Si trova in uno dei punti più scenografici di Catanzaro e occupa gli spazi di una antica residenza patrizia della città. Non ha ancora due anni di vita, eppure è diventato uno dei poli museali più interessanti della scena italiana. Il MARCA, Museo delle Arti Catanzaro nasce nel marzo 2008 con la vocazione di essere un spazio multifunzionale dove possano convivere situazioni artistiche differenti, dall’arte antica alle opere dei grandi maestri dell’arte contemporanea.
Al piano terra del Museo, infatti, le nuove sale restaurate custodiscono le collezioni permanenti: opere di Antonello de Saliba, Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Andrea Cefaly e Francesco Jerace, che raccontano l’evoluzione del linguaggio pittorico dal Rinascimento al Seicento, dal Barocco all’Ottocento, fino alle suggestioni impressioniste e simboliste. Le sale del piano nobile, invece, sono destinate allemostre temporanee, come quella dedicata a Antoni Tàpies appena inaugurata.
Il MARCA si pone, poi, come partner privilegiato di Intersezioni, il progetto di scultura contemporanea curato da Alberto Fiz, che dal 2005 si svolge ogni estate al Parco Archeologico di Scolacium (a una ventina di chilometri da Catanzaro), proponendo intriganti contaminazioni tra contemporaneo e antico. Il Teatro romano, i ruderi del Foro, le Terme diventano la suggestiva location di installazioni create, in dialogo con il passato, da artisti del calibro di Tony Cragg, Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn, Dennis Oppenheim.
Proseguimento ideale delle installazioni temporanee di Scolacium è il Parco Internazionale della Scultura, in città. Ricavato in uno dei polmoni verdi di Catanzaro, il Parco della biodiversita' mediterranea, accoglie le opere create per Intersezioni, che qui trovano la loro collocazione permanente.
Tra siepi, pini marittimi e ulivi sfilano, fra le altre, Uomo e Ballerina di Stephan Balkenhol, Cast Glances di Tony Cragg, Betoniera di Wim Delvoye, L’uomo che misura le nuvole di Jan Fabre, Seven Times di Antony Gormley, Electric Kisses di Dennis Oppenheim.
Info: Museo MARCA, via Alessandro Turco 63, Catanzaro, tel. 0961.74.67.97; www.museomarca.com. Orari: tutti i giorni 9.30-13, 16-20.30; chiuso lunedì. Ingresso: 3 €. Parco Internazionale della Scultura, via Vinicio Cortese 1. Ingresso libero.
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giovedì 18 febbraio 2010
domenica 14 febbraio 2010
Ferdinandea tra storia e leggenda
Di Domenico Antonio Scaturchio
« Fresca profonda verde foresta. La luce vi è mite, delicatissima, il cielo pare infinitamente lontano; è deliziosa la freschezza dell'aria; in fondo al burrone canta il torrente; sotto le felci canta il ruscello ...
Si ascende sempre, fra il silenzio, fra la boscaglia fitta, per un'ampia via ...
Tacciono le voci umane ...
Non v'è che questa foresta, immensa, sconfinata: solo quest'alta vegetazione esiste.
Siamo lontani per centinaia di miglia dall'abitato: forse il mondo è morto dietro di noi.
Ma ad un tratto, tra la taciturnà serena di questa boscaglia, un che di bianco traspare tra le altezze dei faggi.
Questa è Ferdinandea. »
Cosi scriveva Matilde Serao la scrittrice napoletana che visitò la ferdinandea, conosciuta soprattutto per essere stata il casino di caccia dei Borbone, in quel 1886, raggiungendola da Napoli dopo un viaggio di oltre venti ore. Qui fu ospite del colonnello Achille Fazzari, il garibaldino che dopo l'unita d'Italia acquisto il complesso insieme a cinquemila ettari di terreno dal Ministero delle Finanze, che ne era divenuto proprietario dopo la chiusura delle fonderie e delle fabbriche militari che vi sorgevano, e perciò alle dirette dipendenze del Ministero della Guerra. Già, perchè la Ferdinandea sorse originariamente come residenza del capo delle Reali ferriere della vicina Mongiana, vanto di Ferdinando IV di Borbone e create nei 1736. Le ferriere di Mongiana erano un enorme complesso con tre altiforni alimentati dal legname delle estese foreste della zona, mentre il minerale era estratto dalle miniere di Stilo e di Pazzano. Nel periodo di Massimo splendore la fabbrica occupò circa 1200 tra operai e tecnici. Cosa si produceva? Innanzitutto, cannoni e fucili, i celebri ed eleganti fucili modello Mongiana, dalla canna lunga, istoriati, apprezzati dappertutto e oggi esposti a Napoli e a Parigi.
Oggi delle Reali ferriere rimane poco. Nel piccolo centro di Mongiana sono ancora visibili le due enormi colonne scannellate in ghisa poste all'ingresso dello stabilimento e alcuni ruderi della cinta muraria degli stabilimenti. Nella vicina Ferdinandea, invece, rimane il grande complesso, dove, accanto sorse la “casina di caccia” di Ferdinando di Borbone, che in questi e lussureggianti boschi compi con i suoi ospiti diverse battute caccia. Su iniziativa del Fazzari, poi, vennero create la segheria e la centralina elettrica, agli inizi del Novecento.
La Ferdinandea è una costruzione squadrata a due piani in stile austero, con al centro un vasto cortile con una fontana. Il tutto è in uno stato di forte degrada e abbandono. Di fronte all’ingresso principale del casino, a fianco di quello che consente l’accesso al complesso. una piccala e austera chiesa, abbandonata.
Degli arredi dell'enorme costruzione, con una vasta scala nell’ingresso principale, dove sono ancora visibili gli affreschi originari che l'adornavano, un tempo arredata con preziosi mobili e quadri, non resta quasi nulla. Infatti, dopo che il Fazzari vi soggiornò per diversi anni e avviò lo sfruttamento dei boschi e delle vicine sorgenti di acqua oligominerale già note come "Fonti della Mangiatorella”, acqua imbottigliata e commercializzata già allora.
« Fresca profonda verde foresta. La luce vi è mite, delicatissima, il cielo pare infinitamente lontano; è deliziosa la freschezza dell'aria; in fondo al burrone canta il torrente; sotto le felci canta il ruscello ...
Si ascende sempre, fra il silenzio, fra la boscaglia fitta, per un'ampia via ...
Tacciono le voci umane ...
Non v'è che questa foresta, immensa, sconfinata: solo quest'alta vegetazione esiste.
Siamo lontani per centinaia di miglia dall'abitato: forse il mondo è morto dietro di noi.
Ma ad un tratto, tra la taciturnà serena di questa boscaglia, un che di bianco traspare tra le altezze dei faggi.
Questa è Ferdinandea. »
Cosi scriveva Matilde Serao la scrittrice napoletana che visitò la ferdinandea, conosciuta soprattutto per essere stata il casino di caccia dei Borbone, in quel 1886, raggiungendola da Napoli dopo un viaggio di oltre venti ore. Qui fu ospite del colonnello Achille Fazzari, il garibaldino che dopo l'unita d'Italia acquisto il complesso insieme a cinquemila ettari di terreno dal Ministero delle Finanze, che ne era divenuto proprietario dopo la chiusura delle fonderie e delle fabbriche militari che vi sorgevano, e perciò alle dirette dipendenze del Ministero della Guerra. Già, perchè la Ferdinandea sorse originariamente come residenza del capo delle Reali ferriere della vicina Mongiana, vanto di Ferdinando IV di Borbone e create nei 1736. Le ferriere di Mongiana erano un enorme complesso con tre altiforni alimentati dal legname delle estese foreste della zona, mentre il minerale era estratto dalle miniere di Stilo e di Pazzano. Nel periodo di Massimo splendore la fabbrica occupò circa 1200 tra operai e tecnici. Cosa si produceva? Innanzitutto, cannoni e fucili, i celebri ed eleganti fucili modello Mongiana, dalla canna lunga, istoriati, apprezzati dappertutto e oggi esposti a Napoli e a Parigi.
Oggi delle Reali ferriere rimane poco. Nel piccolo centro di Mongiana sono ancora visibili le due enormi colonne scannellate in ghisa poste all'ingresso dello stabilimento e alcuni ruderi della cinta muraria degli stabilimenti. Nella vicina Ferdinandea, invece, rimane il grande complesso, dove, accanto sorse la “casina di caccia” di Ferdinando di Borbone, che in questi e lussureggianti boschi compi con i suoi ospiti diverse battute caccia. Su iniziativa del Fazzari, poi, vennero create la segheria e la centralina elettrica, agli inizi del Novecento.
La Ferdinandea è una costruzione squadrata a due piani in stile austero, con al centro un vasto cortile con una fontana. Il tutto è in uno stato di forte degrada e abbandono. Di fronte all’ingresso principale del casino, a fianco di quello che consente l’accesso al complesso. una piccala e austera chiesa, abbandonata.
Degli arredi dell'enorme costruzione, con una vasta scala nell’ingresso principale, dove sono ancora visibili gli affreschi originari che l'adornavano, un tempo arredata con preziosi mobili e quadri, non resta quasi nulla. Infatti, dopo che il Fazzari vi soggiornò per diversi anni e avviò lo sfruttamento dei boschi e delle vicine sorgenti di acqua oligominerale già note come "Fonti della Mangiatorella”, acqua imbottigliata e commercializzata già allora.
lunedì 25 gennaio 2010
Settimana bianca per le scuole: ossigeno al turismo silano
Novità positive per la Sila crotonese che, nel cuore del Parco nazionale della Sila, vede aumentare le opportunità per un turismo che davvero è messo nelle condizioni di diventare un vero e proprio volano socio economico.
Finalmente, infatti, sembra essere stata nuovamente ripresa la strada di una sana collaborazione fra il Comune di Cotronei (Crotone) ed i vari Imprenditori turistici presenti nel territorio.
