anastasia, conosciuto come la strada degli antiquari: lungo il cammino sarà difficile resistere alle prelibatezze gastronomiche di Albertini Alimentari (tel. 045.80.31.074, www.salumeriaalbertini.it), antica bottega di specialità venete, e non solo.
Oltrepassata piazza Erbe, la passeggiata continua nell’elegante corso Porta Borsari, che termina con l’omonima porta in marmo bianco, fra i più importanti monumenti veronesi d’età romana. Prima di avviarsi verso l’Arena, si può ordinare un altro bicchiere al bar Il Campidoglio (tel. 045.59.10.59), ricavato nella chiesa romanica di San Marco alle Carceri, nella bellissima e raccolta piazzetta Tirabosco: le serate migliori sono quelle di venerdì e sabato, quando il locale si trasforma in un festoso ritrovo all’aria aperta.
Da qui, percorrendo il corso e prendendo sulla sinistra via Oberdan, si torna in piazza Bra’ per accodarsi lungo gli antichi ingressi dell'Arena, esattamente come accadeva duemila anni fa, e godersi uno spettacolo unico al mondo. E se alla fine della rappresentazione è lo stomaco a intonare il suo canto, si può fare un salto alla Panzerotteria all'11 di via Porta San Zeno (tel. 045.80.05.189), dove si radunano tutti i tiratardi per fare scorpacciate di supplì e panzerotti sempre caldi.
A casa dell'oste: l'old taste di Verona
“Vino e musica furono sempre per me il miglior cavatappi”. Scriveva così, nei suoi Taccuini, lo scrittore e drammaturgo russo Anton Cechov. Non visitò mai la città di Romeo e Giulietta, ma la sua filosofia sopravvive, ampiamente condivisa, tra i veronesi e le migliaia di turisti che, ogni estate, affollano gli spalti dell'Arena per assistere a uno degli allestimenti del Festival lirico. Prima di godersi l'opera, infatti, è di rito fare sosta in bar e trattorie, solleticando il palato con vini e piatti saporiti.
Ed è proprio nel cuore medievale della città che si è preservata l'antica tradizione delle osterie veronesi, tra piazza Bra’, dove si erge l'Arena, e piazza delle Erbe. In via Arche Scaligere, per esempio, a ridosso di una bella casa merlata indicata come quella di Romeo Montecchi, i tavoloni in legno scuro e soffitto a cassettoni dell’Osteria al Duca (tel. 045.59.44.74) sono il suggestivo décor di una cucina tradizionale e sostanziosa a base di polenta, baccalà, trippa e stracotto d’asino. Qui, per sentirsi dei veri veronesi, a fine pasto si deve ordinare il classico “resentin” (un dito di grappa bianca nella tazzina del caffè per resentar, cioè ripulire, la tazzina e insaporire la grappa stessa).
A poca distanza, al 9 di via Sottoriva, forse la più caratteristica fra le strade della città, l’atmosfera è ancora quella dei banchi di mescita. Merito delle vecchie sedie impagliate della bella Osteria Sottoriva (tel. 045.80.14.323), pochi tavoli all’interno e sotto i portici, dove l’aperitivo classico è un calice di vino accompagnato da squisite polpettine di carne. La cucina è quella locale e ruota su tre piatti principali: pasta e fagioli, pastissada e polpette di cavallo e manzo.
Per portare a casa qualche bottiglia, invece, ci si sposta a due numeri civici di distanza, dove l’Enoteca di via Sottoriva (tel. 045.59.03.66) offre una selezione di Valpolicella classico, Recioto e Amarone e organizza visite guidate e degustazioni. Ritornando poi verso piazza delle Erbe, si incontra corso Santa Anastasia, conosciuto come la strada degli antiquari: lungo il cammino sarà difficile resistere alle prelibatezze gastronomiche di Albertini Alimentari (tel. 045.80.31.074, www.salumeriaalbertini.it), antica bottega di specialità venete, e non solo.
Oltrepassata piazza Erbe, la passeggiata continua nell’elegante corso Porta Borsari, che termina con l’omonima porta in marmo bianco, fra i più importanti monumenti veronesi d’età romana. Prima di avviarsi verso l’Arena, si può ordinare un altro bicchiere al bar Il Campidoglio (tel. 045.59.10.59), ricavato nella chiesa romanica di San Marco alle Carceri, nella bellissima e raccolta piazzetta Tirabosco: le serate migliori sono quelle di venerdì e sabato, quando il locale si trasforma in un festoso ritrovo all’aria aperta.
Da qui, percorrendo il corso e prendendo sulla sinistra via Oberdan, si torna in piazza Bra’ per accodarsi lungo gli antichi ingressi dell'Arena, esattamente come accadeva duemila anni fa, e godersi uno spettacolo unico al mondo. E se alla fine della rappresentazione è lo stomaco a intonare il suo canto, si può fare un salto alla Panzerotteria all'11 di via Porta San Zeno (tel. 045.80.05.189), dove si radunano tutti i tiratardi per fare scorpacciate di supplì e panzerotti sempre caldi.
Ed è proprio nel cuore medievale della città che si è preservata l'antica tradizione delle osterie veronesi, tra piazza Bra’, dove si erge l'Arena, e piazza delle Erbe. In via Arche Scaligere, per esempio, a ridosso di una bella casa merlata indicata come quella di Romeo Montecchi, i tavoloni in legno scuro e soffitto a cassettoni dell’Osteria al Duca (tel. 045.59.44.74) sono il suggestivo décor di una cucina tradizionale e sostanziosa a base di polenta, baccalà, trippa e stracotto d’asino. Qui, per sentirsi dei veri veronesi, a fine pasto si deve ordinare il classico “resentin” (un dito di grappa bianca nella tazzina del caffè per resentar, cioè ripulire, la tazzina e insaporire la grappa stessa).
A poca distanza, al 9 di via Sottoriva, forse la più caratteristica fra le strade della città, l’atmosfera è ancora quella dei banchi di mescita. Merito delle vecchie sedie impagliate della bella Osteria Sottoriva (tel. 045.80.14.323), pochi tavoli all’interno e sotto i portici, dove l’aperitivo classico è un calice di vino accompagnato da squisite polpettine di carne. La cucina è quella locale e ruota su tre piatti principali: pasta e fagioli, pastissada e polpette di cavallo e manzo.
Per portare a casa qualche bottiglia, invece, ci si sposta a due numeri civici di distanza, dove l’Enoteca di via Sottoriva (tel. 045.59.03.66) offre una selezione di Valpolicella classico, Recioto e Amarone e organizza visite guidate e degustazioni. Ritornando poi verso piazza delle Erbe, si incontra corso Santa Anastasia, conosciuto come la strada degli antiquari: lungo il cammino sarà difficile resistere alle prelibatezze gastronomiche di Albertini Alimentari (tel. 045.80.31.074, www.salumeriaalbertini.it), antica bottega di specialità venete, e non solo.
Oltrepassata piazza Erbe, la passeggiata continua nell’elegante corso Porta Borsari, che termina con l’omonima porta in marmo bianco, fra i più importanti monumenti veronesi d’età romana. Prima di avviarsi verso l’Arena, si può ordinare un altro bicchiere al bar Il Campidoglio (tel. 045.59.10.59), ricavato nella chiesa romanica di San Marco alle Carceri, nella bellissima e raccolta piazzetta Tirabosco: le serate migliori sono quelle di venerdì e sabato, quando il locale si trasforma in un festoso ritrovo all’aria aperta.
Da qui, percorrendo il corso e prendendo sulla sinistra via Oberdan, si torna in piazza Bra’ per accodarsi lungo gli antichi ingressi dell'Arena, esattamente come accadeva duemila anni fa, e godersi uno spettacolo unico al mondo. E se alla fine della rappresentazione è lo stomaco a intonare il suo canto, si può fare un salto alla Panzerotteria all'11 di via Porta San Zeno (tel. 045.80.05.189), dove si radunano tutti i tiratardi per fare scorpacciate di supplì e panzerotti sempre caldi.
giovedì 16 settembre 2010
Vino e architettura: connubbio vincente
A settembre parte la stagione della vendemmia, del vino e delle degustazioni. Un'occasione non soltanto per organizzare un weekend enogastronomico nelle regioni d'Italia, ma anche per visitare alcune delle più belle cantine del nostro Paese. L'ultima moda adottata dalle aziende vinicole è di far progettare il loro quartier generale da architetti di fama internazionale. Strutture avveniristiche o eco-sostenibili, di pietra, cristallo o acciaio, purché siano vere e proprie opere d'arte.
