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mercoledì 28 settembre 2011
I viaggi dell'inverno 2012
NEW YORK CITY - La Grande Mela resta la destinazione di viaggio più gettonata anche per il prossimo anno, secondo quanto già registrato dalle prenotazioni dei tour operator italiani
KENYA - L'Africa è la seconda meta preferita secondo le prenotazioni già effettuate dagli italiani per le prossime vacanze invernali. Il Kenya, in particolare, punta molto sulle vacanze di lusso e sulle vacanze avventura
MADAGASCAR - Un'altra destinazione africana molto in voga in questo periodo secondo le agenzie di viaggio per via dei suoi paesaggi naturali meravigliosi e vari
MAURITIUS - E' la destinazione preferita per i viaggi di nozze. L'isola dell'Oceano indiano è più gettonata anche rispetto alle Maldive e alla romantica Polinesia
MIAMI - Dopo New York è la meta statunitense più prenotata per l'inverno per via del clima estivo, delle sue meravigliose spiagge e per il divertimento che qui è assicurato
MOZAMBICO - Un'altra destinazione africana che sta prendendo piede per via della vicinanza con la Tanzania e il Sudafrica e per i meravigliosi parchi naturali come il Limpopo National Park, dove sono stati trasferiti molti animali provenienti dal Kruger National Park
THAILANDIA - L'Oriente, in generale, non è tra i must del prossimo anno, ma tra le destinazioni prenotate presso i tour operator si riscontra un ritorno al mare della Thailandia, in particolare nelle isole come la meravigliosa Phi Phi Island
SANTO DOMINGO - Ottimo compromesso per una vacanza mare o per un viaggio di nozze dal costo abbordabile e non esageratamente lontano, la Repubblica Dominicana è la meta prediletta nei Caraibi
UGANDA - Dopo Mozambico e Madagascar, questo Paese è tra gli emergenti del 2012, grazie ai paesaggi naturali mozzafiato e alla fauna che si può osservare, come le giraffe e i rarissimi gorilla di montagna
ZANZIBAR - Insieme al Kenya, è la meta perferita per i viaggi di lusso. L'arcipelago della Tanzania è noto e amato dai vacanzieri per via del patrimonio naturale, paesaggistico e culturale
venerdì 16 settembre 2011
Tutti a Monaco per l'Oktoberfest
Dal 17 settembre al 3 ottobre gli amanti della birra si danno appuntamento a Monaco di Baviera per l'Oktoberfest. Si tratta della più nota festa della birra del mondo che dura ben 17 giorni e che richiama l’attenzione di circa 6,5 milioni di persone provenienti da ogni dove.
Sopravvivere anche solo a un weekend di questa incredibile festa non è cosa semplice. Ecco a voi un piccolo vademecum per uscire indenni, o quasi, dall’Oktoberfest.
Cosa indossare:
Per gli uomini vanno bene un paio di Kracherte, ovvero pantaloni di pelle, e di Haferlschuhe, rozze scarpe bavaresi. Le donne possono invece optare per un Dirndl, l’abito tradizionale della Germania del sud.
Quando andare:
Ricordatevi che nei weekend c’è molta folla. C’è poi da sapere che il secondo fine settimana dell’Oktoberfest è chiamato il “weekend italiano” perché affollato da circa 100mila nostri concittadini. Regolatevi di conseguenza.
Dove:
C’è una vasta gamma di tendoni tra cui scegliere. Sono 14 i tendoni grandi e 17 quelli medio-piccoli. I più importanti sono: lo Shottenhammel,il tendone tipico del giorno di apertura, l’Hippodrome, il salotto della gente "giusta" di Monaco, per entrare occorre prenotare. Qui è possibile avvistare anche alcune celebrità. Il tendone dell'Hofbräu Festival è frequentato da ospiti internazionali. Il Löwenbräu è quello che ospita gli anziani e la gente più tranquilla. Il Festzelt Tradition è il tendone tradizionale. Per concludere il tour non dimenticate di andare a vedere il più grande boccale di birra del mondo. Il boccale troneggia all’ingresso dell’Oktoberfest e potrebbe entrare nel Guinness dei primati.
All'Oktoberfest sono legate alcune curiosità. Per esempio, sono sette i milioni di litri di birra serviti ogni anno, accompagnati da 116.923 salsicce, 488.137 petti di pollo e seguiti da 210.585 tazze di caffè. Durante l’Oktoberfest vengono anche serviti 554.537 litri di bevande analcoliche, per gli astemi, e 79.359 litri di vino per la gioia degli appassionati di Bacco. Dopo la festa, sono stati rinvenuti 1.450 capi d’abbigliamento, 420 portafogli, 320 paia di occhiali, ma anche un coniglio, un frustino di cuoio, una tuba, una testa di cervo e ben 37 bambini.
Oltre a Monaco di Baviera, l’Oktoberfest è celebrato in altre città del mondo. Da Stoccarda a Kitchener-Waterloo in Canada, passando per Hong Kong fino ad arrivare nella città brasiliana di Blumenau. Se non volete uscire dall'Italia ricordatevi che a Genova, dal 13 al 23 ottobre, potrete prendere parte all’unico Oktoberfest italiano riconosciuto ufficialmente dalle Autorità baveresi. Prosit!
martedì 16 agosto 2011
La Costiera Amalfitana e le sue isole
Nell’immaginario collettivo la Costiera Amalfitana rievoca immagini da sogno. Quel tratto di costa della Campania che si affaccia sul golfo di Salerno è delimitato da una parte da Positano, luogo di villeggiatura fin dai tempi degli antichi romani, e dall’altra da Vietri sul Mare, una deliziosa cittadina arroccata sulle alture affacciata sul mare, due località gettonatissime d’estate da vip che giungono da ogni dove.
È un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica. Considerato Patrimonio dell'umanità dall’Unesco, prende il nome dalla città di Amalfi, centro della Costiera Amalfitana non soltanto geograficamente, ma anche storicamente. La Costiera Amalfitana offre numerosi angoli incontaminati da scoprire durante una vacanza. Dalle alture di Ravello si gode di un panorama mozzafiato su tutta la costa.
Dall'alto del suo roccione di tufo a picco sul mare, Sorrento è il set preferito dai registi di fama internazionale. La Grotta dello Smeraldo, vicino ad Amalfi, deve il suo nome al colore unico e particolare dell’acqua. La spiaggia di Positano regala angoli suggestivi. Le calette di Praiano sono quasi tutte raggiungibili solo via mare. Se siete alla ricerca della vacanza perfetta, la Costiera Amalfitana vale una visita almeno una volta nella vita.
È un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica. Considerato Patrimonio dell'umanità dall’Unesco, prende il nome dalla città di Amalfi, centro della Costiera Amalfitana non soltanto geograficamente, ma anche storicamente. La Costiera Amalfitana offre numerosi angoli incontaminati da scoprire durante una vacanza. Dalle alture di Ravello si gode di un panorama mozzafiato su tutta la costa.
Dall'alto del suo roccione di tufo a picco sul mare, Sorrento è il set preferito dai registi di fama internazionale. La Grotta dello Smeraldo, vicino ad Amalfi, deve il suo nome al colore unico e particolare dell’acqua. La spiaggia di Positano regala angoli suggestivi. Le calette di Praiano sono quasi tutte raggiungibili solo via mare. Se siete alla ricerca della vacanza perfetta, la Costiera Amalfitana vale una visita almeno una volta nella vita.
giovedì 4 agosto 2011
Le spiagge più belle della Sardegna
CALA MARIOLU - Cala Mariolu si trova tra Cala Gonone e Arbatax, a circa 100 chilometri da Orosei e all'interno del Parco naturale del Golfo di Orosei e del Gennargentu
RENA BIANCA - La spiaggia Rena Bianca, situata sulla costa nord occidentale della Sardegna, ha ricevuto il riconoscimento di Bandiera blu d'Europa
CALA DI VOLPE - Cala di Volpe, situata nella parte settentionale dell'isola, vicino ad Arzachena, è conosciuta per essere rimasta immutata nel tempo, con il suo fascino e la magia del suo mare cristallino
CALA GOLORITZE' - La spiaggia di Cala Goloritzé, composta di piccoli ciottoli bianchi e sabbia, si trova nella parte sud del Golfo di Orosei in provincia dell'Ogliastra. E' una tra le più suggestive della Sardegna
LA PELOSA - E' una delle spiagge più famose della Sardegna. Si trova a Stintino, nel nord ovest dell'isola, di fronte all'isola Piana e all'Asinara. E' celebre per la sua sabbia candida e per la trasparenza delle sue acque. A nord è delimitata dalla torre della Pelosa, un'imponente costruzione del '600 che troneggia sul litorale
SPIAGGIA ROSA NELL'ISOLA DI BUDELLI - La Spiaggia Rosa di Budelli, nell'arcipelago della Maddalena, deve il suo particolare colore ai frammenti di corallo e alle particolari conchiglie da cui è costituita. E' una delle mete più famose all'interno dell'Arcipelago della Maddalena
CALA CIPOLLA - Si trova a Baia di Chia, una località costiera della Sardegna meridionale, in provincia di Cagliari. Ubicata sul lato occidentale del Golfo degli Angeli, è considerata una delle più rinomate località balneari del golfo. Cala Cipolla è incorniciata da pini e ginepri secolari e la spiaggia ha una sabbia bianchissima e rocce granitiche di ogni forma
LE BOMBARDE - Le Bombarde, situata nella località omonima, nel comune di Alghero, è una delle spiagge più belle della Riviera del Corallo, tra le più amate e famose della Sardegna
CALA PIRA - Cala Pira è situata in uno dei più bei tratti costieri della Sardegna, a una decina di chilometri da Villasimius. La sua spiaggia ha sabbia bianca e sottile, con sfumature rosa. Poco distante dal mare, nel lato nord orientale, c'è la Torre di Cala Pira, circondata da dune, graniti e ginepri secolari
CALA CARTOE - Cala Cartoe di Dorgali si trova nel golfo di Orosei, un chilometro dopo Cala Gonone. La sua sabbia ha un colore più scuro rispetto alla rena delle zone vicine e dietro la spiaggia, delimitata da scogliere, si trova uno stagno
CALA LIBEROTTO - La spiaggia Cala Liberotto, situata nel Golfo di Orosei, è lunga circa 500 metri, frazionata in più calette. Alle spalle dell'arenile ci sono ginepri, lentischi, palmette nane e agavi
TUEREDDA - Si trova a Baia di Chia, nella zona a sud ovest dell'isola, ed è una spiaggia incontaminata con uno scenario che supera l'immaginario esotico senza varcare l'oceano: dune bianche, mare cristallino, ginepri secolari e lagune dai riflessi multicolore dove vivono i fenicotteri rosa
mercoledì 3 agosto 2011
Le spiagge più belle della Calabria (costa Jonica)
La Calabria è una delle mete turistiche più gettonate d'Italia. Il 10% della costa italiana è quella calabra. Inoltre, la grande varietà di spiagge, di roccia o sabbia, grandi e lunghe o piccole e raccolte, fan sì che la Calabria sia la regione con il maggior numero di spiagge. Ecco una piccola guida delle spiagge della costa jonica calabrese:
Caminia - Caminia è situata a metà strada fra Catanzaro e Soverato, lungo la costa Jonica del golfo di Squillace, incastonata da scoscese colline che sorgono da fondali marini di rara bellezza. Caminia è una meta frequentata dai giovani che prediligono una vacanza dinamica. Oltre alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche, c'è la possibilità di esplorare un territorio ricco di arte e cultura. La spiaggia di Caminia è sabbiosa con grani di dimensioni medio piccole, il mare è trasparente e pulito
Copanello di Staletti - Copanello si trova nel cuore della Costa degli Aranci, a pochi chilometri da Catanzaro e Soverato. Da oltre 30 anni è noto come centro balneare e turistico di altissimo livello e tantissime sono le strutture turistiche di cui dispone. La spiaggia e le sue le scogliere sono una cornice splendida per chi vuole trascorrere una vacanza all'insegna della natura e del relax
Rocca Imperiale Marina - La frazione di Rocca Imperiale Marina sorge a cinque metri sul livello del mare, è bagnata dallo Jonio e si trova al confine con la Basilicata. Rocca Imperiale è famosa per la sua natura incontaminata e per i suoi pregiati limoni
Roccella Jonica - Si affaccia direttamente sul mare. Il paese è dominato da una roccia che ospita l'antico castello medievale, che oggi è in fase di restauro. Roccella è un centro marinaro con un moderno porto turistico peschereccio e d'estate si svolgono numerose manifestazioni di carattere internazionale, tra cui il Festival jazz "Rumori Mediterranei", oltre che varie sagre locali
Roseto Capo Spulico - E' una splendida meta balneare in provincia di Cosenza sull'Alto Jonio. Roseto è conosciuta per la qualità della sua offerta turistica, per la tutela ambientale e lo stato di conservazione del paesaggio. A picco sul mare sul Promontorio di Cardone c'è il Castrum Petrae Roseti (Castello della Pietra di Roseto), un castello risalente ad epoca normanna, fortificato a difesa della costa dell'Alto Jonio Cosentino. Il nome Roseto deriva dal latino "rosetum" vista la diffusione della coltura delle rose in epoca greco-romana