Va in questa direzione, per esempio, un protocollo d’intesa che consentirà l’aumento delle presenze scolastiche particolarmente nei mesi invernali fra le strutture ricettive e ricreative di Palumbosila.
A firmarlo, nei scorsi giorni, l’Amministrazione comunale del sindaco Mario Scavelli, il comune di Policoro (Mt), le provincie di Crotone, Matera, Taranto e Reggio Calabria, i rispettivi uffici scolastici provinciali, il Centro tecnico federale Fiv VI zona ed il Coni di Crotone.
Contrariamente ad altri territori del Crotonese dove la neve produce prevalentemente disagi, nella Sila cotronellara negli ultimi anni si è finalmente riusciti a far diventare le precipitazioni atmosferiche un potenziale volano di sviluppo turistico ed economico. Ciò prevalentemente grazie ad alcuni imprenditori turistici che da vari lustri ormai hanno avuto il coraggio d’investire fondi e fantasia in quest’affascinante angolo della provincia di Crotone.
Il nuovo protocollo d’intesa è stato firmato in un momento felice per il turismo silano a Palumbosila dove grazie alle precipitazioni atmosferiche, agli impianti di risalita, i cannoni per la neve artificiali e l’impianto di illuminazione è possibile sciare anche nelle ore notturne come da tempo avviene nei maggiori villaggi turistici nazionali.
Da una nota diramata dal comune di Cotronei si apprende che sarà possibile attivare una pluralità di iniziative finalizzate alla valorizzazione dell’educazione motoria, la conoscenza delle tematiche ambientali ed attività rivolte alla conoscenza degli sport e delle attività acquatiche e montane nella consapevolezza che “le attività motorie, fisiche e sportive e le attività in ambiente naturale sono opportunità di partecipazione della totalità degli studenti”.
Fra le altre cose, grazie all’impegno del centro tecnico federale “Fiv Zona VI” e dell’associazione “Mari e Monti” di Cotronei si svolgerà una pluralità di lezioni riguardanti gli sport montani per far apprezzare agli stessi studenti “il valore formativo e culturale dello sport e del sano agonismo sportivo ai fini della costituzione dell’identità personale, costruita sulla base della conoscenza delle proprie possibilità e dei propri limiti”. Per il momento il protocollo d’intesa ha una durata triennale che potrà essere rinnovato anche in futuro.
Esprime soddisfazione per la firma del protocollo d’intesa il sindaco cotronellaro Mario Scavelli evidenziando come lo stesso accordo di programma “permetterà al nostro territorio di diversificare l’offerta turistica aprendola al settore della scuola e delle principali associazioni di categoria. Un ruolo importante in questo progetto – aggiunge Scavelli –sarà svolto dai nostri operatori turistici che hanno manifestato il proprio interesse per l’iniziativa e metteranno a disposizione del protocollo d’intesa le proprie strutture e la lunga esperienza e competenza; virtù espresse in varie occasioni come il convegno nazionale della Cei svolto nella scorsa estate e la partecipazione a varie fiere del settore dove hanno esportato le potenzialità del nostro territorio”.
Finalmente, infatti, sembra essere stata nuovamente ripresa la strada di una sana collaborazione fra il Comune di Cotronei (Crotone) ed i vari Imprenditori turistici presenti nel territorio.
Va in questa direzione, per esempio, un protocollo d’intesa che consentirà l’aumento delle presenze scolastiche particolarmente nei mesi invernali fra le strutture ricettive e ricreative di Palumbosila.
A firmarlo, nei scorsi giorni, l’Amministrazione comunale del sindaco Mario Scavelli, il comune di Policoro (Mt), le provincie di Crotone, Matera, Taranto e Reggio Calabria, i rispettivi uffici scolastici provinciali, il Centro tecnico federale Fiv VI zona ed il Coni di Crotone.
Contrariamente ad altri territori del Crotonese dove la neve produce prevalentemente disagi, nella Sila cotronellara negli ultimi anni si è finalmente riusciti a far diventare le precipitazioni atmosferiche un potenziale volano di sviluppo turistico ed economico. Ciò prevalentemente grazie ad alcuni imprenditori turistici che da vari lustri ormai hanno avuto il coraggio d’investire fondi e fantasia in quest’affascinante angolo della provincia di Crotone.
Il nuovo protocollo d’intesa è stato firmato in un momento felice per il turismo silano a Palumbosila dove grazie alle precipitazioni atmosferiche, agli impianti di risalita, i cannoni per la neve artificiali e l’impianto di illuminazione è possibile sciare anche nelle ore notturne come da tempo avviene nei maggiori villaggi turistici nazionali.
Da una nota diramata dal comune di Cotronei si apprende che sarà possibile attivare una pluralità di iniziative finalizzate alla valorizzazione dell’educazione motoria, la conoscenza delle tematiche ambientali ed attività rivolte alla conoscenza degli sport e delle attività acquatiche e montane nella consapevolezza che “le attività motorie, fisiche e sportive e le attività in ambiente naturale sono opportunità di partecipazione della totalità degli studenti”.
Fra le altre cose, grazie all’impegno del centro tecnico federale “Fiv Zona VI” e dell’associazione “Mari e Monti” di Cotronei si svolgerà una pluralità di lezioni riguardanti gli sport montani per far apprezzare agli stessi studenti “il valore formativo e culturale dello sport e del sano agonismo sportivo ai fini della costituzione dell’identità personale, costruita sulla base della conoscenza delle proprie possibilità e dei propri limiti”. Per il momento il protocollo d’intesa ha una durata triennale che potrà essere rinnovato anche in futuro.
Esprime soddisfazione per la firma del protocollo d’intesa il sindaco cotronellaro Mario Scavelli evidenziando come lo stesso accordo di programma “permetterà al nostro territorio di diversificare l’offerta turistica aprendola al settore della scuola e delle principali associazioni di categoria. Un ruolo importante in questo progetto – aggiunge Scavelli –sarà svolto dai nostri operatori turistici che hanno manifestato il proprio interesse per l’iniziativa e metteranno a disposizione del protocollo d’intesa le proprie strutture e la lunga esperienza e competenza; virtù espresse in varie occasioni come il convegno nazionale della Cei svolto nella scorsa estate e la partecipazione a varie fiere del settore dove hanno esportato le potenzialità del nostro territorio”.
mercoledì 20 gennaio 2010
Scilla e' la Venezia del Sud che offre turismo per tutte le stagioni
Di angela mendicino
Un nome antico, un'origine che mescola storia, mitologia e leggenda, Scilla, non ha bisogno di tante parole ma basta uno sguardo per capire che non a caso è stata inserita tra i Borghi più belli d'Italia.
Località turistica d'eccellenza, è un borgo balneare, perla della provincia di Reggio Calabria, si trova sullo Stretto di Messina con poco più di 5mila abitanti e vanta un mare cristallino segnalato con Bandiera Blu.
Tanti sono i motivi per visitare Scilla e trascorrere più e meno brevi vacanze nel suo borgo che annovera diverse strutture ricettive e accoglienti e Bed and Breakfast affacciati sul mare.
Il Castello dei Ruffo, ad esempio, è una della principali attrattive turistiche scillesi, sovrasta il paese da una rupe alta circa 80metri, affacciato sul mare dello Stretto domina i due quartieri che suddividono Scilla, Chianalea e Marina Grande. l'antica fortezza in passato residenza dei principi Ruffo di Calabria è oggi destinazione culturale, affascina per la sua storia e si presenta a turisti e visitatori ben conservato grazie ai recenti restauri ed è caratterizzato dai particolari interni e dalle intricate stanze segrete.
Come dire il fascino del mistero da scoprire. Con le sue abitazioni sul mare, la frazione di Chianalea di Scilla è stata ribattezzata la piccola Venezia del sud. E basta davvero poco per capire il paragone, nata come contrada di pescatori, Chianalea è la zona costiera del versante settentrionale della scogliera che ospita il Castello, caratterizzata da una spiaggia di scogli e rocce.
Acque nitide, casette una vicino l'altra lambite dal mare, vicoli stretti e suggestivi tra cui passeggiare, a prima vista ci si accorge che Chianalea, non ha proprio nulla da invidiare alla costiera Amalfitana. Una zona questa, caratterizzata dalla pesca del pesce spada, secondo tradizione fenicia, che si effettua in primavera con singolari imbarcazioni. Non manca la cucina tipica tra i motivi da aggiungere alla lista per trascorrere le vacanze a Scilla, inoltre, questo lembo di terra calabra è particolarmente apprezzata dagli appassionati per le immersioni subacquee e la possibilità di utilizzare il Diving Center per godere lo spettacolo dei fondali marini, ricchi di flora e fauna.
Poi, il quartiere di Marina Grande è rappresentato da un chilometro si costa, una delle più belle in Calabria, delimitata da due grandi rocce. Visitare Scilla è bello tutti i mesi dell'anno, ma è imperdibile nei mesi estivi, specie in agosto quando ricorre il 16 la festa patronale in onore di San Rocco.
www.calabriaonline.com
Un nome antico, un'origine che mescola storia, mitologia e leggenda, Scilla, non ha bisogno di tante parole ma basta uno sguardo per capire che non a caso è stata inserita tra i Borghi più belli d'Italia.
Località turistica d'eccellenza, è un borgo balneare, perla della provincia di Reggio Calabria, si trova sullo Stretto di Messina con poco più di 5mila abitanti e vanta un mare cristallino segnalato con Bandiera Blu.
Tanti sono i motivi per visitare Scilla e trascorrere più e meno brevi vacanze nel suo borgo che annovera diverse strutture ricettive e accoglienti e Bed and Breakfast affacciati sul mare.