Così, architetti del calibro di Renzo Piano, Mario Botta, Massimlino Fuksas, Jean Nouvel, Santiago Calatrava, Frank O. Gehry ecc hanno lasciato la loro impronta inconfondibile tra le colline del Chianti, nel vicentino o sulla costa toscana. Ma anche nella famosissima Napa Valley, in California, nel sud della Francia, in Spagna e nella zona dello Champagne. Se vi ho fatto venire voglia di partire, brindate alla mia salute! Cin cin.
Così, architetti del calibro di Renzo Piano, Mario Botta, Massimlino Fuksas, Jean Nouvel, Santiago Calatrava, Frank O. Gehry ecc hanno lasciato la loro impronta inconfondibile tra le colline del Chianti, nel vicentino o sulla costa toscana. Ma anche nella famosissima Napa Valley, in California, nel sud della Francia, in Spagna e nella zona dello Champagne. Se vi ho fatto venire voglia di partire, brindate alla mia salute! Cin cin.
Vino e architettura: connubbio vincente
A settembre parte la stagione della vendemmia, del vino e delle degustazioni. Un'occasione non soltanto per organizzare un weekend enogastronomico nelle regioni d'Italia, ma anche per visitare alcune delle più belle cantine del nostro Paese. L'ultima moda adottata dalle aziende vinicole è di far progettare il loro quartier generale da architetti di fama internazionale. Strutture avveniristiche o eco-sostenibili, di pietra, cristallo o acciaio, purché siano vere e proprie opere d'arte.
Così, architetti del calibro di Renzo Piano, Mario Botta, Massimlino Fuksas, Jean Nouvel, Santiago Calatrava, Frank O. Gehry ecc hanno lasciato la loro impronta inconfondibile tra le colline del Chianti, nel vicentino o sulla costa toscana. Ma anche nella famosissima Napa Valley, in California, nel sud della Francia, in Spagna e nella zona dello Champagne. Se vi ho fatto venire voglia di partire, brindate alla mia salute! Cin cin.
Così, architetti del calibro di Renzo Piano, Mario Botta, Massimlino Fuksas, Jean Nouvel, Santiago Calatrava, Frank O. Gehry ecc hanno lasciato la loro impronta inconfondibile tra le colline del Chianti, nel vicentino o sulla costa toscana. Ma anche nella famosissima Napa Valley, in California, nel sud della Francia, in Spagna e nella zona dello Champagne. Se vi ho fatto venire voglia di partire, brindate alla mia salute! Cin cin.
Polinesia: nasce il primo resort completamente ecologico
Sull'isola polinesiana di Tetiaroa sta per sorgere il resort più eco-compatibile del mondo. The Brando prende il nome dal proprietario dell'atollo, Marlon Brando, che lo acquistò nel 1966, e sarà costruito sul motu dove un tempo sorgeva un hotel di lusso fondato dal celebre attore americano. Il resort impiegherà un sistema all'avanguardia per la produzione, la conservazione e la distribuzione di energie rinnovabili. Al centro del progetto c'è il rispetto per il delicato ecosistema dell'isola e l'attenzione alla comunità locale. Tra le idee 'green': l'utilizzo dell'acqua fredda a -5°C presa dalle profondità marine che serve per coltivare ogni tipo di prodotto della terra; un impianto di condizionamento alimentato ad acqua che permette il risparmio energetico del 90%; un centro di ricerca per lo studio delle tartarughe; l'assenza totale del cemento. Sarà pronto verso la metà del 2012.
Tetiaroa si trova nell'arcipelago della Società, poco lontano da Tahiti. Un tempo era il buen retiro dei re della Polinesia perché è molto difficile da raggiungere e non è vicino a nessun atollo. E' completamente circondato dalla barriera corallina ed è vietato passarci sopra con le imbarcazioni. Ai tempi di Marlon Brando è stato creato un unico passaggio tra i coralli che viene usato tuttora. Insomma, è un luogo unico al mondo e io non vedo l'ora di andarci. Voi no?
Tetiaroa si trova nell'arcipelago della Società, poco lontano da Tahiti. Un tempo era il buen retiro dei re della Polinesia perché è molto difficile da raggiungere e non è vicino a nessun atollo. E' completamente circondato dalla barriera corallina ed è vietato passarci sopra con le imbarcazioni. Ai tempi di Marlon Brando è stato creato un unico passaggio tra i coralli che viene usato tuttora. Insomma, è un luogo unico al mondo e io non vedo l'ora di andarci. Voi no?
Polinesia: nasce il primo resort completamente ecologico
Sull'isola polinesiana di Tetiaroa sta per sorgere il resort più eco-compatibile del mondo. The Brando prende il nome dal proprietario dell'atollo, Marlon Brando, che lo acquistò nel 1966, e sarà costruito sul motu dove un tempo sorgeva un hotel di lusso fondato dal celebre attore americano. Il resort impiegherà un sistema all'avanguardia per la produzione, la conservazione e la distribuzione di energie rinnovabili. Al centro del progetto c'è il rispetto per il delicato ecosistema dell'isola e l'attenzione alla comunità locale. Tra le idee 'green': l'utilizzo dell'acqua fredda a -5°C presa dalle profondità marine che serve per coltivare ogni tipo di prodotto della terra; un impianto di condizionamento alimentato ad acqua che permette il risparmio energetico del 90%; un centro di ricerca per lo studio delle tartarughe; l'assenza totale del cemento. Sarà pronto verso la metà del 2012.
Tetiaroa si trova nell'arcipelago della Società, poco lontano da Tahiti. Un tempo era il buen retiro dei re della Polinesia perché è molto difficile da raggiungere e non è vicino a nessun atollo. E' completamente circondato dalla barriera corallina ed è vietato passarci sopra con le imbarcazioni. Ai tempi di Marlon Brando è stato creato un unico passaggio tra i coralli che viene usato tuttora. Insomma, è un luogo unico al mondo e io non vedo l'ora di andarci. Voi no?
Tetiaroa si trova nell'arcipelago della Società, poco lontano da Tahiti. Un tempo era il buen retiro dei re della Polinesia perché è molto difficile da raggiungere e non è vicino a nessun atollo. E' completamente circondato dalla barriera corallina ed è vietato passarci sopra con le imbarcazioni. Ai tempi di Marlon Brando è stato creato un unico passaggio tra i coralli che viene usato tuttora. Insomma, è un luogo unico al mondo e io non vedo l'ora di andarci. Voi no?
lunedì 13 settembre 2010
Diversamente a mare… a Lamezia Terme si può!!
Di Letizia Cugnetto
Sostenibilità è la parola chiave di un’attività estiva, che ha permesso a chi è diverso di trascorrere un’estate uguale agli altri ed è inoltre un progetto che fa onore alla città di Lamezia Terme, da sempre attenta a chi soffre. Nonostante le notizie negative sulla stagione balneare calabrese, che da ormai diversi anni è ricordata per il mare sporco, per l’inquinamento e per le proteste dei bagnanti, sul litorale lametino è possibile segnalare una nota positiva.