Soverato - Situato nella parte sud del Golfo di Squillace, rappresenta il polo turistico più importante sulla costa jonica e proprio per la sua bellezza è definita "la perla dello Jonio". La sua spiaggia è bianca e sabbiosa, le sue acque azzurre e limpide e i fondali visibili anche a notevoli profondità. Il lido è ben attrezzato e offre molte comodità e servizi turistici. Il nome "Suberatum" fu dato al villaggio a seguito della ricostruzione sulla collina sovrastante la costa, durante il X secolo d.C
Capo Rizzuto - L'area marina di Capo Rizzuto è una delle aree protette più affascinanti di tutto il Mediterraneo. Ha un meraviglioso mare e la presenza nelle vicinanze di siti storici importanti, Capo Colonna e Le Castella, fra tutti, la rendono una delle località di vacanza più complete della Calabria. Nonostante il suo nome, l'Isola di Capo Rizzuto non è un'isola. La confusione risale ad alcune cronache del medioevo in cui comparve il nome 'isola' che da allora accompagna la località
Amendolara - La città di Amendolara, nell'Alto Jonio, è situata su una serie di pianori che digradano verso il mare. C'è quindi una parte di "Paese" e una di "Marina". E' una località turistica piuttosto giovane. Infatti, solo negli ultimi anni sta vivendo uno sviluppo turistico con l'apertura di alberghi e la riqualificazione del centro storico e del lungomare che le hanno valso la Bandiera blu nel 2011
Le spiagge più belle della Calabria (costa Tirrenica)
La Calabria è una delle mete turistiche più gettonate d'Italia. Il 10% della costa italiana è quella calabra. Inoltre, la grande varietà di spiagge, di roccia o sabbia, grandi e lunghe o piccole e raccolte, fan sì che la Calabria sia la regione con il maggior numero di spiagge. Ecco una piccola guida delle spiagge della costa tirrenica calabrese:
Praia a Mare - Praia a Mare è caratterizzata da un litorale molto ampio di sabbia grigia mista a ghiaino, bagnato da un mare di un azzurro intenso e con fondali digradanti, perfetto per nuotare e fare il bagno. L'estremità più a nord è sicuramente la parte più suggestiva, delimitata dal bel castello di Fiuzzi e con l'isola di Dino poco al largo. Questo isolotto, lungo un chilometro e largo un centinaio di metri, affiora da splendidi fondali, ricchi di flora e fauna e, alla base della roccia calcarea, si aprono bellissime grotte, tra cui quella del Frontone e del Leone, oltre alla Grotta Azzurra
Tropea - Tropea è tra le 20 spiagge più belle d'Europa grazie al suo splendido mare, alle spiagge bianche intervallate da scogliere, al promontorio a picco sul mare e al suo splendido centro storico. Pare che il fondatore di questa cittadina sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna, si fermò sulla Costa degli Dei e, secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole
Scalea - Scalea è centro turistico e balneare, con la città vecchia arroccata che domina la parte moderna affacciata sulle ampie spiagge. La cittadina si dispone su un grande promontorio che delimita a sud il Golfo di Policastro
Diamante - Diamante si trova al centro della Riviera dei Cedri ed è rinomata per la bellezza delle sue spiagge bianche e del suo mare 'che luccica' come dice il nome stesso. Diamante è conosciuta come la città dei murales, dai numerosi dipinti che si possono ammirare passeggiando per i vicoli della cittadina. Sono, infatti, oltre 150 le opere d'arte dipinte sui muri del centro storico e della frazione Cirella, realizzate a partire dal 1981 da pittori ed artisti di fama internazionale
Scilla - Scilla è la perla della Costa Viola, ed è chiamata così per la particolare colorazione delle acque marine che assumono in trasparenza un colore violaceo per il fondale profondo e ricco di vegetazione. Se amate le spiagge di sabbia bianca non troppo affollate, Scilla è certamente quel che fa per voi
Belvedere Marittimo - Il centro abitato di Belvedere Marittimo si compone di due parti distinte: il borgo medievale, che sorge su una roccia, e la parte più marinara sul litorale, nota come Marina di Belvedere, che ospita attrezzature e residenze turistiche
Palmi - Palmi si trova a ridosso del Monte Sant'Elia e sovrasta un tratto di Costa Viola. Vicino a Palmi si trova la frazione Taureana di interesse paesaggistico e turistico-balneare. Questo piccolo centro abitato si sviluppa su un'area stretta tra il mare e la montagna e il suo territorio, ricco di spiagge, terrazzamenti e scogliere, è compreso nella Costa Viola, che si estende fino a Punta Pezzo. La costa di Palmi è in gran parte a scogliera sul mare, ma esistono anche tratti sabbiosi dal mare limpido
lunedì 1 agosto 2011
Nelle terre del Brunello e del Montepulciano
Da dove cominciare per andare alla scoperta della Val d'Orcia? La natura e la storia sono state così generose nei suoi confronti da non farle mancare nulla. Nell'incomparabile scenario delle Crete, la rocca di Montalcino è l'estremo avamposto del territorio senese verso i boschi della Maremma e le alture che salgono in direzione del monte Amiata. Qui, in un paesaggio ben delimitato, dalle forme e dai colori indimenticabili, nasce uno dei più famosi vini italiani. E poi verso la bassa Val di Chiana, nel territorio dove nasce il Vino Nobile di Montepulciano, tra vigneti, cantine secolari e la visita agli straordinari borghi di Montepulciano e Chiusi.
Primo giorno
In giornata
Alla scoperta della Val d'Orcia e dei paesi del Parco Artistico Naturale e Culturale. Una giornata tra arte, natura, accompagnati dagli scenari che rendono celebre la Toscana nel mondo.
Sera
Serata a Pienza, meraviglia rinascimentale, alla ricerca delle eccellenze enogastronomiche della Val d'Orcia e delle Terre di Siena.
Secondo giorno
In giornata
Nel territorio dove nasce il Vino Nobile di Montepulciano, tra vigneti, cantine secolari e la visita agli straordinari borghi di Montepulciano e Chiusi.
Sera
A Chiusi, cena con piatti della tradizione.
domenica 31 luglio 2011
Weekend Gastronomico: Tra Lago d'Iseo e Franciacorta
Quando si parla di Lombardia la prima cosa che affiora alla mente è l'immagine di una Milano operosa, stressata e sempre di fretta. Eppure, la regione che ospita la capitale economica d'Italia sa offrire anche un'enorme varietà di paesaggi ameni e di atmosfere rilassate. Il territorio che si snoda tra le provincie di Bergamo e Brescia, caratterizzato da verdi colline coltivate a vigneti e arricchito dalla presenza del lago d'Iseo e dai tesori enogastronomici della Valcalepio e della Franciacorta, è forse il luogo migliore per cominciare a scoprire questa Lombardia decisamente diversa da come la immaginano la maggior parte degli italiani. Qui, tra rigogliose vigne e dolci rilievi, è possibile percorrere le numerose strade del vino alla scoperta dei prodotti tipici, ma anche visitare castelli, chiese e monumenti storici, per poi finire in bellezza concedendosi il meritato riposo in uno degli stabilimenti termali della zona.
Primo giorno
In giornata
Sulla Strada del vino della Valcalepio tra storia e sapori.
Sera
Degustazione in castello e cena tipica.
Secondo giorno
In giornata
Da Sarnico a Iseo tra chiese, ville e castelli.
Sera
Una tranquilla passeggiata sul lungolago.
Terzo giorno
In giornata
Bagni, massaggi e relax alle terme.
Sera
Cena con bollicine in Franciacorta.
Primo giorno
In giornata
Sulla Strada del vino della Valcalepio tra storia e sapori.
Sera
Degustazione in castello e cena tipica.
Secondo giorno
In giornata
Da Sarnico a Iseo tra chiese, ville e castelli.
Sera
Una tranquilla passeggiata sul lungolago.
Terzo giorno
In giornata
Bagni, massaggi e relax alle terme.
Sera
Cena con bollicine in Franciacorta.
mercoledì 27 luglio 2011
Le spiagge più belle della Croazia
Promontorio d'Oro - E' una delle spiagge più famose della Croazia. Si trova sulla spiaggia di Zlatni Rat, sull'isola di Brac. E' una delle cinque migliori spiagge secondo il Daily Telegraph, il quale definisce la spiaggia ghiaiosa di Brac uno dei gioielli del Mar Adriatico. La sua forma sorprende ogni volta poiché cambia a seconda delle correnti e dei venti
Pupnatska Luka - A Korcula, in Dalmazia, si trova questa splendida spiaggia solitaria, inattesa, scavata tra le montagne coperte di pini, raggiungibile mediante una strada impegnativa, ma poco trafficata. Da qui si aprono vedute spettacolari sul mare, sulla costa e sulla pineta. Al largo si vedono le isole di Lastovo e Mljet
Divna - E' una delle spiagge più famose della penisola di Peljesac. Coperta di ghiaia bianca, per cui il riverbero è fortissimo (e l'abbronzatura assicurata!), si affaccia su uno splendido Mare Adriatico ed è protetta dai venti di scirocco e maestrale ed è quindi adatta a tutti, anche alle famiglie con bambini
Cirquenizza - È una località con una lunga tradizione nel turismo balneare e nelle cure termali. E' iniziata a diventare famosa nel 1890, quando l'arciduca Giuseppe, fratello dell'imperatore Francesco Giuseppe, decise di sviluppare Cirquenizza (o Crikvenica) come una meta turistica. Nonostante l'affollamento nei mesi estivi, è molto ampia e offre spazio per tutti. La spiaggia è di ghiaia
Lubenice - Si trova sull'isola di Cres ed è collegata dal traghetto sia all'Istria sia all'isola di Krk. Comprende una spiaggia ghiaiosa, ma più a nord si trova la baia di Zanja con la sua Grotta blu, adatta agli amanti delle immersioni
Porat - E' una gemma nascosta ed è una delle poche spiagge sabbiose della Croazia. Si trova sulla piccola isola di Bisevo, un'isola ricca di grotte che sembrano scolpite nella costa rocciosa
Lumbarda - E' sull'isola di Korcula ed è un'immensa distesa di sabbia ideale per i bambini. Anche il mare della baia ha un fondale poco profondo ed è particolarmente adatto ai bimbi. E' una spiaggia di sabbia bianca molto esposta al sole e con scarse zone d'ombra
Murvica - Sull'isola di Brac, in Dalmazia, si trova questa bellissima spiaggia di ghiaia quasi rosa affacciata su un mare verde e cristallino
martedì 21 giugno 2011
Serra San Bruno
Abeti bianchi, faggi, pini e querce secolari vi circonderanno facendo il vostro ingresso a Serra San Bruno. Ed un incredibile silenzio. Ma non spaventatevi, state semplicemente entrando nel cuore delle Serre Calabresi.
Nato come centro abitato attorno alla Certosa fondata da Brunone di Colonia tra il XI e il XII secolo, il luogo conserva ancora oggi un alone mistico tipicamente medievale ed al contempo costituisce un vero polmone verde nel cuore della regione.
Aree attrezzate per il camping, itinerari escursionistici in cui con esperti del settore potrete praticare trekking, arrampicate, torrentismo o semplicemente percorre le numerose passeggiate naturalistiche alla scoperta di specie animali e vegetali anche in via d’estinzione si sposano con le bellezze artistiche della città.
La Certosa in particolare è certamente un luogo d’interesse culturale e spirituale. Al fianco dell’Antica Certosa medievale in parte distrutta dal terremoto del 1783 sorge oggi la Nuova Certosa dei primi del Novecento, che ricalca in maniera esemplare lo stile gotico dell’architettura del tempo. Gran parte dei locali non sono accessibili ai visitatori in quanto il santuario è ancora oggi luogo di vita monastica, ma laddove vi sarà consentito l’accesso preparatevi a vivere per qualche istante in un “tempo fuori dal tempo”. I canti dei monaci in sottofondo e il silenzio dei boschi circostanti sono la situazione ideale per fare quattro chiacchiere con se stessi e ritrovare un po’ di quella empatia con la natura che il tran tran quotidiano spesso fa dimenticare.
Le ale della Certosa a cui è oggi consentito l’accesso sono quelle adibite a Museo della Certosa. Qui, passando attraverso decine di sale, tra strumenti e costumi del tempo potrete fare un salto nel Medioevo, riscoprendo la vita quotidiana dei monaci divisa tra lavoro e preghiera.
Il misticismo del luogo è alimentato dalle numerose chiese barocche sparse per la cittadina ma su tutte spicca la Chiesa di Santa Maria dell’Eremo, fondata proprio da Brunone e collocata al vicino alla grotta ed al laghetto dove il santo pregava. Una leggenda racconta che l’acqua di questo laghetto proviene da una sorgente sgorgata dal luogo in cui erano sepolte le ossa del monaco prima di essere traslate nella Certosa. Anche questi racconti, tra storia e mistica, alimentano la magia del posto.
Bene, abbiamo parlato d’arte, di religione e di natura. Cosa manca all’appello? Naturalmente la cucina! Liquore di fragole di bosco, caciocavallo serrese, funghi provenienti dalle foreste in cui avete appena passeggiato, e dulcis in fundo il tipico ‘nzullo, un dolce alle mandorle, sono solo alcuni dei prodotti e delle ricette facenti parte del ricco menu che a Serra vi sarà proposto. Non ci resta che augurarvi buon appetito.