Il Castello dei Ruffo, ad esempio, è una della principali attrattive turistiche scillesi, sovrasta il paese da una rupe alta circa 80metri, affacciato sul mare dello Stretto domina i due quartieri che suddividono Scilla, Chianalea e Marina Grande. l'antica fortezza in passato residenza dei principi Ruffo di Calabria è oggi destinazione culturale, affascina per la sua storia e si presenta a turisti e visitatori ben conservato grazie ai recenti restauri ed è caratterizzato dai particolari interni e dalle intricate stanze segrete.
Come dire il fascino del mistero da scoprire. Con le sue abitazioni sul mare, la frazione di Chianalea di Scilla è stata ribattezzata la piccola Venezia del sud. E basta davvero poco per capire il paragone, nata come contrada di pescatori, Chianalea è la zona costiera del versante settentrionale della scogliera che ospita il Castello, caratterizzata da una spiaggia di scogli e rocce.
Acque nitide, casette una vicino l'altra lambite dal mare, vicoli stretti e suggestivi tra cui passeggiare, a prima vista ci si accorge che Chianalea, non ha proprio nulla da invidiare alla costiera Amalfitana. Una zona questa, caratterizzata dalla pesca del pesce spada, secondo tradizione fenicia, che si effettua in primavera con singolari imbarcazioni. Non manca la cucina tipica tra i motivi da aggiungere alla lista per trascorrere le vacanze a Scilla, inoltre, questo lembo di terra calabra è particolarmente apprezzata dagli appassionati per le immersioni subacquee e la possibilità di utilizzare il Diving Center per godere lo spettacolo dei fondali marini, ricchi di flora e fauna.
Poi, il quartiere di Marina Grande è rappresentato da un chilometro si costa, una delle più belle in Calabria, delimitata da due grandi rocce. Visitare Scilla è bello tutti i mesi dell'anno, ma è imperdibile nei mesi estivi, specie in agosto quando ricorre il 16 la festa patronale in onore di San Rocco.
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martedì 19 gennaio 2010
Il Parco della Sila in mostra a Malta per la promozione del Turismo in Calabria
Di Angela Mendicino
Un appuntamento turistico importante per tutta la Calabria è in programma a Malta dal 21 al 23 gennaio nella Borsa della capitale La Valletta con una grande esposizione dedicata al Parco nazionale della Sila con i suoi prodotti enogastronomici e le sue meraviglie paesaggistiche.
L'iniziativa è stata realizzata grazie al rapporto sinergico tra l'Ambasciata italiana a Malta, il ministero dell'Agricoltura dell'isola e della Camera di commercio italo-maltese e porta il titolo “Calabria meets Malta:il Parco nazionale della Sila cuore verde del Mediterraneo”. Come dire un titolo che già in sé rappresenta il significato dell'intero progetto che è rivolto alla promozione e divulgazione all'estero, in particolare a Malta, dell'offerta turistica proposta dalla montagna calabrese, proprio come hanno fatto sapere attraverso un comunicato ufficiale dell'Ente.
Il Parco per questa importante occasione esporterà nella vetrina della Borsa a La Valletta le proprie tipicità sia per quanto riguarda il ricco patrimonio faunistico e ambientale sia l'offerta di iniziative e attività ricreative, sportive, culturali. Non solo.
Per l'appuntamento con il marketing della Calabria saranno esportati e mesi in esposizione i migliori prodotti dell'artigianato, e dell'enogastronomia che operano all'interno del Parco nazionale e che rappresentano un vero e proprio biglietto da visita dell'intero territorio silano e che sarà presentato, nel migliore dei modi, ai visitatori che saranno i turisti della nostra regione.
Insomma, per valorizzare il turismo di qualità e incentivare le visite nel territorio Calabrese il passaggio obbligato è quello della promozione dell'immagine produttiva della nostra regione in altri paesi.
http://www.calabriaonline.it/
Un appuntamento turistico importante per tutta la Calabria è in programma a Malta dal 21 al 23 gennaio nella Borsa della capitale La Valletta con una grande esposizione dedicata al Parco nazionale della Sila con i suoi prodotti enogastronomici e le sue meraviglie paesaggistiche.
L'iniziativa è stata realizzata grazie al rapporto sinergico tra l'Ambasciata italiana a Malta, il ministero dell'Agricoltura dell'isola e della Camera di commercio italo-maltese e porta il titolo “Calabria meets Malta:il Parco nazionale della Sila cuore verde del Mediterraneo”. Come dire un titolo che già in sé rappresenta il significato dell'intero progetto che è rivolto alla promozione e divulgazione all'estero, in particolare a Malta, dell'offerta turistica proposta dalla montagna calabrese, proprio come hanno fatto sapere attraverso un comunicato ufficiale dell'Ente.
Il Parco per questa importante occasione esporterà nella vetrina della Borsa a La Valletta le proprie tipicità sia per quanto riguarda il ricco patrimonio faunistico e ambientale sia l'offerta di iniziative e attività ricreative, sportive, culturali. Non solo.
Per l'appuntamento con il marketing della Calabria saranno esportati e mesi in esposizione i migliori prodotti dell'artigianato, e dell'enogastronomia che operano all'interno del Parco nazionale e che rappresentano un vero e proprio biglietto da visita dell'intero territorio silano e che sarà presentato, nel migliore dei modi, ai visitatori che saranno i turisti della nostra regione.
Insomma, per valorizzare il turismo di qualità e incentivare le visite nel territorio Calabrese il passaggio obbligato è quello della promozione dell'immagine produttiva della nostra regione in altri paesi.
http://www.calabriaonline.it/
domenica 17 gennaio 2010
Vibo Valentia: In arrivo finanziamenti per la riqualificazione dei centri storici di alcuni comuni
Il sottosegretario all’Interno Francesco Nitto Palma, insieme al capo dipartimento dei Vigili del fuoco Francesco Paolo Tronca e al capo dipartimento per le politiche del personale Giuseppe Amoroso incontreranno i sindaci del Vibonese per presentare loro i progetti che hanno ottenuto dal ministero dell’Interno il finanziamento straordinario per il potenziamento della sicurezza e la tutela dell’ordine pubblico. L’iniziativa, avviata dalla Prefettura di Vibo Valentia, è in programma per lunedì prossimo alle 11 nella sala conferenze del museo diocesano di Tropea. Il finanziamento, per un totale complessivo di 100milioni di euro, è previsto dal “pacchetto sicurezza” del 2008 ed è finalizzato proprio a migliorare la sicurezza e l’ordine pubblico.......
Le procedure di accesso ai fondi, concluse nel dicembre scorso, hanno inserito tra i beneficiari del Vibonese, per un totale di 2milioni di euro, i Comuni di Arena, Nicotera, Parghelia, Ricadi, Soriano Calabro e Tropea. Nello specifico il Comune di Arena è stato ammesso al finanziamento, per 189mila euro, destinato alla riqualificazione ambientale del centro storico. Per quanto riguarda Nicotera, invece, il finanziamento di 341.820 euro è finalizzato alla riqualificazione delle vie principali e alla installazione dei relativi impianti. Parghelia, invece, beneficerà di un contributo di 450mila euro per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza. Identica la destinazione per il finanziamento di 168mila euro concesso al Comune di Ricadi. A Soriano Calabro, invece, il contributo di 490.808 euro è stato concesso per la riqualificazione della aree degradate del centro storico mentre Tropea destinerà il finanziamento di 400mila euro per il recupero e la messa in sicurezza del centro storico. L’incontro di lunedi, inoltre, costituirà una valida occasione per fare il punto della situazione e per incentivare la partecipazione ad iniziative simile e, in particolare, alle opportunità offerte dal Pon-sicurezza che distribuirà, fino al 2013 (anno in cui le regioni del Sud verranno escluse dalle provvidenze europee destinate alle aree economicamente arretrate), nuovi importanti contributi ai Comuni del Mezzogiorno. Nella stessa mattinata di lunedì, e comunque prima dell’incontro di Tropea, il sottosegretario Francesco Nitto Palma e i capi dipartimento Francesco Paolo Tronca e Giuseppe Amoroso, visiteranno l’Ufficio territoriale del governo di Vibo Valentia, dove verranno accolti dal prefetto Luisa Latella e dai suoi collaboratori.
Le procedure di accesso ai fondi, concluse nel dicembre scorso, hanno inserito tra i beneficiari del Vibonese, per un totale di 2milioni di euro, i Comuni di Arena, Nicotera, Parghelia, Ricadi, Soriano Calabro e Tropea. Nello specifico il Comune di Arena è stato ammesso al finanziamento, per 189mila euro, destinato alla riqualificazione ambientale del centro storico. Per quanto riguarda Nicotera, invece, il finanziamento di 341.820 euro è finalizzato alla riqualificazione delle vie principali e alla installazione dei relativi impianti. Parghelia, invece, beneficerà di un contributo di 450mila euro per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza. Identica la destinazione per il finanziamento di 168mila euro concesso al Comune di Ricadi. A Soriano Calabro, invece, il contributo di 490.808 euro è stato concesso per la riqualificazione della aree degradate del centro storico mentre Tropea destinerà il finanziamento di 400mila euro per il recupero e la messa in sicurezza del centro storico. L’incontro di lunedi, inoltre, costituirà una valida occasione per fare il punto della situazione e per incentivare la partecipazione ad iniziative simile e, in particolare, alle opportunità offerte dal Pon-sicurezza che distribuirà, fino al 2013 (anno in cui le regioni del Sud verranno escluse dalle provvidenze europee destinate alle aree economicamente arretrate), nuovi importanti contributi ai Comuni del Mezzogiorno. Nella stessa mattinata di lunedì, e comunque prima dell’incontro di Tropea, il sottosegretario Francesco Nitto Palma e i capi dipartimento Francesco Paolo Tronca e Giuseppe Amoroso, visiteranno l’Ufficio territoriale del governo di Vibo Valentia, dove verranno accolti dal prefetto Luisa Latella e dai suoi collaboratori.
