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mercoledì 2 febbraio 2011

I 17 più celebri musei su Google Art Project

Google Art Project
Visitare 17 tra i più celebri musei del mondo attraverso il computer di casa. Da oggi è possibile grazie ad Art Project, il nuovo servizio di Google che porta la tecnologia Street View all’interno di musei come la galleria degli Uffizi o il Moma di New York.


Il servizio è stato presentato oggi a Londra alla Tate Modern. Oltre a 1061 opere in alta risoluzione gli amanti dell’arte potranno ammirare su internet 17 opere in gigapixel, una per ogni museo. Ovvero immagini a una risoluzione mai vista prima. «Gli Uffizi - ha detto Cristina Acidini, direttore del museo fiorentino - è il museo più vecchio dell’Europa moderna. Ora, grazie a Google, può essere visto ovunque nel mondo e ad ogni ora».

Le opere che fanno parte del progetto spaziano dalla “Nascita di Venere” del Botticelli, icona della Galleria degli Uffizi di Firenze, a “No Woman, No cry” di Chris Offili, ai lavori post impressionisti di Cezanne sino all’iconografia Bizantina. E ancora: i soffitti della Reggia di Versailles, i templi Egizi e una collezione mondiale che va da Whistler a Rembrandt. In totale, sono presenti opere di 486 artisti di tutto il mondo.

Opere in altissima risoluzione: ciascuno dei 17 musei che hanno aderito al progetto ha selezionato un’opera da fotografare fin nei più minimi dettagli, attraverso una tecnologia fotografica con risoluzione “gigapixel”. Ciascuna di queste immagini è composta da circa 7 miliardi di pixel, una risoluzione che permette di osservare dettagli altrimenti non visibili all’occhio umano, come i particolari delle pennellate e della patina. Elementi di solito molto difficili da esaminare diventano chiaramente visibili, come ad esempio il piccolo distico latino che compare nell’opera “Georg Gisze, un mercante tedesco” di Hans Holbein il Giovane, oppure le persone nascoste dietro l’albero nell’ “Apparizione di Cristo al popolo” di Aleksandr Ivanov. Inoltre, i musei hanno fornito immagini in alta risoluzione per un totale di oltre 1000 opere. In questo modo, gli appassionati d’arte possono scoprire particolari minuziosi dei quadri, mai visti da vicino prima d’ora, come le persone in miniatura lungo il fiume del quadro ‘Vista di Toledo” di El Greco o i singoli punti in “Grandcamp, una sera” di Georges-Pierre Seurat.

Crea la tua collezione: questa funzionalità permette agli utenti di salvare specifiche porzioni di immagine per ciascuna delle 1000 opere disponibili e di creare così una propria collezione personale. Possono essere aggiunti commenti ad ogni dipinto e l’intera collezione può essere condivisa con chi si desidera. E’ uno strumento ideale per gli studenti o gruppi di studiosi che lavorano su particolari progetti o collezioni.

Musei partner del progetto: Galleria degli Uffizi, Firenze – Italia Alte Nationalgalerie, Berlino – Germania Freer Gallery of Art Smithsonian, Washington DC - USA The Frick Collection, New York City - USA Gemäldegalerie, Berlino - Germania The Metropolitan Museum of Art, New York City - USA MoMA, The Museum of Modern Art, New York City - USA Museo Reina Sofia, Madrid - Spagna Museo Thyseen - Bornemisza, Madrid - Spagna Museum Kampa, Praga - Repubblica Ceca National Gallery, Londra – UK Château de Versailles - Francia Rijksmuseum, Amsterdam - Paesi Bassi The State Hermitage Museum, San Pietroburgo- Russia State Tretyakov Gallery, Mosca – Russia Tate Britain, Londra – UK Van Gogh Museum, Amsterdam – Paesi Bassi

martedì 4 maggio 2010

Turismo-cultura, binomio piace a giovani

Turismo e cultura, binomio vincente per i giovani che durante i loro viaggi spesso hanno tra le mete musei e monumento. A rilevarlo e' il Cts. Secondo un sondaggio realizzato dal centro turistico studentesco e giovanile in collaborazione con il ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, il 53,6% visita sempre un museo o un monumento durante un viaggio e il 59,1% di essi lo fa in compagnia di amici. La ricerca e' stata condotta su 900 giovani fino a 29 anni, 43,1% diplomati, 52,2% laueati.

giovedì 18 febbraio 2010

Il MARCA e il Parco della Scultura di Catanzaro

Si trova in uno dei punti più scenografici di Catanzaro e occupa gli spazi di una antica residenza patrizia della città. Non ha ancora due anni di vita, eppure è diventato uno dei poli museali più interessanti della scena italiana. Il MARCA, Museo delle Arti Catanzaro nasce nel marzo 2008 con la vocazione di essere un spazio multifunzionale dove possano convivere situazioni artistiche differenti, dall’arte antica alle opere dei grandi maestri dell’arte contemporanea.
Al piano terra del Museo, infatti, le nuove sale restaurate custodiscono le collezioni permanenti: opere di Antonello de Saliba, Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Andrea Cefaly e Francesco Jerace, che raccontano l’evoluzione del linguaggio pittorico dal Rinascimento al Seicento, dal Barocco all’Ottocento, fino alle suggestioni impressioniste e simboliste. Le sale del piano nobile, invece, sono destinate allemostre temporanee, come quella dedicata a Antoni Tàpies appena inaugurata.

Il MARCA si pone, poi, come partner privilegiato di Intersezioni, il progetto di scultura contemporanea curato da Alberto Fiz, che dal 2005 si svolge ogni estate al Parco Archeologico di Scolacium (a una ventina di chilometri da Catanzaro), proponendo intriganti contaminazioni tra contemporaneo e antico. Il Teatro romano, i ruderi del Foro, le Terme diventano la suggestiva location di installazioni create, in dialogo con il passato, da artisti del calibro di Tony Cragg, Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn, Dennis Oppenheim.

