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martedì 27 luglio 2010

Tutte le offerte Last Minute

Saldi estivi.Ecco per voi le ultime offerte estive, o meglio, una serie di promozioni per chi, terrà duro nella propria città ad agosto, optando per le vacanze nei mesi autunnali.

Si parte dal Kenya, in quel di Mambrui, dove nell’Hotel Angel’s bay Resort, si possono trascorrere 9 giorni e 7 notti a partire da 526 euro a persona. La promozione è valida per partenze dal 2 settembre al 29 novembre, comprensive di volo da Milano, Roma e Verona.

A Zanzibar invece, vi aspetta l’hotel Baobab, dal 9 settembre al 23 ottobre, con una quota base a persona che parte dai 650 euro in camera doppia, con pensione completa per 9 giorni e 7 notti con voli da Roma e Milano.

Per gli amanti del Mar Rosso, segnalo infine questa offerta. Dall’8 ottobre al 2 novembre, 8 giorni e 7 notti in pensione completa a Sharm el Sheikh a partire da 399 euro a persona, con voli da Milano, Torino, Pisa, Verona, Roma, Napoli, Catania, Venezia, Bologna e Bergamo.

Nella splendoda cornice del Devon (Inghilterra) il Grand Hotel posizionato sul lungomare di Torquay cuore della Riviera Inglese offre Bed and full West Country Breakfast a soli 140 euro a notte per tutto agosto.

In Cornovaglia (Regno Unito) molti hotel offrono molti interessanti last minute come l'hotel The Metropole di Padstow dove per chi soggiorna per due notti offre l'ingresso gatuito per l'EDEN PROJECT (un grandissimo giardino con migliaia di piante e fiori), mentre The Falmouth hotel offre il Bed and Brekfast per tutto agosto a solo 140 ero a notte. A Fowey potete usufruire del The Fowey Hotel con il suo Bed and Brekfast a soli 130 euro a notte, e L'Idle Rocks Hotel  di St Mawes offre fino al 30 settembre 3 notti più cena in camera doppia a 190 euro per notte.

giovedì 22 luglio 2010

Annoiati e contenti:il consiglio dell’estate

Se volete un consiglio per un’attività estiva, eccolo: annoiatevi. Provare ad annoiarsi è più difficile che tentare di divertirsi. Bisogna saper resistere alla fretta, agli amici, alle occasioni e ai cattivi pensieri, uno su tutti: sto sprecando il mio tempo. Invece chi si annoia oggi si prepara a divertirsi domani.

Il divertimento forzato è roba da carcerati del tempo. Fare il bagno nel mare una notte è meraviglioso; fare il bagno nel mare tutte le notti è banale (umido e stancante). Aspettare l’alba una volta con gli amici, e bere un cappuccino all’apertura dei bar, è memorabile. Fare l’alba tutti i giorni è una noiosa manipolazione dei fusi orari: uno vive sull’orario di Fort Lauderdale anche se è in vacanza a Forte dei Marmi. Il cappuccino lo fanno sia qui che là.

Le transumanze serali dei condannati al divertimento, in questa rotonda estate 2010, muovono a compassione. Stessi aperitivi, stesse frasi («Ehi raga, e adesso?»), stesse sigarette, stessi posti, stessi orari, stessa aria da comparse pubblicitarie. Solo gli adolescenti hanno la facoltà dell’uniformità; dai diciott’anni in poi si ha il dovere d’inventarsi almeno il tempo libero, visto che il resto è spesso obbligato.

L’Italia stesa al sole offre molte possibilità. Annoiarsi — senza esagerare— è una bella soluzione. Un modo sano per ripristinare un circolo virtuoso: mi annoio, mi vien voglia di divertirmi, mi diverto, mi stanco, mi riposo, mi annoio. Leggete Il tempo breve di Marco Niada (Garzanti): è un antidoto al veleno della frenesia.

La serata perfetta non è un diritto costituzionale, ma il frutto di pazienza, intuizione e combinazione. Non è neppure qualcosa che si compra: i soldi, in questa materia, sono utili, ma non garantiscono. Se avete dubbi provate a frequentare i luoghi dei ricchissimi: chissà cosa darebbero per divertirsi come a vent’anni, con una vespa e una birra.

Il divertimento continuo e obbligatorio sta provocando disastri. Per compensare l’eccitazione che scende si cercano stimoli sempre maggiori: più posti, più strada, più forte, più rischi e meno scrupoli. Prima o poi, venuta a noia anche l’orrenda equazione nordeuropea (sono ubriaco = mi diverto), arriva l’amico dell’amico che ha polvere in tasca (e sabbia al posto del cervello): e qualcuno, invece d’insultarlo, aspetta il suo turno.

La medicina, dicevo, è la noia. Una noia calcolata e coltivata, troppo razionale per essere ozio e troppo occasionale per diventar pigrizia. Aspettare le cinque del pomeriggio nella penombra dietro una persiana, con un libro e un marito, entrambi così così. Curare il giardino, quand’è chiaro che è lui a curare noi. Lavare la macchina pensando al primo sorso di birra. Guardare, dall’alto di un albergo o una collina, l’ingannevole ordine di una spiaggia, il luogo dove l’Italia scende nel mare, che le perdona quanto ha combinato più su.

Fonte: www.corriere.it/italians