Nato come centro abitato attorno alla Certosa fondata da Brunone di Colonia tra il XI e il XII secolo, il luogo conserva ancora oggi un alone mistico tipicamente medievale ed al contempo costituisce un vero polmone verde nel cuore della regione.
Aree attrezzate per il camping, itinerari escursionistici in cui con esperti del settore potrete praticare trekking, arrampicate, torrentismo o semplicemente percorre le numerose passeggiate naturalistiche alla scoperta di specie animali e vegetali anche in via d’estinzione si sposano con le bellezze artistiche della città.
La Certosa in particolare è certamente un luogo d’interesse culturale e spirituale. Al fianco dell’Antica Certosa medievale in parte distrutta dal terremoto del 1783 sorge oggi la Nuova Certosa dei primi del Novecento, che ricalca in maniera esemplare lo stile gotico dell’architettura del tempo. Gran parte dei locali non sono accessibili ai visitatori in quanto il santuario è ancora oggi luogo di vita monastica, ma laddove vi sarà consentito l’accesso preparatevi a vivere per qualche istante in un “tempo fuori dal tempo”. I canti dei monaci in sottofondo e il silenzio dei boschi circostanti sono la situazione ideale per fare quattro chiacchiere con se stessi e ritrovare un po’ di quella empatia con la natura che il tran tran quotidiano spesso fa dimenticare.
Le ale della Certosa a cui è oggi consentito l’accesso sono quelle adibite a Museo della Certosa. Qui, passando attraverso decine di sale, tra strumenti e costumi del tempo potrete fare un salto nel Medioevo, riscoprendo la vita quotidiana dei monaci divisa tra lavoro e preghiera.
Il misticismo del luogo è alimentato dalle numerose chiese barocche sparse per la cittadina ma su tutte spicca la Chiesa di Santa Maria dell’Eremo, fondata proprio da Brunone e collocata al vicino alla grotta ed al laghetto dove il santo pregava. Una leggenda racconta che l’acqua di questo laghetto proviene da una sorgente sgorgata dal luogo in cui erano sepolte le ossa del monaco prima di essere traslate nella Certosa. Anche questi racconti, tra storia e mistica, alimentano la magia del posto.
Bene, abbiamo parlato d’arte, di religione e di natura. Cosa manca all’appello? Naturalmente la cucina! Liquore di fragole di bosco, caciocavallo serrese, funghi provenienti dalle foreste in cui avete appena passeggiato, e dulcis in fundo il tipico ‘nzullo, un dolce alle mandorle, sono solo alcuni dei prodotti e delle ricette facenti parte del ricco menu che a Serra vi sarà proposto. Non ci resta che augurarvi buon appetito.
venerdì 10 giugno 2011
Il paradiso dei nudisti
Dopo Cape d'Agde, il più grande villaggio nudista d'Europa, un'altra meta ambita è Montalivet. Campeggi, ristoranti, locali, supermercati e spiagge in cui muoversi e stare a proprio agio con altri naturisti ma in scala più piccola. Non bisogna pensare però a un angolino di verde: Montalivet-les-Bains o Vendays-Montalivet, più comunemente Montalivet, un comune nella Regione del Medoc (in Aquitania) che significa letteralmente terra di mezzo, sorge proprio tra l'oceano Atlantico e l'estuario della Gironde, al centro di un'eccezionale riserva ambientale.
A soli 80 chilometri da Bordeaux, possiede 12 chilometri di spiagge proprio sulla Côte d'Argent, 6mila ettari di foresta, 40 chilometri di sentieri da percorrere a piedi e una trentina di chilometri di piste ciclabili. Un vero paradiso per sportivi e famiglie con un ricco e colorato mercato, sempre aperto in tutte le stagioni, campeggi, hotel e villaggi vacanza per tutte le tasche. Il Centre Helio Marin è stato il primo resort nel suo genere al mondo e quest'anno festeggia il 60esimo anno di apertura.
Le spiagge sono particolarmente apprezzate da chi pratica carro a vela, disciplina ancora poco conosciuta in Italia, oltre che per le altre attività d'acqua, ma la prima stazione balneare risale al 1852. Fondata lungo una strada romana, ha origini ben più antiche: il suo stesso nome nasce dalla contrazione di due parole galliche vindos e ialo, ossia radura bianca, mentre Montalivet le arriva dal nome del conte che qui soggiornava nelle estati del 1700.
Mentre in Italia ci si arrangia come si può nelle poche spiagge consentite, qui vedere vacanzieri nudi che chiaccherano al bar o scelgono le riviste in edicola, nonni che passeggiano mentre i bambini sfrecciano con le loro biciclette è del tutto normale. Una tradizione che dura da oltre 50 anni, ossia da quando qui nel 1951 è stata fondata la Federazione internazionale di naturismo europeo (INF), oggi con sede a Bonn.
A soli 80 chilometri da Bordeaux, possiede 12 chilometri di spiagge proprio sulla Côte d'Argent, 6mila ettari di foresta, 40 chilometri di sentieri da percorrere a piedi e una trentina di chilometri di piste ciclabili. Un vero paradiso per sportivi e famiglie con un ricco e colorato mercato, sempre aperto in tutte le stagioni, campeggi, hotel e villaggi vacanza per tutte le tasche. Il Centre Helio Marin è stato il primo resort nel suo genere al mondo e quest'anno festeggia il 60esimo anno di apertura.
Le spiagge sono particolarmente apprezzate da chi pratica carro a vela, disciplina ancora poco conosciuta in Italia, oltre che per le altre attività d'acqua, ma la prima stazione balneare risale al 1852. Fondata lungo una strada romana, ha origini ben più antiche: il suo stesso nome nasce dalla contrazione di due parole galliche vindos e ialo, ossia radura bianca, mentre Montalivet le arriva dal nome del conte che qui soggiornava nelle estati del 1700.
Mentre in Italia ci si arrangia come si può nelle poche spiagge consentite, qui vedere vacanzieri nudi che chiaccherano al bar o scelgono le riviste in edicola, nonni che passeggiano mentre i bambini sfrecciano con le loro biciclette è del tutto normale. Una tradizione che dura da oltre 50 anni, ossia da quando qui nel 1951 è stata fondata la Federazione internazionale di naturismo europeo (INF), oggi con sede a Bonn.
mercoledì 8 giugno 2011
Al mare... senza veli
Tripadvisor ci guida alla scoperta delle dieci più belle spiagge di naturisti e di nature di tutto il mondo. Luoghi di prestigio, ricchi di bellezze naturali. Di tutti i generi. Si comincia dal primo posto: il top del top tra le spiagge naturiste è quella di Cap d'Agde, in Francia: probabilmente il luogo più nature d’Europa in quanto tutti i residenti vanno in giro, tra shopping e passeggiate, adottando un total nude look.
L’isola di Sylt, in Germania, vanta il secondo posto in classifica: quasi 40 chilometri di sabbia finissima, poltroncine da spiaggia in vimini, aria pungente e mare immenso. E’ particolarmente apprezzata dai naturisti di tutto il mondo. In Grecia c’è invece Red Beach, Santorini, davvero a luci rosse: la spiaggia è difatti nata dall’erosione delle rocce di color rosso scuro che la circondano. Ed il contrasto con l’azzurro del mare è fantastico.
Nei fantastici Caraibi c’è la spiaggia di Orient beach, Saint-Martin: questa, l’unica per nudisti della zona, ha una temperatura media annua di 30°C. Spostandosi di parecchio sul globo, troviamo in quinta posizione La Playa Es Pregons Gran, Maiorca, nelle isole Baleari: è considerata la migliore spiaggia naturista della zona. Ma attenzione a non confondervi: la prima parte di spiaggia è riservata ai topless, per il nudismo è necessario percorrere diverse miglia.
Nella seconda parte della classifica, arriva l’Isola di Rügen, in Germania, una delle tappe imperdibili per gli amanti della terra tedesca e del mare: le sue lunghe spiagge sabbiose frequentate da costumati e scostumati sono le più belle in assoluto, con i fantastici panorami del Mar Baltico. Sempre in Europa, Banana Beach, Zacinto, è un’altra perla per naturisti: tre piccole spiagge conosciute anche come Ionio Beach. Ottavo posto per Grand Saline Beach, Saint-Barthélemy, nuovamente nei Caraibi, adatta a chi non vuole prendere solo il sole ma può, nella libertà più assoluta, cimentarsi in sport da spiaggia , acquatici e tanto snorkeling.
E’ di nuovo la Grecia, in una delle sue isole più turistiche, quella di Mykonos, a fornire un vero Paradiso di Adamo ed Eva, ma senza foglie di fico addosso. Non a caso il suo nome è Paradise Beach, una delle spiagge più belle e frequentate, nonché uno tra i primi rifugi nudisti. Per il decimo posto ci spostiamo in Croazia, a Rovigno, nella spiaggia di Valalta: 41 anni di storia naturista, un mare bellissimo e, dulcis in fundo, anche una ottima produzione di birra artigianale.
L’isola di Sylt, in Germania, vanta il secondo posto in classifica: quasi 40 chilometri di sabbia finissima, poltroncine da spiaggia in vimini, aria pungente e mare immenso. E’ particolarmente apprezzata dai naturisti di tutto il mondo. In Grecia c’è invece Red Beach, Santorini, davvero a luci rosse: la spiaggia è difatti nata dall’erosione delle rocce di color rosso scuro che la circondano. Ed il contrasto con l’azzurro del mare è fantastico.
Nei fantastici Caraibi c’è la spiaggia di Orient beach, Saint-Martin: questa, l’unica per nudisti della zona, ha una temperatura media annua di 30°C. Spostandosi di parecchio sul globo, troviamo in quinta posizione La Playa Es Pregons Gran, Maiorca, nelle isole Baleari: è considerata la migliore spiaggia naturista della zona. Ma attenzione a non confondervi: la prima parte di spiaggia è riservata ai topless, per il nudismo è necessario percorrere diverse miglia.
Nella seconda parte della classifica, arriva l’Isola di Rügen, in Germania, una delle tappe imperdibili per gli amanti della terra tedesca e del mare: le sue lunghe spiagge sabbiose frequentate da costumati e scostumati sono le più belle in assoluto, con i fantastici panorami del Mar Baltico. Sempre in Europa, Banana Beach, Zacinto, è un’altra perla per naturisti: tre piccole spiagge conosciute anche come Ionio Beach. Ottavo posto per Grand Saline Beach, Saint-Barthélemy, nuovamente nei Caraibi, adatta a chi non vuole prendere solo il sole ma può, nella libertà più assoluta, cimentarsi in sport da spiaggia , acquatici e tanto snorkeling.
E’ di nuovo la Grecia, in una delle sue isole più turistiche, quella di Mykonos, a fornire un vero Paradiso di Adamo ed Eva, ma senza foglie di fico addosso. Non a caso il suo nome è Paradise Beach, una delle spiagge più belle e frequentate, nonché uno tra i primi rifugi nudisti. Per il decimo posto ci spostiamo in Croazia, a Rovigno, nella spiaggia di Valalta: 41 anni di storia naturista, un mare bellissimo e, dulcis in fundo, anche una ottima produzione di birra artigianale.
giovedì 2 giugno 2011
Le notti bianche: San Pietroburgo da romanzo
Il 2011 è stato proclamato "Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia": cento grandi eventi e più di mille iniziative organizzate nei due Paesi per promuovere la conoscenza e l'amicizia reciproca.
Scoprire la Russia in Italia o partire?
Arte, cinema, musica, danza, teatro, letteratura, sport, spiritualità, innovazione, motori e tecnologia le aree tematiche in cui si sviluppa il gemellaggio, inaugurato dalla mostra dedicata ad Aleksandr Deineka da poco conclusasi a Roma e che si chiuderà con un'esibizione del Teatro alla Scala al Bolshoi di Mosca.
Per chi desidera conoscere la Russia più da vicino e non si accontenta di respirarne le atmosfere in territorio italiano ( elenco completo degli eventi sul sito del Governo Italiano, tra cui si segnalano la mostra "Il tesoro del Cremlino" fino all'11 settembre a Palazzo Pitti di Firenze e la tournée estiva del "Caligula" diretto da Nekrosius e interpretato da Mironov all'Auditorium Parco della Musica di Roma), perché non organizzare un weekend a San Pietroburgo?
La magia delle notti bianche
Il periodo da maggio a luglio è il più indicato per godere di uno spettacolo naturale che proprio a San Pietroburgo - unica metropoli al mondo dove questo accade - si manifesta nel suo più suggestivo splendore: le notti bianche.
Un fenomeno caratteristico delle alte latitudini, che il 21 giugno ha la sua apoteosi (il sole sorge alle 4.30 e tramonta alle 22.00, per un totale di quasi 18 ore di luce) e che ha ispirato poeti e scrittori, sedotti dai riflessi rosa che illuminano il cielo e si mischiano alle imponenti architetture della città, rendendo San Pietroburgo un luogo a dir poco fiabesco.
Proprio seguendo le tracce dei grandi autori russi è possibile scoprire una città meno turistica e oltremodo affascinante, che ha saputo conservare - nonostante gli stravolgimenti sociopolitici che l'hanno coinvolta negli ultimi secoli - una maestosità imponente e malinconica al tempo stesso.