Si tratta di “Diversamente a mare”, un’iniziativa di turismo accessibile, realizzata per il secondo anno consecutivo, dal Comune in collaborazione con una cooperativa sociale, anch’essa lametina, che ha offerto la possibilità ai diversamente abili ed agli anziani di un servizio in spiaggia di qualità. Sono state create tre postazioni, in diverse località, a pochi chilometri l’una dall’altra, in cui degli operatori, adeguatamente formati, offrivano aiuto a tutti coloro che venivano a trascorrere una piacevole giornata al mare, dal 17 Luglio al 31 Agosto! Gli operatori erano muniti di una carrozzina speciale, che camminava sulla sabbia e consentiva, dunque, agli utenti di giungere sulla battigia senza difficoltà e, inoltre, di avere sempre a propria disposizione, dalle 9 del mattino fino alle 19, una persona per ogni personale esigenza. Gli utenti del litorale lametino hanno risposto favorevolmente all’iniziativa, in tutti e tre i lidi creati, affermando che li sceglievano proprio per il servizio offerto, che consentiva anche alle persone anziane di fruire di un valido accompagnamento e aiuto. Con l’occasione, inoltre, gli operatori cercavano di sensibilizzare i bagnanti, riguardo all’importanza di mantenere la spiaggia pulita, distribuendo materiale didattico – informativo, sulla raccolta differenziata e realizzando attività di animazione per i più piccoli. Il binomio turismo sostenibile – turismo accessibile ha funzionato, portando la spiaggia lametina ad assimilarsi a quelle romagnole e toscane, dove già da tempo sono previste iniziative del genere. Essere diverso non significa dover trascorrere un’estate diversa e per una volta, la seconda volta, in Calabria, è stato possibile. Tale progetto virtuoso deve essere un esempio per altre località balneari della regione, affinchè turismo di qualità significhi turismo per tutti.
Sostenibilità è la parola chiave di un’attività estiva, che ha permesso a chi è diverso di trascorrere un’estate uguale agli altri ed è inoltre un progetto che fa onore alla città di Lamezia Terme, da sempre attenta a chi soffre. Nonostante le notizie negative sulla stagione balneare calabrese, che da ormai diversi anni è ricordata per il mare sporco, per l’inquinamento e per le proteste dei bagnanti, sul litorale lametino è possibile segnalare una nota positiva.
Si tratta di “Diversamente a mare”, un’iniziativa di turismo accessibile, realizzata per il secondo anno consecutivo, dal Comune in collaborazione con una cooperativa sociale, anch’essa lametina, che ha offerto la possibilità ai diversamente abili ed agli anziani di un servizio in spiaggia di qualità. Sono state create tre postazioni, in diverse località, a pochi chilometri l’una dall’altra, in cui degli operatori, adeguatamente formati, offrivano aiuto a tutti coloro che venivano a trascorrere una piacevole giornata al mare, dal 17 Luglio al 31 Agosto! Gli operatori erano muniti di una carrozzina speciale, che camminava sulla sabbia e consentiva, dunque, agli utenti di giungere sulla battigia senza difficoltà e, inoltre, di avere sempre a propria disposizione, dalle 9 del mattino fino alle 19, una persona per ogni personale esigenza. Gli utenti del litorale lametino hanno risposto favorevolmente all’iniziativa, in tutti e tre i lidi creati, affermando che li sceglievano proprio per il servizio offerto, che consentiva anche alle persone anziane di fruire di un valido accompagnamento e aiuto. Con l’occasione, inoltre, gli operatori cercavano di sensibilizzare i bagnanti, riguardo all’importanza di mantenere la spiaggia pulita, distribuendo materiale didattico – informativo, sulla raccolta differenziata e realizzando attività di animazione per i più piccoli. Il binomio turismo sostenibile – turismo accessibile ha funzionato, portando la spiaggia lametina ad assimilarsi a quelle romagnole e toscane, dove già da tempo sono previste iniziative del genere. Essere diverso non significa dover trascorrere un’estate diversa e per una volta, la seconda volta, in Calabria, è stato possibile. Tale progetto virtuoso deve essere un esempio per altre località balneari della regione, affinchè turismo di qualità significhi turismo per tutti.
Diversamente a mare… a Lamezia Terme si può!!
Di Letizia Cugnetto
Sostenibilità è la parola chiave di un’attività estiva, che ha permesso a chi è diverso di trascorrere un’estate uguale agli altri ed è inoltre un progetto che fa onore alla città di Lamezia Terme, da sempre attenta a chi soffre. Nonostante le notizie negative sulla stagione balneare calabrese, che da ormai diversi anni è ricordata per il mare sporco, per l’inquinamento e per le proteste dei bagnanti, sul litorale lametino è possibile segnalare una nota positiva.
Si tratta di “Diversamente a mare”, un’iniziativa di turismo accessibile, realizzata per il secondo anno consecutivo, dal Comune in collaborazione con una cooperativa sociale, anch’essa lametina, che ha offerto la possibilità ai diversamente abili ed agli anziani di un servizio in spiaggia di qualità. Sono state create tre postazioni, in diverse località, a pochi chilometri l’una dall’altra, in cui degli operatori, adeguatamente formati, offrivano aiuto a tutti coloro che venivano a trascorrere una piacevole giornata al mare, dal 17 Luglio al 31 Agosto! Gli operatori erano muniti di una carrozzina speciale, che camminava sulla sabbia e consentiva, dunque, agli utenti di giungere sulla battigia senza difficoltà e, inoltre, di avere sempre a propria disposizione, dalle 9 del mattino fino alle 19, una persona per ogni personale esigenza. Gli utenti del litorale lametino hanno risposto favorevolmente all’iniziativa, in tutti e tre i lidi creati, affermando che li sceglievano proprio per il servizio offerto, che consentiva anche alle persone anziane di fruire di un valido accompagnamento e aiuto. Con l’occasione, inoltre, gli operatori cercavano di sensibilizzare i bagnanti, riguardo all’importanza di mantenere la spiaggia pulita, distribuendo materiale didattico – informativo, sulla raccolta differenziata e realizzando attività di animazione per i più piccoli. Il binomio turismo sostenibile – turismo accessibile ha funzionato, portando la spiaggia lametina ad assimilarsi a quelle romagnole e toscane, dove già da tempo sono previste iniziative del genere. Essere diverso non significa dover trascorrere un’estate diversa e per una volta, la seconda volta, in Calabria, è stato possibile. Tale progetto virtuoso deve essere un esempio per altre località balneari della regione, affinchè turismo di qualità significhi turismo per tutti.
Sostenibilità è la parola chiave di un’attività estiva, che ha permesso a chi è diverso di trascorrere un’estate uguale agli altri ed è inoltre un progetto che fa onore alla città di Lamezia Terme, da sempre attenta a chi soffre. Nonostante le notizie negative sulla stagione balneare calabrese, che da ormai diversi anni è ricordata per il mare sporco, per l’inquinamento e per le proteste dei bagnanti, sul litorale lametino è possibile segnalare una nota positiva.
Si tratta di “Diversamente a mare”, un’iniziativa di turismo accessibile, realizzata per il secondo anno consecutivo, dal Comune in collaborazione con una cooperativa sociale, anch’essa lametina, che ha offerto la possibilità ai diversamente abili ed agli anziani di un servizio in spiaggia di qualità. Sono state create tre postazioni, in diverse località, a pochi chilometri l’una dall’altra, in cui degli operatori, adeguatamente formati, offrivano aiuto a tutti coloro che venivano a trascorrere una piacevole giornata al mare, dal 17 Luglio al 31 Agosto! Gli operatori erano muniti di una carrozzina speciale, che camminava sulla sabbia e consentiva, dunque, agli utenti di giungere sulla battigia senza difficoltà e, inoltre, di avere sempre a propria disposizione, dalle 9 del mattino fino alle 19, una persona per ogni personale esigenza. Gli utenti del litorale lametino hanno risposto favorevolmente all’iniziativa, in tutti e tre i lidi creati, affermando che li sceglievano proprio per il servizio offerto, che consentiva anche alle persone anziane di fruire di un valido accompagnamento e aiuto. Con l’occasione, inoltre, gli operatori cercavano di sensibilizzare i bagnanti, riguardo all’importanza di mantenere la spiaggia pulita, distribuendo materiale didattico – informativo, sulla raccolta differenziata e realizzando attività di animazione per i più piccoli. Il binomio turismo sostenibile – turismo accessibile ha funzionato, portando la spiaggia lametina ad assimilarsi a quelle romagnole e toscane, dove già da tempo sono previste iniziative del genere. Essere diverso non significa dover trascorrere un’estate diversa e per una volta, la seconda volta, in Calabria, è stato possibile. Tale progetto virtuoso deve essere un esempio per altre località balneari della regione, affinchè turismo di qualità significhi turismo per tutti.
martedì 7 settembre 2010
Ryanair, nuove tariffe a soli 8 euro
Fino alla mezzanotte di giovedì 9 settembre sul sito web della compagnia irlandese low cost Ryanair sarà possibile usufruire della nuova offerta ed acquistare biglietti aerei a 8 euro per viaggiare, a ottobre, il martedì, il mercoledì e il giovedì.