mercoledì 13 gennaio 2010
Calabria: le energie vitali
Di Lucia Saccà
Che giudizio si può dare delle attività culturali che oggi si svolgono in Calabria? Eventi culturali in Calabria? Sono queste le domande che spesso si pongono non solo gli operatori del settore, ma anche e soprattutto coloro i quali nutrono un forte interesse per questa regione e le sue bellezze naturali, storiche, artistiche e culturali. Saranno una decina le rassegne che si svolgono nella regione. La maggior parte di queste si svolgono nei periodi estivi come, ad agosto, Paleariza, un festival itinerante della cultura grecanica; il Festival dei Due Mari, ad Altomonte con musica, teatro, cinema, arti visive e la rassegna Rumori Mediterranei, da molti conosciuta come Roccella Jazz, dal nome della località dove si svolge. Ancora Sila in Festa sull’altopiano della Sila (CS), si rivolge a un target giovanile, con musica etnica, combat-folk, vacanza in campeggio, campagne ecologiche e mostre di artigianato. Vi è poi l’importante appuntamento di Invasioni, a Cosenza, un vero e proprio laboratorio di contaminazioni espressive, tra teatro di strada, musica, laboratori per bambini e recuperi etnologici. Tra le iniziative a carattere folkloristico e popolare che non possono assolutamente mancare vi sono il Festival del Peperoncino a Diamante (CS), il Kaulonia Tarantella Festival a Caulonia (RC), noto per i laboratori per lo studio della chitarra battente, uno strumento tradizionale del folk calabrese, il Palio di Ribusa, a Stilo (RC), il Settembre Rendese a Rende (CS), la Sagra della Sardella a Crucoli (KR) e la Festa del Ritorno a Carfizzi (KR), una settimana di musica , sport e convegni culturali sul tema dell’emigrazione. Vi è infine, la Primavera dei Teatri a Castrovillari (CS): affronta i linguaggi teatrali d’avanguardia e si svolge a giugno nella cittadina ai piedi del massiccio del Pollino. Insomma eventi, fiere e rassegne a carattere stagionale non mancano. Ma la domanda che sorge spontanea è “Cosa fare negli altri periodi?”
Che giudizio si può dare delle attività culturali che oggi si svolgono in Calabria? Eventi culturali in Calabria? Sono queste le domande che spesso si pongono non solo gli operatori del settore, ma anche e soprattutto coloro i quali nutrono un forte interesse per questa regione e le sue bellezze naturali, storiche, artistiche e culturali. Saranno una decina le rassegne che si svolgono nella regione. La maggior parte di queste si svolgono nei periodi estivi come, ad agosto, Paleariza, un festival itinerante della cultura grecanica; il Festival dei Due Mari, ad Altomonte con musica, teatro, cinema, arti visive e la rassegna Rumori Mediterranei, da molti conosciuta come Roccella Jazz, dal nome della località dove si svolge. Ancora Sila in Festa sull’altopiano della Sila (CS), si rivolge a un target giovanile, con musica etnica, combat-folk, vacanza in campeggio, campagne ecologiche e mostre di artigianato. Vi è poi l’importante appuntamento di Invasioni, a Cosenza, un vero e proprio laboratorio di contaminazioni espressive, tra teatro di strada, musica, laboratori per bambini e recuperi etnologici. Tra le iniziative a carattere folkloristico e popolare che non possono assolutamente mancare vi sono il Festival del Peperoncino a Diamante (CS), il Kaulonia Tarantella Festival a Caulonia (RC), noto per i laboratori per lo studio della chitarra battente, uno strumento tradizionale del folk calabrese, il Palio di Ribusa, a Stilo (RC), il Settembre Rendese a Rende (CS), la Sagra della Sardella a Crucoli (KR) e la Festa del Ritorno a Carfizzi (KR), una settimana di musica , sport e convegni culturali sul tema dell’emigrazione. Vi è infine, la Primavera dei Teatri a Castrovillari (CS): affronta i linguaggi teatrali d’avanguardia e si svolge a giugno nella cittadina ai piedi del massiccio del Pollino. Insomma eventi, fiere e rassegne a carattere stagionale non mancano. Ma la domanda che sorge spontanea è “Cosa fare negli altri periodi?”
venerdì 8 gennaio 2010
I Prodotti Agro-alimentari tipici e tradizionali, una Risorsa da valorizzare ed esportare: Un centro di degustazione Calabrese in Svizzera

Di Lucia Saccà
Il Territorio italiano è ricco di tradizioni gastronomiche che si diversificano a seconda dei posti da Nord a Sud, dal mare alla collina e alla montagna. Un nazione con una spiccata vocazione vitivinicola che negli ultimi anni sta conoscendo una grande stagione di crescita, uno sviluppo e un crescente successo adeguati alle sue immense potenzialità. Un territorio che ha una quantità enorme di prodotti tipici e tradizionali, soprattutto l’olio extravergine di oliva, le paste artigianali e le paste aromatizzate, le tante e diverse salse; piatti locali e una buona carta di vini rossi, bianchi e rosati.
I crescenti volumi delle esportazioni dei prodotti tipici e tradizionali italiani e l’accoglienza favorevole in molti paesi esteri, sta a significare il grande momento per il comparto Enogastronomico Italiano, favorito dal cambiamento culturale dei consumatori esteri, dalle modifiche dei loro gusti e della loro cucina sempre più vicina a quella mediterranea.
C’è una forte richiesta di prodotti enogastronomici italiani di qualità nel mondo, una richiesta ogni anno più crescente.
Purtroppo, solo poche regioni italiane stanno avendo successo nei mercati esteri, e non perché detentrici di prodotti tipici e tradizionali migliori di quelli di altre regioni o provincie, bensì per la capacità degli imprenditori e delle loro organizzazioni (Consorzi, Cooperative, ecc.) di definire precise strategie di export, piani di marketing completi ed efficaci. In realtà, la maggior parte delle province delle regioni italiane si sono “accontentate” di avere visibilità nel territorio di residenza, di creare azioni di promozione e di valorizzazione di respiro locale, che poco ha portato in termini di profittabilità, vista la densità dei produttori sparsi nel territorio italiano. È giunto il momento di allargare la propria visione del mercato.
Competere con i “vicini di casa” risulterebbe una scelta strategicamente poco saggia e poco remunerativa. Le grandi opportunità vanno ricercate nei mercati esteri (Svezia, Danimarca, Norvegia, Germania, Inghilterra, Australia, in India, Cina, Giappone, Canada), perché da questi paesi viene la forte domanda verso i nostri “gioielli” agro-alimentari e enogastronomici. Le imprese e i loro Consorzi devono cogliere questa opportunità e non trincerarsi nei propri confini provinciali. Devono prendere coscienza che il mercato più interessante, più profittevole per la loro crescita è quello estero; e qui ci sono gli spazi dove collocare le diverse categorie di prodotti. Ma c’è chi ha già pensato a promuovere e vendere i propri prodotti agro-alimentari ed enogastronomici all’estero: un imprenditore calabrese un bel giorno decide di aprire un centro di degustazione di prodotti tipici calabresi a Losanna in Svizzera col desiderio di creare un “marchio” per avere una unica e forte immagine all’estero. Peperoncino Pic SARL è una Società di Capitale svizzera e calabrese socia dell’Accademia italiana del peperoncino sede di Diamante (CS).
Si propone come un’iniziativa imprenditoriale che ha la finalità di promuovere in Svizzera la cultura gastronomica calabrese.
L’obiettivo primario di questa società è quello di promuovere il marchio Calabria, con l’intento pratico di far conoscere ai buongustai elvetici il meglio dei prodotti tipici calabresi attraverso attività di promozione e vendita di prodotti agro-alimentari ed enogastronomici. Ancora creare servizio alle imprese calabresi attraverso una piattaforma logistica e operativa, e un ufficio marketing che operi sull’intero territorio del centro Europa, tenuto conto la strategica posizione geografica della città di Losanna.
Creare una rete (in franchising) di centri di degustazione calabresi in altre città del centro Europa e non solo; promuovere l’associazionismo calabrese operante nei settori della cultura, del turismo e delle professioni. Tale iniziativa imprenditoriale ha richiesto un impegno notevole di energie e di risorse finanziarie, che è stata possibile realizzare grazie anche alla collaborazione delle più prestigiose aziende calabresi del settore agro-alimentare. Cantine attrezzate con tavoli di degustazione, tavoli e scaffali con mille leccornie, cipolle rosse di Tropea, prosciutto di suino nero, formaggio pecorino di Crotone, frutta al cioccolato, fichi secchi farciti di mandorle e noci e tanto peperoncino. Espositori di legno con oli e salse, angoli bar, salotti per discussioni e spazi per dibattiti e convegni.
sabato 2 gennaio 2010
IN CALABRIA UN PARCO SOLARE AL POSTO DELL'AUTOSTRADA
Riutilizzare i tratti autostradali tra Scilla e Bagnara (Calabria) destinandone una corsia alla sperimentazione di sistemi e impianti di produzione di energia pulita. È l'idea alla base del progetto “Parco Solare Sud”, che ora diventa realtà grazie a un Protocollo d’intesa, sottoscritto ieri a Catanzaro, tra l’assessorato all’Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, i Comuni di Palmi, Sant’Eufemia D’Aspromonte e Scilla, e l’Università degli Studi Mediterranea.
L'iniziativa, nata durante i lavori del Forum Open space technology, organizzato dall'assessorato regionale a Reggio Calabria nel febbraio 2007 e successivamente condivisa con i primi soggetti coinvolti (Provincia di Reggio Calabria, Università, Anas, enti locali), è alla base di un Tavolo tecnico che mira ad approfondire i vari aspetti legati alla proposta progettuale e accelerare l’elaborazione di un documento di prefattibilità.