Una città come un romanzo
San Pietroburgo è il luogo che più di ogni altro ha ispirato gli autori russi: impossibile comprenderne veramente romanzi e poesie se non si è visitato la città; allo stesso modo, le opere in prosa e in versi sono un ottimo mezzo per cogliere la cultura e la "personalità"della metropoli, sospesa tra presente e passato.
"Delitto e castigo" di Dostoevskij è uno dei romanzi più rappresentativi, ambientato nei dintorni di Sennaya Ploschad. L'area è stata restaurata nel 2003, ma lo squallore, la sporcizia e il brulicare di taverne e malavita descritti dallo scrittore non sono difficili da immaginare. Sull'altra sponda del canale si raggiunge Stolyaerny Pereulok, dove si trova uno dei due possibili appartamenti di Raskolnikov, il protagonista del romanzo. L'ubicazione alternativa (e più probabile) è al numero 9 di Stolyarny Pereulok: in cima alle quattro rampe dell'ingresso 2 ci sono spesso delle scritte lasciate da turisti e appassionati che dicono "Rodya (soprannome di Raskolnikov) non uccidere" e altre citazioni dal libro.
Lasciato il quartiere, merita una visita il Museo Dostoevskji (5/2 Kuvenchny Lane), inaugurato nel 1971, in concomitanza con l'ottantesimo anniversario della morte dello scrittore (il monumento funebre è nel cimitero monumentale del Monastero ortodosso Aleksandr Nevskij), in quello che fu il suo appartamento dal 1878 al 1881.
Tra i monumenti più originali di San Pietroburgo, una scultura dedicata al naso di Gogol, lo scrittore e drammaturgo ucraino autore de "I racconti di Pietroburgo" (1842), raccolta caratterizzata da un misto di realismo e mostruosa comicità con cui ha rappresentato le condizioni sociali dell'allora capitale russa. Come non ricordare l'assessore Kovalev che si sveglia senza naso, per poi scoprire che è stato il naso stesso a fuggire da lui?
Impossibile parlare di San Pietroburgo e di letteratura senza citare Aleksandr Puskin, le cui opere sono considerate tra le più alte espressioni del romanticismo russo. Al 18 della Prospettiva Nevskij - l'arteria principale della città, che la attraversa per 4,5 chilometri da Piazza del Palazzo fino al Monastero ortodosso fondato da Pietro il Grande - si trova il Caffé Letterario (ex Caffé Wulf), un tempo frequentato dallo scrittore e dagli intellettuali pietroburghesi.
A Puskin sono dedicati inoltre il Teatro accademico di prosa situato in Piazza Ostrovskogo, alle spalle del monumento di Caterina II, un appartamento-museo lungo il fiume Moyka (12, Nabereznaia Reki Mojki - aperto dal mercoledì alla domenica) situato dove lo scrittore visse per circa un anno e dove morì nel 1837, e un monumento in Piazza delle Arti, davanti al Museo Russo.
Non resta che addentrarsi nella città e scoprirne la scintillante bellezza contrapposta alla timida malinconia, passeggiando nel centro storico (incluso tra i Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco) tra la Piazza del Palazzo su cui si affaccia il Museo dell'Ermitage, la Cattedrale di Sant'Isacco nell'omonima piazza, la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato sulla riva del canale Gribaedova.
"Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra" (Dostoevskji, "Le notti bianche"). Scommettiamo però che da San Pietroburgo tornerete con il sorriso?
Scoprire la Russia in Italia o partire?
Arte, cinema, musica, danza, teatro, letteratura, sport, spiritualità, innovazione, motori e tecnologia le aree tematiche in cui si sviluppa il gemellaggio, inaugurato dalla mostra dedicata ad Aleksandr Deineka da poco conclusasi a Roma e che si chiuderà con un'esibizione del Teatro alla Scala al Bolshoi di Mosca.
Per chi desidera conoscere la Russia più da vicino e non si accontenta di respirarne le atmosfere in territorio italiano ( elenco completo degli eventi sul sito del Governo Italiano, tra cui si segnalano la mostra "Il tesoro del Cremlino" fino all'11 settembre a Palazzo Pitti di Firenze e la tournée estiva del "Caligula" diretto da Nekrosius e interpretato da Mironov all'Auditorium Parco della Musica di Roma), perché non organizzare un weekend a San Pietroburgo?
La magia delle notti bianche
Il periodo da maggio a luglio è il più indicato per godere di uno spettacolo naturale che proprio a San Pietroburgo - unica metropoli al mondo dove questo accade - si manifesta nel suo più suggestivo splendore: le notti bianche.
Un fenomeno caratteristico delle alte latitudini, che il 21 giugno ha la sua apoteosi (il sole sorge alle 4.30 e tramonta alle 22.00, per un totale di quasi 18 ore di luce) e che ha ispirato poeti e scrittori, sedotti dai riflessi rosa che illuminano il cielo e si mischiano alle imponenti architetture della città, rendendo San Pietroburgo un luogo a dir poco fiabesco.
Proprio seguendo le tracce dei grandi autori russi è possibile scoprire una città meno turistica e oltremodo affascinante, che ha saputo conservare - nonostante gli stravolgimenti sociopolitici che l'hanno coinvolta negli ultimi secoli - una maestosità imponente e malinconica al tempo stesso.
Una città come un romanzo
San Pietroburgo è il luogo che più di ogni altro ha ispirato gli autori russi: impossibile comprenderne veramente romanzi e poesie se non si è visitato la città; allo stesso modo, le opere in prosa e in versi sono un ottimo mezzo per cogliere la cultura e la "personalità"della metropoli, sospesa tra presente e passato.
"Delitto e castigo" di Dostoevskij è uno dei romanzi più rappresentativi, ambientato nei dintorni di Sennaya Ploschad. L'area è stata restaurata nel 2003, ma lo squallore, la sporcizia e il brulicare di taverne e malavita descritti dallo scrittore non sono difficili da immaginare. Sull'altra sponda del canale si raggiunge Stolyaerny Pereulok, dove si trova uno dei due possibili appartamenti di Raskolnikov, il protagonista del romanzo. L'ubicazione alternativa (e più probabile) è al numero 9 di Stolyarny Pereulok: in cima alle quattro rampe dell'ingresso 2 ci sono spesso delle scritte lasciate da turisti e appassionati che dicono "Rodya (soprannome di Raskolnikov) non uccidere" e altre citazioni dal libro.
Lasciato il quartiere, merita una visita il Museo Dostoevskji (5/2 Kuvenchny Lane), inaugurato nel 1971, in concomitanza con l'ottantesimo anniversario della morte dello scrittore (il monumento funebre è nel cimitero monumentale del Monastero ortodosso Aleksandr Nevskij), in quello che fu il suo appartamento dal 1878 al 1881.
Tra i monumenti più originali di San Pietroburgo, una scultura dedicata al naso di Gogol, lo scrittore e drammaturgo ucraino autore de "I racconti di Pietroburgo" (1842), raccolta caratterizzata da un misto di realismo e mostruosa comicità con cui ha rappresentato le condizioni sociali dell'allora capitale russa. Come non ricordare l'assessore Kovalev che si sveglia senza naso, per poi scoprire che è stato il naso stesso a fuggire da lui?
Impossibile parlare di San Pietroburgo e di letteratura senza citare Aleksandr Puskin, le cui opere sono considerate tra le più alte espressioni del romanticismo russo. Al 18 della Prospettiva Nevskij - l'arteria principale della città, che la attraversa per 4,5 chilometri da Piazza del Palazzo fino al Monastero ortodosso fondato da Pietro il Grande - si trova il Caffé Letterario (ex Caffé Wulf), un tempo frequentato dallo scrittore e dagli intellettuali pietroburghesi.
A Puskin sono dedicati inoltre il Teatro accademico di prosa situato in Piazza Ostrovskogo, alle spalle del monumento di Caterina II, un appartamento-museo lungo il fiume Moyka (12, Nabereznaia Reki Mojki - aperto dal mercoledì alla domenica) situato dove lo scrittore visse per circa un anno e dove morì nel 1837, e un monumento in Piazza delle Arti, davanti al Museo Russo.
Non resta che addentrarsi nella città e scoprirne la scintillante bellezza contrapposta alla timida malinconia, passeggiando nel centro storico (incluso tra i Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco) tra la Piazza del Palazzo su cui si affaccia il Museo dell'Ermitage, la Cattedrale di Sant'Isacco nell'omonima piazza, la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato sulla riva del canale Gribaedova.
"Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra" (Dostoevskji, "Le notti bianche"). Scommettiamo però che da San Pietroburgo tornerete con il sorriso?
martedì 31 maggio 2011
A volo d'angelo in Basilicata
Chi non ha mai desiderato un superpotere? Diventare invisibile, possedere il dono del teletrasporto, saper parlare tutte le lingue del mondo, correre alla velocità della luce...
Per coloro che almeno una volta nella vita hanno immaginato di poter volare senza stare seduti su un aeroplano, il sogno - incredibile a dirsi - può diventare realtà.
Il volo dell'angelo sulle Dolomiti Lucane
L'adrenalina si sposa con la natura nel cuore della Basilicata, in provincia di Potenza. Tra le vette di due paesi, Pietrapertosa e Castelmezzano (entrambi inseriti nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia), un cavo d'acciaio sospeso sulla vallata permette di lanciarsi come angeli per circa un chilometro e mezzo, agganciati in tutta sicurezza tramite un'apposita imbracatura.
Due le linee “di volo”, una per l'andata e una per il ritorno: da Pietrapertosa parte la linea di San Martino, 118 metri di dislivello per 1415 metri di lancio fino a Castelmezzano e una velocità massima di 110 chilometri orari; in senso opposto, da Castelmezzano a Pietrapertosa, la linea Peschiere ha un dislivello di 130 metri e arriva a toccare i 120 chilometri all'ora.
Unici requisiti: 16 anni compiuti e un peso tra i 35 e i 120 kg. Il resto è un'emozione unica in un contesto paesaggistico estremamente suggestivo. I punti di lancio sono infatti lontani dai centri abitati e prevedono, dopo un primo tratto in navetta, brevi passeggiate immersi nella natura (10 minuti per la partenza da Pietrapertosa e 20 minuti per quella da Castelmezzano).
La natura circostante
La zona fa parte del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, oltre 27mila ettari tra le province di Matera e di Potenza dominati da boschi e foreste, rocce di arenaria e dai resti dell'antica città lucana di Croccia Cognato (IV secolo a.C.), di cui restano le rovine delle mura difensive sulla sommità del Monte Croccia, a 149 metri di altezza.
Uno dei tratti più affascinanti sono le vette dolomitiche, a ridosso dei comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano, che si stagliano imponenti e si distaccano dalle forme armoniose delle vallate e delle montagne circostanti. Le guglie, con le loro sagome particolari, hanno nomi fantasiosi (aquila reale, incudine, grande madre e civetta) e negli anfratti nascosti tra le rocce nidificano il nibbio reale, il gheppio e il falco pellegrino, che non è difficile vedersi stagliare nei cieli lucani.
Nel parco: escursioni, orienteering e bouldering
Per scoprire a fondo il Parco di Gallipoli Cognato è possibile scegliere uno dei numerosi sentieri che lo percorrono, con diversi livelli di difficoltà per soddisfare sia gli escursionisti più esperti che coloro che vogliano semplicemente godere del paesaggio durante una rilassante passeggiata all'aria aperta (informazioni sugli itinerari sul sito e nei centri visita di Palazzo, Pian di Gilio, Calciano e Oliveto Lucano).
Oltre a trekking, escursioni a cavallo e percorsi in mountain bike e bicicletta, tra le nuove proposte del parco si segnalano le attività di orienteering e bouldering.
L'orienteering è uno sport di origine scandinava che negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia e consiste in gare di orientamento, armati di cartina topografica molto particolareggiata e bussola, da un punto di partenza a un punto di arrivo, toccando una serie di tappe intermedie e scegliendo di volta in volta il percorso più veloce e indicato. Le aree interessate sono: località Palazzo con il vicino tratto di bosco e Castelmezzano.
Il bouldering è una sorta di “arrampicata in miniatura” sul boulder, un masso di altezza ridotta e accessi piuttosto semplici, molto apprezzato dai climbers per affinare la tecnica e la forza fisica e divenuto negli ultimi anni un vero e proprio sport, con competizioni a livello nazionale e internazionale. Nell'area circostante al parco è operativo il campo Pietra del Toro (nel territorio compreso tra i comuni di Accettura, Campomaggiore, Castelmezzano e Pietrapertosa), uno dei migliori siti di boufdering al mondo sia per l'alta concentrazione di massi che per la qualità della roccia.
Per coloro che almeno una volta nella vita hanno immaginato di poter volare senza stare seduti su un aeroplano, il sogno - incredibile a dirsi - può diventare realtà.
Il volo dell'angelo sulle Dolomiti Lucane
L'adrenalina si sposa con la natura nel cuore della Basilicata, in provincia di Potenza. Tra le vette di due paesi, Pietrapertosa e Castelmezzano (entrambi inseriti nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia), un cavo d'acciaio sospeso sulla vallata permette di lanciarsi come angeli per circa un chilometro e mezzo, agganciati in tutta sicurezza tramite un'apposita imbracatura.