I posti disponibili sono 500mila. Le speciali tariffe 'tutto incluso' sono disponibili su oltre 500 rotte del network europeo del vettore. Il periodo di viaggio va dal primo ottobre 2010 al 31 ottobre 2010. Sono numerose ed interessanti le località verso le quali è possibile volare con soli 8 euro, acquistando ora i biglietti. Tra queste: Barcellona, Londra, Madrid, Porto, Parigi Beauvais, Ibiza, Bruxelles, Kos, Liverpool, Pescara e molte altre. I voli low cost partono da Roma (Ciampino), da Pisa, da Milano (Bergamo), da Venezia-Treviso.
Proprio in questi giorni la compagnia low cost sta facendo parlare di sé non solo per le speciali tariffe a basse costo. Ha suscitato numerose polemiche la singolare proposta avanzata dall'ad Michael O'Leary, secondo il quale si potrebbe eliminare il co-pilota e si potrebbero addestrare le hostess a prendere il comando del velivolo in caso di emergenza.
I posti disponibili sono 500mila. Le speciali tariffe 'tutto incluso' sono disponibili su oltre 500 rotte del network europeo del vettore. Il periodo di viaggio va dal primo ottobre 2010 al 31 ottobre 2010. Sono numerose ed interessanti le località verso le quali è possibile volare con soli 8 euro, acquistando ora i biglietti. Tra queste: Barcellona, Londra, Madrid, Porto, Parigi Beauvais, Ibiza, Bruxelles, Kos, Liverpool, Pescara e molte altre. I voli low cost partono da Roma (Ciampino), da Pisa, da Milano (Bergamo), da Venezia-Treviso.
Proprio in questi giorni la compagnia low cost sta facendo parlare di sé non solo per le speciali tariffe a basse costo. Ha suscitato numerose polemiche la singolare proposta avanzata dall'ad Michael O'Leary, secondo il quale si potrebbe eliminare il co-pilota e si potrebbero addestrare le hostess a prendere il comando del velivolo in caso di emergenza.
Ryanair, nuove tariffe a soli 8 euro
Fino alla mezzanotte di giovedì 9 settembre sul sito web della compagnia irlandese low cost Ryanair sarà possibile usufruire della nuova offerta ed acquistare biglietti aerei a 8 euro per viaggiare, a ottobre, il martedì, il mercoledì e il giovedì.
I posti disponibili sono 500mila. Le speciali tariffe 'tutto incluso' sono disponibili su oltre 500 rotte del network europeo del vettore. Il periodo di viaggio va dal primo ottobre 2010 al 31 ottobre 2010. Sono numerose ed interessanti le località verso le quali è possibile volare con soli 8 euro, acquistando ora i biglietti. Tra queste: Barcellona, Londra, Madrid, Porto, Parigi Beauvais, Ibiza, Bruxelles, Kos, Liverpool, Pescara e molte altre. I voli low cost partono da Roma (Ciampino), da Pisa, da Milano (Bergamo), da Venezia-Treviso.
Proprio in questi giorni la compagnia low cost sta facendo parlare di sé non solo per le speciali tariffe a basse costo. Ha suscitato numerose polemiche la singolare proposta avanzata dall'ad Michael O'Leary, secondo il quale si potrebbe eliminare il co-pilota e si potrebbero addestrare le hostess a prendere il comando del velivolo in caso di emergenza.
I posti disponibili sono 500mila. Le speciali tariffe 'tutto incluso' sono disponibili su oltre 500 rotte del network europeo del vettore. Il periodo di viaggio va dal primo ottobre 2010 al 31 ottobre 2010. Sono numerose ed interessanti le località verso le quali è possibile volare con soli 8 euro, acquistando ora i biglietti. Tra queste: Barcellona, Londra, Madrid, Porto, Parigi Beauvais, Ibiza, Bruxelles, Kos, Liverpool, Pescara e molte altre. I voli low cost partono da Roma (Ciampino), da Pisa, da Milano (Bergamo), da Venezia-Treviso.
Proprio in questi giorni la compagnia low cost sta facendo parlare di sé non solo per le speciali tariffe a basse costo. Ha suscitato numerose polemiche la singolare proposta avanzata dall'ad Michael O'Leary, secondo il quale si potrebbe eliminare il co-pilota e si potrebbero addestrare le hostess a prendere il comando del velivolo in caso di emergenza.
Irlanda, a tutto ostriche
In Irlanda è stagione di ostriche e, in molte cittadine, sono partiti gli Oysters Festival. Da Galway a Clarenbridge (entrambi 10-12 settembre), da Hillsborough a Carlingford (appena terminati), un weekend dopo l'altro, i villaggi di pescatori si affollano di gente proveniente da tutto il mondo per degustare il prelibato mollusco (GUARDA LE FOTO). I festival delle ostriche non solo solo sagre mangerecce. Durante le giornate di festa si svolgono anche altri eventi divertentissimi. Per esempio, a Hillsborough viene eletta Miss Perla (dato che le perle si trovano nelle ostriche) e si tiene il campionato mondiale di ostriche, dove vince chi riesce a mangiarne di più (l'ambulanza è già pronta a portare via il vincitore, ovviamente).
A Galway, invece, si assiste alla parata per le vie del paese, si partecipa al Grande ballo e si beve tanta Guinness. Non manca naturalmente la musica tradizionale irlandese ad allietare le giornate e le serate dei turisti. Vi consiglio di andarci subito, sapete, no, quello che si dice delle ostriche?
A Galway, invece, si assiste alla parata per le vie del paese, si partecipa al Grande ballo e si beve tanta Guinness. Non manca naturalmente la musica tradizionale irlandese ad allietare le giornate e le serate dei turisti. Vi consiglio di andarci subito, sapete, no, quello che si dice delle ostriche?
Irlanda, a tutto ostriche
In Irlanda è stagione di ostriche e, in molte cittadine, sono partiti gli Oysters Festival. Da Galway a Clarenbridge (entrambi 10-12 settembre), da Hillsborough a Carlingford (appena terminati), un weekend dopo l'altro, i villaggi di pescatori si affollano di gente proveniente da tutto il mondo per degustare il prelibato mollusco (GUARDA LE FOTO). I festival delle ostriche non solo solo sagre mangerecce. Durante le giornate di festa si svolgono anche altri eventi divertentissimi. Per esempio, a Hillsborough viene eletta Miss Perla (dato che le perle si trovano nelle ostriche) e si tiene il campionato mondiale di ostriche, dove vince chi riesce a mangiarne di più (l'ambulanza è già pronta a portare via il vincitore, ovviamente).
A Galway, invece, si assiste alla parata per le vie del paese, si partecipa al Grande ballo e si beve tanta Guinness. Non manca naturalmente la musica tradizionale irlandese ad allietare le giornate e le serate dei turisti. Vi consiglio di andarci subito, sapete, no, quello che si dice delle ostriche?