A breve l'assessorato all’Urbanistica e Governo del Territorio lancerà il Concorso internazionale “Parco Solare Sud”, aperto a tutti (studenti e professionisti, ingegneri e architetti, scienziati e artisti), con l’obiettivo di stimolare e convogliare idee concrete e innovative da coniugare con la proposta di riuso dei tratti autostradali in dismissione tra Scilla e Bagnara. L'idea è quella di destinare una corsia alla creazione di uno spazio di sperimentazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili, la ricerca e la successiva applicazione di nuove tecnologie sostenibili.
L'iniziativa, nata durante i lavori del Forum Open space technology, organizzato dall'assessorato regionale a Reggio Calabria nel febbraio 2007 e successivamente condivisa con i primi soggetti coinvolti (Provincia di Reggio Calabria, Università, Anas, enti locali), è alla base di un Tavolo tecnico che mira ad approfondire i vari aspetti legati alla proposta progettuale e accelerare l’elaborazione di un documento di prefattibilità.
A breve l'assessorato all’Urbanistica e Governo del Territorio lancerà il Concorso internazionale “Parco Solare Sud”, aperto a tutti (studenti e professionisti, ingegneri e architetti, scienziati e artisti), con l’obiettivo di stimolare e convogliare idee concrete e innovative da coniugare con la proposta di riuso dei tratti autostradali in dismissione tra Scilla e Bagnara. L'idea è quella di destinare una corsia alla creazione di uno spazio di sperimentazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili, la ricerca e la successiva applicazione di nuove tecnologie sostenibili.
Il futuro certo per il turismo di Gambarie

Di seguito la nota inviata da Andrea Perri, Presidente Assotur
E’ successo quello che da anni speravamo. Si sono concretizzate le nostre speranze di trovare una soluzione strutturale per il decollo
definitivo di Gambarie, che possa trovare delle alternative valide alle problematiche di sempre che per anni hanno limitato la nostra vita e l’economia della stessa cittadina. Ci speravamo fin dal 1992, epoca in cui si parlava di cambiare le vecchie seggiovie con quelle attuali. Noi di Gambarie da sempre e più volte abbiamo sollecitato la costituzione di una società pubblico-privata per gestire il turismo di Gambarie in modo professionale e qualificato. Seppur in quegli anni erano stati stanziati diversi finanziamenti, che hanno permesso di realizzare numerose strutture pubbliche per il turismo invernale, gli stessi enti pubblici non erano mai giunti ad una conclusione soddisfacente per la realizzazione di una società di gestione per le medesime strutture. Tanto che noi di Gambarie, scoraggiati, ci siamo sentiti spesso abbandonati tanto che molti imprenditori che avevano investito sulla nostra zona hanno preferito lasciare le proprie attività.
Ma altri hanno preferito essere testardi e credere ancora in questa località, investendo e presentando nuove e moderne strutture, perché credevano soprattutto nel turismo di Gambarie, fatto di mille sfaccettature con diverse tipologie.
Oggi con la nascente Spa, voluta da tutti, ma negli ultimi due anni, portata avanti con forza dal coordinamento del Prefetto Francesco Musolino, si aprono nuovi scenari di gestione del bene comune dell’intera Regione Calabria che rappresenta Gambarie.
Una serie di Enti pubblici si sono ripromessi, ricomposti e uniti per lavorare insieme, in un’unica direzione con il fine di garantire al territorio aspromontano ed ai suoi abitanti un futuro adeguato alle esigenze di mercato.
Oggi ci sentiamo meno soli, desiderosi di iniziare con gli enti partecipanti alla spa un confronto sereno e produttivo, invitandoli per prima necessità ad avere iniziare insieme a noi, un esame della situazione attuale e ricercare le soluzioni per quanto è necessario cambiare o modificare.
Abbiamo già consegnato al suo amministratore unico un elenco di priorità e ci auguriamo che l’esame delle varie situazione avvenga in nostra presenza, concordando ogni intervento in merito con noi che quotidianamente viviamo le problematiche e le istanze di chi vive e opera su Gambarie.
Oggi che sembra essersi abbattuta la barriera di incomunicabilità tra il pubblico e il privato, ci promettiamo di essere a fianco della società, cosi come è successo in altre località turistiche più avanzate, sperando eventualmente di esserne parte integrante anche con delle quote di minoranza per costruire insieme un futuro soprattutto in relazione alle esigenze dei turisti di chi si recano a Gambarie per una breve o lunga vacanza.
Ci auguriamo di esserlo perché Gambarie è il nostro lavoro che ancora riesce ad assicurare una considerevole economia per l’intero territorio e soprattutto perché Gambarie è la nostra stessa vita.
giovedì 31 dicembre 2009
L'associazione culturale di Dasa' nel vibonese presenta il "Natale insieme 2009"

L’associazione culturale di Dasà, piccolo borgo della provincia di Vibo Valentia, ha organizzato una serie d’iniziative festive “Natale insieme 2009”.
Ha inaugurato il programma il convegno sulla Storia d’Italia dal 1943 al’47, nella Biblioteca comunale, poi, grande partecipazione per la Pastorale per le vie del Paese.
L’Associazione guidata dal presidente Grazio Pagano, ha pensato anche ai piccoli protagonisti delle feste di Natale, come la giornata Babbo Natale in Vespa porta i regali ai bambini, un momento ludico che si è tenuto in Piazza dei Caduti.
E’ stata promossa l’apertura della Via dei Presepi dopo la Messa di mezzanotte poi, una rappresentazione in vernacolo e ad animare le serate di festa il Tombolone, nella sede del’Associazione in largo San Giovanni.
Poi, un convegno sulla mitologia, la storia la religione e gli aspetti nutrizionali dell’olio extravergine d’oliva, infine, la rappresentazione del Presepe vivente e il tradizionale concerto di Natale.
A chiudere il programma, il 2 gennaio, l'esibizione dei musicisti folk, Parafonè.
L’Associazione culturale di Dasà fondata nel 1983 per opera d’un gruppo di cittadini, è un’organizzazione indipendente il cui obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio storico e artistico del paese. Inoltre, Acd si pone come spazio di discussione, riflessione e centro propulsivo per la promozione d’idee utili al miglioramento sociale dell’intera comunità.
Angela Mendicino
http://www.calabriaonline.com/
martedì 29 dicembre 2009
Itinerario Reggio Calabria Seconda parte
Mattina Non solo i Bronzi di Riace: sll'interno del famoso Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è raccolta l'intera storia millenaria della regione e di uno dei suoi centri più importanti.Meglio, quindi, dedicare alla sua visita un'intera mattinata.
Accanto ai due magnifici colossi, infatti, esistono altri preziosi reperti di pari importanza storico-artistica. Primo fra tutti la testa di filosofo, magnifico bronzo anch'esso del V secolo a.C., ma anche una notevole collezione di pinakes, tavolette votive in terracotta con scene in rilievo, il celebre gruppo dei Dioscuri, proveniente dal santuario di Marasà a Locri e una bellissima testa di marmo raffigurante il dio Apollo, rinvenuta a Cirò Marina.
Al Museo Archeologico è possibile visitare, inoltre, anche un'interessante sezione dedicata alla Preistoria e altre sale dedicate all'etnologia e quindi all'arte medievale e moderna.

Pomeriggio Dopo tanta arte e storia una passeggiata lungomare in corso Matteotti, un vero e proprio orto botanico sempre aperto, che se da una parte regala una splendida vista sullo Ionio, dall'altra offre la possibilità di ammirare rigogliose palme e magnolie giganti, fiori coloratissimi e piante esotiche.
E come sfondo il magnifico stretto di Messina e l'imponente cono dell'Etna.
Tanto verde senza perdere mai di vista l'arte e la storia antica della città: lungo il corso, infatti, si possono ammirare i busti dedicati ai figli più illustri di Reggio Calabria (compreso Corrado Alvaro), il monumento ai caduti di Franco Jerace, che ricorda anche l'improvviso sbarco di Vittorio Emanuele III, divenuto re dopo l'uccisione del padre e, più in fondo, racchiuse in un recinto di protezione i resti delle antiche mura greche, originariamente due file parallele di grossi blocchi di arenaria tenera risalenti al IV secolo a.C. e facenti probabilmente parte della ricostruzione operata da Dionisio II di Siracusa.
Poco distante, in una posizione molto suggestiva, si trovano le terme romane, ruderi con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere.
Sera
Per chiudere in bellezza questi due giorni dedicati agli antichi fasti della città, un'elegante serata al Teatro Cilea.
In scena, a seconda del cartellone, musica lirica, opera o concerti di musica sinfonica e da camera.
http://www.virgilio.it/
Itinerario Reggio Calabria Prima parte

Mattina Il viaggio alla scoperta delle antiche testimonianze della città inizia in via Cimino, con una visita alle rovine del castello aragonese, fortezza medievale dalle mura imponenti e dalle tipiche torri, a base circolare, situata nella parte superiore di Reggio Calabria.
Dall'altra parte della via Cimino, proprio sotto il castello, si erge la piccola chiesa degli Ottimati, un vero gioiello di sobrietà, arricchito solo da coloratissime vetrate.
Scendendo ancora lungo via Cimino, in direzione di via Spano, si giunge alla piazza del Duomo, dove troneggia la ricostruita cattedrale della città. Sulla scalinata antistante l'ampia facciata del duomo, riedificato in stile liberamente ispirato al romanico, due sculture di Francesco Jerace rappresentano i santi Paolo e Stefano.
L'interno, a tre navate, custodisce sepolcri seicenteschi di vescovi e un pulpito marmoreo opera ancora di Francesco Jerace.
Pomeriggio Dopo il mistico silenzio delle chiese, un altro angolo di paradiso, questa volta a cielo aperto, immerso nella città. La Villa Comunale, situata fra corso Garibaldi e Lungomare Matteotti, offre ai visitatori un'oasi di pace e tranquillità al centro della movimentata vita cittadina.