Due le linee “di volo”, una per l'andata e una per il ritorno: da Pietrapertosa parte la linea di San Martino, 118 metri di dislivello per 1415 metri di lancio fino a Castelmezzano e una velocità massima di 110 chilometri orari; in senso opposto, da Castelmezzano a Pietrapertosa, la linea Peschiere ha un dislivello di 130 metri e arriva a toccare i 120 chilometri all'ora.
Unici requisiti: 16 anni compiuti e un peso tra i 35 e i 120 kg. Il resto è un'emozione unica in un contesto paesaggistico estremamente suggestivo. I punti di lancio sono infatti lontani dai centri abitati e prevedono, dopo un primo tratto in navetta, brevi passeggiate immersi nella natura (10 minuti per la partenza da Pietrapertosa e 20 minuti per quella da Castelmezzano).
La natura circostante
La zona fa parte del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, oltre 27mila ettari tra le province di Matera e di Potenza dominati da boschi e foreste, rocce di arenaria e dai resti dell'antica città lucana di Croccia Cognato (IV secolo a.C.), di cui restano le rovine delle mura difensive sulla sommità del Monte Croccia, a 149 metri di altezza.
Uno dei tratti più affascinanti sono le vette dolomitiche, a ridosso dei comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano, che si stagliano imponenti e si distaccano dalle forme armoniose delle vallate e delle montagne circostanti. Le guglie, con le loro sagome particolari, hanno nomi fantasiosi (aquila reale, incudine, grande madre e civetta) e negli anfratti nascosti tra le rocce nidificano il nibbio reale, il gheppio e il falco pellegrino, che non è difficile vedersi stagliare nei cieli lucani.
Nel parco: escursioni, orienteering e bouldering
Per scoprire a fondo il Parco di Gallipoli Cognato è possibile scegliere uno dei numerosi sentieri che lo percorrono, con diversi livelli di difficoltà per soddisfare sia gli escursionisti più esperti che coloro che vogliano semplicemente godere del paesaggio durante una rilassante passeggiata all'aria aperta (informazioni sugli itinerari sul sito e nei centri visita di Palazzo, Pian di Gilio, Calciano e Oliveto Lucano).
Oltre a trekking, escursioni a cavallo e percorsi in mountain bike e bicicletta, tra le nuove proposte del parco si segnalano le attività di orienteering e bouldering.
L'orienteering è uno sport di origine scandinava che negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia e consiste in gare di orientamento, armati di cartina topografica molto particolareggiata e bussola, da un punto di partenza a un punto di arrivo, toccando una serie di tappe intermedie e scegliendo di volta in volta il percorso più veloce e indicato. Le aree interessate sono: località Palazzo con il vicino tratto di bosco e Castelmezzano.
Il bouldering è una sorta di “arrampicata in miniatura” sul boulder, un masso di altezza ridotta e accessi piuttosto semplici, molto apprezzato dai climbers per affinare la tecnica e la forza fisica e divenuto negli ultimi anni un vero e proprio sport, con competizioni a livello nazionale e internazionale. Nell'area circostante al parco è operativo il campo Pietra del Toro (nel territorio compreso tra i comuni di Accettura, Campomaggiore, Castelmezzano e Pietrapertosa), uno dei migliori siti di boufdering al mondo sia per l'alta concentrazione di massi che per la qualità della roccia.
mercoledì 25 maggio 2011
Le mete consigliate per il ponte del 2 giugno
Amsterdam
Amsterdam, definita la Venezia del Nord per il suo sistema di canali, è una meta turistica molto gettonata. Capitale del divertimento, è famosa per i suoi coffeeshop e per la sua vita notturna. Ma è anche una città ricca di attività culturali, di architetture antiche e moderne e di musei, come il Rijksmuseum, il Van Gogh Museum e la Casa di Anna Frank
Taormina
Per una vacanza all'insegna delle bellezze marine e dei monumenti storici, Taormina è il posto ideale. A 200 metri sul livello del mare, con una conformazione particolare cha la fa somigliare a una vera terrazza arricchita da una bella vista panoramica nella quale spicca l'Etna, Taormina è rinomata, non solo per la sua bellezza culturale e naturalistica, ma anche per il tipico calore umano siciliano
Bardonecchia
Per gli amanti della montagna, in occasione del ponte del 2 giugno, Bardonecchia, situata in alta Val di Susa in provincia di Torino, ha deciso l'apertura straordinaria del Bikepark e Adventurepark dal 2 al 5 giugno
Corsica
La Corsica è la meta ideale per chi desidera una vacanza "a portata di mano" in un luogo a contatto con la natura tra tradizioni e sapori tipici. D'estate l'isola offre sempre suggestivi scorci naturali: un mare cristallino, i calanchi e le scogliere che sfumano dal bianco al rosso e una ricca vegetazione
Croazia
La Croazia possiede sorgenti terapeutiche ricche di minerali, quindi, sono molte le località termali dove poter trascorrere una vacanza all'insegna del relax e del benessere. La Croazia ha anche un mare cristallino e con oltre mille isole e duemila chilometri di costa, fatta di baie e di litorali scoscesi, è anche il luogo ideale per gli amanti del mare
Formentera
Formentera, grazie alla bellezza delle spiagge, è una destinazione turistica molto frequentata ed è uno dei luoghi del Mar Mediterraneo preferiti dai naturisti. Molto più tranquilla della vicina Ibiza, Formentera è il posto ideale per chi ama una vacanza trendy, ma tranquilla
Madrid
Una vacanza nella prima città della Spagna per gustare la movida passeggiando tra le calles del centro storico, partendo dalla Puerta del Sol. Madrid è una tra le città europee più vive dal punto di vista artistico e culturale
New York
Pur avendo poco tempo, basta organizzarsi bene sfruttando a pieno i pochi giorni a disposizione per visitare questa meravigliosa città: da Broadway a Madison Square, dall'Empire State Building al Rockfeller Center, dal Moma a Time Square con fermata rifocillante all'Hard Rock Caffè
Sardegna
Una vacanza nella zona di Olbia è consigliata per gli amanti della natura e delle belle spiagge. Infatti, nel Golfo di Olbia, facilmente raggiungibile sia in traghetto sia in aereo, ci sono arenili incantevoli come la spiaggia del Pellicano e Porto Istana
Sharm El Sheikh
Una vacanza nella perla del Mar Rosso è particolarmente indicata per gli amanti degli sport acquatici. La vita turistica di Sharm, infatti, si divide tra le spiagge e immersioni alla scoperta di angoli incontaminati in un mare quasi completamente chiuso e profondo
Amsterdam, definita la Venezia del Nord per il suo sistema di canali, è una meta turistica molto gettonata. Capitale del divertimento, è famosa per i suoi coffeeshop e per la sua vita notturna. Ma è anche una città ricca di attività culturali, di architetture antiche e moderne e di musei, come il Rijksmuseum, il Van Gogh Museum e la Casa di Anna Frank
Taormina
Per una vacanza all'insegna delle bellezze marine e dei monumenti storici, Taormina è il posto ideale. A 200 metri sul livello del mare, con una conformazione particolare cha la fa somigliare a una vera terrazza arricchita da una bella vista panoramica nella quale spicca l'Etna, Taormina è rinomata, non solo per la sua bellezza culturale e naturalistica, ma anche per il tipico calore umano siciliano
Bardonecchia
Per gli amanti della montagna, in occasione del ponte del 2 giugno, Bardonecchia, situata in alta Val di Susa in provincia di Torino, ha deciso l'apertura straordinaria del Bikepark e Adventurepark dal 2 al 5 giugno
Corsica
La Corsica è la meta ideale per chi desidera una vacanza "a portata di mano" in un luogo a contatto con la natura tra tradizioni e sapori tipici. D'estate l'isola offre sempre suggestivi scorci naturali: un mare cristallino, i calanchi e le scogliere che sfumano dal bianco al rosso e una ricca vegetazione
Croazia
La Croazia possiede sorgenti terapeutiche ricche di minerali, quindi, sono molte le località termali dove poter trascorrere una vacanza all'insegna del relax e del benessere. La Croazia ha anche un mare cristallino e con oltre mille isole e duemila chilometri di costa, fatta di baie e di litorali scoscesi, è anche il luogo ideale per gli amanti del mare
Formentera
Formentera, grazie alla bellezza delle spiagge, è una destinazione turistica molto frequentata ed è uno dei luoghi del Mar Mediterraneo preferiti dai naturisti. Molto più tranquilla della vicina Ibiza, Formentera è il posto ideale per chi ama una vacanza trendy, ma tranquilla
Madrid
Una vacanza nella prima città della Spagna per gustare la movida passeggiando tra le calles del centro storico, partendo dalla Puerta del Sol. Madrid è una tra le città europee più vive dal punto di vista artistico e culturale
New York
Pur avendo poco tempo, basta organizzarsi bene sfruttando a pieno i pochi giorni a disposizione per visitare questa meravigliosa città: da Broadway a Madison Square, dall'Empire State Building al Rockfeller Center, dal Moma a Time Square con fermata rifocillante all'Hard Rock Caffè
Sardegna
Una vacanza nella zona di Olbia è consigliata per gli amanti della natura e delle belle spiagge. Infatti, nel Golfo di Olbia, facilmente raggiungibile sia in traghetto sia in aereo, ci sono arenili incantevoli come la spiaggia del Pellicano e Porto Istana
Sharm El Sheikh
Una vacanza nella perla del Mar Rosso è particolarmente indicata per gli amanti degli sport acquatici. La vita turistica di Sharm, infatti, si divide tra le spiagge e immersioni alla scoperta di angoli incontaminati in un mare quasi completamente chiuso e profondo
mercoledì 18 maggio 2011
Un buon caffè a Trieste
Affacciata sull'Adriatico e a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, un vento - la Bora - che in alcuni giorni dell'anno attraversa i valichi montuosi e si impossessa di vicoli e piazze. Ma soprattutto una città che tra fine Ottocento e inizio Novecento è stata straordinario crocevia di culture e luogo di incontro per artisti e intellettuali del calibro di Italo Svevo, Umberto Saba, James Joyce e il console britannico Sir Richard Francis Burton.
Quel respiro culturale mitteleuropeo che la vide protagonista non è un ricordo sbiadito, ma si può ancora facilmente cogliere passeggiando per la città, nell'alternarsi di architetture neoclassiche, settecentesche, liberty, barocche e di stampo asburgico.
Trieste ha l'aroma di caffè
Un fascino può essere vissuto nei caffè triestini: sale raffinate in cui cavallo tra XIX e XX secolo si radunavano gli uomini di cultura per lunghe disquisizioni e che spesso ospitavano gli scrittori durante la stesura dei loro testi, intervallata dal piacevole sorseggiare di una tazza bollente.
Prima di iniziare una visita a questi luoghi caratteristici, molti dei quali appartengono ai Locali Storici d'Italia, è bene imparare un dizionario base del bevitore triestino, per non aver la sensazione, ascoltando le ordinazioni degli altri clienti al bancone, di aver decisamente sbagliato locale.
Se desiderate un espresso, chiedete "un nero". Il "capo" è un caffè macchiato, "capo tanta" se ha dose extra di schiuma, diverso dal "goccia" che ne ha solo una goccia al centro della tazzina. E se lo volete in tazza di vetro, ordinatelo "in b".
Finalmente pronti, potete farvi guidare dall'intensa aroma della bevanda per intraprendere una visita della bella Trieste, a partire da Piazza dell'Unità d'Italia, la principale della città, che si apre sull'Adriatico e ospita sugli altri lati vari edifici pubblici e palazzi storici: la Prefettura (un tempo palazzo della Luogotenenza Austriaca), il Municipio con gli automi in bronzo che suonano allo scoccare dell'ora, il palazzo della Regione (in passato sede del Lloyd Triestino), palazzo Pitteri, palazzo Vanoli, palazzo Modello e palazzo Stratti.
Proprio qui, sin dal 1839, ha sede il Caffè degli Specchi, definito "il salotto di Trieste", che ha visto passare artisti, uomini di lettere, politici e imprenditori, luogo ideale da cui osservare la piazza e da cui essere certi di essere osservati.
Percorrendo il vicolo tra palazzo Stratti e la Prefettura (o in alternativo costeggiando il lungomare) si raggiunge il Teatro Lirico Giuseppe Verdi, costruito tra il 1798 e il 1801 da Gian Antonio Selva (lo stesso architetto della Fenice di Venezia) e da Matteo Pertsch, con una struttura che ricorda il Teatro alla Scala di Milano. Adiacente al Lirico, si trova il Caffè Tommaseo, il più antico di Trieste. Inaugurato nel 1830, è stato restaurato e rinnovato alla fine del 1997 seguendo l'antica tradizione dei Caffè Viennesi ed oggi, oltre alle proposte à la carte, offre specifici menù "Umberto Saba" e "James Joyce" in memoria dei due scrittori che lo frequentarono.
I locali preferiti dello scrittore irlandese, che visse a Trieste una decina d'anni a inizio Novecento e che qui conobbe Italo Svevo, furono però il Caffè Pasticceria Stella Polare in via Dante Alighieri, la Pasticceria Pirona in stile liberty, a pochi passi dalla sua residenza in via della Barriera Vecchia 32 e di cui adorava i presnitz (un rotolo di sfoglia con ripieno di frutta secca e aromi) e il Caffè San Marco in via Cesare Battisti. Devastato nel 1915, nel 1997 ha subito l'ultimo di una lunga serie di restauri, e ancora oggi conserva il suggestivo stile della Secessione Viennese.