A Galway, invece, si assiste alla parata per le vie del paese, si partecipa al Grande ballo e si beve tanta Guinness. Non manca naturalmente la musica tradizionale irlandese ad allietare le giornate e le serate dei turisti. Vi consiglio di andarci subito, sapete, no, quello che si dice delle ostriche?
martedì 31 agosto 2010
Boom di acquisti e presenze negli agriturismi calabresi
L'agriturismo calabrese continua a crescere. Crescono le presenze (+ 10%) e l’acquisto dei prodotti tipici ( + 47%) nei punti vendita presso le strutture agrituristiche. Se la buona tavola e l'aria buona e all’aperto sono le ragioni principali per scegliere l'agriturismo, sempre piu' spesso – afferma Pietro Molinaro presidente Coldiretti Calabria- insieme a questi “appeal” sono offerti programmi ricreativi come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking mentre in molti agriturismi non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici con lunghe passeggiate nei boschi e la partecipazione alle iniziative offerte nel territorio
. Nei quasi trecento agriturismi calabresi che continuamente migliorano il loro standard qualitativo – continua Molinaro – da un primo resoconto abbiamo verificato che sono state registrate presenze per circa il 10% in più rispetto all’anno precedente e questo è un dato importante se si considera che gli amanti della vacanza a contatto con la natura amano visitare luoghi che sono situati nelle zone interne della regione. Ma la parte del leone e che ha registrato un vero e proprio boom è stato l’acquisto delle produzioni della filiera agricola ed agroalimentare della Calabria presso i punti vendita degli agriturismi che sempre in numero maggiore si identificano con il marchio “Campagna Amica” dove è stato segnato un aumento degli acquisti del 47%. “Una vittoria del prodotto legato al territorio -chiosa Molinaro - una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude oltre a chi contribuisce a conservare questo autentici gioielli. Il turista insieme al relax offerto dal soggiorno conferma uno stile di vita consapevole portandosi a casa le produzioni del territorio e della filiera agricola ed agroalimentare della regione. E’ un dato che ci riempie di soddisfazione –commenta Molinaro –perché è la diretta conferma della validità economica del progetto di filiera tutta agricola che offre prodotti locali, freschi e gustosi che rispettano le tradizioni culinarie e seguono il ritmo delle stagioni. Adesso nel mese di settembre le prospettive appaiono buone e ci aspettiamo la conferma dei dati anche perché la vendemmia e la raccolta dei funghi faranno da traino ad un turismo sempre più apprezzato dai cittadini.
. Nei quasi trecento agriturismi calabresi che continuamente migliorano il loro standard qualitativo – continua Molinaro – da un primo resoconto abbiamo verificato che sono state registrate presenze per circa il 10% in più rispetto all’anno precedente e questo è un dato importante se si considera che gli amanti della vacanza a contatto con la natura amano visitare luoghi che sono situati nelle zone interne della regione. Ma la parte del leone e che ha registrato un vero e proprio boom è stato l’acquisto delle produzioni della filiera agricola ed agroalimentare della Calabria presso i punti vendita degli agriturismi che sempre in numero maggiore si identificano con il marchio “Campagna Amica” dove è stato segnato un aumento degli acquisti del 47%. “Una vittoria del prodotto legato al territorio -chiosa Molinaro - una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude oltre a chi contribuisce a conservare questo autentici gioielli. Il turista insieme al relax offerto dal soggiorno conferma uno stile di vita consapevole portandosi a casa le produzioni del territorio e della filiera agricola ed agroalimentare della regione. E’ un dato che ci riempie di soddisfazione –commenta Molinaro –perché è la diretta conferma della validità economica del progetto di filiera tutta agricola che offre prodotti locali, freschi e gustosi che rispettano le tradizioni culinarie e seguono il ritmo delle stagioni. Adesso nel mese di settembre le prospettive appaiono buone e ci aspettiamo la conferma dei dati anche perché la vendemmia e la raccolta dei funghi faranno da traino ad un turismo sempre più apprezzato dai cittadini.
Boom di acquisti e presenze negli agriturismi calabresi
L'agriturismo calabrese continua a crescere. Crescono le presenze (+ 10%) e l’acquisto dei prodotti tipici ( + 47%) nei punti vendita presso le strutture agrituristiche. Se la buona tavola e l'aria buona e all’aperto sono le ragioni principali per scegliere l'agriturismo, sempre piu' spesso – afferma Pietro Molinaro presidente Coldiretti Calabria- insieme a questi “appeal” sono offerti programmi ricreativi come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking mentre in molti agriturismi non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici con lunghe passeggiate nei boschi e la partecipazione alle iniziative offerte nel territorio
. Nei quasi trecento agriturismi calabresi che continuamente migliorano il loro standard qualitativo – continua Molinaro – da un primo resoconto abbiamo verificato che sono state registrate presenze per circa il 10% in più rispetto all’anno precedente e questo è un dato importante se si considera che gli amanti della vacanza a contatto con la natura amano visitare luoghi che sono situati nelle zone interne della regione. Ma la parte del leone e che ha registrato un vero e proprio boom è stato l’acquisto delle produzioni della filiera agricola ed agroalimentare della Calabria presso i punti vendita degli agriturismi che sempre in numero maggiore si identificano con il marchio “Campagna Amica” dove è stato segnato un aumento degli acquisti del 47%. “Una vittoria del prodotto legato al territorio -chiosa Molinaro - una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude oltre a chi contribuisce a conservare questo autentici gioielli. Il turista insieme al relax offerto dal soggiorno conferma uno stile di vita consapevole portandosi a casa le produzioni del territorio e della filiera agricola ed agroalimentare della regione. E’ un dato che ci riempie di soddisfazione –commenta Molinaro –perché è la diretta conferma della validità economica del progetto di filiera tutta agricola che offre prodotti locali, freschi e gustosi che rispettano le tradizioni culinarie e seguono il ritmo delle stagioni. Adesso nel mese di settembre le prospettive appaiono buone e ci aspettiamo la conferma dei dati anche perché la vendemmia e la raccolta dei funghi faranno da traino ad un turismo sempre più apprezzato dai cittadini.
. Nei quasi trecento agriturismi calabresi che continuamente migliorano il loro standard qualitativo – continua Molinaro – da un primo resoconto abbiamo verificato che sono state registrate presenze per circa il 10% in più rispetto all’anno precedente e questo è un dato importante se si considera che gli amanti della vacanza a contatto con la natura amano visitare luoghi che sono situati nelle zone interne della regione. Ma la parte del leone e che ha registrato un vero e proprio boom è stato l’acquisto delle produzioni della filiera agricola ed agroalimentare della Calabria presso i punti vendita degli agriturismi che sempre in numero maggiore si identificano con il marchio “Campagna Amica” dove è stato segnato un aumento degli acquisti del 47%. “Una vittoria del prodotto legato al territorio -chiosa Molinaro - una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude oltre a chi contribuisce a conservare questo autentici gioielli. Il turista insieme al relax offerto dal soggiorno conferma uno stile di vita consapevole portandosi a casa le produzioni del territorio e della filiera agricola ed agroalimentare della regione. E’ un dato che ci riempie di soddisfazione –commenta Molinaro –perché è la diretta conferma della validità economica del progetto di filiera tutta agricola che offre prodotti locali, freschi e gustosi che rispettano le tradizioni culinarie e seguono il ritmo delle stagioni. Adesso nel mese di settembre le prospettive appaiono buone e ci aspettiamo la conferma dei dati anche perché la vendemmia e la raccolta dei funghi faranno da traino ad un turismo sempre più apprezzato dai cittadini.
lunedì 30 agosto 2010
LA CIVILTA' CONTADINA E IL SENSO IDENTITARIO
Scoprire e valorizzare nuove potenzialità per Matera, città unica al mondo, è sempre fonte di grande soddisfazione. E’ proprio quello che si propone la neo-nata associazione culturale B.R.I.O (brillanti realtà in osservazione).
Oltre all’ormai noto, ma non sempre adeguatamente salvaguardato, patrimonio storico-artistico e monumentale, rientrante nel patrocinio Unesco dal 1993, occorre focalizzare l’attenzione sulle notevoli e rilevanti testimonianze demo-antropologiche afferenti alla cosiddetta Civiltà Contadina. Un termine che racchiude in sé molteplici concetti: dai luoghi fisici (case-grotta scavate o in parte semi-costruite) in cui hanno concretamente vissuto le famiglie fino a una cinquantina di anni fa nei Sassi, agli utensili ed oggetti della cultura materiale (riguardanti il lavoro e la vita quotidiana).