All'interno del giardino è possibile ammirare, oltre alle rigogliose piante ornamentali e floreali, anche opere d'arte come busti neoclassici, spezzoni di colonne e l'arco di un portale risalente al XIV secolo.

Sera
La cucina tradizionale calabrese è semplice e dai gusti decisi. Non è un caso, quindi, che nella preparazione dei piatti si faccia un grande uso del peperoncino, oltre che del buon olio d'oliva extravergine prodotto in queste terre.
Fra gli assaggi doverosi la soppressata, il capicollo, i filetti, la 'nduja (salame piccante) e la rosamarina, nota anche come il "caviale del Sud" (sardella neonata al peperoncino).
E naturalemente il pesce, cucinato nei modi più diversi e gustosi.

Per assaggiare dell'ottimo pesce merita una serata il ristorante La Baita, che a dispetto del nome si trova quasi sulla spiaggia.
La cucina è solo di pesce; ottime le paste, condite con sughi marinari con il polpo o le cozze. Tutto il resto è da scoprire, lasciandosi magari consigliare dall'esperienza del patron.
giovedì 24 dicembre 2009
CALABRIA/REGIONE: GUAGLIARDI, PIANI TURISMO CON CONTRIBUTO DI TUTTI
''E' importante avviare un confronto il piu' possibile ampio, affinche' entrambi i Piani, di rilevanza primaria per le nuove politiche turistiche della Calabria, siano definiti con il contributo di tutte le parti interessate. In tal senso un altro incontro e' stato fissato per il prossimo 10 gennaio e gli esiti di tale peculiare programmazione concertata verranno illustrati nell'ambito di una Conferenza Regionale del Turismo che si terra' nel mese di febbraio''. Lo ha detto l'Assessore al Turismo della Regione Calabria, Damiano Guagliardi, nel corso di un incontro, che si e' svolto a Catanzaro nella sede del dipartimento, con i rappresentanti delle Province calabresi, degli Enti pubblici, delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali, dei componenti del comitato istituzionale per le Politiche Turistiche, illustrando le strategie per lo sviluppo e il rilancio competitivo del turismo calabrese, pianificate dall'assessorato regionale negli ultimi mesi e in via di realizzazione a partire dal prossimo anno.
Guagliardi - e' scritto in una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale - coadiuvato dai tecnici del dipartimento Turismo e Programmazione, ha parlato degli interventi programmati, fornendo informative sulle Linee guida per i bandi PIA Turismo e sui cospicui finanziamenti derivanti dai programmi comunitari Poin e Pain. In particolare si e' soffermato sul Piano di marketing per il turismo e sul Piano triennale per il turismo sostenibile.
''Il confronto con i rappresentanti del settore si sviluppera' principalmente sulla individuazione di nuovi attrattori turistici attorno ai quali costruire l'offerta turistica della Calabria come la cultura popolare, il sentimento religioso, le eccellenze della produzione artigianale, artistica ed enogastronomica. L'obiettivo - ha concluso Guagliardi - e' di ottimizzare le risorse calabresi, consentendo la fruizione turistica dell'intero territorio regionale, in tutti i mesi dell'anno''.
Guagliardi - e' scritto in una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale - coadiuvato dai tecnici del dipartimento Turismo e Programmazione, ha parlato degli interventi programmati, fornendo informative sulle Linee guida per i bandi PIA Turismo e sui cospicui finanziamenti derivanti dai programmi comunitari Poin e Pain. In particolare si e' soffermato sul Piano di marketing per il turismo e sul Piano triennale per il turismo sostenibile.
''Il confronto con i rappresentanti del settore si sviluppera' principalmente sulla individuazione di nuovi attrattori turistici attorno ai quali costruire l'offerta turistica della Calabria come la cultura popolare, il sentimento religioso, le eccellenze della produzione artigianale, artistica ed enogastronomica. L'obiettivo - ha concluso Guagliardi - e' di ottimizzare le risorse calabresi, consentendo la fruizione turistica dell'intero territorio regionale, in tutti i mesi dell'anno''.
sabato 19 dicembre 2009
Rafting nel Pollino

In canoa e gommone per discendere il corso dei fiumi? Sì, ma solo con vista mare, ambiente naturalistico intatto, temperature miti per tutto l'anno e, last but not least, ghiottonerie da assaggiare ad ogni pié sospinto. Chi ama il rafting ma in fondo crede che si tratti di un'attività da praticare tra gole dolomitiche e gelidi ruscelli può mettere da parte i pregiudizi e includere il calabrese Parco Nazionale del Pollino, la più vasta area protetta italiana, tra le destinazioni da frequentare per fare il pieno di emozioni, rapide e discese. Pini centenari e sport non esauriscono però l'attrattiva di questo spicchio di Calabria che guarda il Tirreno. A pochi chilometri l'uno dall'altro, si trovano alcuni gioielli architettonici come il paesino medievale di Papasidero, la longobarda Mormanno e l'incredibile Morano Calabro, cascata di vecchie case e preziose chiese abbarbicate a un crinale. Tra le rocce carsiche di queste alture, poi, le acque che scendono precipitose solo in autunno e in inverno hanno spesso scavato gole e grotte, spettacolari da raggiungere a piedi in trekking davvero alla portata di tutti.
sabato 12 dicembre 2009
La diversità linguistica come patrimonio culturale dell'umanità
La tutela delle minoranze linguistiche a dieci anni dalla legge 482/99
di Rosa Carbone
Il 3 e 4 dicembre scorsi, ho avuto il privilegio nonché l’onore, in quanto arbëreshe di Lungro, di partecipare al Convegno nazionale sul tema “La diversità linguistica come patrimonio culturale dell'umanità", organizzato da Damiano Guagliardi, assessore regionale al Turismo, Beni Culturali, Minoranze linguistiche, Identità e Culture Locali, assieme ai dirigenti del dipartimento Domenicantonio Schiava (Beni culturali) e Pasquale Anastasi (Promozione turistica).
L’evento si è tenuto presso il Teatro “Politeama” di Catanzaro e vi hanno partecipato le Province calabresi ed una gremita rappresentanza di comuni e studenti appartenenti alle comunità di minoranza linguistica presenti nella nostra regione. Due giorni di larga compartecipazione e di notevole interesse grazie agli interventi di personalità delle istituzioni, importanti esponenti del mondo accademico e civile di tutta Italia.
Il Convegno è stato l’incontro per esaminare lo stato di attuazione della legge 482/99, riguardante proprio la tutela delle minoranze linguistiche storiche presenti sul territorio nazionale, a dieci anni dalla sua approvazione. L'Italia è, infatti, un paese ricco di minoranze linguistiche storiche sia per quanto riguarda la varietà che dal punto di vista della quantità. Secondo le stime del Ministero dell'Interno circa il 5% della popolazione italiana ha come lingua materna una lingua diversa dall'italiano. La legge 482/99 ne riconosce ben dodici:
• lingua albanese: nel Sud Italia
• lingua catalana: ad Alghero
• lingua greca: in alcuni comuni in Puglia e Calabria
• lingua slovena: nei comuni della fascia confinaria orientale del Friuli-Venezia Giulia
• lingua croata: in tre comuni in Molise
• lingua francese: in Valle d'Aosta
• lingua francoprovenzale: in Valle d'Aosta, in alcune valli del Piemonte, a Celle di San Vito e a Faeto in Puglia
• lingua occitana: nelle Valli occitane del Piemonte, nel comune di Guardia Piemontese in Calabria
• lingua friulana: nella maggior parte dei comuni del Friuli
• lingua ladina: nelle vallate alpine delle Dolomiti nelle province di Trento, Bolzano e Belluno
• lingua sarda: in Sardegna
• lingua tedesca e affini: in Alto Adige, in alcuni comuni del Friuli-Venezia Giulia, in alcuni comuni del Veneto, in alcuni comuni della Valle d'Aosta e Piemonte.
Dagli interventi che si sono susseguiti nei due giorni, è emerso che tante cose sono cambiate nell’arco di questi anni, ma molti problemi ancora permangono. L’ onorevole Felice Besostri, relatore della legge in questione alla Camera dei Deputati, ha messo in evidenza la mancata attuazione della legge nell’ambito formativo in determinati contesti territoriali, nonostante sia previsto dall’art. 4 della legge. Di grande esempio e spunto per una riflessione forse ben più ampia, è il caso del Trentino-Alto Adige in cui sono presenti minoranze ladine e tedesche, le cui lingue sono oggetto di studio fin dalla scuola materna! Questo è dovuto al fatto che la regione, con le province autonome di Trento e Bolzano, ha provveduto indipendentemente a concretizzare quello che è previsto dalla legge non accedendo, quindi, ai finanziamenti che ne derivano; inoltre, è dipeso anche da una maggiore sensibilità verso questo importante tema.
Altro fatto su cui intervenire è lo scarso interesse mostrato dalla Rai verso le minoranze linguistiche, nonostante la televisione pubblica, per legge sia tenuta a riservare loro degli spazi. Lo stesso Besostri ha, quindi, asserito l’importanza di una riforma della stessa legge per una migliore tutela delle minoranze e per “aumentare i finanziamenti già esistenti ed evitare il dirottamento di risorse a pioggia che effettivamente penalizzano quei comuni dove ancor’oggi si parlano le lingue minoritarie”; negli ultimi dieci anni, infatti, c’è stato un aumento dei comuni che “falsamente” rivendicano l’appartenenza ad una minoranza linguistica, avendo intravisto i benefici economici di questa realtà.