I letterati per le vie della città
Ai tre grandi scrittori Saba, Svevo e Joyce la città ha dedicato delle statue in bronzo che meritano una visita e che sono buona occasione per una camminata tra le vie del centro.
Quella di Italo Svevo è in piazza Attilio Hortis, accanto all'ingresso della Biblioteca che questi amava frequentare e che ospita il Museo Sveviano e il Museo Joyce.
Sul Ponte del Canal Grande c'è quella di James Joyce e in via San Nicolò quella dedicata Umberto Saba, che fu proprietario della vicina Libreria Antiquaria (attualmente ancora in esercizio) ubicata in un palazzo di inizio Novecento, dove sono custoditi il volume originale delle sue "Poesie" del 1911 e la prima edizione del "Canzoniere" del '21.
Quel respiro culturale mitteleuropeo che la vide protagonista non è un ricordo sbiadito, ma si può ancora facilmente cogliere passeggiando per la città, nell'alternarsi di architetture neoclassiche, settecentesche, liberty, barocche e di stampo asburgico.
Trieste ha l'aroma di caffè
Un fascino può essere vissuto nei caffè triestini: sale raffinate in cui cavallo tra XIX e XX secolo si radunavano gli uomini di cultura per lunghe disquisizioni e che spesso ospitavano gli scrittori durante la stesura dei loro testi, intervallata dal piacevole sorseggiare di una tazza bollente.
Prima di iniziare una visita a questi luoghi caratteristici, molti dei quali appartengono ai Locali Storici d'Italia, è bene imparare un dizionario base del bevitore triestino, per non aver la sensazione, ascoltando le ordinazioni degli altri clienti al bancone, di aver decisamente sbagliato locale.
Se desiderate un espresso, chiedete "un nero". Il "capo" è un caffè macchiato, "capo tanta" se ha dose extra di schiuma, diverso dal "goccia" che ne ha solo una goccia al centro della tazzina. E se lo volete in tazza di vetro, ordinatelo "in b".
Finalmente pronti, potete farvi guidare dall'intensa aroma della bevanda per intraprendere una visita della bella Trieste, a partire da Piazza dell'Unità d'Italia, la principale della città, che si apre sull'Adriatico e ospita sugli altri lati vari edifici pubblici e palazzi storici: la Prefettura (un tempo palazzo della Luogotenenza Austriaca), il Municipio con gli automi in bronzo che suonano allo scoccare dell'ora, il palazzo della Regione (in passato sede del Lloyd Triestino), palazzo Pitteri, palazzo Vanoli, palazzo Modello e palazzo Stratti.
Proprio qui, sin dal 1839, ha sede il Caffè degli Specchi, definito "il salotto di Trieste", che ha visto passare artisti, uomini di lettere, politici e imprenditori, luogo ideale da cui osservare la piazza e da cui essere certi di essere osservati.
Percorrendo il vicolo tra palazzo Stratti e la Prefettura (o in alternativo costeggiando il lungomare) si raggiunge il Teatro Lirico Giuseppe Verdi, costruito tra il 1798 e il 1801 da Gian Antonio Selva (lo stesso architetto della Fenice di Venezia) e da Matteo Pertsch, con una struttura che ricorda il Teatro alla Scala di Milano. Adiacente al Lirico, si trova il Caffè Tommaseo, il più antico di Trieste. Inaugurato nel 1830, è stato restaurato e rinnovato alla fine del 1997 seguendo l'antica tradizione dei Caffè Viennesi ed oggi, oltre alle proposte à la carte, offre specifici menù "Umberto Saba" e "James Joyce" in memoria dei due scrittori che lo frequentarono.
I locali preferiti dello scrittore irlandese, che visse a Trieste una decina d'anni a inizio Novecento e che qui conobbe Italo Svevo, furono però il Caffè Pasticceria Stella Polare in via Dante Alighieri, la Pasticceria Pirona in stile liberty, a pochi passi dalla sua residenza in via della Barriera Vecchia 32 e di cui adorava i presnitz (un rotolo di sfoglia con ripieno di frutta secca e aromi) e il Caffè San Marco in via Cesare Battisti. Devastato nel 1915, nel 1997 ha subito l'ultimo di una lunga serie di restauri, e ancora oggi conserva il suggestivo stile della Secessione Viennese.
I letterati per le vie della città
Ai tre grandi scrittori Saba, Svevo e Joyce la città ha dedicato delle statue in bronzo che meritano una visita e che sono buona occasione per una camminata tra le vie del centro.
Quella di Italo Svevo è in piazza Attilio Hortis, accanto all'ingresso della Biblioteca che questi amava frequentare e che ospita il Museo Sveviano e il Museo Joyce.
Sul Ponte del Canal Grande c'è quella di James Joyce e in via San Nicolò quella dedicata Umberto Saba, che fu proprietario della vicina Libreria Antiquaria (attualmente ancora in esercizio) ubicata in un palazzo di inizio Novecento, dove sono custoditi il volume originale delle sue "Poesie" del 1911 e la prima edizione del "Canzoniere" del '21.
Tropea, "perla" del Tirreno
Sull'altopiano di roccia granitica del Monte Poro, sorge bella e imponente una città dalle origini "mitiche" che domina uno dei tratti costieri più affascinanti di tutto il Tirreno: la "Costa degli Dei". Questa città è Tropea.
La "perla" del Tirreno è da sempre nota per le sue spiagge incantevoli e per quel mare trasparente e cristallino, ma forse non tutti sanno che quel fascino così straordinario è soprattutto frutto di una storia antichissima.
Secondo la mitologia greca fu fondata da Ercole che partendo dalla Spagna, dopo aver affrontato una delle sue "12 fatiche", approdò su un lembo di terra calabrese e qui fondò la città di "Porto Hercole", antico nome di Tropea. La sua fondazione storica, invece, è opera di Sesto Pompeo che, là dove sconfisse Cesare Ottaviano, volle creare una città: Trionfea, poi Tropea.
Lo scoglio dei miracoli
Tra le tante spiagge spiccano, per bellezza naturale e per la loro posizione, la spiaggia delle Roccette, quella du mari picciuli e la spiaggetta della Linguata: lembi di terra "sdraiati" ad abbracciare lo scoglio di S. Maria dell'Isola, simbolo della città e dell'intera regione.
L'"Isola" è da sempre un luogo di eremitaggio e "altare" della cattedrale di S. Maria dell'Isola, fondata nel medioevo da una comunità di monaci basiliani: i Menna. La cattedrale è legata al culto della Madonna dell'Isola a cui vengono attribuiti numerosi miracoli, tra i quali il più famoso resta quello della liberazione di una barca rimasta incagliata negli scogli. Ancora oggi, in quel punto, vi è un'edicola con una scritta in latino: "Adorabimus in loco ubi steterunt pedes eius" e ogni anno, il 15 agosto, viene celebrata una festa. La statua viene portata in mare, seguita da numerose imbarcazioni e poi, verso l'ora del tramonto, tra le luci delle fiaccole e la gioia dei tropeani, viene accompagnata nella chiesetta. Il calendario aggiornato delle tante attività che si svolgono in paese e nei dintorni può essere richiesto alla Pro loco.
Il rifugio degli innamorati
La prima spiaggia del tratto tropeano è la spiaggia delle Roccette che parte dallo scoglio di San Leonardo, così chiamato perché un tempo vi sorgeva una chiesetta omonima, fino a raggiungere il tratto costiero del mare piccolo. La spiaggia è interamente libera e si presenta allo sguardo del visitatore come una lunga distesa di sabbia finissima e d'acqua color smeraldo. E' facilmente raggiungibile anche dal paese, percorrendo l'incantevole "scalinata dei carabinieri" che si imbocca nel cuore del centro storico.
Poco dopo questa splendida spiaggia si incontra quella du mari picculi. Un angolo tra i più incantevoli che si possano incontrare in tutto il mondo, uno scorcio di paradiso di spiaggia bianca e finissima, alle cui spalle si trova la spiaggetta della Linguata, vero rifugio per gli innamorati. Dalla spiaggia si possono ammirare la grotta grande dell'Isola, un'insenatura naturale che fa da collegamento con la spiaggia delle roccette.
Una vacanza all'insegna del relax
Anche la spiaggia del Convento e quella di San Leonardo non sono da sottovalutare. La prima è una spiaggetta tanto piccola - può contenere la massimo 40 ombrelloni - quanto ricca natura sopra e sotto l'acqua. La seconda, posizionata dietro il porto turistico, non è facilmente accessibile, e questa sua caratteristica la rende un luogo semideserto anche d'estate: una spiaggia intima per appassionati della pace e del silenzio.
La regina di Tropea
Facendosi cullare dal mare e del cielo della Calabria non mancherà di assaggiare i tanti piatti tipici. Notevole è la crostata di cipolle fatta con le "mitiche" cipolle rosse di Tropea, un ortaggio talmente pregiato i cui semi sono tramandati di padre in figlio e che ha anche ispirato un poeta come Pablo Neruda a comporre la poesia intitolata "La Cipolla": "...anfora luminosa, petalo e petalo si formò la tua bellezza, squame di cristallo ti accrebbero e nel segreto della terra oscura si arrotondò il tuo ventre di rugiada...". Ogni anno, nel mese di luglio,viene celebrata la "Sagra del pesce azzurro e della cipolla rossa di Tropea"
La "perla" del Tirreno è da sempre nota per le sue spiagge incantevoli e per quel mare trasparente e cristallino, ma forse non tutti sanno che quel fascino così straordinario è soprattutto frutto di una storia antichissima.
Secondo la mitologia greca fu fondata da Ercole che partendo dalla Spagna, dopo aver affrontato una delle sue "12 fatiche", approdò su un lembo di terra calabrese e qui fondò la città di "Porto Hercole", antico nome di Tropea. La sua fondazione storica, invece, è opera di Sesto Pompeo che, là dove sconfisse Cesare Ottaviano, volle creare una città: Trionfea, poi Tropea.
Lo scoglio dei miracoli
Tra le tante spiagge spiccano, per bellezza naturale e per la loro posizione, la spiaggia delle Roccette, quella du mari picciuli e la spiaggetta della Linguata: lembi di terra "sdraiati" ad abbracciare lo scoglio di S. Maria dell'Isola, simbolo della città e dell'intera regione.
L'"Isola" è da sempre un luogo di eremitaggio e "altare" della cattedrale di S. Maria dell'Isola, fondata nel medioevo da una comunità di monaci basiliani: i Menna. La cattedrale è legata al culto della Madonna dell'Isola a cui vengono attribuiti numerosi miracoli, tra i quali il più famoso resta quello della liberazione di una barca rimasta incagliata negli scogli. Ancora oggi, in quel punto, vi è un'edicola con una scritta in latino: "Adorabimus in loco ubi steterunt pedes eius" e ogni anno, il 15 agosto, viene celebrata una festa. La statua viene portata in mare, seguita da numerose imbarcazioni e poi, verso l'ora del tramonto, tra le luci delle fiaccole e la gioia dei tropeani, viene accompagnata nella chiesetta. Il calendario aggiornato delle tante attività che si svolgono in paese e nei dintorni può essere richiesto alla Pro loco.
Il rifugio degli innamorati
La prima spiaggia del tratto tropeano è la spiaggia delle Roccette che parte dallo scoglio di San Leonardo, così chiamato perché un tempo vi sorgeva una chiesetta omonima, fino a raggiungere il tratto costiero del mare piccolo. La spiaggia è interamente libera e si presenta allo sguardo del visitatore come una lunga distesa di sabbia finissima e d'acqua color smeraldo. E' facilmente raggiungibile anche dal paese, percorrendo l'incantevole "scalinata dei carabinieri" che si imbocca nel cuore del centro storico.
Poco dopo questa splendida spiaggia si incontra quella du mari picculi. Un angolo tra i più incantevoli che si possano incontrare in tutto il mondo, uno scorcio di paradiso di spiaggia bianca e finissima, alle cui spalle si trova la spiaggetta della Linguata, vero rifugio per gli innamorati. Dalla spiaggia si possono ammirare la grotta grande dell'Isola, un'insenatura naturale che fa da collegamento con la spiaggia delle roccette.
Una vacanza all'insegna del relax
Anche la spiaggia del Convento e quella di San Leonardo non sono da sottovalutare. La prima è una spiaggetta tanto piccola - può contenere la massimo 40 ombrelloni - quanto ricca natura sopra e sotto l'acqua. La seconda, posizionata dietro il porto turistico, non è facilmente accessibile, e questa sua caratteristica la rende un luogo semideserto anche d'estate: una spiaggia intima per appassionati della pace e del silenzio.