Ricostruzioni degli ambienti di vita nelle antiche abitazioni esistono già da qualche anno, nel caso della casa-grotta sita in vico solitario (Sasso Caveoso), e un’altra è stata ricostruita più di recente nel Sasso Barisano.
Ma pochi sanno che esiste un vero e proprio Museo Laboratorio della Civiltà Contadina in via San Giovanni Vecchio, 60 (poco distante dalla Facoltà di Lettere dell’Università della Basilicata). Nei suoi 500 mq di spazi espositivi comunicanti, creati nel 1998 grazie alla passione di una famiglia del luogo, sono esposti attrezzi ed utensili utilizzati negli antichi mestieri, alcuni dei quali ormai scomparsi, diffusi tra abitanti dei rioni Sassi.
All’interno del Museo è possibile percorrere ricostruzioni fedeli degli ambienti in cui venivano svolti mestieri come l’arrotino, il calderaio, il contadino, il barbiere, il calzolaio, il cavamonti, il conciapelli, il conciapiatti, il panieraio, il sellaio, lo scalpellino ecc…vengono ripresi anche alcuni momenti della vita di un uomo, come nel caso dell’infanzia, con esempi degli oggetti di comune utilizzo.
Ciò che più colpisce l’attenzione del visitatore è il buono stato di conservazione e la rarità della maggior parte dei manufatti esposti, autentiche testimonianze di una civiltà ormai scomparsa, che è parte costitutiva dell’identità profonda di Matera. Una città che, fino allo sfollamento dei Sassi, era peculiarmente caratterizzata dalla semplicità e dall’abile manualità dei mestieri che gravitavano attorno al mondo contadino e ad esso erano connessi strettamente.
Proprio per non perdere questo importante valore identitario occorre sostenere queste iniziative, vere azioni di conservazione culturale, per tramandare ai posteri la memoria della nostra civiltà.
Scritto da Tommaso
Oltre all’ormai noto, ma non sempre adeguatamente salvaguardato, patrimonio storico-artistico e monumentale, rientrante nel patrocinio Unesco dal 1993, occorre focalizzare l’attenzione sulle notevoli e rilevanti testimonianze demo-antropologiche afferenti alla cosiddetta Civiltà Contadina. Un termine che racchiude in sé molteplici concetti: dai luoghi fisici (case-grotta scavate o in parte semi-costruite) in cui hanno concretamente vissuto le famiglie fino a una cinquantina di anni fa nei Sassi, agli utensili ed oggetti della cultura materiale (riguardanti il lavoro e la vita quotidiana).
Ricostruzioni degli ambienti di vita nelle antiche abitazioni esistono già da qualche anno, nel caso della casa-grotta sita in vico solitario (Sasso Caveoso), e un’altra è stata ricostruita più di recente nel Sasso Barisano.
Ma pochi sanno che esiste un vero e proprio Museo Laboratorio della Civiltà Contadina in via San Giovanni Vecchio, 60 (poco distante dalla Facoltà di Lettere dell’Università della Basilicata). Nei suoi 500 mq di spazi espositivi comunicanti, creati nel 1998 grazie alla passione di una famiglia del luogo, sono esposti attrezzi ed utensili utilizzati negli antichi mestieri, alcuni dei quali ormai scomparsi, diffusi tra abitanti dei rioni Sassi.
All’interno del Museo è possibile percorrere ricostruzioni fedeli degli ambienti in cui venivano svolti mestieri come l’arrotino, il calderaio, il contadino, il barbiere, il calzolaio, il cavamonti, il conciapelli, il conciapiatti, il panieraio, il sellaio, lo scalpellino ecc…vengono ripresi anche alcuni momenti della vita di un uomo, come nel caso dell’infanzia, con esempi degli oggetti di comune utilizzo.
Ciò che più colpisce l’attenzione del visitatore è il buono stato di conservazione e la rarità della maggior parte dei manufatti esposti, autentiche testimonianze di una civiltà ormai scomparsa, che è parte costitutiva dell’identità profonda di Matera. Una città che, fino allo sfollamento dei Sassi, era peculiarmente caratterizzata dalla semplicità e dall’abile manualità dei mestieri che gravitavano attorno al mondo contadino e ad esso erano connessi strettamente.
Proprio per non perdere questo importante valore identitario occorre sostenere queste iniziative, vere azioni di conservazione culturale, per tramandare ai posteri la memoria della nostra civiltà.
Scritto da Tommaso
LA CIVILTA' CONTADINA E IL SENSO IDENTITARIO
Scoprire e valorizzare nuove potenzialità per Matera, città unica al mondo, è sempre fonte di grande soddisfazione. E’ proprio quello che si propone la neo-nata associazione culturale B.R.I.O (brillanti realtà in osservazione).
Oltre all’ormai noto, ma non sempre adeguatamente salvaguardato, patrimonio storico-artistico e monumentale, rientrante nel patrocinio Unesco dal 1993, occorre focalizzare l’attenzione sulle notevoli e rilevanti testimonianze demo-antropologiche afferenti alla cosiddetta Civiltà Contadina. Un termine che racchiude in sé molteplici concetti: dai luoghi fisici (case-grotta scavate o in parte semi-costruite) in cui hanno concretamente vissuto le famiglie fino a una cinquantina di anni fa nei Sassi, agli utensili ed oggetti della cultura materiale (riguardanti il lavoro e la vita quotidiana).
Ricostruzioni degli ambienti di vita nelle antiche abitazioni esistono già da qualche anno, nel caso della casa-grotta sita in vico solitario (Sasso Caveoso), e un’altra è stata ricostruita più di recente nel Sasso Barisano.
Ma pochi sanno che esiste un vero e proprio Museo Laboratorio della Civiltà Contadina in via San Giovanni Vecchio, 60 (poco distante dalla Facoltà di Lettere dell’Università della Basilicata). Nei suoi 500 mq di spazi espositivi comunicanti, creati nel 1998 grazie alla passione di una famiglia del luogo, sono esposti attrezzi ed utensili utilizzati negli antichi mestieri, alcuni dei quali ormai scomparsi, diffusi tra abitanti dei rioni Sassi.
All’interno del Museo è possibile percorrere ricostruzioni fedeli degli ambienti in cui venivano svolti mestieri come l’arrotino, il calderaio, il contadino, il barbiere, il calzolaio, il cavamonti, il conciapelli, il conciapiatti, il panieraio, il sellaio, lo scalpellino ecc…vengono ripresi anche alcuni momenti della vita di un uomo, come nel caso dell’infanzia, con esempi degli oggetti di comune utilizzo.
Ciò che più colpisce l’attenzione del visitatore è il buono stato di conservazione e la rarità della maggior parte dei manufatti esposti, autentiche testimonianze di una civiltà ormai scomparsa, che è parte costitutiva dell’identità profonda di Matera. Una città che, fino allo sfollamento dei Sassi, era peculiarmente caratterizzata dalla semplicità e dall’abile manualità dei mestieri che gravitavano attorno al mondo contadino e ad esso erano connessi strettamente.
Proprio per non perdere questo importante valore identitario occorre sostenere queste iniziative, vere azioni di conservazione culturale, per tramandare ai posteri la memoria della nostra civiltà.
Scritto da Tommaso
Oltre all’ormai noto, ma non sempre adeguatamente salvaguardato, patrimonio storico-artistico e monumentale, rientrante nel patrocinio Unesco dal 1993, occorre focalizzare l’attenzione sulle notevoli e rilevanti testimonianze demo-antropologiche afferenti alla cosiddetta Civiltà Contadina. Un termine che racchiude in sé molteplici concetti: dai luoghi fisici (case-grotta scavate o in parte semi-costruite) in cui hanno concretamente vissuto le famiglie fino a una cinquantina di anni fa nei Sassi, agli utensili ed oggetti della cultura materiale (riguardanti il lavoro e la vita quotidiana).