Interessante l’intervento della dott.ssa Giulia Dal Bò, dell’Istituto per lo sviluppo regionale dell’ EURAC di Bolzano, che ha evidenziato come ci sia poca attenzione verso il potenziale economico rappresentato dalla presenza di una minoranza linguistica; in particolare, tramite uno studio sul turismo in Ladinia, area del Trentino-Alto Adige in cui si parla il ladino, ha mostrato che la presenza di una minoranza linguistica rende la vacanza più interessante per il turista. Questo non è, però, motivo scatenante del viaggio in quanto il turista ne viene a conoscenza solo quando è in loco. È, dunque, opportuno lavorare sulla promozione di questo vero e proprio valore aggiunto per una destinazione turistica. Un impegno che non riguarda solo il territorio di minoranza ladina, quanto anche tutte le altre regioni che non promuovono in maniera efficiente questa realtà.
Come ha affermato lo stesso assessore Guagliardi “Le minoranze linguistiche rappresentano un valore aggiunto nella promozione della Calabria. Sono un pezzo di storia che sopravvive nella modernità. E possono diventare un richiamo nuovo per il turismo. Al mare e alle spiagge da sogno, la Calabria aggiunge i riti tradizionali e il folklore delle comunità arbëreshe, occitane e grecaniche così vicine ai luoghi turistici più noti, ma totalmente sconosciute; può essere davvero un' esperienza unica”. (www.regione.calabria.it)
L’evento è stato anche momento di riflessione oltre che sulle minoranze linguistiche storiche, su quelle presenti nel territorio da tempi più recenti, quindi sulla questione dell’immigrazione: il Consiglio regionale, quest’anno, ha riesaminato e aggiornato la legge sui calabresi nel mondo, e nel contempo, prima Regione in Italia, ha approvato una specifica legge sull’accoglienza; sul metodo, cioè, di regolare e sostenere il diritto di asilo degli immigrati che arrivano in Calabria. Una sfida, questa, molto difficile considerando la problematica situazione in cui viviamo; infatti il mondo dei migranti di oggi è articolato, leso da forti tensioni e segnato da diversità a seconda del paese d'origine, della religione professata, degli usi e costumi, delle tradizioni culturali, di quelle giuridiche e sociali.
In un momento in cui i Paesi europei si dichiarano pronti a dare avvio al libero scambio con l’ “oltre Mediterraneo”, si auspica la messa in opera di programmi concreti da parte dell’Unione Europea con i suoi finanziamenti, ma anche delle singole Regioni e Paesi, che portino all’ effettiva inclusione sociale dei “popoli minoritari”. Un discorso, questo, forse utopistico, ma che potrebbe sanare una grande ferita del mondo di oggi che strumentalizza proprio le varie forme di disuguaglianza sociale, il terrorismo.
L’ augurio e la speranza sono quelli dell’ accoglienza e la convivenza di tutte le etnie presenti in un territorio, ognuna nel pieno rispetto dell’identità dell’ altra. In questo senso, mi pare opportuno citare Luigi Maria prof. Lombardi Satriani, altro relatore del Convegno, che afferma: “L’ identità è strumento di crescita, non da difendere dagli altri”.
di Rosa Carbone
di Rosa Carbone
Il 3 e 4 dicembre scorsi, ho avuto il privilegio nonché l’onore, in quanto arbëreshe di Lungro, di partecipare al Convegno nazionale sul tema “La diversità linguistica come patrimonio culturale dell'umanità", organizzato da Damiano Guagliardi, assessore regionale al Turismo, Beni Culturali, Minoranze linguistiche, Identità e Culture Locali, assieme ai dirigenti del dipartimento Domenicantonio Schiava (Beni culturali) e Pasquale Anastasi (Promozione turistica).
L’evento si è tenuto presso il Teatro “Politeama” di Catanzaro e vi hanno partecipato le Province calabresi ed una gremita rappresentanza di comuni e studenti appartenenti alle comunità di minoranza linguistica presenti nella nostra regione. Due giorni di larga compartecipazione e di notevole interesse grazie agli interventi di personalità delle istituzioni, importanti esponenti del mondo accademico e civile di tutta Italia.
Il Convegno è stato l’incontro per esaminare lo stato di attuazione della legge 482/99, riguardante proprio la tutela delle minoranze linguistiche storiche presenti sul territorio nazionale, a dieci anni dalla sua approvazione. L'Italia è, infatti, un paese ricco di minoranze linguistiche storiche sia per quanto riguarda la varietà che dal punto di vista della quantità. Secondo le stime del Ministero dell'Interno circa il 5% della popolazione italiana ha come lingua materna una lingua diversa dall'italiano. La legge 482/99 ne riconosce ben dodici:
• lingua albanese: nel Sud Italia
• lingua catalana: ad Alghero
• lingua greca: in alcuni comuni in Puglia e Calabria
• lingua slovena: nei comuni della fascia confinaria orientale del Friuli-Venezia Giulia
• lingua croata: in tre comuni in Molise
• lingua francese: in Valle d'Aosta
• lingua francoprovenzale: in Valle d'Aosta, in alcune valli del Piemonte, a Celle di San Vito e a Faeto in Puglia
• lingua occitana: nelle Valli occitane del Piemonte, nel comune di Guardia Piemontese in Calabria
• lingua friulana: nella maggior parte dei comuni del Friuli
• lingua ladina: nelle vallate alpine delle Dolomiti nelle province di Trento, Bolzano e Belluno
• lingua sarda: in Sardegna
• lingua tedesca e affini: in Alto Adige, in alcuni comuni del Friuli-Venezia Giulia, in alcuni comuni del Veneto, in alcuni comuni della Valle d'Aosta e Piemonte.
Dagli interventi che si sono susseguiti nei due giorni, è emerso che tante cose sono cambiate nell’arco di questi anni, ma molti problemi ancora permangono. L’ onorevole Felice Besostri, relatore della legge in questione alla Camera dei Deputati, ha messo in evidenza la mancata attuazione della legge nell’ambito formativo in determinati contesti territoriali, nonostante sia previsto dall’art. 4 della legge. Di grande esempio e spunto per una riflessione forse ben più ampia, è il caso del Trentino-Alto Adige in cui sono presenti minoranze ladine e tedesche, le cui lingue sono oggetto di studio fin dalla scuola materna! Questo è dovuto al fatto che la regione, con le province autonome di Trento e Bolzano, ha provveduto indipendentemente a concretizzare quello che è previsto dalla legge non accedendo, quindi, ai finanziamenti che ne derivano; inoltre, è dipeso anche da una maggiore sensibilità verso questo importante tema.
Altro fatto su cui intervenire è lo scarso interesse mostrato dalla Rai verso le minoranze linguistiche, nonostante la televisione pubblica, per legge sia tenuta a riservare loro degli spazi. Lo stesso Besostri ha, quindi, asserito l’importanza di una riforma della stessa legge per una migliore tutela delle minoranze e per “aumentare i finanziamenti già esistenti ed evitare il dirottamento di risorse a pioggia che effettivamente penalizzano quei comuni dove ancor’oggi si parlano le lingue minoritarie”; negli ultimi dieci anni, infatti, c’è stato un aumento dei comuni che “falsamente” rivendicano l’appartenenza ad una minoranza linguistica, avendo intravisto i benefici economici di questa realtà.
Interessante l’intervento della dott.ssa Giulia Dal Bò, dell’Istituto per lo sviluppo regionale dell’ EURAC di Bolzano, che ha evidenziato come ci sia poca attenzione verso il potenziale economico rappresentato dalla presenza di una minoranza linguistica; in particolare, tramite uno studio sul turismo in Ladinia, area del Trentino-Alto Adige in cui si parla il ladino, ha mostrato che la presenza di una minoranza linguistica rende la vacanza più interessante per il turista. Questo non è, però, motivo scatenante del viaggio in quanto il turista ne viene a conoscenza solo quando è in loco. È, dunque, opportuno lavorare sulla promozione di questo vero e proprio valore aggiunto per una destinazione turistica. Un impegno che non riguarda solo il territorio di minoranza ladina, quanto anche tutte le altre regioni che non promuovono in maniera efficiente questa realtà.
Come ha affermato lo stesso assessore Guagliardi “Le minoranze linguistiche rappresentano un valore aggiunto nella promozione della Calabria. Sono un pezzo di storia che sopravvive nella modernità. E possono diventare un richiamo nuovo per il turismo. Al mare e alle spiagge da sogno, la Calabria aggiunge i riti tradizionali e il folklore delle comunità arbëreshe, occitane e grecaniche così vicine ai luoghi turistici più noti, ma totalmente sconosciute; può essere davvero un' esperienza unica”. (www.regione.calabria.it)
L’evento è stato anche momento di riflessione oltre che sulle minoranze linguistiche storiche, su quelle presenti nel territorio da tempi più recenti, quindi sulla questione dell’immigrazione: il Consiglio regionale, quest’anno, ha riesaminato e aggiornato la legge sui calabresi nel mondo, e nel contempo, prima Regione in Italia, ha approvato una specifica legge sull’accoglienza; sul metodo, cioè, di regolare e sostenere il diritto di asilo degli immigrati che arrivano in Calabria. Una sfida, questa, molto difficile considerando la problematica situazione in cui viviamo; infatti il mondo dei migranti di oggi è articolato, leso da forti tensioni e segnato da diversità a seconda del paese d'origine, della religione professata, degli usi e costumi, delle tradizioni culturali, di quelle giuridiche e sociali.
In un momento in cui i Paesi europei si dichiarano pronti a dare avvio al libero scambio con l’ “oltre Mediterraneo”, si auspica la messa in opera di programmi concreti da parte dell’Unione Europea con i suoi finanziamenti, ma anche delle singole Regioni e Paesi, che portino all’ effettiva inclusione sociale dei “popoli minoritari”. Un discorso, questo, forse utopistico, ma che potrebbe sanare una grande ferita del mondo di oggi che strumentalizza proprio le varie forme di disuguaglianza sociale, il terrorismo.