La regina di Tropea
Facendosi cullare dal mare e del cielo della Calabria non mancherà di assaggiare i tanti piatti tipici. Notevole è la crostata di cipolle fatta con le "mitiche" cipolle rosse di Tropea, un ortaggio talmente pregiato i cui semi sono tramandati di padre in figlio e che ha anche ispirato un poeta come Pablo Neruda a comporre la poesia intitolata "La Cipolla": "...anfora luminosa, petalo e petalo si formò la tua bellezza, squame di cristallo ti accrebbero e nel segreto della terra oscura si arrotondò il tuo ventre di rugiada...". Ogni anno, nel mese di luglio,viene celebrata la "Sagra del pesce azzurro e della cipolla rossa di Tropea"
martedì 17 maggio 2011
Easy Rider all'italiana
«The journey is the destination», recita un motto inglese. E in molti sono oggi a pensare che nel viaggio — e non solo nel raggiungimento della meta — stiano vacanza e divertimento. Soprattutto, se a muoversi, sono i motociclisti: moderni centauri perennemente on the road tra rettilinei, declivi e tornanti.
In campo, non c’è età né classe sociale che tenga, ma solo il rombo del motore e tanta passione. «Quattro ruote spostano il corpo, due muovono l’anima—spiega Stefano Zelco, cinquantenne veterinario di Padova —. Chi pensa che la moto sia un mezzo di trasporto come un altro, si sbaglia: in sella alle due ruote si vivono emozioni sorprendenti. Si entra nel paesaggio, si fa parte del tutto, senza filtri o mediazioni. E poi c’è il senso di libertà e di appartenenza a un gruppo. Adoro quell’atmosfera galvanizzata che ad ogni sosta si condivide con i compagni di avventura. E quando il viaggio è finito, si vuole già ripartire. Perché quello che conta non è il punto di arrivo, ma il percorso ».
FRA ITALIA E SVIZZERA. IL GIRO DEI PASSI MITICI
Un girotondo di pieghe sui crinali tra Svizzera, Alto Adige e Lombardia. Un itinerario emozionante di 290 chilometri dove ad attrarre è la strada: esaltante, impegnativa, mozzafiato. Si parte (e si arriva) dal paese di Edolo, all’inizio della Val Camonica, lanciando il motore verso il Passo dell’Aprica e il Passo del Bernina, lungo la SS38a, dove si trova l’antico Ospizio, hotel e tappa dei motociclisti. Si è già in territorio svizzero, puntellato da paesini con le case dai balconi fioriti e il trenino rosso del Bernina Express che corre accanto. Velocità, lunghi rettilinei e abetine nel Parco dell’Engadina: è la salita al Passo del Fuorn (Ofenpass) che porta in Alto Adige, tra i larici di Tubre, la medievale Glorenza, il castello di Montechiaro. La regina delle salite è lì: la SS38 del tortuoso Passo dello Stelvio, tra i valichi stradali più alti d’Europa (2758 metri). «La strada per il Passo—spiega Stefano Angeleri, perito industriale—è un groviglio di curve e, vista dall’alto, sembra un filo per cucire buttato sul tavolo. Fu progettata nel 1818 da Carlo Donegani per conto di Francesco I, imperatore d’Austria. Per la moto è perfetta, anche perché l’aria purificata dalle conifere ti assale alla prima curva a gomito. Una volta in cima, ci si può fermare al museo al passo, oppure dormire al "Passo Stelvio", il primo albergo costruito sul valico». La discesa porta a Bormio, già terme romane e medievali, Santa Caterina Valfurva e il mitico Passo Gavia, a 2621 metri. Per divertirsi ancora un po’.
LA COSTA AZZURRA E I CANYON DELLA PROVENZA
Borghi medievali e profonde gole che salgono verso gli ampi scenari delle Alpi Marittime: l’entroterra della Provenza, alle spalle della Costa Azzurra, è una delle mete motociclistiche più amate dai centauri in cerca di pace. L’itinerario di 400 chilometri si snoda prevalentemente su strade di montagna, ma il punto di partenza è Nizza, raggiungibile dall’Italia con l’autostrada A10. Lasciato il mare alle spalle, si punta dritto verso l’interno, lungo la N202 (Route des Grandes Alpes). Le pareti della forra delle Gorges du Cians si fanno sempre più vicine, fin quasi a sfiorare il motociclista. È un tunnel naturale scavato nella roccia, sbuca sulla vista mozzafiato degli strapiombi vertiginosi che dominano le anse del torrente Cians. Il motore corre verso gli ampi orizzonti di Valberg (D289) e verso la cittadina di Guillaumes (sosta al Castello della Reinne Jeanne). Poi, ancora gole. Quelle spettacolari di Georges de Daluis. La prossima tappa è il borgo di Entrevaux, accessibile solo dal ponte levatoio. Si abbandona quindi la moto per incamminarsi a piedi lungo l’intrico di viuzze e sulla rampa che conduce alla sommità della cittadella. «La salita è impegnativa—avverte Marcello Ragusa, consulente fiscale con il pallino dei motori —, ma una volta in cima il panorama che si apre sulla vallata compensa ogni sforzo. Giusto quello che ci vuole prima di affrontare la Route Napoléon, il canyon delle Gorges du Verdon e la Corniche Sublime, un percorso temerario interamente scolpito nella roccia calcarea che segue fedelmente le creste e le anse del canyon per tutta la lunghezza. Percorrerlo è un’esperienza emozionante che non lascia un attimo di tregua». I 30 chilometri successivi (fino ad Aiguines) sono un susseguirsi di curve e tratti a precipizio, poi la strada si fa più dolce fino a Grasse. L’ultimo sforzo è per le Georges du Loup, dove ci si inoltra lungo un percorso ad anello (D3 e D6) scavato a picco sul precipizio.
DA PARMA ALLA RIVIERA LIGURE
Quando l’A15 non c’era, la SS62 del Passo della Cisa avvicinava il mar Ligure alla Pianura Padana. L’itinerario è di 300 chilometri, si parte da Parma (imboccando proprio la SS62) dove la strada è piatta e dà, solo inizialmente, poche soddisfazioni. Ma dopo Fornovo di Taro, tappa dell’antica Via Francigena, si sale decisamente e ci si diverte con i primi tornanti. Bardone, Calestano, Cassio Parmense e poi sui crinali per Cavazzolo e a Berceto, dove i fan della rossa possono rendere omaggio al monumento che ricorda la prima gara di Enzo Ferrari. Ci si affaccia al Passo della Cisa, dove regna il silenzio più assoluto, poi si scende: Pontremoli, Aulla, Sarzana… e una volta sul mare, Montemarcello (sulla SP432) con le stradine che si affacciano sul Golfo di La Spezia e la litoranea SS370 delle romantiche Cinque Terre. I recidivi possono allontanarsi dal mare e rilanciare con l’esaltante sequenza di curve del Passo del Bracco, a pochi colpi di gas decisi sopra Bonassola (la salita è indicata da un vecchio cartello in cemento). La strada è l’Aurelia; la sosta di rito è al bar La Baracca, da sempre sosta dei motard e tempio del moto-club «I Pazzi del Bracco».
DALLA VIA APPIA AL PARCO DEI CASTELLI ROMANI
L’itinerario in moto sui Colli Romani (130 chilometri) comincia a piedi. Si, perché l’accesso storico da Roma verso sud è da sempre la Via Appia, quella antica, la consolare che è un grande museo all’aperto. Poi, in sella alla moto, si va sulla SS217 verso Castel Gandolfo (famoso per il Palazzo Papale), Albano Laziale (con la porta Pretoria e gli scavi romani), Ariccia (patria della porchetta) che guarda dall’alto il folto bosco di Villa Chigi. Bella la Via dei Laghi che rasenta il piccolo borgo antico di Nemi; entusiasmante la strada che si arrampica sui colli (SP15d) dei Pratoni del Vivaro sul cono vulcanico di Monte Cavo; tortuosa la salita a Rocca Priora (SS215 Via Latina), belvedere su metà Lazio. Imperdibile, infine, il vino di Frascati e la cucina della zona.
IN PUGLIA FRA MARE E FORESTE
Nessun tornante, ma curve tonde che sembrano disegnate col compasso tra i boschi del promontorio del Gargano. Il tour di 120 chilometri inizia a Manfredonia, non prima di aver visitato il castello di Federico II, e continua, verso Mattinata, lungo la SP53, che regala picchi di gioia per il suo andamento rotondo. Una ventina di chilometri tutti da guidare, ma anche da contemplare: a destra il mare più blu, la spiaggia rosa sotto le rocce e i faraglioni della Baia delle Zàgare, mentre pini d’Aleppo e olivi sfilano su terrazzamenti vertiginosi e, a sinistra, si susseguono i tavolati rocciosi del promontorio. La vista di Vieste appollaiata su uno sperone è di quelle da togliere il fiato. Tra archi naturali, pinnacoli e grotte marine la costa ha dato il meglio di sé. L’alternativa è la SS89 dell’entroterra che porta da Mattinata al Valico del Lupo. È una strada molto più stretta e meno armonica, ma è il regno della natura più selvaggia e vigorosa: nessun segno di vita, solo tracce di greggi e bestie al pascolo.
In campo, non c’è età né classe sociale che tenga, ma solo il rombo del motore e tanta passione. «Quattro ruote spostano il corpo, due muovono l’anima—spiega Stefano Zelco, cinquantenne veterinario di Padova —. Chi pensa che la moto sia un mezzo di trasporto come un altro, si sbaglia: in sella alle due ruote si vivono emozioni sorprendenti. Si entra nel paesaggio, si fa parte del tutto, senza filtri o mediazioni. E poi c’è il senso di libertà e di appartenenza a un gruppo. Adoro quell’atmosfera galvanizzata che ad ogni sosta si condivide con i compagni di avventura. E quando il viaggio è finito, si vuole già ripartire. Perché quello che conta non è il punto di arrivo, ma il percorso ».
FRA ITALIA E SVIZZERA. IL GIRO DEI PASSI MITICI
Un girotondo di pieghe sui crinali tra Svizzera, Alto Adige e Lombardia. Un itinerario emozionante di 290 chilometri dove ad attrarre è la strada: esaltante, impegnativa, mozzafiato. Si parte (e si arriva) dal paese di Edolo, all’inizio della Val Camonica, lanciando il motore verso il Passo dell’Aprica e il Passo del Bernina, lungo la SS38a, dove si trova l’antico Ospizio, hotel e tappa dei motociclisti. Si è già in territorio svizzero, puntellato da paesini con le case dai balconi fioriti e il trenino rosso del Bernina Express che corre accanto. Velocità, lunghi rettilinei e abetine nel Parco dell’Engadina: è la salita al Passo del Fuorn (Ofenpass) che porta in Alto Adige, tra i larici di Tubre, la medievale Glorenza, il castello di Montechiaro. La regina delle salite è lì: la SS38 del tortuoso Passo dello Stelvio, tra i valichi stradali più alti d’Europa (2758 metri). «La strada per il Passo—spiega Stefano Angeleri, perito industriale—è un groviglio di curve e, vista dall’alto, sembra un filo per cucire buttato sul tavolo. Fu progettata nel 1818 da Carlo Donegani per conto di Francesco I, imperatore d’Austria. Per la moto è perfetta, anche perché l’aria purificata dalle conifere ti assale alla prima curva a gomito. Una volta in cima, ci si può fermare al museo al passo, oppure dormire al "Passo Stelvio", il primo albergo costruito sul valico». La discesa porta a Bormio, già terme romane e medievali, Santa Caterina Valfurva e il mitico Passo Gavia, a 2621 metri. Per divertirsi ancora un po’.
LA COSTA AZZURRA E I CANYON DELLA PROVENZA
Borghi medievali e profonde gole che salgono verso gli ampi scenari delle Alpi Marittime: l’entroterra della Provenza, alle spalle della Costa Azzurra, è una delle mete motociclistiche più amate dai centauri in cerca di pace. L’itinerario di 400 chilometri si snoda prevalentemente su strade di montagna, ma il punto di partenza è Nizza, raggiungibile dall’Italia con l’autostrada A10. Lasciato il mare alle spalle, si punta dritto verso l’interno, lungo la N202 (Route des Grandes Alpes). Le pareti della forra delle Gorges du Cians si fanno sempre più vicine, fin quasi a sfiorare il motociclista. È un tunnel naturale scavato nella roccia, sbuca sulla vista mozzafiato degli strapiombi vertiginosi che dominano le anse del torrente Cians. Il motore corre verso gli ampi orizzonti di Valberg (D289) e verso la cittadina di Guillaumes (sosta al Castello della Reinne Jeanne). Poi, ancora gole. Quelle spettacolari di Georges de Daluis. La prossima tappa è il borgo di Entrevaux, accessibile solo dal ponte levatoio. Si abbandona quindi la moto per incamminarsi a piedi lungo l’intrico di viuzze e sulla rampa che conduce alla sommità della cittadella. «La salita è impegnativa—avverte Marcello Ragusa, consulente fiscale con il pallino dei motori —, ma una volta in cima il panorama che si apre sulla vallata compensa ogni sforzo. Giusto quello che ci vuole prima di affrontare la Route Napoléon, il canyon delle Gorges du Verdon e la Corniche Sublime, un percorso temerario interamente scolpito nella roccia calcarea che segue fedelmente le creste e le anse del canyon per tutta la lunghezza. Percorrerlo è un’esperienza emozionante che non lascia un attimo di tregua». I 30 chilometri successivi (fino ad Aiguines) sono un susseguirsi di curve e tratti a precipizio, poi la strada si fa più dolce fino a Grasse. L’ultimo sforzo è per le Georges du Loup, dove ci si inoltra lungo un percorso ad anello (D3 e D6) scavato a picco sul precipizio.