Ricostruzioni degli ambienti di vita nelle antiche abitazioni esistono già da qualche anno, nel caso della casa-grotta sita in vico solitario (Sasso Caveoso), e un’altra è stata ricostruita più di recente nel Sasso Barisano.
Ma pochi sanno che esiste un vero e proprio Museo Laboratorio della Civiltà Contadina in via San Giovanni Vecchio, 60 (poco distante dalla Facoltà di Lettere dell’Università della Basilicata). Nei suoi 500 mq di spazi espositivi comunicanti, creati nel 1998 grazie alla passione di una famiglia del luogo, sono esposti attrezzi ed utensili utilizzati negli antichi mestieri, alcuni dei quali ormai scomparsi, diffusi tra abitanti dei rioni Sassi.
All’interno del Museo è possibile percorrere ricostruzioni fedeli degli ambienti in cui venivano svolti mestieri come l’arrotino, il calderaio, il contadino, il barbiere, il calzolaio, il cavamonti, il conciapelli, il conciapiatti, il panieraio, il sellaio, lo scalpellino ecc…vengono ripresi anche alcuni momenti della vita di un uomo, come nel caso dell’infanzia, con esempi degli oggetti di comune utilizzo.
Ciò che più colpisce l’attenzione del visitatore è il buono stato di conservazione e la rarità della maggior parte dei manufatti esposti, autentiche testimonianze di una civiltà ormai scomparsa, che è parte costitutiva dell’identità profonda di Matera. Una città che, fino allo sfollamento dei Sassi, era peculiarmente caratterizzata dalla semplicità e dall’abile manualità dei mestieri che gravitavano attorno al mondo contadino e ad esso erano connessi strettamente.
Proprio per non perdere questo importante valore identitario occorre sostenere queste iniziative, vere azioni di conservazione culturale, per tramandare ai posteri la memoria della nostra civiltà.
Scritto da Tommaso
sabato 28 agosto 2010
Londra, carnevale di Notting Hill
Reso famoso da un celebre film con Julia Roberts e Hugh Grant, il quartiere londinese di Notting Hill, a ovest della città, si anima, domenica 29 e lunedì 30 agosto, per il carnevale.
Le strade vengono invase da cortei di gente che balla il samba mascherata stile carnevale di Rio. Una meraviglia! Il Notting Hill Carnival si tiene fin dal lontano 1966 ed è il più imponente festival d'Europa. Attira circa un milione di persone ogni estate.
Ballerine in abiti coloratissimi, piume di struzzo e trucco appariscente danzano per 3,5 miglia di strade e stradine del quartiere. Ma anche concerti live, maschere e bancarelle che vendono i piatti tradizionali. Un vero happening. Chi non partecipa alle parate, festeggia comunque il carnevale affacciandosi a balconi e finestre. Il carnevale è un evento multietnico. Partecipa gente dal Sud America, dall'Africa e da ogni parte del mondo.
Le strade vengono invase da cortei di gente che balla il samba mascherata stile carnevale di Rio. Una meraviglia! Il Notting Hill Carnival si tiene fin dal lontano 1966 ed è il più imponente festival d'Europa. Attira circa un milione di persone ogni estate.
Ballerine in abiti coloratissimi, piume di struzzo e trucco appariscente danzano per 3,5 miglia di strade e stradine del quartiere. Ma anche concerti live, maschere e bancarelle che vendono i piatti tradizionali. Un vero happening. Chi non partecipa alle parate, festeggia comunque il carnevale affacciandosi a balconi e finestre. Il carnevale è un evento multietnico. Partecipa gente dal Sud America, dall'Africa e da ogni parte del mondo.
mercoledì 4 agosto 2010
Anche il cemento va in vacanza: una colata di metri cubi vista mare
Il partito del calcestruzzo nutre una grande passione non solo per le autostrade, ma anche per le località turistiche. Dalle Alpi al Salento, dalle Dolomiti alla costa Smeralda, le lingue grigie del magma grigio si insinuano negli anfratti più belli del nostro territorio trasformandosi in villaggi turistici, seconde case, alberghi, resort...
I casi più emblematici sono documentati nel libro-inchiesta La Colata, di cinque giornalisti (Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo e Ferruccio Sansa) che lanciano l'allarme e denunciano lo scempio nazionale.
Sardegna
La Sardegna fa scuola. Il piano casa dell'isola, varato lo scorso ottobre e cavallo di battaglia del governatore Cappellacci, ha segnato un'importante vittoria per i signori del mattone. "La legge prevede un incremento della volumetria che può variare dal 30 al 35 per cento, a seconda della distanza dalla battigia e della riduzione del fabbisogno energetico". Si va dall'ampliamento di villa Certosa ai megaprogetti edilizi di Sergio Zuncheddu (immobiliarista, proprietario de L'Unione Sarda e fondatore de Il Foglio) a Villasimius dove intende realizzare un'operazione da 81.000 metri cubi e 90 milioni di euro. E che dire di Tuvixeddu, 260.000 metri cubi oro grigio che Gualtiero Cualbu intende erigere al motto di "Un nuovo modo di abitare, pensare, vivere Cagliari", a ridosso di un sito archeologico romano di rara bellezza? Ma gli appetiti edili muovono anche dalla terraferma, in particolare dal gruppo Benetton e dai Marcegaglia, che da tempo hanno messo gli occhi dalle parti di Capo Teulada per edificare un resort a cinque stelle spalmato su 700 ettari di costa, dove attualmente sorgono antiche case contadine (i furriadroxus).
Puglia
Il Salento si sta trasformando in un immenso villaggio turistico. Uno degli ultimi progetti in attesa di autorizzazione prevede un insediamento di 23.000 metri quadrati a ridosso del mare turchese di Castro Marina, a Spongano. La zona di Santa Maria di Leuca, muove interessi ancora maggiori: "l'ambizione di farne un nuova Montecarlo, con tanto di santuario, casinò, pista per jet privati ha animato i progetti edili degli ultimi anni". E proprio il promontorio di Punta Meliso, dove tutt'ora sorge fatiscente il vecchio immobile dell'ex Colonia Scarciglia è stato oggetto di una lunga vicenda giudiziaria per l'intenzione di alcune immobiliari (tra cui la Immsi di Colaninno) di trasformare l’edificio in un hotel di lusso quando il demanio lo cedette alla Provincia solo per uso "con finalità di incremento e diffusione della nautica". Attualmente, su uno dei punti più belli della costa salentina svetta un cantiere abbandonato.
Sicilia
Lo chiamano eco-resort, in realtà si tratta di un albergo quattro stelle la cui costruzione è stata bloccata in corso d'opera da un'inchiesta per abusivismo edilizio. I progetti avevano già avuto il via libera dal Consiglio provinciale scientifico delle riserve e del Patrimonio della Provincia di Trapani. L'idea è di Giacomo D'Alì (cugino del Senatore PdL Antonio D'Alì, presidente della Commissione permanente Territorio e ambiente) e prevede l'edificazione di un albergo nel cuore della riserva naturale dello Stagnone, ristrutturando un vecchio magazzino per lo stoccaggio del sale sull'Isola Grande.
I casi più emblematici sono documentati nel libro-inchiesta La Colata, di cinque giornalisti (Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo e Ferruccio Sansa) che lanciano l'allarme e denunciano lo scempio nazionale.
Sardegna
La Sardegna fa scuola. Il piano casa dell'isola, varato lo scorso ottobre e cavallo di battaglia del governatore Cappellacci, ha segnato un'importante vittoria per i signori del mattone. "La legge prevede un incremento della volumetria che può variare dal 30 al 35 per cento, a seconda della distanza dalla battigia e della riduzione del fabbisogno energetico". Si va dall'ampliamento di villa Certosa ai megaprogetti edilizi di Sergio Zuncheddu (immobiliarista, proprietario de L'Unione Sarda e fondatore de Il Foglio) a Villasimius dove intende realizzare un'operazione da 81.000 metri cubi e 90 milioni di euro. E che dire di Tuvixeddu, 260.000 metri cubi oro grigio che Gualtiero Cualbu intende erigere al motto di "Un nuovo modo di abitare, pensare, vivere Cagliari", a ridosso di un sito archeologico romano di rara bellezza? Ma gli appetiti edili muovono anche dalla terraferma, in particolare dal gruppo Benetton e dai Marcegaglia, che da tempo hanno messo gli occhi dalle parti di Capo Teulada per edificare un resort a cinque stelle spalmato su 700 ettari di costa, dove attualmente sorgono antiche case contadine (i furriadroxus).