L’ augurio e la speranza sono quelli dell’ accoglienza e la convivenza di tutte le etnie presenti in un territorio, ognuna nel pieno rispetto dell’identità dell’ altra. In questo senso, mi pare opportuno citare Luigi Maria prof. Lombardi Satriani, altro relatore del Convegno, che afferma: “L’ identità è strumento di crescita, non da difendere dagli altri”.
di Rosa Carbone
mercoledì 9 dicembre 2009
In Calabria si attiva il piano per un buon Turismo L'Asp cosentina avvia il restyling degli alberghi della Costa tirrenica

Di Angela Mendicino
A quanto pare un primo passo nella direzione del buon turismo intelligente è stato realizzato.
A quanto pare nell'azienda sanitaria di Cosenza s'intende procedere con il programma “estate sicura”, rivolto alle aree a vocazione turistica per effettuare controlli in preparazione della bella stagione.
Troppo spesso, infatti, la Calabria, affronta l'alta stagione impreparata nella gestione del traffico turistico con conseguenti danni all'economia regionale.
Per ovviare a questi problemi, l'Asp cosentina, ha avviato il programma di controllo degli alberghi e delle strutture ricettive, in particolare del Tirreno cosentino. L'Azienda, attraverso una nota ha fatto sapere che, in questa prima fase, saranno sottoposte a verifica case di cura, alberghi, palestre presenti nei distretti di Amantea, Paola, Scalea e Praia.
Nello specifico, il piano, prevede una serie di controlli in tutte le strutture che operano nel campo della ricezione attraverso la verifica delle prassi igieniche utilizzate per assicurare la salubrità degli alimenti, controlli sulle acque destinate al consumo, piani di sicurezza dei lavoratori e degli utenti, controllo dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento per la prevenzione della legionellosi, la formazione degli operatori del settore alimentare e dei servizi alberghieri.
I controlli saranno realizzati grazie ai medici specializzati in igiene e sanità pubblica, degli alimenti e della nutrizione, veterinari specializzati in igiene dei prodotti trasformati di origine animale e professionisti in medicina del lavoro e saranno inoltre verificate le corrette metodologie igieniche per assicurare l'integrità dei prodotti alimentari.
Tutto questo perché è importante che nella nostra regione ci sia una cultura del sano turismo, per assicurare la riuscita di una stagione e un conseguente ritorno degli avventori nelle nostre strutture, che può avvenire solo attraverso un buon funzionamento delle stesse.
Vibo Valentia rinnova tutta l'area costiera dalla Marina fino a Pizzo Previsto anche un Acquario e un Museo del mare

Di Angela Mendicino
La Provincia di Vibo Valentia punta alla valorizzazione e alla riqualificazione del tratto di costa che dalla Marina porta a Pizzo.
La Calabria ha bisogno di sostenere e migliorare le proprie zone specie quelle ad alta vocazione paesaggistica e, di conseguenza, turistica della regione.
In questa direzione, infatti, la Provincia vibonese ha dato il via a un progetto che sarà realizzato dalla cooperativa Nautilus e rappresenta la messa in pratica di un programma che risale a un paio di anni fa e finanziato dal ministero dell'Ambiente. Nel piano, in primis sono previsti, la riorganizzazione del porto e del lungomare di Vibo marina, la creazione di zone verdi lungo il quartiere Pennello. Inoltre, fiore all'occhiello della costa sarà la costruzione di un acquario marino e di un museo del mare, la realizzazione degli approdi turistici, la riconversione e la bonifica di quelle zone dove, attualmente, sorgono complessi industriali.
Ancora. In direzione nord, nel progetto, sono previsti la messa in sicurezza del vecchio tracciato delle Ferrovie Calabro-Lucane che saranno trasformate in un parco ecologico, poi la salvaguardia ambientale del lago Angitola e della foce del fiume omonimo, entrambi, inseriti a livello europeo tra i Siti d'interesse comunitario grazie alla rilevanza biologica che rivestono.
In progetto anche la riorganizzazione del centro storico di Francavilla Angitola. L'intera realizzazione del piano sarà realizzata attraverso i fondi Por, probabilmente, saranno utilizzate anche le risorse nazionali del Fas, il Fondo aree sottoutilizzate. Un progetto che - come detto durante la presentazione dello stesso alla presenza tra gli altri del presidente della Provincia di Vibo, De Nisi e il direttore tecnico della Nautilus, Passaniti – non prevede la costruzione di grandi infrastrutture quanto, piuttosto, la riorganizzazione e la valorizzazione dell'area già presente che, attraverso il restyling previsto, può costituire un importante passo in avanti per la crescita economico-turistica calabrese.
mercoledì 2 dicembre 2009
La Provincia di Cosenza incontra il Canada

di Adriano mancuso
In questa settimana si svolge nella provincia di Cosenza una Missione di Incoming dal Canada. In coerenza con le caratteristiche del tessuto produttivo e ricettivo del territorio cosentino la Camera di commercio di Cosenza promuove le iniziative relative ai processi di internazionalizzazione. L’ iniziativa portata avanti dall’Aziende speciali Promocosenza ed AgriSistema in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nel Canada ha come obiettivo quello di promuovere il territorio e le aziende provinciali nei confronti dei buyers canadesi che si intratterranno fino a giorno 6 dicembre. Tale missione di incoming è strutturata in modo multisettoriale ed è finalizzata a :
- promuovere un’immagine ‘di sistema’ del made in Cosenza in grado di accreditare le eccellenze territoriali presso un qualificato panel di operatori canadesi;
- sostenere l’avvio di partnership commerciali tra operatori cosentini e canadesi.
Le fasi progettuali si possono sintetizzare in tre passaggi principali:
1. La prima fase di dettaglio e selezioni delegati ;
Obiettivi: contribuire alla definizione del programma di incoming, individuando e sensibilizzando i buyers “operatori” interessati ai prodotti made in Cosenza ed assicurando loro un appropriato briefing.
2. La seconda fase ha come obiettivo quello di assicurare la partecipazione di quindici delegati ed una attività di orientamento ed assistenza diretta nel corso delle giornate di Incoming .
3. Infine terza ed ultima fase Reporting valutativo, con obiettivo assicurare un appropriato feedback dei risultati della missione , anche attraverso un’ indagine diretta presso i quindici delegati e fornire indicazioni strategiche ed operative per successive attività di follow up e valorizzazioni risultati.
I settori interessati sono: Agroalimentare ed enologico, artigianato artistico (ceramiche, tessuti, oreficeria), turismo enogastronomico ed esperenziale. Settori
tra i punti di forza dell’Italia, infatti, ci sono le risorse artistiche e naturali, l’enogastronomia, la ricchezza e la varietà paesaggistica. L'offerta italiana ha tutti i requisiti per occupare una posizione leader in questo nuovo scenario. La formula quindi di abbinare al tour organizzato di stampo “classico-culturale”, un ulteriore percorso alla riscoperta della cucina tipica legati ai luoghi e agli eventi culturali locali si rivela una formula vincente, atta ad attrarre un numero consistente di turisti canadesi.
Il programma in massima è il seguente:
1 dicembre. Partenza dal Canada
2 dicembre. Conferenza stampa; mostra artigianato
3-4-5 dicembre, itinerari enogastronomici, educational tour, visite aziendali, debriefing, incontri B2B.
6 dicembre. Partenza da Lamezia Terme
lunedì 30 novembre 2009
A Crotone gemellaggio con la Germania per favorire scambi culturali e turismo

Un'opportunità per favorire il turismo e fare scoprire la Calabria e, in particolare, Crotone. Incentivare la destagionalizzazione della nostra industria alberghiera ed esportare un'immagine nuova e migliore della Calabria in altri paesi europei.
Obiettivi questi, raggiunti dalla Provincia di Crotone che ha ospitato la delegazione tedesca della cittadina di St. Georgen, nei giorni scorsi, in seguito al gemellaggio che è attivo da oltre vent’anni ormai, proprio fra la cittadina tedesca e il paese di Scandale.
All'incontro in Provincia erano presenti anche il primo cittadino Fabio Brescia e il vicepresidente Gianluca Bruno, oltre alla rappresentanza della Germania. L'incontro è stato un modo per confrontarsi sulla riuscita del programma di scambio culturale che nello stesso tempo promuove il nostro territorio. Gli ospiti tedeschi, infatti, sono rimasti favorevolmente colpiti dal contesto culturale e paesaggistico che hanno avuto modo di vedere nel corso delle passeggiate nei vicoli di Scandale e Crotonei, soprattutto, sono rimasti molto affascinati dalla bellezza del mare che i cittadini tedeschi tanto apprezzano e invidiano alla nostra regione.
Questo genere di progetti, come ha sottolineato lo stesso vice presidente provinciale, Bruno, sono utili perché esperienze sul campo che mostrano le nostre risorse per aprirci a nuovi mercati turistici. In pratica, attraverso la conoscenza dei nostri territori, realizzata anche grazie ai gemellaggi, si concretizza una politica di marketing, ma servono programmi per individuare nicchie di turisti che possano essere attratti dalla nostra Calabria.
Un esempio di turismo strategico, lo hanno fatto nella riviera romagnola e anche nella costa tirrenica meridionale calabrese.
Insomma, una nuova immagine del turismo calabrese fatto non solo di mare ma che possa mettere in risalto i diversi aspetti favorendo un flusso di visite non soltanto nel periodo estivo ma distribuito nell'intero anno.
In questa direzione, la provincia di Crotone ha accolto l’invito della delegazione tedesca a partecipare alla prossima Borsa del Turismo di Stoccarda, dove sarà presente con stand all’interno dello spazio espositivo nella cittadina di St. Georgen, così da raggiungere un bacino di utenti sempre più ampio, viaggiatori che si spostano al di fuori dei canonici periodi di vacanza.
In occasione della fiera, hanno fatto sapere dalla Provincia di Crotone, si esporrà il meglio della produzione enogastronomica calabrese oltre che un vetrina con tutte le offerte turistiche della nostra regione.
di Angela Mendicino
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