DA PARMA ALLA RIVIERA LIGURE
Quando l’A15 non c’era, la SS62 del Passo della Cisa avvicinava il mar Ligure alla Pianura Padana. L’itinerario è di 300 chilometri, si parte da Parma (imboccando proprio la SS62) dove la strada è piatta e dà, solo inizialmente, poche soddisfazioni. Ma dopo Fornovo di Taro, tappa dell’antica Via Francigena, si sale decisamente e ci si diverte con i primi tornanti. Bardone, Calestano, Cassio Parmense e poi sui crinali per Cavazzolo e a Berceto, dove i fan della rossa possono rendere omaggio al monumento che ricorda la prima gara di Enzo Ferrari. Ci si affaccia al Passo della Cisa, dove regna il silenzio più assoluto, poi si scende: Pontremoli, Aulla, Sarzana… e una volta sul mare, Montemarcello (sulla SP432) con le stradine che si affacciano sul Golfo di La Spezia e la litoranea SS370 delle romantiche Cinque Terre. I recidivi possono allontanarsi dal mare e rilanciare con l’esaltante sequenza di curve del Passo del Bracco, a pochi colpi di gas decisi sopra Bonassola (la salita è indicata da un vecchio cartello in cemento). La strada è l’Aurelia; la sosta di rito è al bar La Baracca, da sempre sosta dei motard e tempio del moto-club «I Pazzi del Bracco».
DALLA VIA APPIA AL PARCO DEI CASTELLI ROMANI
L’itinerario in moto sui Colli Romani (130 chilometri) comincia a piedi. Si, perché l’accesso storico da Roma verso sud è da sempre la Via Appia, quella antica, la consolare che è un grande museo all’aperto. Poi, in sella alla moto, si va sulla SS217 verso Castel Gandolfo (famoso per il Palazzo Papale), Albano Laziale (con la porta Pretoria e gli scavi romani), Ariccia (patria della porchetta) che guarda dall’alto il folto bosco di Villa Chigi. Bella la Via dei Laghi che rasenta il piccolo borgo antico di Nemi; entusiasmante la strada che si arrampica sui colli (SP15d) dei Pratoni del Vivaro sul cono vulcanico di Monte Cavo; tortuosa la salita a Rocca Priora (SS215 Via Latina), belvedere su metà Lazio. Imperdibile, infine, il vino di Frascati e la cucina della zona.
IN PUGLIA FRA MARE E FORESTE
Nessun tornante, ma curve tonde che sembrano disegnate col compasso tra i boschi del promontorio del Gargano. Il tour di 120 chilometri inizia a Manfredonia, non prima di aver visitato il castello di Federico II, e continua, verso Mattinata, lungo la SP53, che regala picchi di gioia per il suo andamento rotondo. Una ventina di chilometri tutti da guidare, ma anche da contemplare: a destra il mare più blu, la spiaggia rosa sotto le rocce e i faraglioni della Baia delle Zàgare, mentre pini d’Aleppo e olivi sfilano su terrazzamenti vertiginosi e, a sinistra, si susseguono i tavolati rocciosi del promontorio. La vista di Vieste appollaiata su uno sperone è di quelle da togliere il fiato. Tra archi naturali, pinnacoli e grotte marine la costa ha dato il meglio di sé. L’alternativa è la SS89 dell’entroterra che porta da Mattinata al Valico del Lupo. È una strada molto più stretta e meno armonica, ma è il regno della natura più selvaggia e vigorosa: nessun segno di vita, solo tracce di greggi e bestie al pascolo.
domenica 15 maggio 2011
Spagna quasi gratis
Fino al 24 maggio potrete organizzare la vostra vacanza in Spagna prenotando pernottamenti fino al 31 agosto in tutti gli hotel della catena Ibis in Spagna sempre a 45€. a notte la stanza
http://www.ibishotel.com/hotel-cms/it/country/offers/offer-PA-PES-450.shtml
Anniversario Best Western per i suoi 65 anni di attivita si possono prenotare 65 notti dal 1° luglio al 3 settembre ad un prezzo massimo di 65 euro a coppia, potrete prenotare per 65 ore(ancora!) dalle 7.00 del 24 maggio.
Se però avete la tessera Best Western Rewards potrete prenotare dal 17 maggio,nel caso vi interessi e volete anticipare potrete richiederla gratuitamente
http://www.bestwesterndeals.com/hotel-deals/special-offer.aspx?Lang=IT
Anche quest’anno torna “Camminamolise” dal 6 al 9 agosto quattro giorni di facili camminate nel bellissimo e poco conosciuto entroterra molisano,si dorme in albergo ad Isernia o Campobasso, con i pullman si è prelevati e portati al punto di partenza ,alla sera ricondotti all’ hotel.Durante il percorso nei paesi attraversati offerti pranzi e cene e festeggiamenti vari
http://www.laterra.org/CAM_edizioni/Prossima%20Edizione.htm
http://www.ibishotel.com/hotel-cms/it/country/offers/offer-PA-PES-450.shtml
Anniversario Best Western per i suoi 65 anni di attivita si possono prenotare 65 notti dal 1° luglio al 3 settembre ad un prezzo massimo di 65 euro a coppia, potrete prenotare per 65 ore(ancora!) dalle 7.00 del 24 maggio.
Se però avete la tessera Best Western Rewards potrete prenotare dal 17 maggio,nel caso vi interessi e volete anticipare potrete richiederla gratuitamente
http://www.bestwesterndeals.com/hotel-deals/special-offer.aspx?Lang=IT
Anche quest’anno torna “Camminamolise” dal 6 al 9 agosto quattro giorni di facili camminate nel bellissimo e poco conosciuto entroterra molisano,si dorme in albergo ad Isernia o Campobasso, con i pullman si è prelevati e portati al punto di partenza ,alla sera ricondotti all’ hotel.Durante il percorso nei paesi attraversati offerti pranzi e cene e festeggiamenti vari
http://www.laterra.org/CAM_edizioni/Prossima%20Edizione.htm
sabato 7 maggio 2011
Una notte al museo
Che i musei non siano luoghi noiosi ce l'ha dimostrato Ben Stiller in "Una notte al Museo", in cui vestiva i panni di Larry Daley, guardiano del New York Museum of Natural History. Nel famoso film campione di incassi (di cui nel 2009 è stato realizzato il sequel "Una notte al museo 2"), animali e statue si animavano al calar del sole, in un mix di effetti speciali e battute esilaranti che hanno appassionato milioni di bambini in tutto il mondo. Ma come sarebbe trascorrere davvero una notte al museo?
Scoprirlo non è poi così difficile, sfruttando le iniziative dedicate ai bambini che vanno moltiplicandosi in tutta Italia e che condividono il comune obiettivo di abbattere le barriere tra i luoghi della cultura e della scienza e il pubblico più giovane. Come? Stimolando la curiosità, mettendo al centro della serata il divertimento.
Si parte dal Science Centre Immaginario Scientifico di Trieste (frazione Grignano), che per il 14 maggio organizza la Notte Immaginaria, aperta ai bambini dai 7 agli 11 anni. Si comincia sabato sera con speciali attività in compagnia dello scienziato Charles Darwin, una caccia al tesoro e un laboratorio paleontologico per riprodurre antichi fossili, per poi dormire in sacco a pelo e concludere l'avventura con la colazione della domenica (prenotazioni entro l'11maggio, costo 25 €. Info: 040 224424).
Notte al Museo per piccoli aspiranti scienziati anche al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano il 21 maggio. Qui la magia del buio accompagna una suggestiva visita - armati di torcia elettrica - alle gallerie, affascinanti racconti sulla storia delle invenzioni, esperimenti e attività creative. Il "campo base" per la notte è nella Sala delle Colonne dell'antico monastero che ospita il museo, accanto alla Galleria dedicata a Leonardo Da Vinci. La serata è aperta ai bambini a partire dai 6 anni e ai loro genitori e verrà replicata sabato 17 settembre (prenotazioni entro il 13 maggio, costo 45 €. Info: 02 48555558).
Al Museo Civico di Storia Naturale di Verona sono da segnare in agenda il 13 e 27 maggio e il 10 e 24 giugno (dato il successo delle passate edizioni, l'iniziativa viene ripetuta due volte al mese), date in cui si terrà Chi dorme non piglia pesci. Ogni volta un tema diverso a guidare una "caccia all'indizio" notturna, rigorosamente al buio, per scoprire i segreti degli oggetti esposti e la storia del museo. Anche in questo caso si dorme in sacco a pelo in una delle sale (Info e prenotazioni: 045 8036353).
Tre date disponibili - 7, 14 e 21 maggio - per partecipare a Sognando in Museo, iniziativa collettiva ideata dal Post di Perugia in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura regionale. Oltre al Post (Officina per la Scienza e la Tecnologia), partecipano il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, il Museo delle Acque e il Palazzo della Penna di Perugia, il Museo dell'olivo e dell'olio di Torgiano, il Museo della Pesca di Magione, il Museo della carta e della filigrana e il Palazzo della Fondazione Carifac di Fabriano.
Aperto ai bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, il progetto prevede proposte differenti a seconda della struttura scelta, ma a caratterizzare Sognando in Museo è la presenza di personaggi storici in costume, che guidano i piccoli partecipanti alla scoperta dei luoghi, coinvolgendoli in laboratori e attività pratiche. E a seguire, dopo la fiaba della buona notte, nottata in sacco a pelo e colazione di gruppo (Prenotazioni online sul sito, costo 20 €. Info: 075 5736501).
E per gli adulti che volessero provare l'emozione di una visita notturna alle sale museali, va ricordato che il 14 maggio molti musei italiani aderiscono alla "Notte dei Musei", un grande evento di carattere europeo che, dopo il grande successo delle edizioni passate, prevede anche quest'anno un'apertura straordinaria con ingresso gratuito nella notte tra sabato e domenica, dalle 20.00 alle 2.00. L'elenco completo delle strutture aderenti è consultabile sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Scoprirlo non è poi così difficile, sfruttando le iniziative dedicate ai bambini che vanno moltiplicandosi in tutta Italia e che condividono il comune obiettivo di abbattere le barriere tra i luoghi della cultura e della scienza e il pubblico più giovane. Come? Stimolando la curiosità, mettendo al centro della serata il divertimento.
Si parte dal Science Centre Immaginario Scientifico di Trieste (frazione Grignano), che per il 14 maggio organizza la Notte Immaginaria, aperta ai bambini dai 7 agli 11 anni. Si comincia sabato sera con speciali attività in compagnia dello scienziato Charles Darwin, una caccia al tesoro e un laboratorio paleontologico per riprodurre antichi fossili, per poi dormire in sacco a pelo e concludere l'avventura con la colazione della domenica (prenotazioni entro l'11maggio, costo 25 €. Info: 040 224424).
Notte al Museo per piccoli aspiranti scienziati anche al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano il 21 maggio. Qui la magia del buio accompagna una suggestiva visita - armati di torcia elettrica - alle gallerie, affascinanti racconti sulla storia delle invenzioni, esperimenti e attività creative. Il "campo base" per la notte è nella Sala delle Colonne dell'antico monastero che ospita il museo, accanto alla Galleria dedicata a Leonardo Da Vinci. La serata è aperta ai bambini a partire dai 6 anni e ai loro genitori e verrà replicata sabato 17 settembre (prenotazioni entro il 13 maggio, costo 45 €. Info: 02 48555558).
Al Museo Civico di Storia Naturale di Verona sono da segnare in agenda il 13 e 27 maggio e il 10 e 24 giugno (dato il successo delle passate edizioni, l'iniziativa viene ripetuta due volte al mese), date in cui si terrà Chi dorme non piglia pesci. Ogni volta un tema diverso a guidare una "caccia all'indizio" notturna, rigorosamente al buio, per scoprire i segreti degli oggetti esposti e la storia del museo. Anche in questo caso si dorme in sacco a pelo in una delle sale (Info e prenotazioni: 045 8036353).
Tre date disponibili - 7, 14 e 21 maggio - per partecipare a Sognando in Museo, iniziativa collettiva ideata dal Post di Perugia in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura regionale. Oltre al Post (Officina per la Scienza e la Tecnologia), partecipano il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, il Museo delle Acque e il Palazzo della Penna di Perugia, il Museo dell'olivo e dell'olio di Torgiano, il Museo della Pesca di Magione, il Museo della carta e della filigrana e il Palazzo della Fondazione Carifac di Fabriano.
Aperto ai bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, il progetto prevede proposte differenti a seconda della struttura scelta, ma a caratterizzare Sognando in Museo è la presenza di personaggi storici in costume, che guidano i piccoli partecipanti alla scoperta dei luoghi, coinvolgendoli in laboratori e attività pratiche. E a seguire, dopo la fiaba della buona notte, nottata in sacco a pelo e colazione di gruppo (Prenotazioni online sul sito, costo 20 €. Info: 075 5736501).
E per gli adulti che volessero provare l'emozione di una visita notturna alle sale museali, va ricordato che il 14 maggio molti musei italiani aderiscono alla "Notte dei Musei", un grande evento di carattere europeo che, dopo il grande successo delle edizioni passate, prevede anche quest'anno un'apertura straordinaria con ingresso gratuito nella notte tra sabato e domenica, dalle 20.00 alle 2.00. L'elenco completo delle strutture aderenti è consultabile sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
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