Puglia
Il Salento si sta trasformando in un immenso villaggio turistico. Uno degli ultimi progetti in attesa di autorizzazione prevede un insediamento di 23.000 metri quadrati a ridosso del mare turchese di Castro Marina, a Spongano. La zona di Santa Maria di Leuca, muove interessi ancora maggiori: "l'ambizione di farne un nuova Montecarlo, con tanto di santuario, casinò, pista per jet privati ha animato i progetti edili degli ultimi anni". E proprio il promontorio di Punta Meliso, dove tutt'ora sorge fatiscente il vecchio immobile dell'ex Colonia Scarciglia è stato oggetto di una lunga vicenda giudiziaria per l'intenzione di alcune immobiliari (tra cui la Immsi di Colaninno) di trasformare l’edificio in un hotel di lusso quando il demanio lo cedette alla Provincia solo per uso "con finalità di incremento e diffusione della nautica". Attualmente, su uno dei punti più belli della costa salentina svetta un cantiere abbandonato.
Sicilia
Lo chiamano eco-resort, in realtà si tratta di un albergo quattro stelle la cui costruzione è stata bloccata in corso d'opera da un'inchiesta per abusivismo edilizio. I progetti avevano già avuto il via libera dal Consiglio provinciale scientifico delle riserve e del Patrimonio della Provincia di Trapani. L'idea è di Giacomo D'Alì (cugino del Senatore PdL Antonio D'Alì, presidente della Commissione permanente Territorio e ambiente) e prevede l'edificazione di un albergo nel cuore della riserva naturale dello Stagnone, ristrutturando un vecchio magazzino per lo stoccaggio del sale sull'Isola Grande.
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lunedì 2 agosto 2010
Estate, Toscana al top anche per agriturismo
La Toscana è la regione più richiesta da italiani e stranieri per le vacanze in agriturismo. In particolare, secondo la graduatoria siglata da Agriturist (Confagricoltura), gli italiani puntano soprattutto su Lombardia, Puglia, Sicilia e Lazio; gli inglesi su Lombardia, Piemonte, Sardegna ed Emilia Romagna; i tedeschi su Liguria, Sardegna, Piemonte e Veneto;
i francesi su Lombardia, Piemonte, Sardegna e Sicilia. Rispetto all'anno scorso, la Puglia guadagna 5 posizioni (dall'8° al 3° posto), la Sicilia tre (dal 7° al 4° posto) ed entra l'Abruzzo, quest'anno al 7° posto dopo il terremoto dell'anno scorso. Arretrano invece la Campania (dal 2° al 6° posto) e la Liguria (dal 5° al 9° posto).
Secondo Agriturist, si cerca, nell'ordine, agriturismo con piscina, agriturismo economici, agriturismo con cavalli, feste e sagre della tradizione. In aumento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la domanda di campeggio. Infine, un ultimo dato. Su www.agriturist.it, solo il 16% delle strutture offre il pernottamento a meno di 30 euro mentre quasi la metà, il 40%, fra 40 e 50 euro.
i francesi su Lombardia, Piemonte, Sardegna e Sicilia. Rispetto all'anno scorso, la Puglia guadagna 5 posizioni (dall'8° al 3° posto), la Sicilia tre (dal 7° al 4° posto) ed entra l'Abruzzo, quest'anno al 7° posto dopo il terremoto dell'anno scorso. Arretrano invece la Campania (dal 2° al 6° posto) e la Liguria (dal 5° al 9° posto).
Secondo Agriturist, si cerca, nell'ordine, agriturismo con piscina, agriturismo economici, agriturismo con cavalli, feste e sagre della tradizione. In aumento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la domanda di campeggio. Infine, un ultimo dato. Su www.agriturist.it, solo il 16% delle strutture offre il pernottamento a meno di 30 euro mentre quasi la metà, il 40%, fra 40 e 50 euro.
martedì 27 luglio 2010
Tutte le offerte Last Minute
Saldi estivi.Ecco per voi le ultime offerte estive, o meglio, una serie di promozioni per chi, terrà duro nella propria città ad agosto, optando per le vacanze nei mesi autunnali.
Si parte dal Kenya, in quel di Mambrui, dove nell’Hotel Angel’s bay Resort, si possono trascorrere 9 giorni e 7 notti a partire da 526 euro a persona. La promozione è valida per partenze dal 2 settembre al 29 novembre, comprensive di volo da Milano, Roma e Verona.
A Zanzibar invece, vi aspetta l’hotel Baobab, dal 9 settembre al 23 ottobre, con una quota base a persona che parte dai 650 euro in camera doppia, con pensione completa per 9 giorni e 7 notti con voli da Roma e Milano.
Per gli amanti del Mar Rosso, segnalo infine questa offerta. Dall’8 ottobre al 2 novembre, 8 giorni e 7 notti in pensione completa a Sharm el Sheikh a partire da 399 euro a persona, con voli da Milano, Torino, Pisa, Verona, Roma, Napoli, Catania, Venezia, Bologna e Bergamo.
Nella splendoda cornice del Devon (Inghilterra) il Grand Hotel posizionato sul lungomare di Torquay cuore della Riviera Inglese offre Bed and full West Country Breakfast a soli 140 euro a notte per tutto agosto.
In Cornovaglia (Regno Unito) molti hotel offrono molti interessanti last minute come l'hotel The Metropole di Padstow dove per chi soggiorna per due notti offre l'ingresso gatuito per l'EDEN PROJECT (un grandissimo giardino con migliaia di piante e fiori), mentre The Falmouth hotel offre il Bed and Brekfast per tutto agosto a solo 140 ero a notte. A Fowey potete usufruire del The Fowey Hotel con il suo Bed and Brekfast a soli 130 euro a notte, e L'Idle Rocks Hotel di St Mawes offre fino al 30 settembre 3 notti più cena in camera doppia a 190 euro per notte.
Si parte dal Kenya, in quel di Mambrui, dove nell’Hotel Angel’s bay Resort, si possono trascorrere 9 giorni e 7 notti a partire da 526 euro a persona. La promozione è valida per partenze dal 2 settembre al 29 novembre, comprensive di volo da Milano, Roma e Verona.
A Zanzibar invece, vi aspetta l’hotel Baobab, dal 9 settembre al 23 ottobre, con una quota base a persona che parte dai 650 euro in camera doppia, con pensione completa per 9 giorni e 7 notti con voli da Roma e Milano.
Per gli amanti del Mar Rosso, segnalo infine questa offerta. Dall’8 ottobre al 2 novembre, 8 giorni e 7 notti in pensione completa a Sharm el Sheikh a partire da 399 euro a persona, con voli da Milano, Torino, Pisa, Verona, Roma, Napoli, Catania, Venezia, Bologna e Bergamo.
Nella splendoda cornice del Devon (Inghilterra) il Grand Hotel posizionato sul lungomare di Torquay cuore della Riviera Inglese offre Bed and full West Country Breakfast a soli 140 euro a notte per tutto agosto.
In Cornovaglia (Regno Unito) molti hotel offrono molti interessanti last minute come l'hotel The Metropole di Padstow dove per chi soggiorna per due notti offre l'ingresso gatuito per l'EDEN PROJECT (un grandissimo giardino con migliaia di piante e fiori), mentre The Falmouth hotel offre il Bed and Brekfast per tutto agosto a solo 140 ero a notte. A Fowey potete usufruire del The Fowey Hotel con il suo Bed and Brekfast a soli 130 euro a notte, e L'Idle Rocks Hotel di St Mawes offre fino al 30 settembre 3 notti più cena in camera doppia a 190 euro per notte.
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