Proseguimento ideale delle installazioni temporanee di Scolacium è il Parco Internazionale della Scultura, in città. Ricavato in uno dei polmoni verdi di Catanzaro, il Parco della biodiversita' mediterranea, accoglie le opere create per Intersezioni, che qui trovano la loro collocazione permanente.
Tra siepi, pini marittimi e ulivi sfilano, fra le altre, Uomo e Ballerina di Stephan Balkenhol, Cast Glances di Tony Cragg, Betoniera di Wim Delvoye, L’uomo che misura le nuvole di Jan Fabre, Seven Times di Antony Gormley, Electric Kisses di Dennis Oppenheim.

Info: Museo MARCA, via Alessandro Turco 63, Catanzaro, tel. 0961.74.67.97; www.museomarca.com. Orari: tutti i giorni 9.30-13, 16-20.30; chiuso lunedì. Ingresso: 3 €. Parco Internazionale della Scultura, via Vinicio Cortese 1. Ingresso libero.

mercoledì 17 febbraio 2010

La montagna è virtuale al Forte di Bard. Con mostre e scalate in 3D

Il “lupo delle favole” è diventato un caso internazionale. L’immagine dell’animale - titolo originale The storybook of wolf - che ha vinto il prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year 2009 è falsa e il primo premio è stato ritirato. Così Josè Luis Rodriguez, l’autore dello scatto incriminato, si è trovato a mani vuote. Le polemiche hanno fatto il giro del mondo ma non sono arrivate in cima al Forte di Bardche espone, fino al 25 marzo, le 97 foto del Wildlife, lupo compreso.


Una mostra tutta dedicata al concorso annuale di fotografia naturalistica che il Natural History Museum di Londra promuove dal 1964. Il percorso espositivo è un viaggio a tu per tu con la natura, ancora più significativo nel 2010,anno della biodiversità. Riproduzioni di grande formato, accompagnate da un’illuminazione ad hoc e da una colonna sonora che crea la giusta atmosfera, insieme a due video, uno dedicato ai cambiamenti climatici e l’altro, From Pole to Pole, sulle gelide terre di Artico e Antartide. Un’occasione da non perdere per due buoni motivi: è l’unica tappa italiana del Wildlife Photographer of the Year e la location è d’eccezione, quella del Forte di Bard.

L’imponente fortezza, simbolo della Valle d’Aosta, grazie all’ambizioso restyling degli ultimi anni punta a diventare il nuovo polo culturale delle Alpi Occidentali e il principale centro di divulgazione della cultura alpina, valdostana in particolare. Arroccato su una rupe a 106 metri d’altezza, il complesso del Forte occupa una superficie di 14 mila metri quadrati, tutti destinati ad aree espositive. Per ora è aperto al pubblico il Museo delle Alpi, 29 salemultimediali e interattive per un excursus virtuale nel tempo e nello spazio, tra tradizione e nuove tecnologie. Per i più giovani, invece, ci sono le Alpi dei Ragazzi, uno spazio per giocare e fare esperienza della montagna. Qui ci si può cimentare nella simulazione di una cordata per scalare il Monte Bianco; uno spasso anche per gli adulti.

Solo su prenotazione si visitano le prigioni del Forte, attraverso un intricato zig zag tra anguste celle. Ma le vere novità sono attese per la fine del 2010 con l’inaugurazione dei Musei delle Frontiere e del Forte e l’apertura di un albergo di charme all’interno della piazzaforte, il Cavour et des Officiers, un 4 stelle progettato da Vico Magistretti che ospiterà solo 22 persone, con suite affrescate. Per il momento si dorme all’Ad Gallias, nel centro del borgo medievale di Bard: 18 camere con terrazzino, abbaino o soppalco, spa "Ad Aquas" e ristorante con piatti della tradizione, ma anche menu vegani con lasagne al ragù di tofu e verdure.

In pochi chilometri, la 
Valle d’Aosta offre di tutto. Per gli amanti dello sci, dai freerider agli snowboarder, c'è il Monterosa Ski con 24 stazioni e 900 chilometri di piste. Gli escursionisti possono dilettarsi lungo i sentieri del Parco del Mont Avic, mentre per i gourmet c'è l'imbarazzo delle scelta tra le specialità locali, dal lardo di Arnad ai vini di Donnas.

Spostandosi invece verso Aosta, a 47 chilometri da Bard, l’arte torna protagonista. Riflettori puntati questa volta sul Cervino, la montagna più bella del mondo, come scriveva nel 1961Luigi Cravetto, amministratore delegato della Cervino S.p.A. La sua preziosa collezione è al centro della mostra Les riches heures du Cervin, al museo Archeologico Regionale. Fino al 9 maggio sono esposte 336 opere di 130 celebri pittori chiamati, tra il 1961 e il 1963, a esprimere la loro personale visione del Matterhorn. Così Salvador Dalì, Leonor Fini, Felice Casorati, Insho Domoto e Michelangelo Pistoletto, per citarne alcuni, hanno dipinto i 4478 metri dell’inconfondibile vetta italiana. Una mostra che è, al tempo stesso, la storia della montagna e il racconto visivo della Valle negli anni Sessanta.

Dopo il tour artistico, il meritato riposo. La new entry del capoluogo valdostano è il Wellness Valle d’Aosta, un “club” che raggruppa tredici strutture dove godersi un weekend di benessere tra bagno turco, massaggi, sauna e trattamenti personalizzati.